Ordini Cavallereschi Crucesignati

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sabato 5 maggio 2012

RADUNO NAZIONALE DEI PARACADUTISTI-2010

Par. Stefano Canè Addetto Stampa Comitato Organizzatore Per l’Esercito Italiano
Magg. Domenico Occhinegro COMUNICATO STAMPA
La prima volta in Puglia del Raduno Nazionale dei Paracadutisti
Barletta 14-15-16 maggio 2010
Barletta 14 maggio 2010. È la prima volta che la Puglia ospita il Raduno Nazionale dei Paracadutisti. Un appuntamento biennale fisso, iniziato nel 1956 anno di fondazione dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia e destinato a perpetuarsi per gli anni a venire. Barletta non è stata scelta a caso, con dodici medaglie insignite e due appuntante al Gonfalone, è la città più decorata d’Italia. L’ultimo raduno si è svolto nel 2008 a Venezia, concludendosi proprio con un “arrivederci a Barletta”. Promessa mantenuta visto che la città si appresta ad ospitare circa 2mila paracadutisti provenienti da ogni parte d’Italia e come spera Costantino Palmitessa, Presidente del Comitato Organizzatore, anche dai paesi Europei aderenti alla Unione Europea dei Paracadutisti (U.E.P.). Tutto reso possibile con il sostegno e il patrocinio dei Sindaci dei Comuni Cocapoluogo, Nicola Maffei, Nicola Giorgino e Giuseppe Tarantini e del Presidente della Provincia Francesco Ventola. Si evidenzia, come le Poste Italiane, tenuto conto della rilevanza dell’evento, hanno previsto apposito “Annullo Postale” con un gazebo allestito nei giorni del Raduno.
Il programma prevede :
oggi venerdì 14 maggio alle ore 16, è prevista la resa degli onori da parte di un picchetto in armi e la successiva deposizione di corone d’alloro al Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari da parte dell’A.N.P.d’I..
Sabato 15 maggio, dopo la Santa Messa nella Basilica del Santo Sepolcro, prevista alle ore 10,30, vi sarà la deposizione di corone al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a seguire, la Banda musicale della Brigata Paracadutisti FOLGORE, si esibirà in corso Vittorio Emanuele. Alle ore 18,00 circa vi sarà una spettacolare esibizione ad opera di Paracadutisti che effettueranno lanci con la tecnica della caduta libera con atterraggio sulla litoranea di ponente. La giornata si concluderà con la grande festa del paracadutista che si terrà nel fossato antistante il Castello a partire dalle ore 20,15 in poi.
Domenica 16 è la giornata ufficiale dell’evento, caratterizzato dalle sfilate per le vie del centro cittadino di tutti i paracadutisti dell’A.N.P.d’I. con i loro labari provenienti da tutte le sezioni d’Italia, in piazza A. Moro (ex p.zza Roma) alle ore 11,00 circa, Vi sarà lo schieramento dei radunisti e dei reparti in armi, in particolare Vi sarà l’ingresso dei Gonfaloni delle Città di Barletta, Andria e Trani, del Medagliere Nazionale A.N.P.d’I. e della Bandiera di Guerra del 186° Reggimento “Folgore” di stanza in Siena decorata con una Medaglia d’Oro e due Medaglie d’Argento e dallo stesso scortata. Il deflusso dei radunisti, terminerà in piazza d’armi al Castello dove la cerimonia dell’Ammaina Bandiera, prevista per le ore 13,00 circa, segnerà la conclusione dell’evento.
L’Onorevole Medaglia d’Oro al Valor Militare Maggiore Paracadutista Gianfranco Paglia, che parteciperà personalmente all’evento, dichiara che : <>. Ribadisce inoltre di non avere dubbi sull’importanza dell’evento, dicendo che <>.

Quale massima Autorità Militare, sarà presente il Generale di Corpo d’Armata Armando NOVELLI, Egli stesso Paracadutista Militare, è Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER) con sede in Verona, alle cui dipendenze agiscono tutti i Comandi che radunano le Unità operative e i Supporti, è in grado di gestire, con visione unitaria, sia l'addestramento che l'impiego di tutte le forze terrestri italiane.
Dipendente direttamente dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Gen.C.A. A. Novelli, con la Sua autorevole presenza, dà all’evento un rilevante prestigio militare. Altra presenza di notevolissimo rilievo sarà quella della Sig.ra Maria Pia Tonini figlia del Gen. Goffredo Tonini – M.O.V.M., padre fondatore del Paracadutismo Militare italiano e Primo Comandante dei Paracadutisti Libici.
Ovviamente è assicurata anche la presenza del “nostro” Comandante della Brigata Paracadutisti FOLGORE Gen. Par. Federico D’Apuzzo.
Si unisce copia del messaggio inviato dal Ministro della Difesa On.le Avv. Ignazio La Russa in occasione del Raduno.
Si resta altresì in attesa dell’indirizzo di saluto, da parte del Sig. Presidente della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano.
Si allega programma dettagliato della manifestazione.
Saluti cordiali.

