Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

venerdì 1 novembre 2013

MOVIMENTO DI OPINIONE E DEMOCRAZIA-

Il Momento. di Stefano de Carolis Villars
Triste il destino di un popolo che ha bisogno d’eroi.
Tutto il rapporto tra cittadini e loro rappresentanti, nell’Italia del dopoguerra, si è fondato su un fatto traumatico e significativo, alla morte di Mussolini il potere passò, per volere del CNL ai partiti antifascisti. Questa delega impropria di poteri non ha mai avuto soluzione; impropria perché il potere è proprio delle Istituzioni e non certo dei partiti, mancata soluzione perché ancora oggi i Partiti, cui si sono accodati anche gli eredi del MSI, si sentono autorizzati a occupare la Istituzioni.
Nella realtà Italiana il senso della Democrazia si è orizzontato come una delega, motivata da presupposti ideologici, verso le strutture di partito, qualunque fosse, ed i suoi rappresentanti, che si consideravano gli unici in grado di pensare l’Italia presente e futura.
Questo presupposto è intrinsecamente falso e foriero di gravissime conseguenze.
Falso perché nella carta Costituzionale è ben chiaro che la Sovranità è del popolo, e non dei partiti, ed estraniante perché, da una parte, costringe i partiti a dotarsi di una struttura e di un pensiero quasi religioso-taumaturgico, dall’altra parte perché riduce i cittadini ai soli numeri del voto, allontanandoli da una seria scelta di campo effettuata per motivi razionali e di pratica convenienza.
Tale falsificazione ha retto per lungo tempo perché giustificata dalla contrapposizione idealmente violenta tra il campo occidentale e quello comunista, con l’aggiunta di chi rifiutava entrambi ( MSI ), ma ora non ha veramente più senso e giustificazione.
La conseguenza più evidente è che i partiti non sono intimamente cambiati, ognuno si sente portatore di una verità rivelata e l’avversario non può che essere mascalzone, stupido o in cattiva fede, ma che di fatto sono diventati solo gli esponenti di una lotta economico-lobbystica.
Per una battaglia di tale genere non occorrono generali a iosa, ne bastano pochi, ma servono truppe agguerrite e fedeli e per questo vediamo che la rappresentanza parlamentare è alimentata da personaggi scelti sia per la loro incultura, impreparazione e superficialità, sia per l’elevato tasso di fedeltà.
Naturalmente la fedeltà viene meno quando si toccano i bacini elettorali degli stessi rappresentanti ed assistiamo a veti, giravolte e tradimenti che nulla hanno di ideologico ma molto di pratico.
Non possiamo certo sperare che i tacchini si augurino l’avvicinarsi del natale e così rimangono senza alcun esito le richieste dei cittadini di: codificare la responsabilità dei pubblici funzionari, magistrati compresi, l’abolizione delle province, la drastica diminuzione delle auto blu, la liquidazione degli enti inutili ( attualmente oltre 700), la determinazione della prevalenza dell’interesse nazionale nei settori dell’energia e dei trasporti, la concessione ai privati di tutte le strutture economiche non redditizie ( oltre 7000 enti Comunali o Regionali in perdita ), l’ abolizione del bicameralismo e la riduzione dei parlamentari, l’alienazione delle strutture economiche non strategiche ( Rai) etc.
I cittadini non vedranno mai tali risultati se seguiteranno, per inerzia, a selezionare la classe di dirigente, meglio diriniente, come hanno sempre fatto; in realtà, la colpa è solo la nostra e solo la nostra, perché abbiamo delegato ad altri la nostra capacità di pensiero e di progettazione, è ora che riprendiamo in mano il futuro nostro, dei nostri figli e nipoti.
Un tentativo di soluzione è stato impostato e proposto dai sig.ri Grillo e Casaleggio, che in questo senso sono dei veri innovatori, ma non funziona.
La proposta nasce dalla considerazione delle potenzialità del web che, consentendo la discussione e le decisione personale immediata, supera, nell’animo dei Grillo e Casaleggio, la necessità di una democrazia rappresentativa, tanto che il loro più importante cavallo di battaglia è quello per l’abolizione del mandato aperto, norma costituzionale.
Già dal tempo di Atene abbiamo visto come la democrazia diretta funzioni male ( condanna di Socrate, guerra di Sicilia etc.) ma almeno si trattavano problemi razionalizzabili mentre oggi gli aspetti scientifici,economici,sociali sono di tale complessità da escludere la decidibilità dei profani.
Non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca, il sistema della democrazia rappresentativa può funzionare benissimo a condizione che i cittadini si riapproprino della facoltà di selezione della classe dirigente, senza delegarla ai partiti che seguono i propri interessi e non quelli dell’Italia.
Stefano de Carolis Villars

