Ordini Cavallereschi Crucesignati

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venerdì 24 maggio 2013

I CARABINIERI, REPARTO TUTELA PER LE ATTIVITA' DEL PATRIMONIO CULTUTRALE-BARI

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
NUCLEO DI BARI
Piazza Federico II di Svevia, 2 – Tel. 080/5213038 - Fax 080/5218244
E-MAIL tpcbanu@carabinieri.it
Sommario
    Attività di prevenzione e controllo

  1. Azione di contrasto e risultati conseguiti:
  1. Bilancio 2012 – Attività repressiva;
  2. Attività di recupero;
  3. Altre attività.
  1. I settori di intervento e le aggressioni criminali più rilevanti:
  • Il fenomeno dei furti;
  • Beni librari ed archivistici;
  • Scavi clandestini;
  • E-commerce;
  • Tutela del paesaggio.

Il presente documento costituisce una sintesi delle attività svolte dal Nucleo CC TPC di Bari nel settore della tutela dei beni culturali e paesaggistici nel territorio di competenza (Puglia, Basilicata e Molise).
Le informazioni fornite si riferiscono ai dati statistici di questo Reparto presenti al 31 dicembre 2012 nella Banca Dati del Comando CC TPC.
L’analisi operativa del 2012 conferma, in linea di massima, gli andamenti già rilevati nei decorsi anni e precisamente:
  • la contrazione del numero dei furti di beni culturali in danno delle strutture museali;
  • il persistere del fenomeno degli scavi clandestini nelle aree archeologiche ed il conseguente deferimento in stato di libertà di molti c.d. “tombaroli”, colti in flagranza di reato;
  • la persistenza del fenomeno della falsificazione;
  • l’aumento del numero delle persone denunciate all’Autorità Giudiziaria;
  • la diffusione delle vendite/acquisiti on line di Beni Culturali.
Per portare a termine le varie attività di monitoraggio in tutte le aree di interesse culturale, paesaggistico, ambientale ed archeologico è stata fondamentale la collaborazione dell’Arma territoriale, del 6° Elinucleo CC di Bari e del Nucleo CC Subacquei di Bari.


  1. ATTIVITÀ PREVENTIVA E DI CONTROLLO

Sono stati incrementati i servizi di prevenzione nei confronti degli obiettivi ritenuti più a rischio per quantità e qualità di beni custoditi o esposti al pubblico quali biblioteche, musei e gallerie attraverso una programmazione capillare e costante degli interventi.
In particolare durante il decorso anno sono stati effettuati:
  • 115 controlli a esercizi commerciali, mercati e fiere di oggetti antiquariali, con controllo della documentazione amministrativa e dei beni esposti;
  • 42 (+5% in più rispetto al 2011) verifiche alla sicurezza di Musei, Biblioteche ed Archivi in Puglia, Basilicata e Molise congiuntamente agli organi periferici del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) con la finalità di individuare i punti di criticità dei sistemi difensivi ivi installati e respingere così le aggressioni criminali di rapinatori, ladri o vandali;
  • 113 (+15.3%) controlli nelle aree archeologiche ritenute potenzialmente più esposte alle aggressioni criminali, svolti congiuntamente al personale delle competenti Soprintendenze, del 6° Elinucleo Bari, del Nucleo CC Subacquei e Arma Territoriale.
  • 53 (+15.21% rispetto al 2011) controlli ad aree tutelate da vincoli paesaggistici;
  • 2559 controlli di oggetti d’arte nella banca dati dei beni illecitamente sottratti.


Nel corso dei controlli sono stati riscontrati complessivamente 14 illeciti di natura amministrativa (+55,55% rispetto all’anno precedente), confermando una buona osservanza delle normative di settore da parte degli esercenti.
Costante l’attività nel perseguire le particolari fattispecie di reato in danno del paesaggio - 53 controlli - (realizzazione di opere non autorizzate, abusivismo edilizio in aree vincolate, ecc) soprattutto nei siti UNESCO. Quanto fatto ha consentito di aggiornare lo stato dei luoghi per meglio capire le dinamiche delle principali aggressioni criminali al patrimonio culturale.


  1. AZIONE DI CONTRASTO

BILANCIO 2012

  1. ATTIVITà REPRESSIVA
Nell’anno 2012, il Nucleo CC TPC di Bari ha denunciato complessivamente 125 persone con un incremento dell’attività repressiva del 30,2% rispetto all’anno precedente.
I reati perseguiti sono stati soprattutto quello della ricettazione (art.648 c.p.), violazioni in materia di ricerche archeologiche (art. 175 D.L.vo 42/2004), contraffazione di opere d’arte (art. 178 D.L.vo 42/2004), reati in danno del paesaggio (opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa (art. 181 D.L.vo 42/2004) ed altre tipologie di reati connesse ai beni culturali (impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, danneggiamento, costruzioni edili senza prescritto permesso, interventi edilizi in assenza di permesso di costruire, ecc).
Sono state effettuate, inoltre, 27 perquisizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria a seguito delle risultanze investigative di questo Nucleo e che hanno consentito di recuperare importanti beni culturali (soprattutto reperti archeologici e beni di arte moderna).

PERSONE DEFERITE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
125
  • di cui per reati in danno del paesaggio
25
Tipologia reati
RICETTAZIONE
44
SCAVO CLANDESTINO
25
CONTRAFFAZIONE OPERE D’ARTE
14
REATI CONTRO PAESAGGIO
25
ALTRI REATI
168
ASSOC. PER DELIQUERE/N. ASS.
13
1
PERQUISIZIONI EFFETTUATE
27
SANZIONI AMMINISTRATIVE EFFETTUATE
14
  • di cui per eventi riguardanti beni culturali
14
    attività di recupero

l’ attività del Nucleo, oltre che di reprimere i reati connessi ai beni culturali, deve essere finalizzata anche al recupero del maggior numero possibile di beni, al fine di impedire che questi vengano dispersi o danneggiati a fine di lucro.
Nell’anno oggetto di analisi, sono stati complessivamente recuperati 1160 beni, così suddivisi:
BENI ANTIQUARIALI, ARCHIVISTICI E LIBRARI
549
  • di cui armi artistiche
1
  • di cui beni librari e archivistici
517
  • di cui grafica
5
  • di cui oggetti chiesastici
1
  • di cui pittura
25
REPERTI PALEONTOLOGICI
5
REPERTI ARCHEOLOGICI
606
  • di cui interi
197
  • di cui frammenti
16
  • di cui numismatica archeologica
393

I reperti archeologici rinvenuti, nella maggior parte dei casi, sono stati recuperati integri, circostanza che accresce notevolmente il loro valore economico sul mercato dell’illecita commercializzazione dei beni. Gli stessi erano tutti datati dal IV al III sec. a. C. e oggetto di scavo clandestino nelle aree archeologiche vincolate.
Sono state altresì recuperate numerose monete di natura archeologiche in oro, argento e bronzo risalenti a diverse epoche e anch’esse rinvenute illecitamente attraverso ricerche archeologiche non autorizzate con metal detector nei siti protetti di Puglia, Basilicata e Molise.
    altre attività
Nel corso dei vari servizi svolti, sono stati rilevati solo 7 scavi clandestini ad opera di ignoti, mentre in tutti gli altri casi, i responsabili del reato – “i tombaroli”- sono stati colti in flagranza di reato e denunciati all’Autorità Giudiziaria.
Oltre ai reperti archeologici sono state sequestrate anche delle opere di pittura di arte contemporanea false.
La stima economica, per difetto, dei beni recuperati/ sequestrati è di oltre 777.000 euro mentre il valore dei falsi sequestrati (qualora immessi sul mercato come autentici) è di circa 7000 euro.

