Ordini Cavallereschi Crucesignati

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domenica 15 settembre 2013

IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CC, COL. ROSARIO CASTELLO.

Dott. Pietro VITALE
(giornalista e scrittore)
Direttore del blog international:
www.legestadellacavalleria.blogspot.com

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BARI- Conferenza stampa alla caserma “Bergia” dei Carabinieri per la presentazione del nuovo comandante provinciale, colonnello Rosario CASTELLO.
L'alto ufficiale dell'Arma, è nato in Sicilia. Nel corso della sua carriera di Comandante vanta un'ampia esperienza sul territorio siciliano.



L'Arma quale testimonianza di continuità nella tradizione e apertura verso il futuro.
Identità Nazionale e il ruolo dei carabinieri a tal fine: Impiego Operativo quale elemento portante della politica e della sicurezza nazionale e internazionale, Formazione del personale, Attività Specialistiche nel settore della sanità e della tecnologia. Sono solo alcuni dei tanti settori nei quali l’Arma ha svolto la funzione di “Risorsa per il Paese” a favore della collettività.



Nel corso della conferenza stampa era presente il Ten.Col. Fabio OTTAVIANI, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari.









sabato 14 settembre 2013

FISCO E LOTTA ALL'EVESIONE

Parte la “campagna d’autunno”: con il redditometro caccia all’evasore. Le incognite.
di Antonio Laurenzano
Un … “amore impossibile” quello fra fisco e contribuente! Diffidenza ma soprattutto incomunicabilità alla base di un rapporto che è andato nel tempo sempre più deteriorandosi. E’ rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato da Ezio Vanoni, storico Ministro delle finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. La mancanza di certezza della legge tributaria intesa come prevedibilità delle conseguenze giuridiche e fiscali è divenuta ormai una triste costante. Da una parte il Legislatore fiscale costretto a rincorrere l’evoluzione dei rapporti economici per individuare i presupposti di nuova ricchezza e quindi nuovo imponibile da sottoporre a tassazione, dall’altra parte il malcapitato contribuente vittima spesso di un caos legislativo che non facilita certo l’interpretazione e la corretta applicazione della normativa.Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto! Una situazione abnorme che provocò nel 1988 la ben nota sentenza della Corte costituzionale in materia di “ignoranza inevitabile”, un implicito riconoscimento del diritto del contribuente in presenza di una legislazione criptica e contraddittoria.Dubbi e timori si addensano ora con la nuova offensiva del Fisco. Con grande risonanza mediatica, sta per iniziare la “campagna d’autunno”: caccia all’evasore attraverso il redditometro. Un restyling dell’accertamento sintetico. Si tende così a ricostruire, con effetti dall’anno d’imposta 2009, la ricchezza presunta del contribuente in base alle spese sostenute (effettive e figurative) e rapportarla con quanto dichiarato. Una sfida, quella del Fisco, che si inserisce in una stagione normativa che non conosce tregua, con una semplificazione tutta ancora da scrivere e una crescente pluralità dei livelli di tassazione nella prospettiva del federalismo fiscale.La lotta all’evasione fiscale è la ragione d’essere di un sistema tributario: chi non versa il dovuto fruisce di una rendita che altera la concorrenza. Ma, osserva a riguardo Enrico De Mita, ordinario di Diritto Tributario alla Cattolica di Milano, “una vera democrazia si regge su un fisco equo: fiscalismo ed evasione sono due vizi che si sorreggono a vicenda nell’ambito di un problema di cultura che tocca il rapporto difficile fra cittadini e autorità”. Bisogna arginare la “finanza creativa” del ministro di turno, riducendo leggi e decreti, e abbassare il prelievo attraverso aliquote sopportabili sia per le imprese che per le famiglie per propiziare una vera “tax compliance”. Riduzione che difficilmente arriverà a causa del crescente debito pubblico: il male di fondo della nostra finanza pubblica.Tanti segnali a conferma che l’ordinamento tributario italiano presenta gravi difetti per la mancanza di equità, efficienza, trasparenza e certezza, cioè i presupposti di ogni corretta azione di accertamento, individuati da Adam Smith, economista scozzese del XVIII secolo, con buona pace dello Statuto del contribuente, approvato nel 2000 con l’intento di garantire chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Un patto fra fisco e contribuente più volte violato!E allora quali sono le prospettive del redditometro e della relativa azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi? E’ chiaro che il successo dell’operazione, la sua credibilità, poggia necessariamente sul recupero di un rapporto fisco-contribuente leale, senza pregiudizi: contraddittorio e cooperazione significano inibire all’Amministrazione finanziaria “scorciatoie” di comodo con atti …”preconfezionati” e legittimare un equilibrato e razionale riparto dell’onere della prova. Affidare cioè al buonsenso l’azione di accertamento della capacità contributiva e di spesa superiore al reddito dichiarato, avendo ben presente che talune spese (incrementi patrimoniali) non sono sostenute con il reddito conseguito nell’anno ma con il risparmio. In caso contrario, si rischia di colpire non gli evasori ma i risparmiatori!L’Amministrazione finanziaria,attraverso le numerose ed efficienti banche dati, dispone di un patrimonio informativo davvero notevole che le consente, in prima battuta, di eseguire una selezione “intelligente” e preventiva per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo, in un’ottica di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Un incrocio dei dati che se correttamente elaborati costituisce una gabbia per l’evasore. Si ponga quindi fine alla incessante richiesta di informazioni (spesometro, beni ai soci, finanziamenti dei soci, elenchi black list, intrastat acquisti) che creano alle imprese costi non riscontrabili in altri Paesi del’Unione.Conciliare gettito tributario e diritti dei contribuenti è la grande sfida del Fisco italiano. Una sfida di civiltà giuridica.

