Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
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sabato 10 aprile 2010
IL TEAM ITALIANO CISOM E' RIENTRATO
Il 6 Aprile scorso sono rientrati in Italia i volontari CISOM impegnati ad Haiti, portando a termine con successo questa prima esperienza internazionale del Corpo sotto la bandiera del Malteser International - Order of Malta Worldwide Relief.L’impegno sostenuto dai volontari durante le tre settimane di permanenza presso le aree di Leogane e Darbonne, è stato di straordinaria importanza ed il lavoro svolto è stato internazionalmente riconosciuto. Infatti, nell’ambito della conferenza locale dell’UN-OCHA (United Nation Office for Coordiantion of Human Affairs), il rappresentante di Médecins sans Frontières ha più volte sottolineato la preziosa collaborazione avuta con l’equipe del Malteser International sul campo.Manlio Leonardi, Chiara Scarsi, Luigi Stradella, Loredana Boschetti, Salvatore Pellegrini, Luigina Pettirossi e Francesco Bordoni (Associazione Svizzera) coordinati dal team leader Marina Moll, sono gli otto volontari che portando ad Haiti professionalità ed umanità nel prestare cure mediche alla popolazione locale, si sono resi testimoni del mandato che caratterizza il Corpo, nel prestare assistenza a coloro che hanno bisogno, al di là di qualsiasi confine, materiale e non. Al team è indirizzato un particolare ringraziamento ed apprezzamento per il servizio svolto e l’impegno sempre dimostrato nonostante le difficili condizioni del contesto di intervento, mentre si conferma l’intenzione dell’ACISMOM-CISOM a sviluppare, in condivisione con il Malteser International, un progetto che possa offrire a tutti la possibilità di lasciare un segno tangibile della nostra solidarietà.
LAMPEDUSA: in azione i volontari del CISOM
Allertate verso le ore 2.00 del mattino del 3 Aprile 2010, le Forze Navali di stanza a Lampedusa (Guardia Costiera e Guardia di Finanza) sono state impiegate nel soccorso di 23 uomini, migranti alla deriva, a circa 5 miglia dalle coste dell’isola.Le operazioni di soccorso hanno visto impiegato tutto il personale CISOM in servizio. Il soccorritore Alberto Solaro del Borgo e l’infermiere Giuseppe Calabria hanno prestato la prima assistenza in mare, a seguito del difficile recupero in acqua dei migranti. Infatti, vedendo avvicinarsi la motovedetta CP 275 per le manovre di abbordaggio, i migranti, nonostante fossero stati esortati dal personale di bordo a non muoversi per ragioni di sicurezza, non hanno cessato di agitarsi, provocando il ribaltamento della fragile imbarcazione, un barcone di legno non più lungo di 7 metri carico più del dovuto. L’equipaggio ha quindi provveduto ad effettuare il recupero dei naufraghi ed il personale CISOM ha garantito le prime cure sanitarie. La dott.ssa Livia Caramazza, coadiuvata dal soccorritore Paolo Paolucci, Capo Area Sud del CISOM, ha quindi individuato i casi più urgenti. Tre codici rossi e tre codici gialli, sono stati particolarmente assis! titi e monitorati nel tragitto di ritorno verso il porto di Lampedusa.Mentre la logista Daniela Cioci gestiva in banchina le operazioni di coordinamento con le strutture del centro di accoglienza ed con il personale medico dell’I.N.M.P., la motovedetta giungeva in porto. I sei migranti in condizioni particolarmente gravi sono stati trasportati in ambulanza al Pronto Soccorso dell’isola, e tre di questi sono stati poi trasferiti in elicottero presso l’Ospedale di Palermo.I restanti 17 hanno atteso in banchina l’intervento del personale del centro di accoglienza, ricevendo l’assistenza dei nostri volontari, con coperte termiche e tè caldo.Una equipe del CISOM, a bordo dell’imbarcazione della Guardia di Finanza, ha poi accompagnato i migranti lungo il tragitto verso Porto Empedocle.
martedì 6 aprile 2010
MESSAGGIO DEL LIONS PRESIDENTE INTERNATIONAL EBERHARD WIRFS
ti scrivo per comunicarti delle buone notizie. La nostra crescita associativa netta è continuata anche nel mese di febbraio, raggiungendo i +22.879 soci, rispetto ai +14.042 dello stesso periodo nello scorso anno. La nascita di nuovi club sta aumentando raggiungendo i 1,002 nuovi club rispetto agli 841 dello scorso anno. Questo è il migliore risultato degli ultimi 12 anni. Il trend sembra anche interessare il mese di marzo, dal momento che nelle prime due settimane abbiamo superato i 25.000 nuovi soci.
In aggiunta a questi straordinari risultati, il mio tema "Move to Grow" riguarda anche il muoversi effettivamente verso nuove direzioni e rispondere alle nuove esigenze della comunità e dei nostri soci in continua evoluzione.
Desidero illustrarvi alcune nuove direzioni verso cui ci stiamo muovendo.
Affiliazione Femminile e delle Famiglie
Innanzi tutto, i risultati di crescita associativa degni di attenzione sono stati alimentati dal crescente invito rivolto alle donne e ai familiari da parte dei club. Adesso le donne costituiscono il 22% della nostra associazione, dal momento che sono più di 290.000. E questo riguarda tutto il mondo. A questo proposito, la scorsa settimana sono stato in Giappone, dove da sempre si registra un' affiliazione femminile più bassa rispetto alle altre aree. Sono rimasto piacevolmente sorpreso di sapere che quattro Multidistretti hanno registrato una sostanziale crescita associativa per il 90% dovuta all'affiliazione di donne e famiglie.