SCAVI CLANDESTINI RILEVATI
7
  • di cui autonomamente
6
  • di cui su segnalazione
1
FALSI SEQUESTRATI
5
  • di cui settore contemporaneo
5
SEQUESTRI IMMOBILI IN ATTIVITà TUTELA PAESAGGIO
1
STIMA ECONOMICA BENI CULTURALI RECUP./SEQUES.
777.455
STIMA ECONOMICA FALSI SEQUESTRATI
7.100
STIMA ECONOMICA ALTRI SEQUESTRI
33.255
    SETTORI DI INTERVENTO E AGGRESSIONI CRIMINALI Più RILEVANTI

IL FENOMENO DEI FURTI
Il dato complessivo più alto rispetto all’anno precedente è riconducibile soprattutto alla voce relativa ai furti in danno di privati, vittime della microcriminalità comune dedita ai furti in appartamento, nella quale si inseriscono anche le opere d’arte. E’ stata pertanto effettuata un’opera di sensibilizzazione che vede soprattutto i privati incoraggiati a compilare la scheda Object ID, una sorta di documento dell’opera d’arte che consente di creare un archivio fotografico e descrittivo dei propri beni culturali, determinante in caso di furto, poiché ne permette l’agevole informatizzazione nella banca dati dei beni illecitamente sottratti, in modo da favorire la costante comparazione con quanto giornalmente oggetto di controllo. Un’opera rubata, infatti, se fotografata ed adeguatamente descritta, può essere recuperata più facilmente.
I luoghi di culto si riconfermano anche quest’anno obiettivi sensibili alla specifica aggressione criminale.
A fronte dell’analisi dei dati riportati di seguito, è stata incrementata l’attività preventiva di controllo concretizzatasi in numerosi sopralluoghi presso le chiese e costante collaborazione con le Diocesi al fine di individuare le eventuali criticità da eliminare.
Il significativo incremento dell’attività di prevenzione ha prodotto, infatti, da subito risultati concreti sul fronte “musei” in quanto, a fronte delle numerose strutture museali presenti in Puglia, Basilicata e Molise, solamente in una di esse è stato denunciato un furto di beni culturali.

PUGLIA
FURTI IN DANNO DI:
2011
2012
  • MUSEI
2
1
  • ENTI PUBBLICI E PRIVATI
4
5
  • ISTITUTI RELIGIOSI E LUOGHI DI CULTO
4
10
  • PRIVATI
14
11
TOTALE EVENTI
24
27

BASILICATA
FURTI IN DANNO DI:
2011
2012
  • MUSEI
0
0
  • ENTI PUBBLICI E PRIVATI
0
1
  • ISTITUTI RELIGIOSI E LUOGHI DI CULTO
6
9
  • PRIVATI
1
4
TOTALE EVENTI
7
14

MOLISE
FURTI IN DANNO DI:
2011
2012
  • MUSEI
0
0
  • ENTI PUBBLICI E PRIVATI
2
0
  • ISTITUTI RELIGIOSI E LUOGHI DI CULTO
0
4
  • PRIVATI
0
1
TOTALE EVENTI
2
5

A fronte del lieve aumento del numero dei furti, vi è però una nettissima diminuzione rispetto all’anno precedente del numero di oggetti trafugati: 378 nel 2012 (contro i 613 nel 2011). Gli oggetti rubati sono principalmente di arte tessile, beni librari, ebanisteria, grafiche, numismatica, oggetti chiesastici, reperti archeologici, sculture
BENI LIBRARI ED ARCHIVISTICI
Come già fatto nel 2011 con la Diocesi di Trani, nel mese di aprile 2012 presso la sede dell’Archivio Diocesano di Conversano, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari hanno consegnato formalmente alla Diocesi di Conversano 40 pergamene risalenti al XIV – XVII sec., sottratte illecitamente da quella sede nella seconda metà del ‘900 e recuperate nello Stato dell’Illinois (U.S.A.). Un cospicuo patrimonio culturale, trafugato dall’Italia, esportato illecitamente negli Stati Uniti che, dopo decenni, è stato restituito all’ente religioso. L’intero patrimonio documentario, così come i beni artistici ed archeologici venivano fatti rientrare in Italia nel 2009 ed affidati agli organi periferici del MiBAC per il loro studio e la loro contestualizzazione. Dopo tale approfondimento, è stato possibile restituire tali beni all’Ente proprietario.

SCAVI CLANDESTINI
Anche nell’anno 2012, è stato necessario indirizzare gli sforzi per arginare il fenomeno degli scavi clandestini. E’ stato accertato, infatti, che tale attività illecita alimenta un traffico di importanti proporzioni in quanto intorno a tale reato ruotano enormi interessi economici e commerciali. Le attività investigative e preventive condotte hanno consentito, comunque, di ottenere rilevanti successi operativi con il recupero di numerosi reperti archeologici ed il deferimento all’A.G. delle persone coinvolte a vario titolo nella commercializzazione dei beni. Nel corso del controllo delle aree archeologiche sono state, inoltre, denunciate numerose persone per violazioni in materia di ricerche archeologiche ed impossessamento illecito di beni appartenenti allo Stato perché colte in flagranza di reato mentre eseguivano, senza le necessarie autorizzazioni da parte della Soprintendenza, scavi clandestini nei più importanti siti archeologici, dove sono conservati i resti di antiche testimonianze del passato, come gli insediamenti del IV – V sec. a .C .
Recupero di beni archeologici in Germania
Dall’01 al 5 ottobre 2012, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, supportato dalla Sezione Operazioni del Comando CC TPC Roma, ed in collaborazione con il Servizio INTERPOL, si è recato in Germania per rimpatriare numerosi reperti archeologici, trafugati illecitamente dal territorio nazionale.
Si tratta, in particolare, di sei crateri a campana a figure rosse, un askos e una pelike a figure rosse, un’olla acroma, un kantharos a vernice nera, tre antefisse, 20 monete ed alcuni frammenti in metallo, tutti risalenti al III- IV sec. a.C. I beni sono stati recuperati a seguito di una rogatoria internazionale che ha permesso l’esecuzione di una perquisizione a carico di un cittadino tedesco coinvolto in un traffico di reperti archeologici che dall’Italia si estendeva verso la Spagna, il Lussemburgo e la Germania. Le indagini avevano già consentito di individuare un’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e allo scavo clandestino di reperti archeologici nelle aree vincolate della Puglia e della Basilicata.
Nella stessa circostanza, è stato anche recuperato un prezioso cratere a volute a figure rosse, risalente al IV sec.a.C, considerato di eccezionale interesse artistico, storico ed archeologico, risultato provento di furto avvenuto nel 1998 in provincia di Foggia ai danni di un privato cittadino e restituito allo Stato Italiano da un museo tedesco che lo aveva ricevuto in dono nel 2004 e che, avendone appreso la provenienza delittuosa, ha fornito la massima collaborazione per il rimpatrio.
Il cospicuo patrimonio culturale – del valore di circa 300.000,00 euro - trafugato dall’Italia ed esportato illecitamente all’estero, sarà restituito alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per la pubblica fruizione ed agli aventi di
E- COMMERCE
Il Nucleo CC TPC di Bari ha continuato ad effettuare un accurato monitoraggio della rete internet ed un controllo dei più importanti siti di e- commerce per l’individuazione degli annunci sospetti relativi alla vendita di beni culturali. La facilità di movimento di persone e beni, il diffondersi dei moderni mezzi di comunicazione ha fatto sì che l’e commerce sia uno dei canali utilizzati per l’illecita commercializzazione dei beni di interesse culturale come monete antiche ma anche reperti archeologici, libri e documenti d’archivio, oltre che i beni falsificati. Grazie agli accertamenti effettuati in collaborazione con gli uffici preposti dei più importanti siti di vendita, è stato possibile recuperare numerosi beni, quasi sempre di provenienza delittuosa, bloccandone così la vendita.
TUTELA DEL PAESAGGIO
Questo Nucleo in collaborazione con il 6° Elinucleo CC di Bari e con personale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, ha sorvolato tutta l’area di competenza al fine di realizzare una mappatura del territorio ed individuare l’eventuale presenza di opere edilizie realizzate nelle aree tutelate senza le prescritte autorizzazioni da parte delle Soprintendenze oppure in difformità rispetto alle autorizzazioni concesse. A seguito dei vari accertamenti, sono state denunciate complessivamente 25 persone per reati contro il paesaggio ed è stato eseguito il sequestro di un sito.

