Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
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venerdì 27 settembre 2013
COMUNICATO STAMPA
mercoledì 18 settembre 2013
PERCORSO FORMATIVO PER IL PERSONALE DELL'ACISMOM
Tale collaborazione consentirà al personale del Corpo Militare, sia esso già arruolato che arruolando, di partecipare gratuitamente ed a piccoli gruppi, al Corso di “Supporto Vitale di Base e Avanzato al Politrauma” diretto dal Dr. Ciccone e destinato a personale medico, paramedico e laico.
A tutti i corsisti verrà rilasciato attestato di frequenza, ma la partecipazione non darà diritto all’acquisizione di crediti ECM.
Il corso, della durata di 2 giorni dalle ore 8,30 alle 17,30, prevede il seguente calendario:
17-18 settembre; 24-25 settembre;
1-2 ottobre; 8-9 ottobre; 15-16 ottobre; 22-23 ottobre; 29-30 ottobre;
Si chiede a tutti gli interessati di scegliere un'opzione e di comunicarle al Responsabile dell'Unità Territoriale della Calabria, che legge per conoscenza, in maniera da finalizzare le procedure di partecipazione al Corso.
Cap. Palladino
domenica 15 settembre 2013
IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CC, COL. ROSARIO CASTELLO.
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BARI- Conferenza stampa alla caserma “Bergia” dei Carabinieri per la presentazione del nuovo comandante provinciale, colonnello Rosario CASTELLO.
L'alto ufficiale dell'Arma, è nato in Sicilia. Nel corso della sua carriera di Comandante vanta un'ampia esperienza sul territorio siciliano.
L'Arma quale testimonianza di continuità nella tradizione e apertura verso il futuro.
Identità Nazionale e il ruolo dei carabinieri a tal fine: Impiego Operativo quale elemento portante della politica e della sicurezza nazionale e internazionale, Formazione del personale, Attività Specialistiche nel settore della sanità e della tecnologia. Sono solo alcuni dei tanti settori nei quali l’Arma ha svolto la funzione di “Risorsa per il Paese” a favore della collettività.
Nel corso della conferenza stampa era presente il Ten.Col. Fabio OTTAVIANI, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari.
sabato 14 settembre 2013
FISCO E LOTTA ALL'EVESIONE
venerdì 6 settembre 2013
I CAVALIERI DI UN'IDEA-CIRCOLO CULTURALE EXCALIBUR
sabato 17 agosto 2013
L'ANNO DELLE ILLUSIONI:25 LUGLIO-8 SETTEMBRE 1943
Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.
Tutto ebbe inizio il 25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re. Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati. Il responso del Gran Consiglio,contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che difatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato. L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio
Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici). Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto. J!
Circolo Culturale Excalibur 2
A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate. Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio(1).
L’8 settembre 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.
Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della politica italiana. La guerra invece continuò per
altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.
Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare.
Tratto da xcalibur di Gianfredo Ruggiero
Note
(1) II governo Badoglio, per bocca del Generale Ambrosio capo di stato maggiore generale, chiese
ai tedeschi, il 6 agosto del 1943 a Tarvisio, 16 divisioni per contrastare lo sbarco alleato in
Sicilia.
venerdì 16 agosto 2013
LA MERITORIA ATTIVITA' DEI CARABINIERI DI PUGLIA-FERRAGOSTO 2013
Comando Provinciale Carabinieri Bari
Sala
Stampa
provbasalastampa@carabinieri.it
Tel.
080/5453131
|
DOMENICA 18 AGOSTO, 2013-INGRESSO GRATUITO-TEATRO MEDITERRANEO, BISCEGLIE.
Push Up è realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù, Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci - Associazione Nazionale Comuni Italiani."Sarà Erica Mou ad aprire l’anteprima di Push Up 2.0, il festival che nel 2011 è stato proclamato dal MEI di Faenza come vincitore del premio “Contest dell’anno” per il miglior progetto dedicato alle etichette indipendenti. Una scelta non casuale, dato che proprio la giovane cantautrice è originaria di Bisceglie ed ha sostenuto fin dal principio questa manifestazione. Il suo live precede la pubblicazione del nuovo bando di concorso, che sarà lanciato nelle prossime settimane in partenariato con Audiocoop e che vedrà coinvolte tutte le realtà della discografia indipendente nazionale, per un’idea che travalica i soliti confini del contest per band emergenti e si propone come progetto di sostegno all’impresa discografica.
Il concerto di Erica Mou rientra nel tour del suo ultimo album Contro le onde (uscito a maggio del 2013), un disco che ha definitivamente consacrato l’artista pugliese dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo (dove ottiene due prestigiosi riconoscimenti: il premio della critica Premio Mia Martini ed il Premio Sala Stampa Radio Tv) e la la nomination ai TRL Awards 2012 nella sezione Best New Generation.