venerdì 6 settembre 2013

I CAVALIERI DI UN'IDEA-CIRCOLO CULTURALE EXCALIBUR

DEMOCRAZIA, quanti crimini in tuo nome
di Gianfredo Ruggiero

Una ondata di sdegno ha attraversato il mondo alla notizia del probabile uso di armi chimiche contro la popolazione siriana da parte del regime di Assad. Ma quando a massacrare inermi civili sono gli americani allora la notizia passa sotto silenzio.
Nel novembre del 2004, durante l’invasione NATO dell’Iraq alla ricerca delle inesistenti armi di distruzioni di massa di Saddam, gli americani bombardarono per giorni e giorni la città irachena di Falluja con bombe al fosforo bianco provocando la morte di migliaia di civili e, a causa delle radiazioni, la nascita di bambini deformi e un aumento esponenziale dei tumori tra i sopravvissuti.
Le immagini raccapriccianti, visibili su youtube, dei corpi corrosi e scarnificati dalle bombe al fosforo: uomini, donne e bambini bruciati vivi tra atroci sofferenze e senza alcuna possibilità di cura, non hanno suscitato, a differenza della Siria, alcuna reazione da parte del mondo politico occidentale e hanno lasciato del tutto indifferenti le grandi testate giornalistiche e le maggiori reti televisive.
Anche in questo caso, per i massacri perpetrati dagli americani sui civili inermi, nessuna ondata di sdegno, nessun titolo in prima pagina, nessuna presa di posizione dei governi europei a dimostrazione del totale asservimento della cosiddetta libera stampa e dell’Occidente americanizzato agli interessi economici e geopolitici degli USA.
Dalle due bombe atomiche (non ne bastava una?) gettate su un Giappone prossimo alla resa, alle bombe al napalm sui villaggi vietnamiti, fino ai proiettili all’uranio utilizzati nei Balcani, l’America non è nuova a questi metodi e nonostante sia la prima produttrice, esportatrice e utilizzatrice al mondo di armi di distruzione di massa è sempre e comunque considerata un baluardo di democrazia e libertà.

Chissà se un giorno, per questi crimini contro l’umanità, ci sarà una nuova Norimberga...
Gianfredo Ruggiero, presidente  Circolo Culturale Excalibur – Varese

Nota: la pubblicazione del presente articolo non richiede la preventiva autorizzazione dell’autore, è sufficiente citare la fonte.