E, a proposito dell'affiliazione familiare, sappiamo che in diverse parti del mondo sempre più gente desidera impegnarsi nel volontariato e offrire un servizio insieme ai membri della propria famiglia. Forse non tutti i club sono in grado di farlo, ma i distretti dovrebbero offrire spazio ai club per famiglie - club le cui riunioni abbiano luogo in orari diversi e che realizzino progetti di service che possono coinvolgere le intere famiglie. Sembrerebbe che molti club si stiano attivando in questa direzione, dal momento che adesso più di 164.701 soci, che costituisce il 12% del totale, fanno parte di nuclei familiari. Fai click qui per saperne di più sulla modalità di affiliazione per le famiglie e sui suoi vantaggi.
Leo Club
Ci siamo anche impegnati nell'applicare il Move to Grow ai Leo Club, con l'inserimento del nuovo marchio in tutti i materiali per i Leo Club e con la creazione della Sezione Zona Leo del nostro sito. L'aspetto dei materiali è sicuramente migliorato, ma quello che è più importante, è che adesso siamo in grado di parlare ai giovani nella loro lingua e attraverso i modi in cui questi preferiscono comunicare - specialmente grazie a Internet. Per fare un esempio la nostra nuova pagina Leo su Facebook conta 1800 fan. In questo modo i Leo possono riunirsi virtualmente, condividere idee e mettersi in contatto con Leo di altri paesi. Inoltre i Leo hanno il loro database soci on line (il LeoMMR) che ci consente di comunicare meglio. Se il tuo club sponsorizza un club Leo che non è ancora online, o se ve ne sono alcuni nel tuo distretto, o se desideri ricevi maggiori informazioni sulle attività dei Leo, invia un' email a Leommr@lionsclubs.org
Tecnologia
Anche le persone più avanti negli anni come me, o sarebbe meglio dire "più mature" possono fare tesoro delle nuove tecnologie per comunicare. A gennaio ho partecipato a diversi webinar - seminari attraverso Internet - a cui hanno partecipato oltre 300 membri dei team dei governatori distrettuali del Nord America, Giappone, Asia Meridionale e Africa.
In un corso della durata di tre ore, articolato in tre sessioni, mi è stato possibile viaggiare attraverso i diversi fusi orari, dalla California a Tokio, per comunicare con i nostri team dei DG, restando nel mio ufficio.
Di recente mi è stato riferito che club e distretti Lions stanno utilizzando i webinar e le videoconferenze, per portare a termine delle attività e per mettersi in contatto con un maggior numero di Lions. E anche LCIF, la nostra fondazione, ha sempre più fatto uso della moderna tecnologia raccogliendo on-line in pochi giorni $140.000 in favore di Haiti e offrendo aggiornamenti giorno per giorno sulle nostre operazione di soccorso ad Haiti.
Quindi, come spero abbiate notato, il mio tema del Move to Grow non si riferisce solo a una crescita "fisica" ma piuttosto a una nuova crescita intesa come riorganizzazione, per individuare nuove aree e obiettivi da raggiungere, e per muoversi verso nuove direzioni per continuare ad essere la più grande ed attiva organizzazione di club di service.
Sono certo che ci stiamo muovendo nella giusta direzione e i risultati finora ottenuti ne sono una prova. E, ancora una volta, rinnovo il mio invito ad andare avanti, anche per rendere quest'anno unico nella nostra storia e per consentire a LCI di intraprendere una strada verso un futuro ancora più luminoso, grazie al nostro impegno finalizzato al MOVE TO GROW.
Cordiali saluti, Eberhard J. Wirfs Presidente Internazionale MOVE TO GROW.
domenica 4 aprile 2010
IL NOSTRO OBBIETTIVO: SPIEGA, IL PRESIDENTE SCHITTULLI
Al via l’iter progettuale per la realizzazione del
Museo dell’Acqua e della Pietra a Gravina in Puglia
“Valorizzare e rendere fruibile un’area di enorme importanza sotto il profilo naturalistico, antropologico e archeologico della provincia di Bari, quale le gravine di Gravina in Puglia”. Lo afferma il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, che ha accelerato l’iter amministrativo e progettuale per la realizzazione del primo Museo dell’Acqua e della Pietra in Terra di Bari.
Stamani, i tecnici del Servizio Ambiente della Provincia di Bari si sono recati a Gravina in Puglia per un sopralluogo e sono stati messi a punto con il Comune gli ultimi accordi istituzionali relativi al progetto. Il Museo dell’Acqua e della Pietra, per il quale la Provincia di Bari ha stanziato una somma pari a 500 mila euro nell’ambito del Programma Regionale per la Tutela dell’Ambiente – Piano di Attuazione della Provincia di Bari, avrà la sua sede nel centro storico, a ridosso della gravina, nel territorio comunale di Gravina in Puglia, e renderà accessibile ai visitatori le bellezze naturalistiche, antropologiche, storiche ed architettoniche in essa insite.