Cari amici, il Movimento d'Opinione è una associazione, costituita nel 1998 da Temistocle Sidoti , che ha sempre operato  nell'ambito del centro-destra. Oggi, a seguito della perdurante indisposizione del Presidente Fondatore, Temistocle Sidoti, la direzione è passata a Stelio Venceslai, economista, Gran priore dei Templari per l'Italia, persona seria e di alta qualità morale.

Il giorno 11 novembre in Roma, presso il Ristorante Cecilia metella in via Appia Antica 125, alle ore 19 si terrà  l'assemblea del Movimento per ratificare il nuovo statuto e le Cariche sociali per il prossimo biennio.

Il movimento oggi si oppone decisamente a questo andazzo che ha consentito  ai partiti, tutti, di presentare e far eleggere  dei personaggi disgustosi che invadono il parlamento; forse, ma non credo, se ne salvano cinquanta contro 950 inutili o, credo, negativi per la corretta gestione dell'Italia.

Noi siamo liberali e liberisti, laici, anche se non in opposizione ad alcuno, democratici e volenterosi di cambiare connotati a questa Italia che va a rotoli per mancanza di serietà, di guida e di concordia.

La colpa non è però dei politici, ma nostra; siamo noi che con la nostra indifferenza per le sorti del Paese, per la nostra colpevole inerzia, abiamo consentito ad una classe diriniente di gestire la cosa pubblica. Questo, col Vostro apporto, deve cambiare.

Se l'amministratore del condomio è ladro ed incapace non basta lamentarsi, occorre partecipare e sostituirlo; questo noi lo abbiamo sempre delegato a quelli stessi che, con vari colori, facevano parte del parlamento; è come sperare che i tacchini preghino perchè arrivi in fretta il natale.

Nessuno degli attuali dirigenti, che, come detto, verranno sostituiti il giorno 11 novembre, ha intenzione od interesse ad avanzare proprie candidature, vogliamo aprire la strada ai giovani, conoscerli, motivarli e consegnare una Italia diversa ai nostri figli.

Avrei molto altro da dire ma attendo un Vostro invito a farlo.

Un saluto affettuoso       Stefano de Carolis Villars



giovedì 31 ottobre 2013

VISITE ALLA FIERA DEL LEVANTE, I GIOVANI E LE FORZE ARMATE

STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
UFFICIO GENERALE DEL CAPO DI STATO MAGGIORE
Ufficio Pubblica Informazione
 Bari, 31 ottobre 2013
 Visite allo stand Difesa al salone dello studente di Bari: migliaia di giovani provenienti da tutta la Puglia
Concluso oggi a Bari il salone dello Studente 2013, al quale la Difesa ha partecipato con uno stand espositivo consentendo ai giovani visitatori di conoscere da vicino il mondo militare, stimolando anche una consapevole partecipazione alle varie tematiche che caratterizzano le quattro Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), di conoscere le numerose opportunità professionali offerte dalla Difesa e alle loro curiosità riferite al mondo “con le stellette”, dalle modalità per l’arruolamento agli impegni operativi, nazionali ed internazionali. Gli studenti, di numerosi istituti scolastici pugliesi, hanno potuto trovare risposta a quelle domande più frequenti sui bandi di concorso e requisiti per accedere sia nelle Accademie che nelle Scuole Sottufficiali e come anche alla Ferma Prefissata, sulla presenza delle donne in un “ambiente prettamente maschile”, e sulla possibilità di poter continuare ad “utilizzare acconciature e trucchi” una volta indossata l’uniforme. Come non sono mancate domande curiose su quali possibilità “di entrare a fare il militare” pur avendo tatuaggi e piercing”, oppure “sulla possibilità di arruolarsi indossando gli occhiali e il ricollocamento al lavoro degli ex appartenenti alle Forze Armate”. Manifestazioni come questa, consolidate negli anni su tutto il territorio nazionale, indirizzate ad un pubblico giovanile e finalizzate all’orientamento post-scolastico, forniscono una importate opportunità per far conoscere la “Cultura della Difesa”, intesa come l’insieme dei valori, delle tradizioni e delle finalità che caratterizzano l’operato delle Forze Armate al servizio della collettività, per la salvaguardia degli interessi nazionali.