giovedì 23 maggio 2013

TRALCIO SU TESI ALIMENTARE, LISTERIAMONOCYTOGENIS

Obiettivo della tesi-Dottor Andrea Boffoli
Le malattie trasmesse dagli alimenti (MTA) rappresentano un importante problema di sanità pubblica anche in Italia, essendo responsabili di elevata morbilità.
In tutto il mondo, compresi i paesi igienicamente più progrediti, si è osservato che le epidemie, associate ad una non sufficiente igienica alimentazione, costituiscono un grave problema; da qui nasce una sempre maggiore attenzione nei confronti delle produzioni igieniche degli alimenti attraverso una migliore cura della qualità della materia prima attraverso le buone pratiche di produzione e il sistema HACCP.
Gli agenti eziologici delle MTA includono batteri, parassiti, virus ed anche patogeni emergenti.
In particolare, la disponibilità di strumenti diagnostici più sensibili e specifici ha facilitato la determinazione e l’evidenziazione di microrganismi precedentemente poco conosciuti o in passato difficili da evidenziare per la scarsa sensibilità dei metodi diagnostici tradizionali.
Ulteriori parametri di selezione sono rappresentati dalle nuove tecnologie di trasformazione e da fenomeni ambientali. La nuova politica comunitaria in materia di sicurezza alimentare, tracciata nei Regolamenti del cosiddetto “Pacchetto Igiene”, impone su tutte le filiere produttive l’attuazione di una corretta valutazione del rischio igienico-sanitario e la programmazione di specifiche strategie di prevenzione e controllo, finalizzato ad ottenere un elevato livello di sicurezza per la salute del consumatore.
I fattori responsabili della diffusione delle epidemie sono generalmente le temperature inadeguate, il consumo di alimenti crudi, la contaminazione crociata, l’igiene insufficiente nella preparazione o trasformazione degli alimenti lungo l’intera filiera di produzione intesa come produzione primaria, trasformazione e vendita. I principali patogeni che si ritrovano nei prodotti di origine animale sono Campylobacter jejuni, Clostridium perfringens, Escherichia coli 0157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella, Staphylococcus aureus e il protozoo Toxoplasma gondii. Recentemente ha destato molta attenzione la diffusione di Listeria monocytogenes quale patogeno in grado di contaminare cibi pronti e di determinare patologie anche gravi soprattutto nelle fasce di popolazione più sensibile come anziani, immunodepressi, neonati e donne in gravidanza. Pertanto, numerosi studi sono stati condotti per accertare il ruolo e le caratteristiche di questo batterio e sulla base di scoperte fatte, sono stati aggiornati i criteri d’igiene e in particolare si è inserita Listeria monocytogenes fra i parametri indicati nei criteri di sicurezza alimentare.
Ed è proprio per garantire questi criteri di sicurezza che la Commissione europea, con decisione 2010/678/UE, ha stabilito un programma coordinato di monitoraggio della prevalenza di Listeria monocytogenes in talune categorie di prodotti alimentari pronti per il consumo a livello della vendita al dettaglio. Listeria monocytogenes è un membro della famiglia Corynebacteriaceae, ordine Eubacteriales.
Il genere Listeria prende il nome dal chirurgo inglese Lord J. Lister.
Comprende sei specie: L. monocytogenes, L. ivanovii, L. seeligeri, L. whelshimeri, L. grayi e L. innocua, di cui soltanto alcune possono essere patogene.
Recentemente quest’elenco è stato aggiornato con l’introduzione di due nuove specie, L. marthii e L. rocourtii, individuate grazie all’ausilio di nuove tecniche di caratterizzazione molecolare.
Listeria monocytogenes (1 – 2 µm) è un bacillo piccolo Gram positivo, asporigeno, acapsulato, non acido resistente, con estremità arrotondate, tende a disporsi a “palizzata” o a “lettere cinesi”1 (per tale motivo le listerie sono state assimilate ai corinebatteri) .
E’ aerobio o anaerobio facoltativo, catalasi positivo e ossidasi negativo, incapace di ridurre i nitrati a nitriti, capace invece di idrolizzare l’esculina ad esculetina.
I bacilli sono mobili per la presenza di flagelli peritrichi. La mobilità è cosiddetta “rocambolesca” rileva solo nei ceppi che crescono a 25°C.2
Listeria monocytogenes è capace di fermentare il ramnosio e lo xilosio, è β-emolitica e mostra una reazione emolitica sinergica con Staphylococcus aureus nel cosiddetto “Camp test”.
Basandosi sui differenti antigeni somatici e flagellari si distinguono 13 sierotipi di L. monocytogenes che sono suddivisi in 5 gruppi principali 1, 2, 3, 4a e 4b e non sono specie-specifici.
I sierotipi più ricorrenti (> 95%) negli isolati clinici umani sono: ½ a, ½ b e 4 b; mentre negli alimenti si reperiscono con maggiore frequenza ½ a, ½ b e ½ c.
Per quanto riguarda le caratteristiche fisico/chimiche, L. monocytogenes è in grado di moltiplicarsi a pH compresi tra 4.6 e 9.2, e con valori di attività dell’acqua (aw) superiori a 0.90 – 0.92 (questo dato dipende comunque dalla dose iniziale).
Listeria monocytogenes è molto diffusa nell’ambiente.
I principali habitat sono il suolo, il foraggio, l’acqua e i fanghi di depurazione.
Quindi gli alimenti più spesso associati con la malattia sono quelli di tipo industriale, pronti al consumo, i cosiddetti ready-to-eat (RTE), che presentano le seguenti caratteristiche:
  1. sono un ottimo substrato per lo sviluppo di Listeria monocytogenes;
  2. hanno una lunga shelf-life a temperature di refrigerazione;
    vengono consumati tal quali, senza subire alcun trattamento risanante (ad esempio la cottura). Listeria monocytogenes è l’agente eziologico della listeriosi, una zoonosi che l’uomo contrae principalmente attraverso il consumo di alimenti di origine animale contaminati.
Il batterio è in grado di invadere l’epitelio gastrointestinale, di penetrare e stabilirsi poi nei monociti (da cui il nome specifico, monocytogenes), nei macrofagi e nei leucociti polimorfo nucleati e quindi trasportato dal sangue.
La sua presenza intracellulare nei fagociti ne permette l’accesso anche al cervello e probabilmente il passaggio attraverso la membrana placentare.
La patogenicità è quindi data proprio dalla capacità di moltiplicarsi nei fagociti dell’ospite.
Come la maggior parte delle zoonosi trasmesse da alimenti, la listeriosi è caratterizzata di solito da un quadro clinico lieve, con sintomi prevalentemente di natura gastroenterica, che insorgono in forma acuta e sono spesso auto-limitanti.
A volte però le conseguenze sono più gravi, infatti L. monocytogenes può causare la meningite e l’encefalite nei soggetti con sistema immunitario defedato e infezioni ad esito fatale nei feti e nei neonati.