CAVALIERI DI UN' IDEA

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sabato 17 agosto 2013

L'ANNO DELLE ILLUSIONI:25 LUGLIO-8 SETTEMBRE 1943

25 Luglio – 8 Settembre 1943, le date della svolta il 1943 può essere definito l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il
Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.
Tutto ebbe inizio il 25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re. Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati. Il responso del Gran Consiglio,contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che difatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato. L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio
Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici). Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto. J!
Circolo Culturale Excalibur 2
A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate. Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio(1).
L’8 settembre 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.
Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della politica italiana. La guerra invece continuò per
altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.
Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare.
Tratto da xcalibur di Gianfredo Ruggiero
Note
(1) II governo Badoglio, per bocca del Generale Ambrosio capo di stato maggiore generale, chiese
ai tedeschi, il 6 agosto del 1943 a Tarvisio, 16 divisioni per contrastare lo sbarco alleato in
Sicilia.

venerdì 16 agosto 2013

LA MERITORIA ATTIVITA' DEI CARABINIERI DI PUGLIA-FERRAGOSTO 2013

Comando Provinciale Carabinieri Bari

Sala Stampa

provbasalastampa@carabinieri.it

Tel. 080/5453131

 BARI, OPERAZIONE DEI CC “FERRAGOSTO SICURO”: 9ARRESTI, 16 DENUNCE, 110 CONTRAVVENZIONI AL CDS ELEVATE. CATTURATO UN RICERCATO.
 9 persone arrestate, 16 denunce, 110 contravvenzioni elevate, 9 le patenti e 17 i documenti di circolazione ritirati nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri “Ferragosto sicuro”. È questo il bilancio dell’attività di controllo del territorio realizzata dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari a Ferragosto, finalizzata non solo a garantire serene e tranquille festività a turisti, a vacanzieri ed alla cittadinanza ma anche a contrastare gli incidenti stradali connessi all’abuso di alcool, stupefacenti e all’alta velocità. 450 Carabinieri a bordo di 213 “gazzelle” e due elicotteri, hanno effettuato controlli capillari non solo nel capoluogo e principali località balneari delle province di Bari e BAT ma anche nelle zone boschive e della Murgia, nelle città dove sono presenti sedi istituzionali, musei, chiese e nella stazioni ferroviarie, distributori di carburanti, autostrade e strade statali e provinciali, in prossimità di aree portuali ed aeroportuali, lidi balneari, presidiando in particolare i locali di ritrovo notturno o le sedi stradali così dette a rischio. Complessivamente 9 sono stati gli arresti per diversi reati di cui 8 in flagranza e 1 ricercato catturato; 16 le persone deferite a vario titolo in stato di libertà. 1600 le persone identificate e 1140 gli automotoveicoli controllati, 110 le contravvenzioni al Codice della Strada. 9 sono stati gli automobilisti sottoposti all’alcoltest ed al drugtest di cui 2 quelli risultati positivi con il contestuale ritiro di altrettante patenti di guida e la conseguente denuncia in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza. Delle 110 contravvenzioni al codice della strada contestate, inoltre, 19 riguardano il mancato uso della cintura di sicurezza e 17 quello del casco, mentre 29 sono stati i veicoli sequestrati e 2 quelli risultati oggetto di furto recuperati.
In particolare, nel capoluogo pugliese i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari hanno rintracciato presso l’abitazione della madre e tratto in arresto un ricercato per un provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Bologna: il 52enne (omissis), residente in Padova, ma da tempo irreperibile. L’uomo, trovato in possesso di una patente di guida e di due tessere sanitarie intestate ad altre persone, nonché di una carta d’identità contraffatta, era ricercato per espiare la pena residua di 5 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ricettazione e truffa. Dopo l’arresto, il 52enne è stato associato al carcere locale. I militari della Compagnia di Bari San Paolo e della Stazione di Bari Picone, invece, hanno arrestato rispettivamente un 45enne di origini georgiane, resosi responsabile di furto aggravato all’interno di un ipermercato della zona ed un 18enne accusato di tentato furto aggravato, perché nella notte è stato sorpreso e bloccato dopo aver tentato di asportare un ciclomotore parcheggiato sulla pubblica via. A Noicattaro, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato due giovani del luogo, di 20 e 21 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione ha consentito di sequestrare 72 grammi di marijuana, 6 grammi di hashish e 4 grammi di M.D.M.A A Molfetta, i Carabinieri della locale Compagnia hanno tratto in arresto due giovanissimi del luogo, di 19 e 17 anni, con l’accusa di furto aggravato in concorso, per aver rubato uno scooter dall’interno di un garage ove era custodito Per finire, a Bisceglie e a Conversano, due persone detenute agli arresti domiciliari sono state arrestate con l’accusa di evasione.