venerdì 18 ottobre 2013

PROVINCIA B.A.T. CONTROLLO STRAORDINARIO DELLE FORZE DI POLIZIA DEI CARABINIERI

PROVINCIA B.A.T.: CONTROLLO STRAORDINARIO DEL TERRITORIO CON L’ESECUZIONE DI POSTI DI BLOCCO LUNGO LE PRINCIPALI ARTERIE STRADALI.
 5 denunce, 1 persona deferita all’Autorità prefettizia, 33 contravvenzioni elevate, 2 patenti e 2 carte di circolazione ritirate nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio svolto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari nell’ambito del Nord Barese. È questo il bilancio dell’attività di controllo del territorio realizzata nella mattinata odierna mediante l’attuazione di diversi posti di blocco lungo le principali arterie dei Comuni di Andria Barletta e Corato, con particolare riferimento alla s.p. 231 ed alla s.s.170, finalizzati a prevenire e reprimere:
-        il fenomeno delle rapine ai danni di autotrasportatori e automobilisti;
-        tutti quei comportamenti che incidono sulla sicurezza degli utenti della strada, quali eccesso di velocità, guida in stato di alterazione psico-fisica da consumo di alcool/stupefacenti, guida pericolosa e/o senza patente.
L’attività è stata inoltre indirizzata anche al controllo “a tappeto” di nr. 61 soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale ed a quelle di prevenzione.
Imponente il dispiegamento delle forze in campo costituite dall’impiego di un centinaio di Carabinieri, con il supporto di un elicottero e di tre unità cinofile per controlli antidroga e di polizia.
Sono stati deferiti all’A.G. per i reati di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente 5 persone di cui due trovate in possesso di un ciclomotore oggetto di furto, due che hanno tentato di eludere il controllo di polizia ed una sprovvista del documento di guida in quanto mai conseguito. Inoltre una persona è stata segnalata al Prefetto della Provincia B.A.T. in quanto trovata in possesso di una dose di marijuana. Delle 33 contravvenzioni al codice della strada contestate, inoltre, 12 riguardano il mancato uso della cintura di sicurezza, 3 la guida con uso del telefono cellulare, 3 la mancata esposizione del tagliando di assicurazione al seguito, 2 l’omessa revisione del veicolo, 1 il divieto di sorpasso, 9 la mancanza della patente al seguito, 1 la mancanza della patente mai conseguita e 2 la patente scaduta di validità.








giovedì 10 ottobre 2013

BRIGATA PINEROLO, IN PRIMA LINEA CONTRO GLI INCENDI

                                                Nota stampa del T.C. Domenico OCCHINEGRO
Bari, 10 ottobre 2013.
Nella giornata di ieri alle ore 14.30 una pattuglia di militari del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata Pinerolo, mentre era in addestramento in bianco, nel poligono occasionale di Torre di Nebbia, è intervenuta per domare un vasto incendio divampato in prossimità di Bosco Sabini . I militari sono intervenuti con l’utilizzo di un’autocisterna di acqua. L’incendio ha impegnato i militari per circa due ore. Il rischio concreto era quello che le fiamme avrebbero potuto danneggiare irrimediabilmente il vicino bosco.La Brigata Pinerolo nel periodo dal 20  giungo al 20 settembre  ha impiegato oltre 400 uomini, percorso 150.000 km nelle attività di pattugliamento e domato 5 grandi incendi, congiunte con la Guardia Forestale, si prefiggono lo scopo di controllare l’area per evitare il propagarsi di incendi, combattere i fenomeni di abbandono di rifiuti inquinanti e attività illegali.L’addestramento e l’esperienza maturata in supporto al Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, hanno dimostrato che un intervento tempestivo, favorito dalla presenza degli operatori sul territorio, spesso scongiura il divampare di grossi incendi.L’Esercito, inoltre, da sempre fornisce materiali, mezzi e uomini per il piano di Pubbliche Calamità Nazionale impiegando anche i suoi elicotteri per le campagne antincendio invernali ed estive. La Pinerolo in questo modo conferma la grande attenzione dell’Esercito verso l’ambiente e la tutela del territorio.