giovedì 3 maggio 2012

LIONS ROCCO SALTINO.GOVERNATORE 108/Ab-

THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS.
LIONS CLUB BARI HOST 52°ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE
Sede amministrativa del L.C. Bari Host Sheraton Nicolas Hotel-Bari
Il bollettino delle nostre riunioni l’addetto stampa: Pietro Vitale Lions, Pietro Vitale - Giornalista e scrittore - Tessera Ordine Naz. dei Giornalisti n.116644 “Aiutare oggi, servire sempre” D.G. Rocco SALTINO
“A noi piace l’azione, piace l’attività, valutiamo l’uomo nelle sue opere. Uno che non agisce non ha valore. Invece, la grandezza dell’uomo è dentro di lui. Nono vale tanto quello che fa,quando piuttosto quello che è”. (S. Ignazio di Loyola).
Cerimonia Scambio delle consegne e Passaggio delle Cariche.
Autorità, Officers Lions, gentili signore e signori, amici buonasera e benvenuti a questa cerimonia e di passaggio tra Governatori, del 18 luglio 2010.
L’evento della Cerimonia Passaggio delle Cariche e delle Consegne ha avuto luogo nel suggestivo scenario “Lo Smeraldo” Canosa di Puglia – tra i Governatori: Licia Bitritto Polignano (Anno Sociale 2009/10) e il Governatore Eletto Rocco Saltino (anno Sociale 2010/11)
“Aiutare oggi, servire sempre” è il motto del nuovo Governatore Rocco Saltino, il quale ha sostenuto che, dobbiamo essere fieri di questo territorio, che rappresenta un prezioso patrimonio storico ed è ricco di risorse umane ed economiche ancora da valorizzare.
Il rito del passaggio delle consegne in un Club Service è sempre carico di suggestioni e di curiosità, è un momento di consuntivi e di nuove proposte quello a cui i soci e gli illustri ospiti di tutto il Distretto 108/Ab hanno assistito nella cerimonia di passaggio delle consegne tra i Governatori, per il nuovo anno sociale.
Essere Governatore del Distretto 108/Ab sarà un grande impegno ed una grande responsabilità, ha commentato il neo Governatore.
Ringrazio ora pubblicamente tutti voi per avermi affidato questo prestigioso incarico, ma ritengo che i meriti di tutto questo non siano i miei, ma di chi ha riconosciuto in me alcune delle qualità che contraddistinguono i Lions. Cosa è un club? Una associazione di persone che hanno interessi comuni.
Quali sono gli interessi comuni dei Lions? I sentimenti di amicizia fra i soci, la vocazione al servizio verso gli altri e la comunità. Tali finalità sono un impegno costante per noi Lions e ad esse diamo assoluta importanza, quindi, non a caso, il nostro Cerimoniale prevede che esse siano sempre ricordate, ascoltandole in piedi, all’inizio di ogni nostro incontro. Sono dunque queste, amicizia e servizio, le linee guida che segneranno le attività del nostro prossimo anno sociale oltre a quello spiccato senso di rispetto della tradizione e della continuità che caratterizza, nel nostro Club, il passaggio da un presidente all’altro. Da un Governatore all’altro. Questi dunque gli obiettivi principali: continuare a rafforzare ed a stimolare nei soci il senso di appartenenza al Club ed alla Città con lo scopo di rappresentare per tutti un riferimento costante. Sono certo che il senso di appartenenza al Club si può ottenere solo stando ancora di più assieme, scambiandoci opinioni e impegnandoci, uniti, nella realizzazione di nuovi progetti: la conoscenza diventa presto simpatia e la simpatia amicizia. Credo che, l’obiettivo importante per un Governatore impegnato che ha raccolto consensi all’unanimità dalla platea, sia quello ed essere convinto di fare le cose che farà ed avere il piacere di farle al meglio, con l’aiuto di tutti. Un abbraccio a tutti voi, Pietro
P.s. note storiche:
E’ sempre bene ricordare le nostre radici e cosa fa il Lions International su tutta la crosta terrestre.
L’associazione internazionale dei Lions Club vede le sue origini con la realizzazione del sogno di Melvin Jones, uomo d’affari di Chicago. Melvin Jones era convinto che i business club locali dovessero allargare i propri orizzonti dai semplici interessi professionali al miglioramento delle proprie comunità e del mondo in generale. I Lions club sono attivamente impegnati nell’assistenza dei non vedenti e di coloro che hanno problemi di vista. Ampliando il proprio ruolo internazionale, Lions Clubs International ha affiancato le Nazioni Unite nella costituzione di organizzazioni non governative nel 1945 e continua a svolgere una funzione di consulenza all’interno dell’ONU. Oltre ai programmi per la vista, Lions Clubs Internationl è impegnato a fornire servizi per i giovani. Le attività dei Lions club sono inoltre rivolte all’ambiente, alla costruzione di case per i disabili, alla sensibilizzazione sul diabete, alla conduzione di programmi sull’udito e, grazie alla Fondazione, al soccorso in caso di disastri in tutto il mondo. Il Lions Clubs International conta oltre 1.450 milioni di uomini e donne, distribuiti in circa 50.000 clubs situati in 200 paesi e aree geografiche.