In considerazione dell’importante ruolo sanitario di Listeria monocytogenes nell’ambito delle malattie a trasmissione alimentare, si è ritenuto interessante approntare una ricerca volta a valutarne l’incidenza nelle matrici RTE (ready-to-eat), con lo scopo di fornire dati utili ad una corretta gestione e valutazione del rischio.
La commissione europea ha chiesto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare e alla sua task force per la raccolta di dati sulle zoonosi, di elaborare una proposta di specifiche tecniche su un programma di sorveglianza coordinato (sotto forma di indagine) per Listeria monocytogenes negli alimenti pronti al consumo.
Lo studio dovrebbe permettere un confronto della contaminazione di L. monocytogenes degli alimenti pronti per il consumo nella comunità e negli Stati membri e una verifica dei criteri comunitari di sicurezza alimentare per L. monocytogenes.
I dati raccolti dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno dimostrato che i tassi più elevati di mancato rispetto dei criteri microbiologici relativi alla Listeria monocytogenes sono stati registrati nei formaggi a pasta molle e semimolle, nel pesce affumicato e marinato e nei prodotti a base di carne trattati termicamente.
. Il presente lavoro analizza le metodologie ed i risultati del rischio relativo a Listeria monocytogenes in alimenti pronti per essere consumati -RTE (Ready-To-Eat).
Data la capacità di Listeria monocytogenes di moltiplicarsi negli alimenti anche a temperatura di refrigerazione (2-4 °C), la sua presenza è particolarmente preoccupante nei prodotti alimentari pronti con shelf-life particolarmente lunga.
Queste categorie di prodotti alimentari costituiscono la principale fonte di esposizione per l’uomo e, pertanto, sono state selezionate per essere oggetto del programma nazionale di monitoraggio.
Inoltre, visto che la proliferazione di Listeria monocytogenes è influenzata dal pH, dall’attività dell’acqua e dalla temperatura di magazzinaggio del prodotto, il programma di monitoraggio deve includere la misurazione anche di tali parametri, essenziali per lo sviluppo di modelli di microbiologia predittiva in grado di stimare, a varie condizioni di temperatura, la proliferazione di Listeria monocytogenes negli alimenti valutati nel presente programma di monitoraggio. Il presente lavoro sperimentale è stato condotto, sull’esempio di quanto già realizzato per altri prodotti (matrici alimentari, mangimi zootecnici, campioni animali e prelievi ambientali), per fornire un quadro preciso della prevalenza e delle caratteristiche di agenti patogeni.
I risultati hanno evidenziato su 1600 campionamenti effettuati in tutta Italia, nelle tre tipologie di alimenti presi in esame, una presenza di Listeria monocytogenes in 34 campioni così suddivisi:
  • 32 riferiti a pesce affumicato a caldo o a freddo;
  • 2 riferiti a prodotti a base di carne soggetti a trattamento.
Mentre nessuna positività è stata riscontrata nei formaggi a pasta molle o semimolle.
Per quanto concerne, invece, la città di Bari la presenza di Listeria monocytogenes è stata riscontrata in 4 campioni tutti riferiti a pesce affumicato a caldo o a freddo.
Bisogna considerare che la temperatura di refrigerazione, consigliata per la conservazione del salmone affumicato, non è sufficiente ad arrestare lo sviluppo di Listeria monocytogenes e che inoltre il microrganismo è in grado di replicare anche nelle confezioni sottovuoto.
Di conseguenza, sotto il profilo igienico/sanitario, le considerazioni ulteriori che si possono trarre da questi risultati è il seguente:
  • il salmone affumicato è un substrato per la crescita di Listeria monocytogenes. Di conseguenza, applicando a questo prodotto il criterio di sicurezza previsto dal punto 1.2 dell’allegato I del Regolamento CE 2073/2005, il produttore si deve assumere la responsabilità che in ciascun lotto di prodotto Listeria monocytogenes, prima che gli alimenti non siano più sotto il suo controllo diretto, deve risultare assente su 25g di prodotto (EN/ISO 11290-1) mentre per i prodotti ammessi sul mercato durante il loro periodo di conservabilità, la Listeria monocytogenes può essere presente ma in quantità inferiore a 100cfu/g (EN/ISO 11290-2). Questi risultati sono raggiungibili a patto che:
  1. si utilizzino materie prime di ottima qualità microbiologica;
  2. si rispettino stringenti misure di igiene nella lavorazione del prodotto;
  3. il prodotto finito sia mantenuto costantemente a temperatura di refrigerazione:
  4. al prodotto “salmone affumicato” si diano tempi di vita commerciale non estremamente lunghi, in considerazione della possibile proliferazione nel prodotto di Listeria monocytogenes in cariche potenzialmente pericolose per la salute umana.
    Il Regolamento europeo 2073/2005 dà la possibilità agli operatori del settore alimentare (OSA) di effettuare studi per valutare il rischio di Listeria monocytogenes nei prodotti pronti al consumo – RTE (Ready-To-Eat) aventi pH e aw che consentono lo sviluppo di questo microrganismo.In primo luogo, i cambiamenti delle abitudini alimentari insieme con l’aumento dei pasti consumati fuori casa, con l’incremento del consumo di alimenti a lunga conservazione e la globalizzazione dei mercati, comporta maggiori rischi per i differenti standard di produzione e manipolazioni degli alimenti ed è per questo che esiste un’attenzione internazionale ai rischi legati alla contaminazione degli alimenti ed alla loro gestione.In conclusione, volendo trovare un punto debole con possibili margini di miglioramento nell’ambito del programma di monitoraggio, questo va sicuramente individuato nell’OSA (Operatore Settore Alimentare).
Infatti, l’OSA deve attenersi in modo rigoroso ai controlli ufficiali previsti dal Regolamento CE 2073/2005, deve responsabilizzarsi nella gestione del rischio nella sua industria/attività alimentare mettendo in atto tutte le misure necessarie per il controllo e deve fissare durante il processo di produzione dei limiti tali da garantire che alla fine della shelf-life non siano superati i limiti imposti dal regolamento CE 2073/2005 ossia 100cfu/g.
Inoltre, l’Autorità competente, con una corretta informazione e interventi di controllo ufficiale come l’ispezione e l’audit nel settore della sicurezza degli alimenti, può contribuire a sensibilizzare maggiormente l’OSA nel raggiungimento di determinati obiettivi per quello che riguarda i rischi connessi all’intera filiera produttiva, evidenziando ogni area potenziale di miglioramento.