giovedì 3 ottobre 2013

LA CRISI ECONOMICA E LE NUOVE POVERTA'

di Antonio Laurenzano

L’Italia fra povertà e timori. E’ in forte chiaro scuro la fotografia del Censis sulla situazione socio-economica del Paese. Sempre più in alto il tasso di insicurezza delle famiglie italiane: si sta affievolendo la percezione del futuro in una realtà sociale che cambia in maniera irreversibile, e in senso peggiorativo.
Un’ansia collettiva generata da una serie di fenomeni, vecchi e nuovi, il primo dei quali legato alla crisi occupazionale: la fine del lavoro “inteso come fondamento della sussistenza economica e della stabilità della famiglia” , con il conseguente impoverimento delle risorse e degli stili di vita familiari. Un quadro complesso all’interno del quale c’è l’angoscia del presente, la paura del futuro. E’ la “nuova povertà” che avanza! Una povertà causata dal rampantismo selvaggio a livello economico e sociale. Persone lontanissime dall’immaginario del bisogno e dell’emarginazione costrette a bussare alle porte dell’assistenza sociale con bisogni concreti. Una povertà intesa non più come condizione economica , ma come senso di insicurezza, di instabilità, una zona grigia sempre più ampia dove povertà è anche fragilità di relazioni, precarietà lavorativa, malattia, inadeguatezza a un sistema dominato dalla competitività e dalla produttività.
In Italia l’impoverimento si sta così spostando dalle minoranze improduttive alle moltitudini precarie, persone che pur lavorando non sono più in grado di vivere autonomamente e di dare una risposta alle proprie aspettative. Sta cioè crollando il sistema che si è sedimentato nell’ultimo ventennio. Prima l’emergenza povertà riguardava soprattutto gli extracomunitari, ora invece coinvolge tanti italiani e moltissime famiglie proprio perché è cambiata la società. Sono cambiati i meccanismi di crescita e sviluppo.
Il fenomeno della povertà va studiato dunque non solo in termini statistici, quindi quantitativi, ma anche in relazione al cambiamento delle condizioni delle famiglie: oggi una persona è povera anche se ha un lavoro fisso, una casa e uno stipendio. Le “nuove povertà” vengono a determinarsi sulla base di fattori di cambiamento, demografico e sociale, che si sviluppano all’interno della società. E’ vasta la platea dei nuovi poveri che possono raggrupparsi in quattro grandi categorie sociali: anziani soli (problemi di salute), giovani coppie (precarietà lavorativa), genitori single (separati e divorziati), disoccupati (lavoratori a termine, esodati). Tutti accomunati in una fragilità delle condizioni reddituali che rappresentano, soprattutto per i giovani, l’impossibilità di progettare un futuro.
Povertà, solitudine, emarginazione: sono i volti della crisi che mettono a nudo il malessere del sistema sociale. Un malessere sempre più diffuso che colpisce la persona in quanto tale, la cui sorte e le cui vicende non possono vederci indifferenti, distratti, perché l’uomo che si vede abbandonato al suo destino non sempre riesce a superare le difficoltà quotidiane, lasciandosi andare a gesti insani e irreparabili.
Nel settore pubblico sono in grosso affanno le politiche di assistenza, latitante ogni serio dibattito sul reddito minimo garantito e sul reddito di cittadinanza. La crisi economica sta dicendo chiaramente che il meccanismo di copertura del welfare classico non è più sostenibile. Ma di povertà si muore!...
Occorre, per questo, una rinnovata presa di coscienza da parte della politica di questo Paese per un diverso approccio a una realtà che sta assumendo la connotazione di una vera e propria questione umanitaria. Essere consapevoli che la dignità di ogni essere umano è inviolabile e che l’umanità non si salverà se non c’è solidarietà e se non si mette finalmente l’economia al servizio dell’Uomo. Non basta la pura assistenza perché occorrono, all’interno di una rete di protezione sociale, interventi organici di politica del lavoro, politica di sostegno alla famiglia, politica per gli anziani, soprattutto politica per l’inserimento dei giovani nel mondo della ricerca, delle professioni, del lavoro. Restituire cioè la speranza di un futuro fatto di equità e giustizia sociale al quale ciascuna persona ha diritto in nome della vita.