QUELLI CHE FANNO A MENO DI DIO

Serenamente n. 170 del Dicembre 2006.
Prima di riportare l’articolo su indicato esprimo una mia opinione:“atei e credenti sono ugualmente dogmatici”,infatti, non potendosi dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio, entrambi affermano “senza prove”. C’è un altro elemento che unisce atei e credenti, infatti, sia chi nega che chi afferma Dio lo pone al centro della propria riflessione. “E’ meglio non avere alcuna opinione di Dio che averne una indegna.” (Francis Bacon)
Non sappiamo se, o quando, Dio sia apparso all’uomo. Per i Credenti basta leggere quanto affermato nelle Scritture Sacre, gli altri generalmente legano la nascita del concetto di Dio a quando l’uomo cominciò a rispondere, prima con la magia poi con la religione, a domande cui non sapeva dare diversa risposta. Le “prove” di quest’affermazione possono essere trovate nei reperti fossili e nelle sepolture, e rinviano forse all’uomo di Neanderthal. In ogni caso ci si riferisce ad un uomo non più nomade (cacciatore/raccoglitore) ma stanziale (cavernicolo, forse già allevatore/agricoltore), infatti, il primo abbandonava i cadaveri lungo il percorso e non aveva riti agresti, l’altro, essendo residente cominciò a tenere le salme vicino a sé, seppellendole sempre con maggiore cura, sia perché l’odore non disturbasse e non attirasse gli animali saprofagi sia perché attribuì alla sepoltura valori magici e religiosi, successivamente abbinandoli ai riti agresti (culto degli antenati, della fertilità, della semina e del raccolto).
Ai riti sepolcrali ed a quelli agresti sarebbe legata la nascita e l’evoluzione del concetto di religione ed la crescita del ruolo del sacerdote-astrologo nei confronti di quelli del mago o dello sciamano. Questi ultimi due, praticavano la stregoneria e l’astromanzia, avevano, cioè, bisogno di un oggetto di collegamento tra loro e la divinità (una pianta, il sangue, una reliquia ecc.), il primo, invece, praticava l’astrologia e la religione, derivando, cioè, direttamente dal Cielo e dal Dio il potere e la conoscenza, senza necessità di altro. Il rito che il sacerdote proponeva rappresentava un nuovo e diverso “sacrificio” per onorare la Divinità e le profezie si riferivano direttamente agli astri celesti che i credenti potevano vedere ed onorare.
Chi sono, da dove vengo, dove vado? Queste sono domande alle quali un Credente ritiene di saper dare risposte certe, ma dubbi irrisolti per gli atei che, rifacendosi simbolicamente al dipinto “La scuola di Atene” di Raffaello, affermano che con la magia è nato il trascendente, con il dubbio l’intelligenza e con la filosofia la razionalità, e che quest’ultima rappresenta il miglior gradino per conoscere le cose. Sulle altre cose, quelle che sfuggono ai sensi ed al ragionamento, è meglio sorvolare.
Per approfondire questi argomenti, leggiamo di seguito l’articolo della rivista FOCUS.