DOMENICA 18 AGOSTO, 2013-INGRESSO GRATUITO-TEATRO MEDITERRANEO, BISCEGLIE.

Indicata da critica e pubblico come una delle più interessanti interpreti della nuova musica italiana, Erica Mou torna a Bisceglie per presentare il suo nuovo live e lo fa nella cornice di Push Up, la manifestazione che sostiene le etichette indipendenti del panorama nazionale. Il concerto, ad ingresso gratuito, si terrà domenica 18 agosto nel Teatro Mediterraneo (sul Lungomare Umberto Paternostro) e precede la pubblicazione del bando di concorso di Push Up 2.0; la nuova edizione del festival si propone di supportare le attività delle label italiane attraverso un loro progetto discografico che misceli ricerca artistica, produzione live, attività di marketing e promozione.
Push Up è realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù, Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci - Associazione Nazionale Comuni Italiani."
Sarà Erica Mou ad aprire l’anteprima di Push Up 2.0, il festival che nel 2011 è stato proclamato dal MEI di Faenza come vincitore del premio “Contest dell’anno” per il miglior progetto dedicato alle etichette indipendenti. Una scelta non casuale, dato che proprio la giovane cantautrice è originaria di Bisceglie ed ha sostenuto fin dal principio questa manifestazione. Il suo live precede la pubblicazione del nuovo bando di concorso, che sarà lanciato nelle prossime settimane in partenariato con Audiocoop e che vedrà coinvolte tutte le realtà della discografia indipendente nazionale, per un’idea che travalica i soliti confini del contest per band emergenti e si propone come progetto di sostegno all’impresa discografica.
Il concerto di Erica Mou rientra nel tour del suo ultimo album Contro le onde (uscito a maggio del 2013), un disco che ha definitivamente consacrato l’artista pugliese dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo (dove ottiene due prestigiosi riconoscimenti: il premio della critica Premio Mia Martini ed il Premio Sala Stampa Radio Tv) e la la nomination ai TRL Awards 2012 nella sezione Best New Generation.

ERICA MOU 
Erica Mou, una delle più interessanti voci femminili del panorama musicale italiano, torna a calcare i palcoscenici italiani con il live del suo nuovo progetto discografico Contro le onde, uscito il 28 maggio 2013 su etichetta Sugar.
L’artista va oltre le atmosfere più intimiste che l’avevano accompagnata nelle precedenti esibizioni dal vivo, per portare sul palco un percorso di suoni che spazieranno dall’elettro-pop al rock, senza mai tralasciare il timbro distintivo di cantautrice sperimentale che le ha regalato grandi riconoscimenti da parte di pubblico e critica.
In scena Erica sarà accompagnata da una nuova formazione di quattro musicisti che la seguiranno alle tastiere, batteria, basso e chitarra, e che riprodurranno, con grande particolarità, i suoni elettronici utilizzati nelle registrazioni in maniera del tutto naturale.
Erica riporterà live l’idea intorno alla quale ruota tutto il nuovo progetto: quella di movimento e di viaggio, dove uno degli elementi di maggior ispirazione è stato il mare. Il concerto sarà, infatti, un tragitto tra la spensieratezza e la gioia orecchiabile del mare estivo, portata in musica proprio dal pop e dall’elettronica, e la riflessività ed il turbamento intenso del mare in tempesta, come nel rock.
Così, a quasi due anni, dal suo disco d’esordio È, Erica torna con nuove sonorità e nuovi brani, in cui  i testi, pur avendo una grande apertura, non perdono la loro intimità.
DOMENICA 18 AGOSTOOre 21.30
ERICA MOU in concerto
@ Teatro Mediterraneo
Lungomare Umberto Paternostro
Bisceglie (BT)
Ingresso Gratuito