“Il nostro obiettivo – spiega il Presidente Schittulli - non è quello di realizzare un semplice allestimento museale, bensì di mettere in luce e rendere fruibile un ambiente unico nel suo genere che nei secoli ha unito sapientemente natura e civiltà. E’ nostro impegno quello di portare a compimento, entro la fine dell’anno, quest’opera così importante per la promozione turistica della nostra Murgia e dell’intero territorio provinciale. Gravina- continua - è un centro culturale sino ad ora sottovalutato dotato, invece, di un patrimonio storico, architettonico e rupestre che, insieme alla sua produzione enogastronomica, la rende il fulcro principale dell’intera regione Puglia. Questa Comune – conclude – è anche il cuore del Parco dell’Alta Murgia, un’area protetta che va rilanciata al fine di creare un reale sviluppo culturale e turistico e, quindi, nuove opportunità di lavoro per i giovani. Per realizzare questi obiettivi è necessario avviare una sinergia tra i Comuni che ne fanno parte in modo da poter realizzare una programmazione in grado di fornire frutti concreti”.
Bari, 1 aprile 2010Con cortese preghiera di pubblicazione e diffusione
venerdì 26 marzo 2010
GENTE! SIAMO ALLA FRUTTA....
B A R I
Bari, 26.03.2010
Comunicato Stampa
La pattuglia di motociclisti della Polizia Municipale di Bari in servizio nel rione S. Girolamo, ha denunciato un uomo per maltrattamenti di animali e atti osceni.
Ieri mattina, verso le ore 11,30, gli agenti di servizio su corso Vittorio Veneto sono stati allertati da una giovane automobilista che nei pressi del C.U.S. vi era un uomo nudo.
Giunti sul posto gli agenti sono rimasti allibiti ed increduli da quello a cui stavano assistendo, un uomo, mezzo nudo, stava sodomizzando un cane che aveva al guinzaglio.
L’individuo è stato bloccato e subito dopo gli agenti hanno fatto giungere sul posto i veterinari della A.S.L. per le cure.
L’uomo, un sessantunenne, residente nel quartiere di S. Girolamo, dichiarava che il cane, un dalmata, era di proprietà di un familiare.
Gli agenti hanno pertanto contattato quest’ultimo e lo hanno fatto giungere sul posto con i documenti del cane, da cui hanno potuto accertare che l’animale era effettivamente di sua proprietà.
Al termine dei controlli gli hanno riaffidato il cane, che non pareva aver riportato gravi danni.
L’uomo è stato denunciato per i reati di atti osceni in luogo pubblico e maltrattamenti di animali.
__________________________________________
LA POLIZIA MUNICIPALE COMUNICA
Bari 70126 – Via P. Aquilino n. 3 –
Comandante Tel. 080 - 5773411
Ufficio Stampa Tel. 080 – 5773404/54 Fax 080- 5775412
Responsabile Ufficio Stampa Dr. Stefano PICCIRILLI
e-mail: ufficiourp.poliziamunicipale@comune.bari.it
n. 39-10
lunedì 15 marzo 2010
IL GLORIOSO PRINCIPATO DI SEBORGA
Giornalista-pubblicista e scrittore
Tessera Naz. Ordine dei Giornalisti n. 116644
Divagazioni nell’anno mille.
Già nel 400 veniva chiamato CASTRUM SEPULCRI, e nel 600, dagli occitani, SEPULCRI BURGUM, poi SEPOLCARUM, indi SERPORCA o Castello dei 4 bastioni. Da tempo immemorabile luogo sacro ai Catari, dei quali mantiene l'anima profondamente ribelle, che qui tumulavano anticamente i loro grandi sacerdoti; divenne feudo dei Conti di Ventimiglia.
Questi, i quali secondo recenti studi pare che proprio da Seborga traggano le loro origini, cedettero il castello dei 4 bastioni e la chiesa di S. Michele in Ventimiglia , con ampio territorio annesso, ai monaci Benedettini di Lerino nel 954. Nel 1079 fu consacrato principato del sacro romano impero. Dal 1118, dopo che S. Bernardo di Clairvaux istituì a Seborga i primi 9 cavalieri del tempio, il Principato divenne l'unico Stato Sovrano Cistercense sino al 20 gennaio del 1729, anno in cui fu acquistato da Vittorio Amedeo II, con atto fatto a Parigi: atto mai registrato né dal Regno sardo, né dalla casa sabauda. Con il trattato di Aquisgrana del 1748 Seborga non entro a far parte della repubblica di Genova così come non passo, dopo il congresso di Vienna del 1814, al regno di Sardegna.
Nel 1861 non fu acclusa al regno d'Italia e godette fino al 1946 del diritto di "NULLIUS DIOCESIS", né c'è menzione nel 1946 che il territorio del Principato sia stato assegnato alla costituente che ha formato la repubblica italiana.
San Bernardo di Clairvaux, piccoletto di statura, malaticcio, molto pallido, dai rossi capelli ricciuti ma forte e caparbio, arrivò a Seborga nel febbraio del 1117, dove raggiunse i suoi confratelli Gondemar e Rossal che qui aveva inviato nel giugno del 1113, per proteggere il "Grande Segreto". Era all'epoca Principe Reggente l'Abate Edoard, nato nei dintorni di Tolone, il quale, di carattere molto testardo ma di grande bontà, era un "omone alto", dalle grosse mani sempre sui fianchi, come un pirata sulla tolda della propria nave; fu appunto l'Abate Edoard nella prima meta di settembre del 1118, a consacrare i primi nove Cavalieri di S. Bernardo che formarono la famosa "Povera Milizia di Cristo". Essi sono: gli abati Gondemar e Rossal, lo zio materno di San Bernardo, Andre de Montbar, il conte Hugues I de Champagne, Hugues de Payns, Payen de Mont Didier, Geoffroy de SaintOmer, Archambaud de Saint Amand e Geoffroy Bisol.