<>(dal greco “senza dio”) ma tra di loro ci sono molte differenze. Ci sono per esempio atei epicurei, edonisti, neopagani***, scettici, semantici (quelli che sostengono che è senza senso ogni discorso su Dio) e perfino “pseudoatei” come sono stati definiti coloro che rifiutano di credere in Dio solo perché appare loro come un modo troppo semplice di sfuggire alle proprie responsabilità nel mondo.
La maggior parte degli atei è poi composta da “agnostici”, cioè persone che non escludono pregiudizialmente la presenza di un Dio, ma non vedono prove della sua esistenza, e sospendono l giudizio, rifiutandosi di credere solo per fede nel Dio proposto dalla Chiesa. Negli ultimi anni questa non-religione ha conquistato spazio e iniziativa, soprattutto nei paesi europei dove, secondo papa Benedetto XVI, è in corso “un’ondata di laicismo che esclude Dio dalla cultura e dalla vita pubblica” e che rischia di divenire il principale problema nei rapporti con i Paesi musulmani, dove ancora prevale il rispetto del sacro.
Ma chi sono veramente gli atei? E che cosa pensano?
L’ateismo ha radici antiche. Può essere considerata laica l’Epopea di Gilgamesh (di circa 4 mila anni fa), nella quale l’eroe mesopotamico Gilgamesch si fa rubare da un serpente la pianta dell’immortalità. Anche se la vicenda cita gli dèi, il testo avverte: ciò che conta non è sopravvivere dopo la morte, ma l’esperienza umana, che un testo di tavolette di argilla può tramandare ai posteri. Anche in Egitto non mancano gli scettici: “Nessuno ha mai visto tornare una persona dall’aldilà, la vita dopo la morte non esiste” è scritto sulla lapide di un antico egizio. Ma è stato il mondo greco a formare le basi dell’ateismo.
Già i filosofi naturalisti greci (7° e 6° sec. a.C.) considerati i fondatori della filosofia, proponevano una visione in qualche modo atea: spiegavano i fenomeni della natura non come capricci degli dèi ma con principi naturali, come l’aria, l’acqua e il fuoco. Poco dopo Leucippo e Democrito (5° sec. a.C.) individuarono le fondamenta dell’universo nel caso, che regola l’incontro tra atomi e quindi la nascita della realtà. Per Epicuro (346-270 a.C.) anche l’anima è formata da atomi e finisce con il corpo. Gli atomi avrebbero originato solo in modo casuale cose ed esseri viventi. Insomma nessuna creazione divina, né divina provvidenza. “Gli dèi, se ci sono” suggerisce Epicuro “non si interessano di noi”.
Nella politeista India antica, il maestro Ajita Kesa Kambali (6° sec. a.C.) sorrideva di fronte all’idea della reincarnazione, che giustificava le caste. Scrisse una Dimostrazione dell’inesistenza dell’anima. Secondo Remo Bodei, docente di storia della filosofia a Pisa “l’ateismo all’inizio non escluse l’esistenza del divino, ma evidenziò che questo è totalmente ininfluente, che i comportamenti corretti non derivano dal premio o dalla punizione divina, ma dal fatto che sono giusti per l’uomo”. Il primo ateo integrale (che non ammetteva cioè un ruolo di Dio, neppure nella creazione) fu paradossalmente un prete, Jean Meslier (1664-1729). Voltaire, il padre dell’Illuminismo, nel 1762 rese noto il testamento di Meslier, che ne rivelava il pensiero. Il prete era in segreto un discepolo di Epicuro: “Non c’è alcun bene da sperare e nessun male da temere dopo la morte” scriveva. “Traete dunque saggiamente profitto dal tempo vivendo bene e godendo sobriamente, pacificamente, gioiosamente, se potete, dei beni della vita e dei frutti del lavoro”. L’attacco più deciso al Dio delle religioni arrivò però dagli Illuministi francesi, in particolare dal barone Paul Heinrich d’Holbach (1723-1789) nella cui casa si riunivano i collaboratori dell’Enciclopedia. Per il barone, le leggi della materia non derivano da un intervento divino, ma dipendono dalla necessità delle cose di regolarsi tra loro, così come la successione delle stagioni non è regolata da Dio, ma dalla rotazione della Terra intorno al Sole. “La natura, voi dite” scriveva rivolgendosi alla Chiesa ” è inesplicabile senza Dio. Per spiegare ciò che capite ben poco avete bisogno di una causa che non capite affatto”. Ma è soprattutto nell’800 e nel ’900 che, grazie anche agli scienziati, si è diffuso l’ateismo. Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860) negò, vista l’infelicità e il male che dilaniavano nel mondo, non tanto l’esistenza di Dio, quanto la sua provvidenza e bontà. Poi Ludwig Feuerbach (1804-1872) sostenne che la religione è la sintesi delle aspirazioni dell’uomo, dotato per natura di saggezza, volontà, giustizia e amore. L’uomo cerca, rendendolo sacro, di dare più valore a questo insieme di regole e di conferirgli un valore educativo: la religione sarebbe un espediente per educare l’umanità ai valori più nobili.
Un altro filosofo tedesco, Karl Marx (1818-1883), fondatore del comunismo, aggiunse che se quello è lo scopo della religione, per farne a meno basta eliminare lo sfruttamento e la sofferenza nella società. A quel punto la religione, che è “l’oppio dei popoli”, cioè un modo per tenerli buoni, non avrebbe più ragione di esistere. Nel secolo scorso infine, mentre l’ateo Sigmund Freud (1856-1939), studiava l’inconscio e sosteneva che liberarsi dall’ossessione di Dio significa emanciparsi verso un’umanità adulta e consapevole, il filosofo Friedrich Nietzsche (1844-1900) decretava che “Dio è morto” e l’uomo deve trovare da sé nuovi valori. Altri filosofi, chiamati “esistenzialisti” e non lontani dal pessimismo del poeta (e ateo) Giacomo Leopardi (1798-1837), come lo scrittore Albert Camus (1913-1960) e il filosofo francese Jean Paul Sartre (1905-1980), hanno sostenuto l’assurdità del mondo, invitando l’uomo a crearsi da solo, con una vita piena, un significato contro il nulla. Nel frattempo la scienza aveva posto le basi per una comprensione del mondo, che fa a meno, in gran parte, di Dio. La teoria dell’evoluzione di Charles Darwin (1809-1882) fornisce una spiegazione credibile di come la vita abbia potuto evolversi dalle forme più semplici fino all’uomo. E secondo alcuni ricercatori la parte ancora inspiegabile del processo di formazione del cosmo è solo quella iniziale, il “Big Bang”, l’esplosione da cui ebbe origine l’universo. Ma dura 1043 secondi, in pratica 0,0000000000000000000000000000000000000000001 secondi, la più piccola unità di tempo misurabile. E oggi alcuni fisici, come Stephen Hawking, sperano che si possa arrivare presto a una “teoria del tutto” che ci porterebbe a una comprensione completa della logica e delle leggi del cosmo. Questo non esclude l’esistenza di Dio, ma sembra essere un ritorno a una vecchia teoria, chiamata “deismo” diffusa nel ‘600 ad opera soprattutto del filosofo inglese Francis Bacon (1561-1626), che vedeva Dio come un orologiaio: costruisce il cosmo, lo fa “partire” e poi lo lascia funzionare per conto suo. Ma si può davvero fare a meno delle religioni, dei loro valori? L’assenza di religione non è necessariamente assenza di regole morali: la storia ha mostrato che gli atei non sono in genere smodati peccatori e che è possibile darsi regole morali non basate sull’esistenza di una “entità superiore”. Molti atei si soni battuti per il bene dell’uomo e l’ateismo militante (e spesso persecutorio) di molti regimi comunisti (che proponevano una specie di “fede” alternativa nella rivoluzione, con tanto di dogmi ed eresie) appare, se lo si osserva con una prospettiva storica, solo una breve parentesi. Per Michel Onfray, autore di un Manuale di ateologia non è vero che i valori religiosi siano così chiari. I “libri sacri che si ritengono di diretta ispirazione divina, come Bibbia e Corano, contengono messaggi contradditori: di pace ma anche di violenza contro gli infedeli, i diversi e le donne”. Quanto ai cristiani, che dispongono dei Vangeli, più tolleranti, ci pensarono i padri della Chiesa, come sant’Agostino con la nozione di guerra giusta o san Bernardo di Chiaravalle che divinizzò l’uccisione degli infedeli, a cambiare il messaggio cristiano. “Un Dio buono non avrebbe mai permesso gli orrori delle crociate, la strage degli eretici catari” dice Onfray “e nemmeno il nazismo, con la scritta ‘Dio è con noi’ sulle cinture delle SS”. Sono pensieri simili a quelli del filosofo agnostico inglese Bertrand Russell (1872-1970): indicano un possibile limite dei valori religiosi. Ma forse oggi proprio nel riconoscimento dei reciproci limiti è possibile perfino un’alleanza tra atei e credenti. In fondo, dice Bodei “solo la fede nelle proprie possibilità, non importa se religiosa o no, può salvare l’uomo in questa vita”. Lo storico francese Georges Minois arriva a dire che “l’ateismo e la fede religiosa hanno qualcosa in comune: portano a pensare globalmente il mondo, cosa necessaria per ridurre la sofferenza”. Anche perché, come spiega il filosofo Giulio Giorello, la solidarietà è il valore fondamentale: “Non implica un principio divino e nemmeno lo esclude. E’ disposta ad aprirsi ai membri di qualsiasi Chiesa purché s’impegnino al rispetto delle differenze, nella pratica, prima ancora che nella teoria”. Una potenziale alleanza che ha trovato il favore, nella Chiesa, del cardinale Carlo Maria Martini, secondo il quale “gli atei virtuosi ed eticamente corretti vanno in paradiso”.> *** molti di loro vogliono essere considerati religiosi e sacerdoti a pieno titolo
(tratto dai quaderni di Serenamente di A.Vacca)