ERICA MOU
L’artista va oltre le atmosfere più intimiste che l’avevano accompagnata nelle precedenti esibizioni dal vivo, per portare sul palco un percorso di suoni che spazieranno dall’elettro-pop al rock, senza mai tralasciare il timbro distintivo di cantautrice sperimentale che le ha regalato grandi riconoscimenti da parte di pubblico e critica.
In scena Erica sarà accompagnata da una nuova formazione di quattro musicisti che la seguiranno alle tastiere, batteria, basso e chitarra, e che riprodurranno, con grande particolarità, i suoni elettronici utilizzati nelle registrazioni in maniera del tutto naturale.
Erica riporterà live l’idea intorno alla quale ruota tutto il nuovo progetto: quella di movimento e di viaggio, dove uno degli elementi di maggior ispirazione è stato il mare. Il concerto sarà, infatti, un tragitto tra la spensieratezza e la gioia orecchiabile del mare estivo, portata in musica proprio dal pop e dall’elettronica, e la riflessività ed il turbamento intenso del mare in tempesta, come nel rock.
Così, a quasi due anni, dal suo disco d’esordio È, Erica torna con nuove sonorità e nuovi brani, in cui i testi, pur avendo una grande apertura, non perdono la loro intimità.
DOMENICA 18 AGOSTOOre 21.30
ERICA MOU in concerto@ Teatro Mediterraneo
Lungomare Umberto Paternostro
Bisceglie (BT)
Ingresso Gratuito
Ufficio Stampa:Michele Casella <debaser.ent@libero.it> 328.4548699
www.imood.it
martedì 16 luglio 2013
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI, DEL PROCURATORE
Luglio 2013 Operazione antimafia. Colpita la “SOCIETA’ FOGGIANA” egemone in
Foggia e provincia. IL 16 LUGLIO 2013 IN FOGGIA E VARIE LOCALITÀ DEL TERRITORIO NAZIONALE ÈSTATA ESEGUITA UN’ORDINANZA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 24 SOGGETTI INDAGATI PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA, DETENZIONE/SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, PLURIMI EPISODI DI ESTORSIONE CON L’AGGRAVANTE MAFIOSA, UN SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE, MOLTEPLICI EPISODI DI DETENZIONE E PORTO ABUSIVO DI ARMI DA SPARO E MATERIALE ESPLODENTE,
VIOLENZA, DANNEGGIAMENTO, DIVERSI EPISODI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO
DI AUTOVETTURE, EVASIONE, VIOLAZIONE DELLA MISURA DELLA SORVEGLIANZA
SPECIALE DELLA P.S., LESIONI PERSONALI AGGRAVATE.
AL CENTRO DELLE INDAGINI DELLA DDA DI BARI E DEI CARABINIERI DEL ROS,
ANCHE CON IL CONTRIBUTO DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI DI
FOGGIA, I VERTICI DELLE “BATTERIE” DEL SODALIZIO MAFIOSO “SOCIETA’
FOGGIANA” ATTIVA IN FOGGIA E PROVINCIA.
L’ODIERNA OPERAZIONE ANTIMAFIA E’ STATA CONVENZIONALMENTE
DENOMINATA “CORONA”, COSTITUENDO L’APPRODO PIU’ IMPORTANTE DI QUEL
COMPLESSO E ARTICOLATO PERCOSO INVESTIGATIVO CHE HA, IN QUESTI ULTIMI
ANNI, CARATTERIZZATO IL CONTRASTO GIUDIZARIO ALLA MAFIA FOGGIANA.
L’INCHIESTA HA EVIDENZIATO IL RUOLO SEMPRE PIU’ SIGNIFICATIVO ASSUNTO
DALLA MAFIA FOGGIANA NEL PANORAMA CRIMINALE NAZIONALE, CON LA SUA
CAPACITA’ DI SAPER ASSOCIARE AD UN CONTROLLO DEL TERRITORIO DI TIPO
MILITARE UNA VOCAZIONE AFFARISTICO IMPRENDITORIALE.