sabato 18 maggio 2013

CROCE D'ONORE AL M.a.S.UPS-CARLO TRIZIO-BISCEGLIE

BISCEGLIE (BT): 16 MAGGIO 2013, INTITOLAZIONE DELLA TENENZA CARABINIERI DI BISCEGLIE ALLA MEMORIA DEL M.A.S.UPS “CROCE D’ONORE” CARLO DE TRIZIO
 Oggi 16 maggio 2013 a Bisceglie, in via Prof. M. Terlizzi 25, con inizio alle 10.15, si è svolta nel piazzale antistante la sede della Tenenza Carabinieri la cerimonia di intitolazione del locale Comando Arma al M.a.S.UPS “Croce d’Onore” Carlo De Trizio, deceduto il 27 aprile 2006 durante una missione in Iraq, nelle vicinanze di Nassirya.
Numerose le Autorità civili, religiose e militari presenti: il Comandante della Legione Carabinieri Puglia, Gen.B. Claudio Vincelli, il Commissario Straordinario del Comune di Bisceglie, Prefetto Gianfelice Bellesini, il Prefetto della Provincia B.A.T. Dott. Carlo Sessa, il Procuratore Generale della Repubblica, Dott. Antonio Pizzi, Il Procuratore Capo della Repubblica di Bari, Dott. Antonio Laudati, il Procuratore Capo della Repubblica di Trani, Dott. Carlo Maria Capristo, il Presidente della B.A.T. Dott. Francesco Ventola, il Comandante Provinciale di Bari, Colonnello Aldo Iacobelli, l’Europarlamentare On. Sergio Silvestris, i Senatori Francesco Maria Amoruso e Luigi Perrone, rappresentanze dei vari Comandi delle Forze Armate e di Polizia.
La cerimonia, accompagnata dalle note della Fanfara del 10° Battaglione CC Campania, ha visto impegnato anche un Picchetto d’onore nella tradizionale Grande Uniforme Speciale e Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri con i propri Labari. Madrina della manifestazione è stata la Sig.ra Mastrapasqua Elisabetta, madre del M.a.S.UPS De Trizio, che ha proceduto allo scoprimento della lapide. La Tenenza Carabinieri di Bisceglie è organicamente inquadrata nella Compagnia CC di Trani e comprende un’area di 69 Kmq con una popolazione di 55mila abitanti.
Cenni sul Militare decorato
Carlo De Trizio è nato a Bisceglie il 12 gennaio 1969. Dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 6 febbraio 1990, conseguendo il grado di Maresciallo nel 1995. Ha prestato servizio presso il Battaglione Allievi Carabinieri di Roma, la Stazione Carabinieri di Roma-Piazza Farnese come Sottufficiale in Sottordine e presso il Nucleo Radiomobile della Capitale quale Capo Equipaggio. Nel 2004 ha preso parte in Iraq anche all’operazione “Antica Babilonia”. Il 14 aprile 2006 era giunto nuovamente in Iraq, a Nassiriya. Dopo soli 13 giorni, il 27 aprile 2006 alle 8.50 ora locale (le 6.50 ora italiana), lungo una strada a sud ovest dell'abitato di An Nasiriyah, una pattuglia del contingente italiano composta da quattro veicoli protetti del Reggimento Carabinieri della MSU (Multinational Specialized Unit), con a bordo un Ufficiale dell'Esercito, 15 militari dell'Arma dei Carabinieri e un graduato della Polizia Militare rumena, veniva coinvolta nell'esplosione di un ordigno posto al centro della carreggiata. Il convoglio si stava recando al PJOC (Provincial Joint Operation Centre, la sala operativa integrata delle Forze di sicurezza della Provincia) dove i militari coinvolti nell’attacco avrebbero dovuto svolgere il loro regolare servizio per le consuete attività di coordinamento con le Forze di sicurezza locali nel controllo del territorio. Il mezzo colpito subiva esternamente danni limitati, mentre l'interno veniva completamente distrutto dall'esplosione, le cui fiamme avvolgevano i militari che erano all'interno. Tra di loro, il Maresciallo Carlo De Trizio.
Questo il testo della motivazione della Croce d’Onore “alla memoria”: “Componente della Sezione Addestramento di Base dell’Unità di Manovra del Reggimento M.S.U. nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia” il 27 aprile 2006, nel corso di trasferimento presso il locale Joint Operation Center a bordo di convoglio blindato, veniva mortalmente investito dalla deflagrazione di un insidioso ordigno di devastante potenza, fatto esplodere da ignoti terroristi al passaggio degli automezzi. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevatissimo senso del dovere ed assoluta dedizione al servizio costantemente testimoniati sino all’estremo sacrificio contribuendo ad elevare il prestigio dell’Italia, delle sue Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri”. An Nassiriya – Iraq, 27 aprile 2006.

domenica 12 maggio 2013

LA POLITICA ECONOMICA E MONETARIA EUROPEA! UNA PODEROSA ANALISI DELL'INSIGNE ECONOMISTA E GIORNALISTA, DOTT. ANTONIO LAURENZANO.

LA POLITICA ECONOMICA E MONETARIA DELL’ UNIONE EURPEA
ALBERTO QUADRIO CURZIO : L’EUROPA DEVE VOLTARE PAGINA!
“La drammatica crisi economica che dal 2008 ha investito l’Europa durerà ancora per qualche tempo se non cambieranno le politiche economiche europee”. Questo il parere dell’economista Alberto Quadrio Curzio, Professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, intervenuto a Como, al Congresso Lions, parlando di politica economica e monetaria dell’Unione europea.
Fortemente criticata la politica adottata dall’ Uem, “una politica di rigore fiscale per ricondurre i conti pubblici di taluni Paesi a una condizione di sostenibilità nel tempo”. Tante prescrizioni sotto la regia della Germania: “Berlino, ha osservato Quadrio Curzio, ha imposto una politica di rientro dei deficit e dei debiti pubblici talmente accentuata da determinare gravosi effetti recessivi.” Una dura politica di aggiustamento che, attraverso l’inasprimento della leva fiscale, ha messo in grosse difficoltà quei Paesi, come l’Italia, con forte debito pubblico, alle prese con problemi di bilancio e con una precaria economia reale. Dall’Europa un diktat gravoso per i conti pubblici italiani: pareggio di bilancio entro il 2013, impegno a far scendere il debito pubblico di trenta miliardi l’anno a partire dal 2015! Si rischia l’apnea!...
Ma è la stessa Europa, ha rilevato il relatore, a soffrire una crisi che ci ha riportato indietro nel tempo, al 1929. “Il tasso di disoccupazione ha toccato il 12%, 25 milioni sono i disoccupati di cui ben 5 milioni sono i di giovani, fra i 15 e i 25 anni. Una situazione molto pesante e in queste condizioni adottare una politica restrittiva ha significato causare recessione ma anche disoccupazione.” Nel 2013 l’Europa avrà un tasso di crescita vicino allo 0%, gli Stati Uniti viaggiano attorno al 2,5%. “Un paradosso, ha commentato Quadrio Curzio, se si pensa che la crisi è scoppiata proprio negli USA ed è stata esportata in Europa. Gli Stati Uniti stanno riprendendo a crescere con innovazioni tecnologiche, con tassi di disoccupazione che stanno rapidamente scendendo grazie a politiche espansive!”
E allora, perché la Germania di Angela Merkel si è ostinata a perseguire una politica recessiva così disastrosa per l’economia dell’Unione europea? Chiara e lucida sul punto l’analisi di Alberto Quadrio Curzio. “Due le ragioni: un antichissimo ricordo delle condizioni fallimentari in cui la Germania era caduta ai tempi della Repubblica di Weimar : paura dell’inflazione, paura di eventi traumatici da un punto di vista istituzionale. La seconda ragione è riconducibile alla scarsa credibilità agli occhi dei tedeschi del Paesi mediterranei con finanze pubbliche off limits tali da rischiare un rovinoso default, trascinando dietro tutta la finanza pubblica tedesca e le banche con forti esposizioni nei Paesi periferici, dalla Grecia alla Spagna.” Una ragione quindi storica e un’altra di “autodifesa”. Sullo sfondo di queste motivazioni l’errato convincimento dell’opinione pubblica tedesca della eccessiva “generosità finanziaria” della Germania nei confronti degli altri Paesi europei. “Una diffusa avversione di natura di psicologia sociale”.
Ecco perché il Governo tedesco, pressato dai ricordi storici, dai timori di dissesti finanziari dei Paesi del Sud e dalla teutonica opinione pubblica , ha scelto la strada del rigore, con buona pace dei vincoli di solidarietà che sono alla base dei Trattati europei! Per fortuna, grazie a Francia e Italia, “è in corso un ripensamento di queste politiche per rilanciare la crescita e ridurre i tassi di disoccupazione”
In chiusura, qualche battuta sull’Italia. “Io non credo che l’Italia andrà a fondo, anche se la crisi è gravissima. Occorre puntare sull’occupazione giovanile, su una politica economica interna più espansiva, compatibile con l’Europa, riducendo il prelievo fiscale e riformando la macchina pubblica per essere vicini all’economia reale, far scendere il debito pubblico senza ricorrere a misure di finanza straordinaria che tanto aggiustano …. quanto rompono!”