Partiti da Seborga nel novembre del 1118, otto di essi arrivarono a Gerusalemme la mattina del 14 maggio 1119; Hugues de Champagne li raggiunse sei anni dopo, nello stesso giorno e alla stessa ora. Si ritrovarono a Seborga, compiendo il viaggio di ritorno per il concilio di Troyes, la prima domenica di avvento del 1127. Qui San Bernardo li attendeva per incontrare con essi, in Provenza, frate Gerard de Martigues, che aveva, nel 1112, formato l'Ordine ospitaliero di S. Giovanni di Gerusalemme, oggi Cavalieri di Malta. E a Seborga, alla presenza di tutta la popolazione, di 23 cavalieri e di oltre 100 miliziani, lo stesso San Bernardo nomino i1 primo Gran Maestro della "Povera Milizia di Cristo' Hugues de Payns; a consacrarlo con la spada fu il Principe Abate Edoard. In quello stesso giorno, presso l'ulivo del1e Anime, fu fatto il giuramento di mantenere il "Grande Segreto" fra San Bernardo, i Cavalieri ed il grande Sacerdote dei Catari: Giovanni de Usson.
Dei grandi maestri del tempio, 15 su 22 furono anch'essi Principi pro tempore del Principato cistercense di Seborga; uno di questi, che fu Gran Maestro dal l210 al 1219, mori a Seborga in seguito alle ferite riportate in Terrasanta, il suo nome e Guillaume de Chartes. Un altro, il diciannovesimo Gran Maestro dell'ordine, che svolse il proprio mandato dal 1256 a1 1273, forse il Gran Maestro più discusso della storia, nacque proprio a Seborga ed e Tommaso Berard, figlio di Astraudo. L'u1timo segreto Capitolo generale, di cui siamo a conoscenza, si tenne nel Principato nel 1611 sotto l'egida del Principe assoluto di Seborga, Padre Cesario da San Paolo, che assunse in quella occasione l'onore di essere eletto Gran Maestro. Per sancire tale ricorrenza, furono posti su ogni tetto del Principato 13 coppi con sopra incisa la data 1611, il numero 13, la sigla C.S. e le croci Templari.
Sulla piazza, nel cuore del centro storico di Seborga a destra della chiesa, si fa notare un edificio in pietra. E' l'edificio identificato come "palazzo dei monaci" e come sede della "ZECCA". Il Principato istituì la zecca per battere monete proprie il 24 dicembre 1666 con l'appalto concesso dal principe abate Cesare Barcillon a Bernardino Bareste di Mougins. Le antiche monete coniate in oro e argento portano da un lato l'effigie di S. Benedetto con l'iscrizione DECUS ET ORNAMENTUM ECCLESIAE, dall'altro uno scudo sormontato da una corona fiorita contenente fra due rami di palma una mitra abbaziale con sotto incisa la data e l'iscrizione MONASTER1UM LERINENSE PRIXCEPS SEPULCRI CONGREGATIONIS CASSINENSIS. Seborga chiuse la zecca nel 1688 dopo la protesta del re di Francia per l'appalto concesso ad un ugonotto di Nimes certo D'Abric. Attendendosi ad un diritto mai abrogato il Principe Giorgio I, dal 23 aprile 1995, ha riaperto la zecca dove vengono coniate monete a corso legale. L'unita monetaria a Seborga e il Luigino del valore pari a 6 dollari USA. 11 nome Luigino venne dato durante la prima coniazione, in quanto la moneta di Seborga fu cambiata per un valore pari ad un quarto del valore attribuito al Luigi francese. Home page gratis da Beepworld.
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Tratto da www.consolatoonorariodiseborga
martedì 9 marzo 2010
AL BRANDEL, PRESIDENTE DEL L.C.I.F.
Gentile Lion,
Sono certo che anche tu sia rimasto scioccato alla notizia del terremoto di magnitudo 8.8 che ha colpito il Cile. Come in occasione del terremoto ad Haiti e di altre calamità naturali avvenute nel passato, la LCIF risponde rapidamente per garantire che le persone colpite ricevano gli aiuti di cui hanno bisogno; ma la Fondazione è anche impegnata sul versante degli aiuti a lungo termine.
Continuiamo a lavorare ad Haiti, dove Maureen ed io ci siamo recati la scorsa settimana. Siamo rimasti meravigliati di quanto i Lions di Haiti stiano facendo per riportare il loro paese alla stabilità, e sappiamo che i Lions del Cile offriranno lo stesso servizio alle loro comunità.
Insieme lavoriamo tutti per portare speranza alle persone colpite, agli sfollati e a chi soffre.
Cordiali saluti,
Al Brandel, Presidente LCIF
La risposta al terremoto in Cile
La LCIF è impegnata a portare aiuti alle comunità colpite dal recente terremoto in Cile. Il terremoto è stato uno di più forti mai registrati, e ha provocato oltre 800 morti e 2 milioni di sfollati. Son già stati assegnati tre sussidi di emergenza, ciascuno pari a $10.000 dollari per i Distretti T-1, T-2 e T-3 in Cile. Il Distretto T-3 include la città di Concepcion, una delle zone più duramente colpite del paese. Visitate il sito web della LCIF per aggiornarvi sulle ultime notizie.