Ufficio Stampa:Michele Casella <debaser.ent@libero.it> 328.4548699
www.imood.it

martedì 16 luglio 2013

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI, DEL PROCURATORE

 COMUNICATO STAMPA di Cap. Donatelli Nicola
Luglio 2013 Operazione antimafia. Colpita la “SOCIETA’ FOGGIANA” egemone in
Foggia e provincia. IL 16 LUGLIO 2013 IN FOGGIA E VARIE LOCALITÀ DEL TERRITORIO NAZIONALE ÈSTATA ESEGUITA UN’ORDINANZA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 24 SOGGETTI INDAGATI PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA, DETENZIONE/SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, PLURIMI EPISODI DI ESTORSIONE CON L’AGGRAVANTE MAFIOSA, UN SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE, MOLTEPLICI EPISODI DI DETENZIONE E PORTO ABUSIVO DI ARMI DA SPARO E MATERIALE ESPLODENTE,
VIOLENZA, DANNEGGIAMENTO, DIVERSI EPISODI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO
DI AUTOVETTURE, EVASIONE, VIOLAZIONE DELLA MISURA DELLA SORVEGLIANZA
SPECIALE DELLA P.S., LESIONI PERSONALI AGGRAVATE.
AL CENTRO DELLE INDAGINI DELLA DDA DI BARI E DEI CARABINIERI DEL ROS,
ANCHE CON IL CONTRIBUTO DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI DI
FOGGIA, I VERTICI DELLE “BATTERIE” DEL SODALIZIO MAFIOSO “SOCIETA’
FOGGIANA” ATTIVA IN FOGGIA E PROVINCIA.
L’ODIERNA OPERAZIONE ANTIMAFIA E’ STATA CONVENZIONALMENTE
DENOMINATA “CORONA”, COSTITUENDO L’APPRODO PIU’ IMPORTANTE DI QUEL
COMPLESSO E ARTICOLATO PERCOSO INVESTIGATIVO CHE HA, IN QUESTI ULTIMI
ANNI, CARATTERIZZATO IL CONTRASTO GIUDIZARIO ALLA MAFIA FOGGIANA.
L’INCHIESTA HA EVIDENZIATO IL RUOLO SEMPRE PIU’ SIGNIFICATIVO ASSUNTO
DALLA MAFIA FOGGIANA NEL PANORAMA CRIMINALE NAZIONALE, CON LA SUA
CAPACITA’ DI SAPER ASSOCIARE AD UN CONTROLLO DEL TERRITORIO DI TIPO
MILITARE UNA VOCAZIONE AFFARISTICO IMPRENDITORIALE.
E’ STATO DOCUMENTATO L’ORGANIGRAMMA DELLA “SOCIETÀ FOGGIANA”, LA
SUA EVOLUZIONE STORICA E, SOPRATTUTTO, LA SUA CAPACITA’ DI
ASSOGGETTAMENTO ESTERNO PARTICOLARMENTE EFFICACE E PENETRANTE,
RESA EVIDENTE:  DALLA RICONDUCIBILITÀ GENERALE AL SODALIZIO DI NUMEROSI FATTI DI SANGUE VERIFICATISI IN FOGGIA NELL’ULTIMO QUINQUENNIO;
 DAL LIVELLO QUALITATIVO ED ASFISSIANTE DEL RACKET DELLE
ESTORSIONI NEL TERRITORIO FOGGIANO CHE COMPROMETTE FORTEMENTE
IL GIÀ DIFFICILE TENTATIVO DI SVILUPPO E CRESCITA DELLA IMPRENDITORIA LOCALE. NELLA MISURA E’ STATA RICONOSCIUTA LA SUSSISTENZA DI 14 CAPI DI IMPUTAZIONE PER VICENDE ESTORSIVE;  DAL CONSOLIDATO RADICAMENTO TERRITORIALE DELLA CONSORTERIA MAFIOSA NELLA CITTÀ DI FOGGIA TALE DA CONSENTIRE AD ESSA DI
IMPORRE LE SUE PRETESE ECONOMICHE SU OGNI AFFARE ILLECITO DI SIGNIFICATIVA CONSISTENZA REALIZZATO ANCHE DA TERZI;  DALLA CONSUMAZIONE DI UN SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE COMMESSO DA 3 APPARTENENTI AL SODALIZIO MAFIOSO FINALIZZATO ALL’OTTENIMENTO ABUSIVO DI UN ALLOGGIO DI EDILIZIA POPOLARE DI FOGGIA;  DALLE INFILTRAZIONI NEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO, CONCRETIZZATESI:  NELLE IMPOSIZIONI OPERATE IN DANNO DELLE AZIENDE MUNICIPALIZZATE E NELLE COOPERATIVE DI SERVIZI;
 NELL’ ACQUISIZIONE DI POSIZIONI DI POTERE ALL’INTERNO DI CIRCUITI
PRODUTTIVI FOGGIANI; NELL’ESTESO E REDDITIZIO FENOMENO DEI REATI CONNESSI ALLA ILLECITA COMMERCIALIZZAZIONE DI AUTOVETTURE, CON PLURIME
CONDOTTE DI FURTO, APPROPRIAZIONE INDEBITA, SIMULAZIONE DI
REATO, RICETTAZIONE, RICICLAGGIO;  DALLA PIANIFICAZIONE DI COMPLESSE RAPINE A PORTAVALORI, CON LA CONTESTAZIONE IN PARTICOLARE DI UNA TENTATA RAPINA IN DANNO DELLE GUARDIE GIURATE DEPUTATE AL “PRELIEVO VALORI” PRESSO
L’ISTITUTO BANCARIO INTERNO AL CENTRO COMMERCIALE IPERCOOP DI
FOGGIA; DALLA CAPACITÀ DI INTERFACCIARSI CON ALTRE ORGANIZZAZIONI
CRIMINALI, DIMOSTRANDO DI GODERE DI IDONEE CREDENZIALI, COSÌ COME
EMERSO IN RELAZIONE AI RAPPORTI:  CON IL NARCOTRAFFICANTE SICILIANO LUMIA PAOLO, GIÀ STANZIALEIN BARCELLONA (SPAGNA), CON L’APPROVVIGIONAMENTO DA PARTE DEGLI UOMINI DI TOLONESE RAFFAELE DI CIRCA 6 KG. DI COCAINA CHE
VENIVANO RINVENUTI E SEQUESTRATI, DAL ROS, IN FOGGIA IL 26.07.2009. CON LA MAFIA GARGANICA, DIMOSTRATI DALL’OPERA OFFERTA DA ESPONENTI DELLA BATTERIA FRANCAVILLA NEL FAVORIRE LA LATITANZA DI LI BERGOLIS FRANCO, CAPO DELLA OMONIMA ORGANIZZAZIONE ED INSERITO NELLA LISTA DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITÀ, POI ARRESTATO IN MONTE SANT’ANGELO (FG) IL 26.09.2010 DAL ROS UNITAMENTE AL NUCLEO INVESTIGATIVO CC DI FOGGIA; CON IL CLAN DEI CASALESI, DIMOSTRATO SIA DALL’EMERSO ACCORDO INTERCORSO TRA IL BOSS TOLONESE RAFFAELE ED ESPONENTI DELL’ORGANIZZAZIONE CITATA IN ORDINE ALLA FORNITURA DI SOSTANZE STUPEFACENTI PER IL MERCATO FOGGIANO, SIA DALLA PIANIFICAZIONE DI UNA INGENTE OPERAZIONE DI CONTRAFFAZIONE DI
BANCONOTE DA 20 EURO.