E’ STATO DOCUMENTATO L’ORGANIGRAMMA DELLA “SOCIETÀ FOGGIANA”, LA
SUA EVOLUZIONE STORICA E, SOPRATTUTTO, LA SUA CAPACITA’ DI
ASSOGGETTAMENTO ESTERNO PARTICOLARMENTE EFFICACE E PENETRANTE,
RESA EVIDENTE: DALLA RICONDUCIBILITÀ GENERALE AL SODALIZIO DI NUMEROSI FATTI DI SANGUE VERIFICATISI IN FOGGIA NELL’ULTIMO QUINQUENNIO;
DAL LIVELLO QUALITATIVO ED ASFISSIANTE DEL RACKET DELLE
ESTORSIONI NEL TERRITORIO FOGGIANO CHE COMPROMETTE FORTEMENTE
IL GIÀ DIFFICILE TENTATIVO DI SVILUPPO E CRESCITA DELLA IMPRENDITORIA LOCALE. NELLA MISURA E’ STATA RICONOSCIUTA LA SUSSISTENZA DI 14 CAPI DI IMPUTAZIONE PER VICENDE ESTORSIVE; DAL CONSOLIDATO RADICAMENTO TERRITORIALE DELLA CONSORTERIA MAFIOSA NELLA CITTÀ DI FOGGIA TALE DA CONSENTIRE AD ESSA DI
IMPORRE LE SUE PRETESE ECONOMICHE SU OGNI AFFARE ILLECITO DI SIGNIFICATIVA CONSISTENZA REALIZZATO ANCHE DA TERZI; DALLA CONSUMAZIONE DI UN SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE COMMESSO DA 3 APPARTENENTI AL SODALIZIO MAFIOSO FINALIZZATO ALL’OTTENIMENTO ABUSIVO DI UN ALLOGGIO DI EDILIZIA POPOLARE DI FOGGIA; DALLE INFILTRAZIONI NEL TESSUTO SOCIO-ECONOMICO, CONCRETIZZATESI: NELLE IMPOSIZIONI OPERATE IN DANNO DELLE AZIENDE MUNICIPALIZZATE E NELLE COOPERATIVE DI SERVIZI;
NELL’ ACQUISIZIONE DI POSIZIONI DI POTERE ALL’INTERNO DI CIRCUITI
PRODUTTIVI FOGGIANI; NELL’ESTESO E REDDITIZIO FENOMENO DEI REATI CONNESSI ALLA ILLECITA COMMERCIALIZZAZIONE DI AUTOVETTURE, CON PLURIME
CONDOTTE DI FURTO, APPROPRIAZIONE INDEBITA, SIMULAZIONE DI
REATO, RICETTAZIONE, RICICLAGGIO; DALLA PIANIFICAZIONE DI COMPLESSE RAPINE A PORTAVALORI, CON LA CONTESTAZIONE IN PARTICOLARE DI UNA TENTATA RAPINA IN DANNO DELLE GUARDIE GIURATE DEPUTATE AL “PRELIEVO VALORI” PRESSO
L’ISTITUTO BANCARIO INTERNO AL CENTRO COMMERCIALE IPERCOOP DI
FOGGIA; DALLA CAPACITÀ DI INTERFACCIARSI CON ALTRE ORGANIZZAZIONI
CRIMINALI, DIMOSTRANDO DI GODERE DI IDONEE CREDENZIALI, COSÌ COME
EMERSO IN RELAZIONE AI RAPPORTI: CON IL NARCOTRAFFICANTE SICILIANO LUMIA PAOLO, GIÀ STANZIALEIN BARCELLONA (SPAGNA), CON L’APPROVVIGIONAMENTO DA PARTE DEGLI UOMINI DI TOLONESE RAFFAELE DI CIRCA 6 KG. DI COCAINA CHE
VENIVANO RINVENUTI E SEQUESTRATI, DAL ROS, IN FOGGIA IL 26.07.2009. CON LA MAFIA GARGANICA, DIMOSTRATI DALL’OPERA OFFERTA DA ESPONENTI DELLA BATTERIA FRANCAVILLA NEL FAVORIRE LA LATITANZA DI LI BERGOLIS FRANCO, CAPO DELLA OMONIMA ORGANIZZAZIONE ED INSERITO NELLA LISTA DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITÀ, POI ARRESTATO IN MONTE SANT’ANGELO (FG) IL 26.09.2010 DAL ROS UNITAMENTE AL NUCLEO INVESTIGATIVO CC DI FOGGIA; CON IL CLAN DEI CASALESI, DIMOSTRATO SIA DALL’EMERSO ACCORDO INTERCORSO TRA IL BOSS TOLONESE RAFFAELE ED ESPONENTI DELL’ORGANIZZAZIONE CITATA IN ORDINE ALLA FORNITURA DI SOSTANZE STUPEFACENTI PER IL MERCATO FOGGIANO, SIA DALLA PIANIFICAZIONE DI UNA INGENTE OPERAZIONE DI CONTRAFFAZIONE DI
BANCONOTE DA 20 EURO.
giovedì 4 luglio 2013
ARIA, SOLE E CIBI GENUINI: GIOVANI E LA CAMPAGNA UNA RIVOLUZIONE CULTURALE?