martedì 30 aprile 2013

OPERAZIONE "MASRAH"

OPERAZIONE “MASRAH” NOTA AGENZIE E TELEVIDEO

I CARABINIERI STANNO ESEGUENDO, IN ITALIA ED ALL’ESTERO, UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, EMESSA SU RICHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI, NEI CONFRONTI DI 6 INDAGATI PER ASSOCIAZIONE CON FINALITA’ DI TERRORISMO INTERNAZIONALE ED ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE.
AL CENTRO DELLE INDAGINI DEL ROS UNA CELLULA DI MATRICE ISLAMISTA, CON BASE LOGISTICA IN PUGLIA, IN STRETTO CONTATTO CON PERSONAGGI DI SPICCO DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE E CARATTERIZZATA DA UN ACCESO ANTISEMITISMO E DA UN’ASPRA AVVERSIONE VERSO GLI STATI “INFEDELI”, QUALI GLI STATI UNITI E LA STESSA ITALIA.
DOCUMENTATA LA DIFFUSA ATTIVITA’ DI PROSELITISMO E DI INDOTTRINAMENTO DI NUOVI AFFILIATI, ANCHE CON DOCUMENTI AUDIO – VIDEO INCITANTI ALLA JIHAD E AD AZIONI SUICIDE IN OCCIDENTE E NELLE “ZONE DI GUERRA”.
I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE SARANNO RESI NOTI NEL CORSO DELLA CONFERENZA STAMPA CHE SARA’ TENUTA IN BARI PRESSO LA SEDE DEL COMANDO LEGIONE CARABINIERI PUGLIA, ALLE ORE 11.30 ODIERNE.

BARI, 30 APRILE 2013

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI

Ufficio del Procuratore COMUNICATO STAMPA Aprile 2013
Disarticolata una “cellula” terroristica di matrice islamista con base
logistica e operativa nel distretto di Bari Il 30 aprile 2013 in Belgio, Puglia, Lombardia e Sicilia è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti indagati per associazione
sovversiva finalizzata al terrorismo internazionale e istigazione all’odio razziale. Al centro delle indagini della Procura della Repubblica di Bari e dei carabinieri del ROS una cellula terroristica di matrice islamista con base logistica in Andria (BT) all’interno di un call center, gestito dal capo del gruppo. L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “MASRAH” (teatro), ha consentito di documentare come, dal 2008, gli indagati si fossero associati tra loro allo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo internazionale in Italia ed all’estero, secondo i dettami di un’organizzazione transnazionale, operante sulla base di un complessivo programma criminoso politico-militare, caratterizzato da sentimenti di acceso antisemitismo e antioccidentalismo e dall’aspirazione alla preparazione ed esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini civili ed altri obiettivi ovunque collocati – riconducibili agli Stati ritenuti “infedeli” e nemici; il tutto nel quadro di un progetto di “guerra santa” (“jihad”). L’indagine ha consentito di documentare il ruolo apicale all’interno della “cellula”
del tunisino HOSNI HACHEMI BEN HASSEN, già imam della moschea di Andria (BA) e gestore di un call center sito in quel centro abitato, non solo riguardo alla sua costante e continua opera di proselitismo e indottrinamento finalizzata a formare “nuovi” adepti e consentire loro di raggiungere i territori della “jihad”, con una preparazione, anche psicologica e ideologica, tale da permetterne l’immissione nel circuito terrorista, ma anche per i suoi collegamenti e rapporti con personaggi di rilievo del terrorismo internazionale di matrice confessionale quali ESSID SAMI BEN KHEMAIS, BEN YAHIA MOULDI BER RACHID e BEN ALI’ MOHAMED, già condannati in via definitiva per reati di terrorismo. In tale quadro è emersa l’attività di raccolta di fondi e di finanziamento operato dal capo della “cellula” indagata in favore dei congiunti di alcuni terroristi, effettuato attraverso canali alternativi rispetto a quelli classici, e compiuto sulla spinta
dell’ideale jihadista, in relazione al quale anteporre sempre la causa comune rispetto alla soddisfazione dei bisogni personali. All’interno del call center andriese si cercavano sul web e visionavano, i video pubblicati nei forum jihadisti, al fine di acquisire le necessarie cognizioni delle procedure per il confezionamento di ordigni esplosivi, per l’uso delle armi da fuoco e per il reclutamento di volontari mujaheddin da avviare ai campi di battaglia in Afghanistan, Yemen, Iraq, e Cecenia. I membri del gruppo formavano una micro-comunità isolata e al riparo da qualsiasi “richiamo” o condizionamento esterno, in cui potere praticare la propria versione dell’Islam secondo i dettami imposti da Al Qaeda. Le attività investigative hanno, altresì, evidenziato l’assoluta avversione della“cellula” nei confronti non solo delle religioni diverse dall’Islam, ma anche verso l’Occidente, e, in particolare, gli USA, Israele e l’Italia. Gli indagati, in occasione del terremoto che colpiva l’Abruzzo, il 07/04/2009, oltre a manifestare la gioia per quanto accaduto, criticavano aspramente, ritenendolo inopportuno, il proposito della comunità mussulmana residente in Italia di
contribuire agli aiuti per i terremotati con i fondi raccolti per il sostegno della comune causa islamica. Il capo della cellula, inoltre, nutriva e manifestava radicati e incondizionati sentimenti antisionisti che, sulla base di detti sentimenti, diffondeva a livello ideologico non solo ai suoi sodali, istigandoli, in particolare, alla violenza contro gli ebrei, ma anche ad altri individui che per motivi culturali, sociali o religiosi si relazionavano con lui.