IN RICORDO DI ROBERTO CHIUSOLO-TOGA D'ORO DELL'AVVOCATURA

Bari 28 luglio 2010 - Chiesa del "Sacro Cuore" “dal frutto conoscerai l’albero” (Vangelo San Luca 6,43)
(di Pietro Vitale)
Non posso non ricordare un uomo di grandissima moralità, di fede, colto, amico, solidale e collega giornalista: il N.H. l’Avvocato Roberto Chiusolo, Toga d’oro dell’Avvocatura. Dedicandogli un preziosissimo spazio nel mio blog International: http://legestadellacavalleria.blogspot.com , che si legge in tutto il mondo, un suo scritto, tratto da “La Lettura”, supplemento mensile letterario del Corriere della Sera)
Alla festa della patrona venivano i bandisti, nei traballanti autobus celesti, che si fermavano vicino a casa mia, alle scuole elementari del paese. I giovanetti, superbi nelle pretenziose giubbe di panno nero, a doppio petto, scintillanti in una apoteosi di cordoncini e bottoni di oro passeggiavano per le strade principali gittando roventi promesse alle più elette bellezze, paesane; e noi, la sera, - ho come felici – salivamo sull’autobus polveroso di luna e facevano i rumori del veicolo in corso, nella stradetta che porta al convento dei Capuccini. Io ero autista o direttore d’orchestra. Di regola - pensavamo – un complesso musicale in viaggio che fa? Suona. Dunque: forza, ragazzi! E i ragazzi imitavano il fliscorno tenore, l’ottavino in re, il clarone, il fagotto, il basso ad ance: Enea era specializzato nell’imitare lo squillante triangolo per il coro degli Zingari del Trovatore. Fuggivano - con la macchiana immobile, - mentre la luna giocava a rimpiattino col vento, nell’autunnale nostalgia del mare, verso la borgata della felicità infantile. Pepè, pepè!!!!!!!!!! L’autista avvertiva un incauto pedone immaginario… Il giorno dopo eravamo amici dei giovanotti dalla giubba a doppio petto. Mi entusiasmava specialmente il batterista: era quello - secondo me – che s’imponeva per la possanza degli strumenti. Se dal palco dell’orchestra mi faveva l’occhiolino, io arrossivo commosso – tra gli sparuti distinti degli anziani signori e la straripanti cravatte dei giovani repubblicani e sussurro agli amici: “ E’ Biagio!” La mattina i professori svegliavano gli strumenti e noi stavamo a sentire – pavoneggiandoci con i loro cheppì – e ci nascondevamo negli armadi quando giungeva il maestro. Il maestro era l’orco: dormiva nell’unico albergo. Un orco mi regalò delle caramelle.
La sera si viaggiava nell’autobus per andare lontano lontano. Dove? Lontano, con la nostra fantasia! Nessuno di noi aveva viaggiato sin dall’ora. Era più bello viaggiare così sotto la luna, che giocava a rimpiattino dietro le nubi, col terrore del bidello della scuola. Sentivamo sempre, anche nel frastuono delle più violente marce, la sua voce di lupo manaro: “Sei stato tu!” Viaggi che facevano nelle stelle, cantando “Tu non sai quanto soffri…” o suonando la marcia trionfale dell’Aida. Quando arrivava il secondo corpo musicale era un’altra festa. Ancora amicizie, ancora viaggi. Si preferiva il nuovo autobus. E le liti scoppiavano. “Sono più bravi quelli di Gioia” – “Chiacchire, lo dici perché sei amico di Nicolino”. – “Bugiardo. Già tu non hai mai capito un’acca di musica: di musica artistica” – “Michele ne vuole dieci di Nicolino” – “Cosa c’entra! Dalla musica alle mani, ma dieci te ne do io”. E poi? Poi siamo diventati uomini d’un tratto e ci siamo sorpresi a pensare. Le bande non viaggiavano più negli autobus coperti di luna ma sui camion. Il camion che portava i bandisti del mio paese, a Taranto, si è ribaltato: due giovani sono morti. Ora anche i nostri bimbi si divertono più. C’è un tremor di lacrime nei loro giochi. Vorrei offrire a loro la mia ridente fanciullezza: la vorrei offrire con la figurina della prima comunione, il catechismo domenicale e i confetti pieni di rosolio di padre Giovanni, dopo la Messa. E le capriole sul sacrato e le favole presso il braciere d’ottone. Vorrei vederli sorridere, bimbi. C’è un tremor di lacrime nel loro sorriso.
(di Roberto Chiusolo)
Cari amici del blog, così ha parlato l’’albero’. Ora sentiamo il ‘frutto’, che di solito non cade mai lontano dall’albero.
“Cosa lasci……Cosa troverai”. (di Massimo Chiusolo)
Mi sono chiesto, mille volte, nei tempi passati, cosa avrei provato quando sarebbe giunto il “momento” , cosa sarebbe successo alla nostra famiglia, cosa sarebbe accaduto a Te che, hai speso ogni energia, impegnandoti nella professione, negli affetti, verso il prossimo, verso gli ultimi, che amavi profondamente come il tuo indimenticabile amico don Tonino Bello.
E non potendo e non volendo dare una risposta alla domanda, divagavo incosciamente, così esorcizzando quel momento per allontanarlo. Ma poi pensavo ancora…
E non potendo e non volendo dare una risposta alla domanda, divagavo inconsciamente, così esorcizzando quel momento per allontanarlo. Ma poi pensavo ancora…
E, vedendo tua moglie, esserti affettuosamente sempre accanto, per guadagnare quel tuo abituale dolce sorriso, mi dicevo: “non vorrai mai andar via, chi potrà amarti più di tua moglie e di tuo figlio, quel figlio che, per stima ed amore tuo, aveva deciso di seguirti, a piccoli passi, nella stessa professione, tentando di darti le soddisfazioni che meritavi” Quel momento è giunto.
La Madonna cui eri devoto e Padre Pio, che avevi incontrato di persona tanti anni fa, hanno deciso di chiamarti. Noi quaggiù siamo nella disperazione ma coltiviamo la certezza di chi crede che Lassù troverai ancora più amore di quello che ti ha finora circondato e già ti vedo, con la zappa e la forbice, armeggiare in una vigna, in un giardino fiorito di rose, che saprai portare ed allevare come hai allevato me. Quaggiù lasci persone affrante dalla tua partenza, che trovano unica consolazione nella certezza che la “Fede” “Speranza” e “Carità”, frutti che sulla Terra hai generosamente profuso, sapranno aprirti le Porte del Paradiso: perché – è stato detto – dal frutto conoscerai l’albero. Cari amici, che dirVi di più! Lascio a Voi ogni commento…Queste straordinarie creature che mi onoro di essere loro amico sincero, da moltissimi anni. - Vostro, Pietro