IL FISCO E LA LOTTA ALL'EVASIONE

Parte la “campagna d’autunno”: con il redditometro caccia all’evasore. Le incognite.
di Antonio Laurenzano
Un … “amore impossibile” quello fra fisco e contribuente! Diffidenza ma soprattutto incomunicabilità alla base di un rapporto che è andato nel tempo sempre più deteriorandosi. E’ rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato da Ezio Vanoni, storico Ministro delle finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. La mancanza di certezza della legge tributaria intesa come prevedibilità delle conseguenze giuridiche e fiscali è divenuta ormai una triste costante. Da una parte il Legislatore fiscale costretto a rincorrere l’evoluzione dei rapporti economici per individuare i presupposti di nuova ricchezza e quindi nuovo imponibile da sottoporre a tassazione, dall’altra parte il malcapitato contribuente vittima spesso di un caos legislativo che non facilita certo l’interpretazione e la corretta applicazione della normativa.
Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto! Una situazione abnorme che provocò nel 1988 la ben nota sentenza della Corte costituzionale in materia di “ignoranza inevitabile”, un implicito riconoscimento del diritto del contribuente in presenza di una legislazione criptica e contraddittoria.
Dubbi e timori si addensano ora con la nuova offensiva del Fisco. Con grande risonanza mediatica, sta per iniziare la “campagna d’autunno”: caccia all’evasore attraverso il redditometro. Un restyling dell’accertamento sintetico. Si tende così a ricostruire, con effetti dall’anno d’imposta 2009, la ricchezza presunta del contribuente in base alle spese sostenute (effettive e figurative) e rapportarla con quanto dichiarato. Una sfida, quella del Fisco, che si inserisce in una stagione normativa che non conosce tregua, con una semplificazione tutta ancora da scrivere e una crescente pluralità dei livelli di tassazione nella prospettiva del federalismo fiscale.
La lotta all’evasione fiscale è la ragione d’essere di un sistema tributario: chi non versa il dovuto fruisce di una rendita che altera la concorrenza. Ma, osserva a riguardo Enrico De Mita, ordinario di Diritto Tributario alla Cattolica di Milano, “una vera democrazia si regge su un fisco equo: fiscalismo ed evasione sono due vizi che si sorreggono a vicenda nell’ambito di un problema di cultura che tocca il rapporto difficile fra cittadini e autorità”. Bisogna arginare la “finanza creativa” del ministro di turno, riducendo leggi e decreti, e abbassare il prelievo attraverso aliquote sopportabili sia per le imprese che per le famiglie per propiziare una vera “tax compliance”. Riduzione che difficilmente arriverà a causa del crescente debito pubblico: il male di fondo della nostra finanza pubblica.
Tanti segnali a conferma che l’ordinamento tributario italiano presenta gravi difetti per la mancanza di equità, efficienza, trasparenza e certezza, cioè i presupposti di ogni corretta azione di accertamento, individuati da Adam Smith, economista scozzese del XVIII secolo, con buona pace dello Statuto del contribuente, approvato nel 2000 con l’intento di garantire chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Un patto fra fisco e contribuente più volte violato!
E allora quali sono le prospettive del redditometro e della relativa azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi? E’ chiaro che il successo dell’operazione, la sua credibilità, poggia necessariamente sul recupero di un rapporto fisco-contribuente leale, senza pregiudizi: contraddittorio e cooperazione significano inibire all’Amministrazione finanziaria “scorciatoie” di comodo con atti …”preconfezionati” e legittimare un equilibrato e razionale riparto dell’onere della prova. Affidare cioè al buonsenso l’azione di accertamento della capacità contributiva e di spesa superiore al reddito dichiarato, avendo ben presente che talune spese (incrementi patrimoniali) non sono sostenute con il reddito conseguito nell’anno ma con il risparmio. In caso contrario, si rischia di colpire non gli evasori ma i risparmiatori!
L’Amministrazione finanziaria,attraverso le numerose ed efficienti banche dati, dispone di un patrimonio informativo davvero notevole che le consente, in prima battuta, di eseguire una selezione “intelligente” e preventiva per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo, in un’ottica di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Un incrocio dei dati che se correttamente elaborati costituisce una gabbia per l’evasore. Si ponga quindi fine alla incessante richiesta di informazioni (spesometro, beni ai soci, finanziamenti dei soci, elenchi black list, intrastat acquisti) che creano alle imprese costi non riscontrabili in altri Paesi del’Unione.
Conciliare gettito tributario e diritti dei contribuenti è la grande sfida del Fisco italiano. Una sfida di civiltà giuridica.