lunedì 8 aprile 2013

L'EURO E LA CRISI DI CIPRO del DOTT. ANTONIO LAURENZANO

Il destino della moneta unica priva di un comune quadro economico, fiscale e di bilancio- Le responsabilità politiche di Bruxelles e il ruolo della Bce nella vigilanza bancaria.
La bancarotta di Cipro e la sua uscita dall’euro, con imprevedibili conseguenze per l’Eurozona, è stata fortunatamente evitata. Ma abbiamo corso seri rischi….” Ha così commentato sulle colonne del Sole 24 ore l’economista Alberto Quadrio Curzio la crisi cipriota e il relativo salvataggio dell’Ue. Procedere a un indiscriminato prelievo forzoso su tutti i depositi presso le banche di Nicosia avrebbe generato una fuga dei capitali dai Paesi traballanti, ponendo le basi di una sfiducia che alla lunga avrebbe potuto dissanguare l’Europa. Un effetto domino disastroso.
Una crisi che ha messo impietosamente a nudo i limiti strutturali del sistema monetario europeo privo di un comune quadro economico, fiscale e di bilancio. Un sistema all’interno del quale la crisi del debito sovrano si salda pericolosamente con quella degli istituti di credito che ne detengono i titoli. Tarda a concretizzarsi la nuova governance rafforzata dell’euro, il rilancio della sua coesione e credibilità. Resta inspiegabile come Cipro, noto Paese off-shore da sempre, porto di approdo di capitali di provenienza illegale, sia stato ammesso il 1° gennaio 2008 alla Eurozona senza un preventivo monitoraggio dei suoi asset finanziari.
Il caos cipriota sconta cioè l’inefficienza e i ritardi di una seria politica economica europea: per finanziare un’economia minuscola (0,2% del Pil totale) l’Europa brucia la sicurezza delle sue garanzie sui depositi bancari, la certezza del diritto , tradisce la fiducia dei suoi risparmiatori, sacrifica la libera circolazione dei movimenti di capitali ma non trova ancora la forza di mettere fuori legge dal mercato unico la concorrenza nella corsa al risparmio altrui attraverso i differenziali di tassazione e rendimenti!
Misteri di Bruxelles… Incompetenza al potere, improvvisazione diffusa! Politici disattenti e tecnici … allo sbaraglio stanno trasformando l’Europa in una “trappola mortale”. La colpa evidentemente non è dell’idea di Europa e di chi con tenacia l’ha perseguita. La costruzione europea resta un progetto straordinario, di rilevante portata storica per il futuro del Vecchio Continente. Non è in discussione l’integrazione politica dell’Europa, ma come essa debba essere realizzata per tacitare un becero antieuropeismo. A livello europeo è stata da tempo imboccata la strada sbagliata, quella di un metodo intergovernativo inefficace.
Dalla “trappola” si esce spingendo in avanti la costruzione dell’Europa sul piano finanziario e fiscale, nella prospettiva dell’unità politica. In una Unione con adeguata capacità fiscale, il livello sovranazionale ha le risorse per stimolare le economie degli Stati membri soffocate dalle misure di austerità che essi devono adottare per contenere i propri debiti. In un’Unione politicamente integrata le decisioni sono dell’Unione, non degli Stati più forti al suo interno (Germania avvisata!).
La crisi di Cipro, con il rischio di una deriva monetaria, ha dimostrato quanto sia necessaria un’unione bancaria con la supervisione da parte della Bce di Francoforte e con un meccanismo accentrato di risoluzione delle crisi. Una maggiore integrazione finanziaria è essenziale per rendere più forte l’Europa e più stabile l’euro, soprattutto ora che la frammentazione dei mercati sta portando a una divergenza nei costi di raccolta delle banche.
La vigilanza unica, sotto l’egida della Bce, può aiutare a risolvere due problemi di fondo: spezzare il legame perverso fra debito sovrano e crisi delle banche (sarà il Fondo salva-Stati a ricapitalizzare direttamente gli Istituti in difficoltà) e rimuovere l’ipoteca della politica sulla supervisione delle banche (MPS docet!). Ma il disegno di un’unione bancaria è tuttora ostaggio degli interessi nazionali che lascia la moneta unica in balia degli speculatori e dei mercati, con buona pace di chi sulle debolezze e sui dissesti finanziari altrui rafforza la propria leadership economica e politica in Europa.

giovedì 28 marzo 2013

LA DIETA MEDITERRANEA, BANANE E MIELE.

Le banane contengono tre zuccheri naturali- saccarosio, fruttosio, e glucosio in combinazione con fibre. Una banana apporta sostanze, sostenimento e energia in modo istantaneo.
Le ricerche hanno dimostrato che bastano appena due banane per dare sufficiente energia per un attività fisica intensa per 90 minuti. Non c’è quindi da stupirsi se la banana è il numero uno nelle preferenze tra i frutti per gli atleti di alto livello, nel mondo.
Ma l’energia non è l’unico modo in cui la banana ci aiuta a stare in forma. Può perfino risolvere e prevenire diversi problemi di salute, se si introduce la banana nella dieta quotidiana.
DEPRESSIONE:
Secondo una ricerca recente effettuata da MIND sulle persone che soffrono di depressione, molte persone si sono sentite meglio dopo aver mangiato banane. Questo per il fatto che le banane contengono triptofano, un tipo di proteina che il corpo converte in serotonina, noto ormone che rilassa, migliora l’umore e in genere fa sentire più felici.
SPM:
Dimenticatevi della pillola – mangiate banane. La vitamina B6 che contengono le banane regolano il livello di glucosio nel sangue, che può avere un influenza sull’umore.
ANEMIA:
Ricche in ferro, le banane possono stimolare la produzione di emoglobina nel sangue e quindi aiutare in casi di anemia.
PRESSIONE DEL SANGUE:
Questo straordinario frutto tropicale è estremamente ricco in potassio, e allo stesso tempo ha pochissimo sale. In tal modo che la US Food and Drug Administration ha appena permesso all’industria produttrice di banane di dichiararle frutto capace di ridurre il rischio di pressione alta del sangue e colpo apoplettico.
POTENZIA LA MENTE:
200 studenti a  Twickenham school ( England ) sono stati incoraggiati a mangiare banane a colazione alla mattina a merenda, a pranzo, per aiutrali a superare gli esami e con l’obiettivo di potenziare la mente. La ricerca ha dimostrato che il potassio contenuto nel frutto sostiene l’apprendimento potenziando l’attenzione a livello delle pupille.
COSTIPAZIONE:
Ricca di fibre, includere le banane nella dieta può aiutare la peristalsi intestinale, risolvendo il problema senza dover ricorrere a lassativi.
POSTUMI DI UNA SBORNIA:
Un modo veloce per recuperare dai postumi di una sbornia è di fare  un frullato di banane, dolcificato con un pò di miele. Le banane calmano lo stomaco e con l’aiuto del miele riequilibrano il tasso di zuccheri nel sangue, mentre il latte vegetale reidrata il vostro sistema.
ACIDITA’ DI STOMACO:
Le banane hanno un effetto antiacidificante naturale sul corpo, quindi se soffrite di brucciore di stomaco, provate a mangiare le banane per alleviare l’acidità.
NAUSEA MATTUTINA:
Fare dei break mangiando banane tra i pasti aiuta a mantenere gli zuccheri nel sangue stabili in modo da evitare le nausee.
PUNTURE DI ZANZARE:
Prima di spalmarvi con la crema antipuntura di zanzara, provate a passare l’interno della buccia di banana sulla pelle. Molte persone lo hanno trovato un rimedio sorprendente nel calmare l’irritazione e il fastidio.
NERVI:
Le banane sono ricche in vitamine del gruppo B che aiutano a calmare il sistema nervoso…
Sovrappeso e al lavoro? Recenti studi presso l’Institute of Psychology in Austria hanno dimostrato che lo stress sul lavoro è alla base del consumo eccessivo di “comfort food” come cioccolato e patatine. Osservando 5000 pazienti negli ospedali, i ricercatori hanno visto che le persone obese erano più spesso quelle sottoposte a lavori molto stressanti. La ricerca ha concluso che, per evitare la fame nervosa dovuta allo stress, abbiamo bisogno di controllare il livello di zuccheri nel sangue, mangiando piccoli snack ogni 2 ore per mantenerne il livello costante.
ULCERE:
La banana è usata nella dieta per combattere i disordini intestinali grazie alla sua consistenza soffice e morbida. E’ l’ unico frutto che può essere mangiato crudo senza creare problemi per casi cronici. Inoltre neutralizza l’eccesso di acidità e riduce le irritazioni creando uno strato protettivo nello stomaco.
REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA :
In molte culture la banana è vista come un frutto raffreddante e può abbassare le alte temperature, sia fisiche che emozionali di una donna incinta. In Tailandia, per esempio, le donne incinte mangiano le banane per essere sicure che il bambino nasca a temperature più basse.
Quindi, la banana è davvero un rimedio naturale per molti disturbi. Se confrontata con la mela, ha QUATTRO volte più proteine, il DOPPIO di carboidrati, il TRIPLO di fosforo, e CINQUE volte più vitamina A e ferro, e il DOPPIO di vitamine e minerali. E’ anche molto ricca in potassio ed è uno degli alimenti più validi che ci siano. Si potrebbe quindi modificare il famoso detto con “una BANANA al giorno leva il medico di torno”-Articolo apparso su facebook.
Dott. Pietro VITALE (giornalista e scrittore)
Direttore del Blog international:
(Ordini Cavallereschi Crucisegnati)
 