giovedì 4 luglio 2013

ARIA, SOLE E CIBI GENUINI: GIOVANI E LA CAMPAGNA UNA RIVOLUZIONE CULTURALE?

Sempre più giovani puntano sulla campagna, una rivoluzione culturale analizzata all'assemblea nazionale della Coldiretti 


Sono ad oggi arrivate a 59mila le imprese agricole gestite da under 35.  Il 45,3 per cento è diplomato, l’11,2 per cento laureato. I giovani non scommettono più su altri ambiti. La campagna è diventata l’unica alternativa alla fuga all’estero, il comparto sembra essere il solo sbocco per ora in Italia a dare qualche prospettiva. Lo scenario attuale dell’agroalimentare è stato presentato e commentato all’Assemblea Nazionale della Coldiretti che si tiene oggi a Roma alla presenza dei Ministri dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, e del  Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo. Quindicimila i produttori da tutta Italia accorsi per  partecipare all’incontro. Il dato emerso all’Open Space “Mollo tutto, nuova vita in campagna”, sipario dedicato a case history di successo firmate da giovani che hanno puntato tutto sull’agricoltura, è una rivoluzione culturale in atto. “Oggi si registra  un profondo cambiamento rispetto al passato, quando la vita in campagna era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella in città”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “si tratta di una vera rivoluzione, con il contatto con la natura ed i suoi prodotti che è diventato premiante rispetto all’impegno negli strumenti finanziari di un istituto di credito o nei prodotti fortemente pubblicizzati di una grande multinazionale”. Il 70 per cento delle imprese condotte da giovani iscritte alla Camera di Commercio opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Per trasformare il desiderio di diventare agricoltore la Coldiretti ha presentato il vademecum su “Come aprire una azienda agricola”.
Le 10 mosse