venerdì 27 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA

Legione Carabinieri Puglia
Comando Provinciale di Bari
BARLETTA: I CARABINIERI SEQUESTRANO BENI PER 50 MILIONI DI EURO AI SENSI DEL CODICE ANTIMAFIA.
Dalla prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari che stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore di 50 milioni di euro emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.
Si tratta di 29 terreni edificabili, 27 appartamenti, 62 garage, 2 società di costruzioni, 1 società di smaltimento rifiuti, 10 capannoni industriali, 2 vigneti, 16 mezzi di trasporto e 15 conti correnti bancari.
I beni sono tutti riferibili a un soggetto contiguo al clan mafioso  attivo in Barletta e nelle zone limitrofe, con precedenti vari per rapina aggravata, estorsione e usura aggravate, ecc….
Ulteriori dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari, Col. Rosario CASTELLO, alle ore 10:00 di giovedì 26 settembre 2013.




mercoledì 18 settembre 2013

PERCORSO FORMATIVO PER IL PERSONALE DELL'ACISMOM

Nell’ambito della cooperazione civile-militare, in occasione di  incontro formale tra il responsabile territoriale Calabria del Corpo Militare del Sovrano Militare Ordine di Malta, Ten. Col. Marco Scicchitano ed il Responsabile del SUEM 118 della provincia di Catanzaro, Dr. Eliseo Ciccone, è stata stretta una collaborazione formativa nell’ambito del soccorso in Emergenza-Urgenza.
Tale collaborazione consentirà al personale del Corpo Militare, sia esso già arruolato che arruolando, di partecipare gratuitamente ed a piccoli gruppi, al Corso di “Supporto Vitale di Base e Avanzato al Politrauma” diretto dal Dr. Ciccone e destinato a personale medico, paramedico e laico.
A tutti i corsisti verrà rilasciato attestato di frequenza, ma la partecipazione non darà diritto all’acquisizione di crediti ECM.
Il corso, della durata di 2 giorni dalle ore 8,30 alle 17,30, prevede il seguente calendario:
17-18 settembre; 24-25 settembre;
1-2 ottobre; 8-9 ottobre; 15-16 ottobre; 22-23 ottobre; 29-30 ottobre;
Si chiede a tutti gli interessati di scegliere un'opzione e di comunicarle al Responsabile dell'Unità Territoriale della Calabria, che legge per conoscenza, in maniera da finalizzare le procedure di partecipazione al Corso.
Cap. Palladino

domenica 15 settembre 2013

IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CC, COL. ROSARIO CASTELLO.

Dott. Pietro VITALE
(giornalista e scrittore)
Direttore del blog international:
www.legestadellacavalleria.blogspot.com

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BARI- Conferenza stampa alla caserma “Bergia” dei Carabinieri per la presentazione del nuovo comandante provinciale, colonnello Rosario CASTELLO.
L'alto ufficiale dell'Arma, è nato in Sicilia. Nel corso della sua carriera di Comandante vanta un'ampia esperienza sul territorio siciliano.



L'Arma quale testimonianza di continuità nella tradizione e apertura verso il futuro.
Identità Nazionale e il ruolo dei carabinieri a tal fine: Impiego Operativo quale elemento portante della politica e della sicurezza nazionale e internazionale, Formazione del personale, Attività Specialistiche nel settore della sanità e della tecnologia. Sono solo alcuni dei tanti settori nei quali l’Arma ha svolto la funzione di “Risorsa per il Paese” a favore della collettività.