Tendopoli: abitazioni e speranza per la gente di Haiti
Nei quartieri Delmas, Blanchard e Carrefour-Feuille di Port-au-Prince sono state allestite tre tendopoli, che offrono ricovero in totale a 3.000 persone, e stanno arrivando nella regione altre 240 tende. I Lions si stanno adoperando per attrezzare tali tendopoli con fognature, cucine e ospedali. Tuttavia, con l'avvicinarsi della stagione delle piogge, sta diventando sempre più pressante creare abitazioni più permanenti. Le necessità saranno pressanti per anni a venire, e l'impegno a lungo termine della LCIF consentirà la ricostruzione di comunità, di vite e di famiglie.
Collaborare per risultati sia nell'immediato che a lungo termine
I Lions stanno lavorando al fianco di leader locali, funzionari pubblici e organizzazioni non governative (ONG) di Haiti per potenziare i risultati del nostro impegno sia nell'immediato che a lungo termine. Durante la sua visita ad Haiti la scorsa settimana, il Presidente Brandel, affiancato da altri leader Lions, si è incontrato con l'Ambasciatore americano ad Haiti, con il sindaco di Port-au-Prince e con alcune ONG. Tutti si sono impegnati a fornire il loro sostegno alle attività dei Lions. L'esperienza della LCIF nella ricostruzione di comunità in seguito al verificarsi di calamità naturali testimonia quanto sia importante creare rapporti di collaborazione a lungo termine.
Attività dei multidistretti a favore degli aiuti in caso di calamità
A tutti coloro che hanno contribuito così generosamente alle attività di aiuto ad Haiti va il nostro più sentito ringraziamento. Numerosi multidistretti hanno offerto considerevoli contribuiti dimostrando il loro impegno ad aiutare la ricostruzione di Haiti.
• MD 112, Belgio US$190.000
• MD 116, Spagna, US$100.000
• MD 104, Norvegia, US$86.000
• I Lions del New England, U.S., US$60.000
• MD 110, Paesi Bassi, US$42.000
• MD 107, Associazione Lions Finlandesi US$57.000
• MD 51, Porto Rico, US$33.000
• MD 330, Giappone, US$32.000
Per un elenco completo del generoso supporto offerto da individui, club, distretti e multidistretti al fondo LCIF per gli aiuti per il terremoto di Haiti, visitare la pagina della risposta Lions online.
Fai una donazione, sostieni l'impegno della LCIF in caso di calamità
È fondamentale che la LCIF riceva costantemente contributi, affinché essa possa inviare immediatamente aiuti in caso di calamità come quelle verificatesi ad Haiti e in Cile. Se non hai effettuato una donazione, puoi ancora contribuire ai soccorsi donando online.
Con la tua donazione puoi offrire
Acqua, cibo e vestiario:
$25 - $50
Pronto soccorso/medicine:
$100 - $250
Ricostruzione e allestimento di infrastrutture:
$500 - $1.000
Assistenza nelle nostre attività di ricostruzione a lungo termine:
$5.000+
Messaggio di un Lion di Haiti
Leggete un messaggio di William Eliacin, Delegato di Zona, Haiti, in cui questi richiede ai Lions di tutto il mondo di contribuire alle attività di aiuto svolte dalla LCIF per Haiti.
Promozione
La Fondazione continua a promuovere le attività di soccorso ad Haiti e in Cile sia tra i Lions che tra il pubblico in generale. Per un elenco completo dei servizi giornalistici, visitare la pagina della pubblicità sul sito web. Materiale disponibile su Haiti Notiziari aggiornati Video Fotografie
Per ricevere un DVD del video su Haiti, si prega di contattare la LCIF. Forward email
Questa mail è stata inviata a vitalepietrolions@libero.it, da parte di memberupdate@lionsclubs.info
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lunedì 8 marzo 2010
VIOLENZA, EMERGENZA SOCIALE
Il disagio giovanile e il ruolo di una famiglia invisibile
Quali sono i cambiamenti sociali che hanno generato le condizioni favorevoli al proliferare di comportamenti aggressivi e distruttivi? Come sono cambiate le relazioni sociali? Perché la famiglia non è più luogo di protezione e sicurezza?
Il tema di studio nazionale votato all’ultimo Congresso di Ravenna, nella complessità della sua articolazione, mira a fare chiarezza sulle nuove forme di violenza, espressione di un malessere sociale dilagante, di un inquietante disagio giovanile, nonché di una precarietà relazionale finora sconosciuta.
All’interno del variegato “pianeta violenza”, la questione giovanile è da tempo il nervo scoperto della società. I giovani rappresentano l’anello debole di un sistema attraversato da forti tensioni, sono figli di una società priva di freni inibitori, in cui l’autorevolezza, intesa come credibilità valoriale, è stata soppiantata dalla trasgressione. Senza un passato, ma in qualche modo incapace di proiettarsi verso il futuro, la “generazione invisibile” vive il presente acriticamente, adagiandosi, e spesso rifiutando con violenza quello che la società è in grado di offrire. Il vuoto che opprime il ragazzo dopo l’abbandono delle certezze dell’infanzia rende tutto paurosamente insignificante.