1) Avere un’ “idea” d’impresa intorno alla quale sviluppare un progetto di sviluppo. Avere un’idea di impresa agricola significa individuare che tipo di “imprenditore agricolo” si vuole essere o diventare: imprenditore agricolo più “tradizionale” (produzione in un specifico comparto) o più “innovativo” e “diversificato” sfruttando, a 10 anni (18 maggio 2001/2011) dalla sua introduzione, le opportunità offerte dalla legge di orientamento in agricoltura. Inoltre, avere un’idea di impresa significa valutare quali leve strategiche si intendono attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica.
2) Analisi delle caratteristiche e delle potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti. Significa analizzare, servendosi di appositi consulenti le componenti di base per avviare l’impresa agricola, una volta esplicitata l’idea.
3) Confrontarsi con gli altri che hanno già fatto esperienze simili in Italia o in Europa per cogliere le sfumature e focalizzare al meglio le idee.
4) Trasformare l’”idea” in un progetto di sviluppo imprenditoriale. Si tratta di determinare gli obiettivi generali del progetto, quelli specifici, i risultati attesi e le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli. Si tratta di farsi redigere da adeguati specialisti e professionisti un Business plan economico finanziario accurato e in grado di reggere al mercato e alle richieste di finanziamento pubblico e privato.

5) Ricerca della fonte di finanziamento. Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (insediamento giovani, investimenti, qualità, pacchetto giovani). Per l’acquisto di terra verificare la possibilità di un mutuo presso Ismea nel ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina.
6) Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico. Si tratta di fare la domanda per l’accesso al finanziamento unitamente alla presentazione del Business Plan. Necessaria l’assistenza di un centro Caa e la consulenza di un professionista per la parte tecnica. Oggi questo è il punto su cui si incaglia il meccanismo di avvio di un’impresa agricola. Infatti le procedure per accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali (Psr) specificatamente dedicate ai giovani prevedono in media 275 giorni tra l’approvazione del programma e l’uscita del bando; 248 giorni tra la fine della raccolta delle domande e i decreto di concessione del contributo (istruttoria); tra i 18 e i 24 mesi per l’erogazione del contributo.
7) Presentazione del progetto per il finanziamento privato. Numerose banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani anche grazie ad accordi con Creditagri Italia, il primo consorzio fidi nazionale, per la ricerca delle migliorie condizioni di accesso al credito e del prodotto finanziario più adatto. Particolare attenzione va riposta nella concessione della garanzie. Si tratta di un assaggio fondamentale per “non giocarsi” il capitale fisico appena costituito o i “risparmi” di papà.
8) Una formazione di base in campo agricolo è importante, ma non decisiva anche perché sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale. Frequentarli è un modo per apprendere, ma anche per tessere una rete di rapporti con altri colleghi.
9) Per avviare un impresa agricola non sono molti gli adempimenti necessari nè i relativi costi dal punto di vista burocratico. Infatti tre sono i passaggi fondamentali:
- Apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno.
- Iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.
10) La burocrazia è un peso non solo nell’avvio, ma anche nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. Il settore agricolo è ancora pieno di una pletora di adempimenti quotidiani (che si allungano ad elastico a seconda della branca di attività) che tolgono all' impresa agricola 2 giorni di lavoro a settimana da distrarre dall’attività di impresa vera e propria: 100 giorni l’anno. Tratto da un giornale:Cronache di gusto e gastronomia, online.

venerdì 28 giugno 2013

LA BRIGATA "PINEROLO" COLLABORA CON LE GUARDIE FORESTALI.