Nel corso della conferenza stampa era presente il Ten.Col. Fabio OTTAVIANI, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari.









sabato 14 settembre 2013

FISCO E LOTTA ALL'EVESIONE

Parte la “campagna d’autunno”: con il redditometro caccia all’evasore. Le incognite.
di Antonio Laurenzano
Un … “amore impossibile” quello fra fisco e contribuente! Diffidenza ma soprattutto incomunicabilità alla base di un rapporto che è andato nel tempo sempre più deteriorandosi. E’ rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato da Ezio Vanoni, storico Ministro delle finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. La mancanza di certezza della legge tributaria intesa come prevedibilità delle conseguenze giuridiche e fiscali è divenuta ormai una triste costante. Da una parte il Legislatore fiscale costretto a rincorrere l’evoluzione dei rapporti economici per individuare i presupposti di nuova ricchezza e quindi nuovo imponibile da sottoporre a tassazione, dall’altra parte il malcapitato contribuente vittima spesso di un caos legislativo che non facilita certo l’interpretazione e la corretta applicazione della normativa.Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto! Una situazione abnorme che provocò nel 1988 la ben nota sentenza della Corte costituzionale in materia di “ignoranza inevitabile”, un implicito riconoscimento del diritto del contribuente in presenza di una legislazione criptica e contraddittoria.Dubbi e timori si addensano ora con la nuova offensiva del Fisco. Con grande risonanza mediatica, sta per iniziare la “campagna d’autunno”: caccia all’evasore attraverso il redditometro. Un restyling dell’accertamento sintetico. Si tende così a ricostruire, con effetti dall’anno d’imposta 2009, la ricchezza presunta del contribuente in base alle spese sostenute (effettive e figurative) e rapportarla con quanto dichiarato. Una sfida, quella del Fisco, che si inserisce in una stagione normativa che non conosce tregua, con una semplificazione tutta ancora da scrivere e una crescente pluralità dei livelli di tassazione nella prospettiva del federalismo fiscale.La lotta all’evasione fiscale è la ragione d’essere di un sistema tributario: chi non versa il dovuto fruisce di una rendita che altera la concorrenza. Ma, osserva a riguardo Enrico De Mita, ordinario di Diritto Tributario alla Cattolica di Milano, “una vera democrazia si regge su un fisco equo: fiscalismo ed evasione sono due vizi che si sorreggono a vicenda nell’ambito di un problema di cultura che tocca il rapporto difficile fra cittadini e autorità”. Bisogna arginare la “finanza creativa” del ministro di turno, riducendo leggi e decreti, e abbassare il prelievo attraverso aliquote sopportabili sia per le imprese che per le famiglie per propiziare una vera “tax compliance”. Riduzione che difficilmente arriverà a causa del crescente debito pubblico: il male di fondo della nostra finanza pubblica.Tanti segnali a conferma che l’ordinamento tributario italiano presenta gravi difetti per la mancanza di equità, efficienza, trasparenza e certezza, cioè i presupposti di ogni corretta azione di accertamento, individuati da Adam Smith, economista scozzese del XVIII secolo, con buona pace dello Statuto del contribuente, approvato nel 2000 con l’intento di garantire chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Un patto fra fisco e contribuente più volte violato!E allora quali sono le prospettive del redditometro e della relativa azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi? E’ chiaro che il successo dell’operazione, la sua credibilità, poggia necessariamente sul recupero di un rapporto fisco-contribuente leale, senza pregiudizi: contraddittorio e cooperazione significano inibire all’Amministrazione finanziaria “scorciatoie” di comodo con atti …”preconfezionati” e legittimare un equilibrato e razionale riparto dell’onere della prova. Affidare cioè al buonsenso l’azione di accertamento della capacità contributiva e di spesa superiore al reddito dichiarato, avendo ben presente che talune spese (incrementi patrimoniali) non sono sostenute con il reddito conseguito nell’anno ma con il risparmio. In caso contrario, si rischia di colpire non gli evasori ma i risparmiatori!L’Amministrazione finanziaria,attraverso le numerose ed efficienti banche dati, dispone di un patrimonio informativo davvero notevole che le consente, in prima battuta, di eseguire una selezione “intelligente” e preventiva per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo, in un’ottica di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Un incrocio dei dati che se correttamente elaborati costituisce una gabbia per l’evasore. Si ponga quindi fine alla incessante richiesta di informazioni (spesometro, beni ai soci, finanziamenti dei soci, elenchi black list, intrastat acquisti) che creano alle imprese costi non riscontrabili in altri Paesi del’Unione.Conciliare gettito tributario e diritti dei contribuenti è la grande sfida del Fisco italiano. Una sfida di civiltà giuridica.