Sui meccanismi di devianza minorile scatta l’influsso pesante della famiglia quando essa non è in grado, verso l’esterno, di garantire ai figli affetto, autonomia, autorevolezza di modelli comportamentali, perseguimento e raggiungimento di mete umane e professionali, cioè quella serie di elementi fondamentali per la formazione della personalità dei giovani, ai quali spesso viene a mancare una precisa identità culturale. E’ viva la percezione della “estraneità fra le generazioni” , rive di un fiume senza ponti. Genitori che non riescono a comprendere i figli e, viceversa, figli che considerano i genitori irrimediabilmente antiquati e formalisti. Il sociologo Giuseppe De Rita del Censis parla di “Incapacità di connessione”. Si è aperta una frattura profonda fra le generazioni, una frattura che comporta spesso l’impossibilità di trasmettere dai padri ai figli i modelli comportamentali, le gerarchie dei valori, perfino le regole della quotidianità
I nuovi stili di vita, lo stesso consumismo della rete, che esalta l’individualismo, dà ai ragazzi un’illusione di socialità e impedisce che si creino momenti di aggregazione spontanea. E’ la società narcisistica, orientata alla valutazione dell’io e non del gruppo sociale. Il vuoto ideologico, il nichilismo culturale, l’intolleranza civile e religiosa sono divenuti i simboli di una società allo sbando, sempre più in balia di “profeti” e di mercenari senza scrupoli ! E la mancanza di certezze affettive e ideali genera il tragico salto nel buio: dall’alcol alla droga, alla violenza gratuita. Il giovane cerca a tutti i costi una identità: la violenza gliela offre. E’ dalla miscela esplosiva delle difficoltà esistenziali del singolo e dalla distorsione dei valori fondamentali della vita che nascono i semi della violenza. Nascono dalla paura! E’ il timore di essere attaccati, sopraffatti, colpiti dall’altro.
Dietro questa drammatica realtà si annidano motivazioni particolarmente profonde collegate alla crescente solitudine in cui vivono le nuove generazioni, confinate in un mondo a parte dove, venuti a mancare gli interlocutori naturali ossia i genitori, prendono il sopravvento nuove figure di riferimento, estranee al circuito relazionale della famiglia: gli amici, quelli del « branco », con i quali si condividono ansie e timidezze, i primi segni cioè di quel disagio che se non interpretato in tempo si trasforma in pericolosa devianza. Individualismo, materialismo, consumismo sfrenato e soprattutto la quotidiana sagra dell’effimero hanno portato su altari pagani falsi dei, falsi miti concorrendo a determinare una distorta visione della realtà nonché una errata concezione del vivere.
Cosa fare per sconfiggere la violenza giovanile, il bullismo e con esso l’analfabetismo emotivo dei giovani? Parola d’ordine: “connettersi con i giovani”! Eliminare le condizioni di paura, educare i giovani alla legalità, ridestare in loro i grandi ideali, la passione civile e politica per renderli protagonisti consapevoli del loro ruolo sociale attraverso il recupero della … smarrita visibilità. Coniugare la libertà con il senso del dovere per poterla vivere non come trasgressione ma come valore di grande significato.
DOTT. ANTONIO LAURENZANO, RESPONSABILE COMITATO DISTRETTUALE.
“L’Europa e la cittadinanza umanitaria europea” Gallarate , 7 marzo 2010
In occasione della 26a Charter Night del Gallarate Seprio, il Governatore Rosario Marretta mi
ha consegnato la “Medaglia Presidenziale del Presidente Internazionale dei Lions Clubs Al Brandel”,
su proposta del Direttore Internazionale Ermanno Bocchini e del DG Roberto Monguzzi.
Nell’esprimere il mio vivo e grato ringraziamento a quanti, con autentico spirito di servizio,
hanno contribuito a questo prestigioso riconoscimento, sono lieto di condividerne con Voi tutti
la motivazione:
“Medaglia Presidenziale Al Brandel al Lions Antonio Laurenzano
per i grandi servizi resi all’Associazione per la promozione della
cittadinanza umanitaria europea e per la meritoria informazione
lionistica nella società civile”.
Con il rinnovato impegno a servire la nostra Associazione per l’affermazione di un lionismo
di proposta e di partecipazione sociale, i sentimenti della mia profonda Amicizia.
Antonio Laurenzano
giovedì 4 marzo 2010
LA MAGICA PUGLIA...LA TRANSUMANZA
tratto da una intervista alla Prof.ssa Anna Maria Di Comite.
Fascino, nostalgia, realtà concreta, desiderio di recupero di ciò che fa parte di un nostro immaginario collettivo. Realtà concreta e poesia.
Quando si pensa al passato tanti sentimenti ci coinvolgono e talora ci emozionano e ci spingono a desiderare di accostarci, anche se momentaneamente ed in chiave chiaramente moderna, a realtà che sono appartenute ad un mondo che ci ha preceduto e la cui memoria pur non appartenendo alla grande storia, non è morta, non è stata mentalmente archiviata da noi che spesso ci sentiamo tanto moderni, e il cui ricordo talora torna alla nostra mente, senza che neppure noi magari sappiamo spiegarci perché un certo mondo susciti ancora la nostra curiosità ed il nostro interesse.
La pratica della transumanza appartiene, forse per molti forse per pochi, a quelle realtà, che pur non facendo più parte del mondo nel quale viviamo, almeno nelle forme tradizionali del passato e almeno per noi Italiani del XXI secolo, suscitano in noi sentimenti buoni, di nostalgia, perché ci ricollegano ad una realtà profondamente diversa da quella quale conduciamo la nostra vita, che pur se stimolante e ricca di prospettive e aspettative, capace di sedurci e spingerci verso mete sempre nuove, che purtroppo talora ci deludono, è lontana dai ritmi naturali che ancora intimamente e forse inconsciamente ci appartengono e soprattutto lontana da un legame diretto e continuativo come la natura che talora, anche per lunghi periodi, ci appare soltanto come lo sfondo sul quale veder scorrere la nostra vita. Orbene, dopo questa doverosa ed essenziale introduzione, cari amici, spero di regalarVi con questo mie poche righe un “viaggio” con gli occhi della mente un immaginazione che è, credo, più importante della conoscenza.