Anche quest'anno, 23 marzo 2013, grazie alla straordinaria organizzazione della cara e inossidabile Dott.ssa Maria CALO' e del suo amabile consorte Dott. Pippi, abbiamo partecipato, con due pullman (ben oltre 70 fedeli) alla via Crucis che si svolge a San Giovanni Rotondo, nel primo pomeriggio. Bellissimo percorso di fede ai confini dell'anima e della mente. Un grazie sentito ed affettuoso a questa grande coppia che da tantissimi anni con semplicità e libertà ci fa vivere una giornata magica toccando tutte le corde della spiritualità e dei sentimenti di Amicizia, più nobili di ciascuno di noi. Ancora grazie Mary e Pippi ed...al prossimo anno.
Cristo nostro Signore, della Croce sa far nascere il successo della della nostra Fede!”

I Lions, sabato 23 marzo 2013, con la partecipazione di tutti i Soci del Distretto A/b apulia si incontrano a S. G. Rotondo, per il percorso rituale della via Crucis, presieduta dal loro Governatore Distrettuale Dottor Francesco BARRACCHIA.
 
...in quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: “Andate nel villaggio di fronte”; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetolo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perchè lo slegate?”, rispondete così: “lI Signore ne ha bisogno”. Lo codussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù....(dal Vangelo secondo Luca)
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai discepoli di Gesù: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?» 31Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. 32Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento». Luca 5,30-6,1
La Chiesa, festeggia la SS.Pasqua, celebrando “la morte e la resurrezione” di Gesù, con tutti i riti e le tradizioni di questa grande festa del mondo cristiano. La Pasqua ci hanno insegnato, o abbiamo letto, è una parola di origini antichissime. Il termine Pasqua, in greco e in latino “pascha”, proviene dall’aramaico pasha, che corrisponde all’ebraico pesah, il cui senso generico è “passare oltre”. Un gruppo di Padri della Chiesa d’origine asiatica (tra i quali Tertulliano, Ippolito, Ireneo) collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire. In quest’ipotesi vengono colti i significati intrinseci della Pasqua: il sacrificio e la salvezza. Tranquillizzo i lettori: il mio non vuol essere un presuntuoso sfoggio di cultura, e non desidero nemmeno annoiarVi con argomenti che esulano dalla sfera delle nostre usuali conversazioni. Trovo, invece, estremamente significativo l’accostamento dei concetti del sacrificio e della salvezza….
Riflessioni:
"Orbene, gli abitanti dei comuni appartenenti a S.G. Rotondo intrattengono da 
moltissimi anni un forte e saldo legame con la fede cristiana. Il sentiero della fede 
 sarà apprezzato da coloro che desiderano arricchire il riposo vacanziero con una 
coinvolgente esperienza spirituale, capace di sollevare l’animo e portare il visitatore a
 conoscere il lato mistico delle vallate-monti del Gargano. Durante l’anno, numerose 
sono le manifestazioni religiose, come le suggestive processioni e le curate 
rappresentazioni sacre, espressione concreta di un’antica devozione popolare. Negli 
anni, essa si è manifestata anche attraverso la costruzione di numerose abitazioni pe
per accogliere il pellegrino che sorgono nelle piazze e lungo le strade del paese, alcu
 delle quali molto antiche, nonché pregevoli esempi di architetture moderne, come la 
nuova chiesa e l’ospedale della casa sollievo della Sofferenza, dedicato al 
Santo-“costruttore” di Pietralcine. Quest’ultime sono frutto di devozione e donazione
da parte dei fedeli. Il sentiero della fede è un percorso unico nel suo genere, che vi p
ermetterà di trascorrere una vacanza diversa, ricca di emozioni profonde e i
ndimenticabili, in luoghi in cui la spiritualità e sentita da tutti i partecipanti"
La croce di Cristo: riflessioni
La croce è un simbolo che molti cristiani ormai hanno in tutto il mondo, simbolo conosciuto anche dalle altre religioni come oggetto sacro e importante. Ma cos'è la croce? Che cosa può fare la croce? Perché molti la portano al collo? Ci sono croci esposte dovunque con sopra Cristo crocifisso, e ce ne sono altre vuote. È su di essa che il mio Signore, Salvatore e Redentore è morto per me, dove ha pagato per tutti i miei peccati, per le mie malattie e trasgressioni prendendo su di Lui ogni mia colpa e portandola su quella croce. In poche parole, Gesù ha preso il mio posto e il tuo.
Ma in realtà, cosa è una croce? Una croce è uno strumento di tortura, il più tremendo e infamante dell'epoca, perché chi veniva crocifisso era cosciente fino alla fine. Potete immaginare la sofferenza della crocifissione. I tempi sono avanzati e si sono evoluti e ci sono altri metodi per uccidere o torturare le persone, c'è stata l'impiccagione, la decapitazione, fino ad arrivare ai giorni nostri con sedia elettrica, camera a gas e iniezione letale. La domanda è: ti metteresti al collo uno di questi strumenti di tortura come collana? Cari amici Lions, i tempi passano e anche in fretta, ma Dio non cambia. Sapete una cosa, la croce è stato solo uno strumento sul quale Gesù è morto, ma adesso Egli non è più su quella croce, Egli è vivente! La cosa più giusta ed eloquente potrebbe essere una tomba, un sepolcro. Si, proprio questo. È ciò che è rimasto: una tomba vuota. Cristo Gesù è risorto, ed è vivente!Un caro saluto a Voi tutti di Buona Pasqua (2013), Pietro e Maria