FONDAZIONE LIONS CLUBS INTERNATIONAL,LCIF

Caro Lion, Sono certo che anche tu, come me, abbia seguito le notizie del devastante terremoto a Christchurch, in Nuova Zelanda. La maggior parte della città è ancora senza acqua potabile né sistema fognario, mentre proseguono le scosse di assestamento. A seguito della distruzione verificatasi, migliaia di persone sono senza tetto. In questo momento Margit ed io ci stiamo recando in Nuova Zelanda per incontrarci con i Lions e valutare le attività di assistenza in corso. Incontreremo anche il sindaco e la Croce Rossa per discutere dei piani per il futuro. Continua a colpirmi l'impegno di queste persone ad aiutare gli altri, nonostante molte siano state loro stesse colpite. Alla riunione di emergenza del Comitato per il Terremoto di ieri sera, vi era un Lion la cui casa aveva subito dei danni, il cui luogo di lavoro era stato chiuso, che non aveva elettricità, acqua, né collegamenti col sistema fognario, eppure era lì a partecipare alla riunione dei Lions per vedere come aiutare i cittadini di Christchurch. Ciò esemplifica il motto Lions "We Serve" (noi serviamo). I Lions offrono assistenza fin dal 22 febbraio, il giorno in cui si è verificato il devastante terremoto, e la LCIF sta offrendo 110.000 dollari per aiutare i Lions a offrire aiuti alle loro comunità. Tra i servizi Lions della scorsa settimana:
• fornire 500 servizi igienici mobili a studi medici e all'Associazione Nurse Maud, e ad abitazioni private nei sobborghi orientali della città
• recarsi con la Croce Rossa di porta in porta nei sobborghi per individuare chi ha bisogno di assistenza
• fornire buoni per l'acquisto di generi alimentari e carburante alle famiglie bisognose, nonché offrire cibo, coperte e materassi e acqua
• fare volontariato presso i centri di accoglienza di Christchurch e Timaru
• raccogliere 34.000 dollari nel corso di una raccolta di fondi di un fine settimana
• distribuire cibo con un caravan di generi alimentari a Christuchurch
• i Lions delle zone limitrofe si stanno recando a Christchurch per collaborare alle attività di assistenza, quali il recarsi di porta in porta, il consegnare cibo e aiutare nell'opera di risanamento
• i Lions delle cittadine vicine stanno organizzando cene per le famiglie sfollate e stanno offrendo alloggio ai Lions in difficoltà
• assicurare due turni di personale presso l'ufficio di coordinamento della Croce Rossa a Wellington
• recapitare una cisterna di 40.000 litri di acqua ai sobborghi di Christchurch
• offrire ospitalità alle famiglie il fine settimana, perché possano fuggire per due giorni dalla città
Sai bene che la risorsa più grande dei Lions è rappresentata dai suoi volontari, cioè da te e da 1.35 milioni di Lions in tutto il mondo. Dovunque vi sia necessità, lì vicino vi è un Lions club pronto a rispondere con il cuore e con le mani. In caso di calamità naturali, noi siamo i primi ad offrire aiuto e gli ultimi ad andarsene.
Lions, vi chiedo di aiutarci a far sì che la speranza di un futuro migliore diventi realtà per la gente della Nuova Zelanda. E il modo più efficace e immediato di prestare il vostro aiuto è attraverso una donazione designata alla LCIF. Dalla nuova Zelanda, ad Haiti al Pakistan, i Lions e la nostra fondazione stanno ricostruendo le case e la vita della gente. Noi Lions stiamo edificando ponti di compassione con i nostri cuori e le nostre mani, in Nuova Zelanda e in tutto il mondo. I miei più cordiali saluti,
Eberhard J. Wirfs Presidente, Fondazione Lions Clubs International









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UN ANNO DAVVERO SPECIALE, LIONS GOVERNATORE AVV.LUIGI DESIATI.