Realtà concreta del mondo della transumanza tra passato e presente.
La realtà della transumanza è molto antica, risale ai primordi della civiltà ed è sempre stata espressione dello stretto legame che l’uomo ha avuto con la natura per poter vivere, soddisfare i suoi bisogni, trovare i mezzi di sussistenza. Certo questa realtà di vita non facile, dura o durissima è stata di grande importanza economica per molti paesi, prima che l’industrializzazione trasformasse profondamente il tessuto economico d’interi territori, e modificasse in senso industriale anche l’allevamento del bestiame. Ma è davvero scomparsa del tutto la pratica della transumanza, almeno in Italia? Certamente no, ancora oggi esiste un allevamento del bestiame che prevede lo spostamento degli animali dalla pianura alle montagne sia sulle Alpi che sull’Appennino e che spesso corrisponde a produzioni di qualità, particolarmente importanti nell’economia del nostro paese che può e deve contenere, in un mondo ad economia globalizzata non certamente sul piano della quantità ma su quello della qualità e della tipicità che sono il frutto di antiche esperirnze, di tradizioni, della varietà dei climi e del territorio; oggi però tranne che in rare eccezioni questi spostamenti avvengono con i moderni mezzi di trasporto per esempio i camion, pratica che rende senza dubbio la vita dei lavoratori che si dedicano all’allevamento del bestiame meno dura, più in sintonia con i tempi moderni, ma che forse ha interrotto in parte quel legame stretto che esisteva tra i pastori e la natura e probabilmente anche lungo i tratturi quella protezione dell’ambiente che una corretta pratica della pastorizia comporta.
Uno studio della pratica della transumanza non è cosa che tratterò in questa occasione perché la vastità del problema, che varia enormemente nel tempo e nello spazio a seconda dei momenti storici che ne hanno visto la diffusione e delle normative dei singoli Stati che lo hanno regolamentato, anche per quel che riguarda il sistema di impostazione fiscale che garantiva un importante gettito non lo consente. Ma allora che senso ha parlare della transumanza dico io? Poiché il mio carattere di scrittore mi è piaciuto affrontare per un insieme di interessi, curiosità varie e soprattutto suggestioni che un certo mondo suscita in me, appunto un itinerario lungo qualcuno dei percorsi che hanno caratterizzato questa pratica in alcune zone della Puglia.
Non mi rifarò ai tempi molto antichi ma mi ha colpito che una regolamentazione dei tratturi risale al 1447, ad opera degli spagnoli che stabilirono l’ampiezza che queste vie dovevano avere ed è un’ampiezza veramente notevole se si pensa che il tratturo Cerano di Foggia è lungo 207 km e largo 111mt., una via dell’erba notevolissima, ma tanti furono in Puglia i tratturi e i tratturelli che caratterizzarono il nostro territorio, (come l’alta Murgia lungo i tratturi di Altamura, Gravina e la Foresta di Mercadante di Cassano delle Murge con molte masserie allocate). Dell’importanza di questa realtà era ben consapevole il governo spagnolo che nello stesso anno creò la Dogana della mena delle pecore a Foggia, per esigere i tributi derivanti da questa attività. Ma come mai questa pratica non è riuscita a dare un adeguato benessere al regno di Napoli, alle popolazioni che vivevano nei territori della transumanza, ai pastori?
Ovviamente varie furono le cause che spesso si intrecciarono tra di loro: eccessivo prelievo fiscale, povertà d’acqua dei territori, crisi che caratterizzarono alcuni periodi della storia dei territori, gli allevamenti estensivi, la scarsa capitalizzazione delle aziende, la ridotta capacità di produrre formaggi di pregio per la scarsità dei capitali.
Come scegliere la meta di un viaggio.
Cari amici, possono essere veramente molti i motivi che ci spingono a scegliere una meta di viaggio: i sentimenti che ci animano, le motivazioni che ci portano a valutare il come viaggiare e cosa cercare in un’esperienza che come tutte quelle della vita, anche se ritenute ludiche, dovrebbero essere comunque momento di crescita, di consapevolezza, di soddisfazione di bisogni di natura culturale e sociale. Il bisogno di viaggiare è connaturato nell’uomo o forse in molti uomini, perché è un’esperienza che ci pone di fronte a noi stessi, al nostro bisogno di confrontarci con situazioni nuove del tutto o conosciute attraverso esperienze di natura culturale, alla possibilità di soddisfare la nostra curiosità per il mondo che ci circonda realtà nostra contemporanea o come realtà che è appartenuta ad un passato più o meno recente ma che fa tuttora parte di un immaginario collettivo che in qualche modo ci appartiene ancora. La curiosità è una forza potentissima che ci consente di vivere le esperienze che ci coinvolgono con entusiasmo, in modo costruttivo, creativo, propositivo, quindi è proprio la curiosità la forza che ci spinge a muoverci verso forme di conoscenze diretta per realtà della vita che possono sembrare minori ma che invece sono un tassello di un quadro più grande che si estende nel tempo e nello spazio, che ha quindi la possibilità di essere indagato in una dimensione sincronica ed in una diacronica, che è secondo me quella più importante perché è quella che più ci permette, o che almeno a me permette, di spaziare con la mia immaginazione verso forme di vita, colte nella loro complessità, strettamente intessute di affetti, abitudini, consuetudini materiali ed immateriali, valori culturali, tecnologie, esigenze lavorative, bisogni economici e metodi, espedienti e scelte per soddisfarli. Ma non è da trascurare anche un altro aspetto di questa realtà e precisamente il risvolto economico che può essere connesso con il mondo dei tratturi e che si ricollega al piacer individuale di ritrovare sapori antichi che, forse, per alcuni sono del tutto nuovi o inusitati, paesaggi diversi sia da quelli delle mete di viaggio più gettonate, un ritmo di vita più lento, tranquillo, e silenzioso che può costituire un momento di riposo dell’animo, di contemplazione insieme della natura e della capacità dell’uomo di convivere con essa.