Sono ad oggi arrivate a 59mila le imprese agricole gestite da under 35. Il 45,3 per cento è diplomato, l’11,2 per cento laureato. I giovani non scommettono più su altri ambiti. La campagna è diventata l’unica alternativa alla fuga all’estero, il comparto sembra essere il solo sbocco per ora in Italia a dare qualche prospettiva. Lo scenario attuale dell’agroalimentare è stato presentato e commentato all’Assemblea Nazionale della Coldiretti che si tiene oggi a Roma alla presenza dei Ministri dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, e del Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo. Quindicimila i produttori da tutta Italia accorsi per partecipare all’incontro. Il dato emerso all’Open Space “Mollo tutto, nuova vita in campagna”, sipario dedicato a case history di successo firmate da giovani che hanno puntato tutto sull’agricoltura, è una rivoluzione culturale in atto. “Oggi si registra un profondo cambiamento rispetto al passato, quando la vita in campagna era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella in città”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “si tratta di una vera rivoluzione, con il contatto con la natura ed i suoi prodotti che è diventato premiante rispetto all’impegno negli strumenti finanziari di un istituto di credito o nei prodotti fortemente pubblicizzati di una grande multinazionale”. Il 70 per cento delle imprese condotte da giovani iscritte alla Camera di Commercio opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Per trasformare il desiderio di diventare agricoltore la Coldiretti ha presentato il vademecum su “Come aprire una azienda agricola”.
Le 10 mosse
1) Avere un’ “idea” d’impresa intorno alla quale sviluppare un progetto di sviluppo. Avere un’idea di impresa agricola significa individuare che tipo di “imprenditore agricolo” si vuole essere o diventare: imprenditore agricolo più “tradizionale” (produzione in un specifico comparto) o più “innovativo” e “diversificato” sfruttando, a 10 anni (18 maggio 2001/2011) dalla sua introduzione, le opportunità offerte dalla legge di orientamento in agricoltura. Inoltre, avere un’idea di impresa significa valutare quali leve strategiche si intendono attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica.
2) Analisi delle caratteristiche e delle potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti. Significa analizzare, servendosi di appositi consulenti le componenti di base per avviare l’impresa agricola, una volta esplicitata l’idea.
3) Confrontarsi con gli altri che hanno già fatto esperienze simili in Italia o in Europa per cogliere le sfumature e focalizzare al meglio le idee.
4) Trasformare l’”idea” in un progetto di sviluppo imprenditoriale. Si tratta di determinare gli obiettivi generali del progetto, quelli specifici, i risultati attesi e le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli. Si tratta di farsi redigere da adeguati specialisti e professionisti un Business plan economico finanziario accurato e in grado di reggere al mercato e alle richieste di finanziamento pubblico e privato.
5) Ricerca della fonte di finanziamento. Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (insediamento giovani, investimenti, qualità, pacchetto giovani). Per l’acquisto di terra verificare la possibilità di un mutuo presso Ismea nel ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina.
6) Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico. Si tratta di fare la domanda per l’accesso al finanziamento unitamente alla presentazione del Business Plan. Necessaria l’assistenza di un centro Caa e la consulenza di un professionista per la parte tecnica. Oggi questo è il punto su cui si incaglia il meccanismo di avvio di un’impresa agricola. Infatti le procedure per accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali (Psr) specificatamente dedicate ai giovani prevedono in media 275 giorni tra l’approvazione del programma e l’uscita del bando; 248 giorni tra la fine della raccolta delle domande e i decreto di concessione del contributo (istruttoria); tra i 18 e i 24 mesi per l’erogazione del contributo.
7) Presentazione del progetto per il finanziamento privato. Numerose banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani anche grazie ad accordi con Creditagri Italia, il primo consorzio fidi nazionale, per la ricerca delle migliorie condizioni di accesso al credito e del prodotto finanziario più adatto. Particolare attenzione va riposta nella concessione della garanzie. Si tratta di un assaggio fondamentale per “non giocarsi” il capitale fisico appena costituito o i “risparmi” di papà.
8) Una formazione di base in campo agricolo è importante, ma non decisiva anche perché sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale. Frequentarli è un modo per apprendere, ma anche per tessere una rete di rapporti con altri colleghi.
9) Per avviare un impresa agricola non sono molti gli adempimenti necessari nè i relativi costi dal punto di vista burocratico. Infatti tre sono i passaggi fondamentali:
- Apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno.
- Iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.
10) La burocrazia è un peso non solo nell’avvio, ma anche nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. Il settore agricolo è ancora pieno di una pletora di adempimenti quotidiani (che si allungano ad elastico a seconda della branca di attività) che tolgono all' impresa agricola 2 giorni di lavoro a settimana da distrarre dall’attività di impresa vera e propria: 100 giorni l’anno. Tratto da un giornale:Cronache di gusto e gastronomia, online.