Lions Pietro Vitale Giornalista-pubblicista e scrittore. Consigliere eletto anno 2011/12
(Lions Club Bari Host) Carissimo Governatore eletto, del Distretto 108/Ab-A.S. 2011/12.
Che dirTi. Non vorrei essere banale con la solita frase: felicitazioni!!!!!!!
Quante volte mi sono trovato davanti a quel foglio bianco senza sapere cosa scrivere.
Breve o lunga, di timbro romantico e sentimentale, classico, allegro, spiritoso o ironico che si voglia, la frase augurale da dedicare al Governatore eletto, è sempre importante e va scritta con cura. Quello che si vuole scrivere è un messaggio sincero, chiaro, mai banale, capace di lasciare un segno nel cuore di chi legge. Ciò che si vuole trasmettere, è la propria gioia, felicitazione e partecipazione alla prestigiosa nomina. Ad Majora semper. Lions Pietro Vitale.
Un grazie di Luigi Desiati. Egli comunica:
Per il consenso che mi avete donato domenica al Congresso del nostro Distretto.
Ogni Governatore deve scrivere un capitolo della vita di un Distretto. Apprendo il libro della nostra storia ho la pagina bianca 2011/2012. Cosa devo scrivere? Voglio scrivere di persone unite dall’ideale condiviso di rendere l’umanità più felice. Voglio scrivere di uomini e donne che vivono in serenità, amicizia e che si stringono la mano. Voglio scrivere di gente che non disdegna i lavori più umili pur di rendere possibile la vita di chi meno ha. Voglio scrivere di gente che non gira il capo dall’altra parte quando il mendico tende la mano. Voglio scrivere che i bisogni e gli affanni che sono aldilà dell’orizzonte non ci sono estranei. Voglio scrivere della nostra sofferenza quando vediamo un barcone pieno di “disperati” verso la terra “promessa”. Voglio scrivere che il cielo stellato è di tutti. Me lo consentite? Ne sono certo. Milly ed io vi ringraziamo per il vostro affetto.
Lions Luigi Desiati, Governatore eletto 2011/12.- Questo messaggio sarà pubblicato sul blog International, letto da tutti uomini e donne nel mondo:www.legestadellacavalleria.blogspot.com

MEDICINA VETERINARIA IN LIBANO


Shama, 08 gennaio 2012,- Da Comunicato ufficio stampa militare
domenica di intenso lavoro nella municipalità di Shama, Libano del Sud, per il Tenente Colonnello Alfonso Angrisani medico veterinario del contingente multinazionale di UNIFIL a guida Italiana. Con l’attività di oggi è iniziata una campagna medica veterinaria che mira a migliorare lo stato di salute e produttività degli animali da allevamento.
In particolare sono state trattate le capre di un allevamento con “ivermectina” per distruggere i parassiti intestinali e contro l’infestazioni da pulci e zecche.
Il trattamento consentirà la riduzione delle problematiche legate al cattivo assorbimento dei nutrienti e ridurrà l’insorgere del fenomeno di aborto spontaneo. La vaccinazione si è resa necessaria anche in virtù della possibilità di trasmissione all’uomo dei parassiti.
Nell’occasione sono anche stati visitati e trattati molti altri animali che presentavano varie patologie. L’assenza pressoché assoluta di questo tipo di professionalità medica nel Libano del Sud da all’attività di oggi un valore molto alto. Il Sindaco di Shama, nel ringraziare il Dottor Angrisani, ha sottolineato come la professionalità dei soldati Italiani sia sempre messa a disposizione della popolazione Libanese, ed ha aggiunto, che proprio in questa capacità si identifica “l’Italian style”.

IL NUOVO PATTO DI ITALIA E FRANCIA.

Dossier "Iran"
Iran/ Terzi-Juppe’, Italia e Francia su stessa linea per nuovo patto
Pubblicato da Redazione ⋅ 12 gennaio 2012 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in cooperazione, crisi, Dal, detto, entrambe, Francia, Hectare, importanza, Iran, italia, Italy, ministri, nucleare, Parigi, Roma, siria, uranio “Roma e Parigi sono sulla stessa linea” per uscire dalla crisi dell’euro ed entrambe fiduciose che il nuovo Trattato a 26 sarà pronto per il vertice Ue straordinario del 30 gennaio a Bruxelles. Questo l’esito dell’incontro a Parigi, il 10 gennaio, tra il Ministro Giulio Terzi ed il suo omologo francese Alain Juppe‘. I problemi sul tappeto per arrivare a un nuovo patto di bilancio sono ancora molti, hanno ammesso i due Ministri: l’Europa è in una “fase di negoziati molto intensi“, ha spiegato Terzi, ma “siamo fiduciosi che si arriverà ad una soluzione in tempo per il Consiglio europeo del 30 gennaio con idee molto chiare e definite e posizioni che possano essere accettate dalla totalità dei 26 membri, visto che la Gran Bretagna se ne è tirata fuori”. “L’Italia è un partner naturale, molto vicino a noi. Abbiamo molte cose da fare insieme“, ha detto Juppe’, facendo eco a Terzi sui tempi urgenti per uscire dalla crisi: “Italia e Francia auspicano che i trattati Ue siano adottati il più presto possibile“. Tra i nodi da sciogliere, Terzi ha fatto riferimento in particolare al ”modo in cui deve essere definito il rientro del debito“. I due Ministri hanno anche parlato di Siria, Iran, e Mediterraneo. Sul dossier nucleare iraniano, Terzi si è detto favorevole a nuove sanzioni ”graduali” contro Teheran, anche a scapito dell’Italia sul fronte del petrolio: ”La sicurezzaè più importante”, ha affermato. Dal canto suo Juppe’ ha insistito sull’importanza del ruolo che Roma e Parigi possono svolgere nel rafforzamento della cooperazione fra l’Europa e i paesi della sponda sud del Mediterraneo alla luce delle rivolte: “accompagneremo la transizione nei paesi arabi“, ha detto il ministro francese.
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UNA PIAZZA IN RICORDO DELLA BRIGATA MECCANIZZATA "PINEROLO"