BRIGATA PINEROLO IN PRIMA LINEA CONTRO GLI INCENDI

Bari, 28 giugno 2013.
Magg. Domenico Occhinegro-Addetto stampa militare
Nella giornata di ieri una pattuglia di militari del 9° Reggimento Fanteria “Bari”, cha ha la sua sede a Trani, mentre era in addestramento in bianco, nel poligono occasionale di Torre di Nebbia, è intervenuta per domare un vasto incendio divampato in un area della Murgia vicino l’abitato di Poggiorsini. Allertati dalle Forze dell’Ordine locali i militari sono intervenuti con l’utilizzo di un’autocisterna di acqua riuscendo a spegnere le fiamme in tempi brevi scongiurando il pericolo di propagazione dovuto al forte vento.La Brigata Pinerolo nel periodo dal 20 giungo al 15 settembre condurrà delle attività pattugliamento del Poligono di Torre di Nebbia, le attività, congiunte con la Guardia Forestale, si prefiggono lo scopo di controllare l’area per evitare il propagarsi di incendi, combattere i fenomeni di abbandono di rifiuti inquinanti e attività illegali.
Le pattuglie, composte da circa 20 militari su automezzi leggeri, oltre ai classici sistemi di avvistamento e comunicazione sono anche dotate di materiali per lo spegnimento di piccoli focolai.
L’addestramento e l’esperienza maturata nel settore, l’Esercito da sempre fornisce materiali, mezzi e uomini per il piano di Pubbliche Calamità Nazionale, insegna che un intervento tempestivo spesso scongiura il divampare di grossi incendi. L’iniziativa si armonizza con quanto sottoscritto tra il Comando Militare Esercito Puglia e l’ente Parco nel protocollo di intesa per l’utilizzo dei poligoni militari occasionali nel Parco dell’Alta Murgia redatto il 28 febbraio 2007. La Pinerolo in questo modo conferma la vocazione dell’Esercito al rispetto per l’ambiente e la tutela del territorio. Infatti, nei mesi trascorsi, il personale della Brigata Pinerolo ha provveduto, con una serie di “giornate ecologiche”, a ripulire da rifiuti di vario genere aree di interesse turistico.
Gli “eco day”, condotti con il patrocinio dei comuni che insistono nell’area del Parco, hanno consentito di smaltire diversi quintali di materiale vario tra cui plastica, vetro, alluminio, copertoni di auto e camion nonché sacchetti di immondizia domestica. Inoltre durante le attività di addestramento alcune pattuglie hanno consentito il rinvenimento di autovetture risultate rubate. Vari incendi sono stati spenti anche durante il mese di maggio mentre la Brigata Pinerolo svolgeva attività addestrative propedeutiche all’impiego fuori dai confini Nazionali. La presenza all’interno del Poligono di Torre di Nebbia ha così scongiurato il diffondersi di incendi che avrebbero potuto anche danneggiare campi di grano in attesa di mietitura.

giovedì 27 giugno 2013

ORRDINE DEI GIORNALISTI,CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA.

COMUNICATO STAMPA
MAI DIRE CLANDESTINO Giornalisti insieme per conoscere e applicare “CARTA DI ROMA”
2 LUGLIO 2013 – BARI
11:00 – 13:00, sede dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia
Bari – martedì 2 luglio, dalle ore 11.00, presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, strada Palazzo di Città 5, si terrà l’incontro “ Mai dire clandestino. Giornalisti insieme per conoscere e applicare la Carta di Roma” organizzato da Ordine dei Giornalisti della Puglia, dall'Associazione Stampa Puglia, Associazione Carta di Roma in collaborazione con l’Alto Commissariato ONU sui Rifugiati.
La “Carta di Roma” è un protocollo deontologico vincolante per i giornalisti sui richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti firmato da Ordine dei Giornalisti, FNSI e UNHCR (Agenzia ONU per i rifugiati), che sarà illustrato nel corso della giornata seminariale di Bari.Verranno presentate e discusse Le Linee Guida per l’applicazione della Carta di Roma con studenti, free lance e altri colleghi. Norme pratiche sull'uso dei termini e per comprendere come meglio trattare i temi della migrazione e dell'asilo nel quotidiano della trattazione giornalistica. Si parlerà di sbarchi, CIE, Rifugiati, cronaca ecc. dando esempi concreti e cercando di confrontarci sulle difficoltà e opportunità di migliorare la qualità del lavoro redazionale nel quotidiano.
Introdurrà i lavori Lorena Saracino, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia e parteciperanno Anna Meli, esperta europea su media e diversità dell’Associazione Carta di Roma e Federico Fossi, esperto dell’Alto Commissariato ONU sui Rifugiati, Raffaele Lorusso, presidente dell’Associazione della Stampa di Puglia, Gianluigi Devito, giornalista.
Tutti i colleghi sono vivamente invitati a partecipare ai lavori.

IL CONSIGLIERE (Lorena Saracinio) Bari, 27 giugno 2013. Con preghiera di diffusione