Ma in questa meta di viaggio come questa c’è ancora qualcosa che mi coinvolge a vari livelli emotivo, sentimentale e culturale, quando penso alla transumanza e ai pastori che ne furono protagonisti per secoli, “Io, seduto sul gradone di pietra della lunga scalinata della antica villa paterna, nel cuore di Sicilia, il suono dei campanacci all’imbrunire, pecore e capre la mandria, accompagnata dall’inseparabile cane pastore, rientravano all’ovile, ed Io, in tenera età attendevo verso sera che il fattore del feudo, con precisione cronometrica portasse a mia nonna il latte appena munto, per la mia cena”.
Eroi i pastori, a vario titolo di un sistema di vita particolarmente a contratto con la natura ed è il ricordo e la memoria profonda di un’eco letteraria, che fa parte inevitabilmente di me, della mia formazione e di rapportarmi alla vita, memoria che serve non come archivio di fatti e conoscenze, ma motore di sentimenti e pensieri che ricollegano passato e presente per proiettarsi poi nel futuro e soprattutto due sono le immagini che mi tornano alla mente; i pastori di D’Annunzio e il pastore errante di Leopardi.
Settembre andiamo e tempo di migrare, ed i pastori scendono verso il mare Adriatico, selvaggio, che è verde come i pascoli dei monti; uomini solidi, laboriosi, forti, che percorrono strade antiche, l’erbai fiume silente, spinti dalla necessità di un lavoro, certamente amato, che apparteneva alle loro genti da generazioni, come un legame voluto dal destino, ma con tanta nostalgia nel cuore “che sapor d’acqua natia rimanga nei cuor esuli a conforto, segno di una umanità dolente che accetta la sua condizione con severa serietà e nasconde nel cuore la nostalgia, sentimento gentile, puro che rende più piena la loro condizione umana. E poi un altro pastore, quello splendido eroe del Canto notturno leopardiano, anche lui transumante, eterno pellegrino, ma simbolo dell’umanità tutta, che è sempre transumante nella vita, sempre alla ricerca di qualche cosa, sempre alla ricerca di risposte ai grandi perché della vita. Ed è li pastore errante, a contatto con la natura, come sospeso tra cielo e terra, in compagnia dei suoi animali, che ci rappresenta nel nostro bisogno di trovare, in un momento di silenzio superiore, la forza di ricercare la verità; figura dolente, solitaria, eroica nel suo bisogno di ricerca, che esprime tutto l’attaccamento alla vita, amore per la vita che non può essere solo facile appagamento di bisogni materiali, ma come si confà ad esseri umani pensanti, si concretizza nel bisogno di conoscenza, e se anche questa porta al dolore, comunque il bisogno di trovare risposte ai grandi perché della vita è sempre espressione di attaccamento e di amore per la vita stessa. Quindi è opportuno che l’uomo e natura si incontrano per una realizzazione più profonda e più vera dell’essere umano che in certe condizioni può meglio analizzare se stesso e ritrovarsi. Anche questo è un ulteriore motivo per cercare mete di viaggio più significative, aldilà delle mode, per un viaggiare che non sia solo un modo di divertirsi, o nel migliore dei casi per vedere e conoscere posti e cose nuove, ma anche per riconoscersi nella scoperta dei nostri bisogni più profondi, di cui magari siamo inconsapevoli e che forse possono riportarci ad una noastra realtà più profonda. Ma anche un’altra realtà che può e deve trarre vantaggio da una simile scelta di viaggio ed è la scoperta e la conoscenza di tutta una serie di prodotti di qualità, talora poco conosciuti, che devono trovare uno spazio più ampio per affermarsi e divenire occasione di lavoro, soprattutto per le giovani generazioni, ed anche occasione per scoprire cibi più sani e sicuri di tanti di origini non sempre conosciuta che talora appaiano sulle nostre tavole. Un caro saluto a tutti. Vostro, Pietro
IL PRESIDENTE SCHITTULLI SUI TAGLI ALLE TV LOCALI
In merito ai tagli dei fondi all’emittenza locale il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, dichiara: “Il pluralismo dell’informazione è positivo, costruttivo ed esalta i valori della democrazia purchè non sia strumentale a fini politici o appannaggio di lobby e partiti. L’informazione imparziale e corretta è necessaria e va adeguatamente sostenuta per la crescita civile della nostra società e la formazione culturale dei giovani. Purtroppo, nell’ambito delle politiche restrittive adottate dal Governo, sono stati operati tagli anche all’emittenza locale. Credo si renda necessario rivedere questa decisione. Le televisioni locali sono espressioni delle articolate realtà territoriali regionali, rappresentano un’essenziale modalità della partecipazione delle comunità locali alla vita politica, culturale e sociale della regione. Va, dunque, consentita e garantita la loro piena espressione”.
Bari, 3 marzo 2010