COMUNICATO STAMPA 18/12 03 maggio 2012, Shama (Libano del Sud)
Nella base “Millevoi”, sede del comando del Settore Ovest della missione UNIFIL di competenza della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, è stata inaugurata una piazza intitolata all’omonima brigata da cui è stata realizzata.Un angolo della base, finora inutilizzato, è stato così trasformato in un luogo di ritrovo in cui trovano simbiosi il verde delle siepi e la limpidezza dell’acqua, erogata da una fontana posta al centro di quella che d’ora in poi sarà la prima piazza realizzata da una brigata appartenente all’operazione LEONTE, giunta all’undicesimo mandato. I lavori per la realizzazione di questa nuova area del quartier generale del Settore Ovest, comandato dal Generale di Brigata Carlo Lamanna, sono stati realizzati dagli uomini e le donne dell’11° reggimento genio Guastatori di Foggia, così come enuncia la targa apposta all’ingresso principale. A questi ultimi sono bastate poco più di due settimane di lavoro, alternato a quelli che sono i compiti previsti dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, per rendere quello che da terreno incolto si è trasformato in una facility a favore di tutti i militari e civili che operano nel Settore Ovest. A rendere l’evento memorabile è stata la straordinaria presenza del sindaco di Bari, Dott. Michele Emiliano, giunto in Libano per una visita al contingente militare italiano, che ha colto l’occasione per esprimere il suo profondo sentimento di ringraziamento e soddisfazione per quanto gli uomini e le donne appartenenti alla brigata “Pinerolo” hanno fatto e stanno facendo a favore della popolazione libanese. Le note suonate dai fiati della fanfara del 7° reggimento Bersaglieri hanno suggellato quella che si presta ad essere una delle ultime inaugurazioni della brigata pugliese a pochi giorni dal termine del mandato nel Libano del sud, dopo più di sei mesi di incessanti attività di peacekeeping al fine di garantire la sicurezza e la stabilità di quest’area del medio oriente di rilevante importanza.


























Mar. Antonio Urgo - Cellula Pubblica Informazione del Sector West di UNIFIL.

mercoledì 2 maggio 2012

IL SINDACO DI BARI VISITA IL CONTINGENTE ITALIANO IMPIEGATO IN LIBANO


COMUNICATO STAMPA 17/12 01 maggio 2012, Shama (Libano del Sud)
Si conclude quest’oggi la visita del sindaco della città di Bari, Dott. Michele Emiliano, al contingente militare italiano impegnato nell’operazione “LEONTE XI” nel sud del Libano.
La visita del primo cittadino della città che è sede della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, attualmente al comando del Settore Ovest di operazioni nel contesto della missione UNIFIL, si è articolata in quattro giornate colme di attività che hanno visto partecipe il Dott. Emiliano insieme ai militari attualmente impegnati in Libano secondo il mandato dettato dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. Il sindaco di Bari ha partecipato al fianco del Generale di Brigata Carlo Lamanna, comandante della Brigata “Pinerolo” e del Settore Ovest multinazionale di UNIFIL, a differenti attività che lo hanno visto ambasciatore delle tradizioni e costumi della terra pugliese condivisi e gemellati a quelli tipici del paese dei cedri.
Molteplici momenti come la donazione di un elettrocardiografo, offerto dal comune di Bari, a favore del villaggio JIBAL AL BUTM allo scopo di aiutare la popolazione, finora impossibilitata, nel diagnosticare eventuali patologie cardiologiche; evento in cui al Dott. Emiliano è stata conferita la cittadinanza onoraria, simbolo di una fratellanza dalle frontiere illimitate il cui significato si estende anche al ringraziamento verso chi offre supporto a quanti ne abbiano bisogno.Fratellanza accentuata dal presidente delle municipalità di Tiro, città più rappresentativa del sud del Libano, il quale ha ulteriormente ringraziato il sindaco di Bari per la vicinanza e per il supporto dimostrato dal popolo italiano alla realizzazione di una stabilità e pace definitiva in Libano, obiettivo più volte ribadito dal Generale di Divisione Paolo Serra, comandante della missione UNIFIL, in occasione di un incontro previsto nel corso della visita del sindaco del capoluogo pugliese. L’inaugurazione di quella che è stata chiamata “Piazza Brigata Pinerolo”, realizzata dai militari italiani nella base Millevoi, sede del comando del Settore Ovest di UNIFIL, ha caratterizzato il giusto contesto in cui il Dott. Emiliano ha potuto ringraziare tutti i militari impegnati in Libano, complimentandosi per il lavoro sin qui realizzato e per la tenacia nel raggiungere gli obiettivi del mandato previsto dalla risoluzione delle Nazioni Unite.Quello che mi sento di dire a tutti voi è grazie, – ha affermato durante la cerimonia dell’alzabandiera, tenuta ogni mattina nella base di Shama – a nome mio e di tutta la mia città, perché ho potuto vedere con i miei occhi cosa vuol dire portare la pace in un paese da sempre vittima di guerre. I bambini che quando vi vedono, si fermano e vi salutano sorridendo, sono la dimostrazione del risultato che siete riusciti a raggiungere portando il tipico saper fare italiano che ci contraddistingue in tutto il mondo.”