Ordini Cavallereschi Crucesignati

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sabato 23 novembre 2013

UCCIDE UN CANE CON IL PICCONE

MINERVINO MURGE (BT). LEGA UN CANE RANDAGIO AD UN PALO E LO MASSACRA A PICCONATE. DENUNCIATO DAI CC.
 Una scena raccapricciante si è profilata agli occhi di alcuni passanti quando hanno visto un 76enne pensionato, massacrare a colpi di piccone un inerme cagnolino randagio “reo” di avergli calpestato l’orto. E’ successo a Minervino Murge dove i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un pensionato del luogo ritenuto responsabile di uccisione di animali come previsto dal recente art. 544 bis del codice penale.
Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di appurare che l’anziano, infastidito per la presenza nel proprio orto di un cane randagio, avrebbe dapprima tentato di allontanarlo scagliandogli contro diverse pietre e successivamente, considerato che l’animale è rimasto sul posto, ha pensato di legarlo ad un palo per poi colpirlo varie volte con un piccone. Il povero animale a causa delle ferite riportate è deceduto sotto gli occhi atterriti di alcuni testimoni che immediatamente hanno telefonato al numero di emergenza “112” allertando i Carabinieri della locale Stazione. I militari, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’animale. Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro il piccone utilizzato per l’insano gesto.


venerdì 22 novembre 2013

UFFICIO DEL PROCURATORE DI BARI

Procura della Repubblica
GIOVINAZZO: COMMETTEVA RAPINE ARMATO DI REVOLVER. ARRESTATO 31ENNE DAI CC
I Carabinieri della Stazione di Giovinazzo hanno arrestato il 31enne L. R., di Giovinazzo e già noto alle Forze dell’Ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’uomo è ritenuto l’autore di due rapine commesse a Giovinazzo nel mese di giugno del 2012. Due quindi gli episodi contestati: il primo occorso il l’11 giugno 2012, quando dietro minaccia di un revolver si era fatto consegnare da due giovani del luogo i portafogli, contenenti in tutto circa 80 euro. Nell’occasione il malfattore agì da solo a bordo di una Fiat Punto rivelatasi poi essere a sua volta provento di rapina. A distanza di pochi giorni, il 16 giugno successivo, il 31enne, insieme ad un complice, affiancò un’auto con una coppia di fidanzati a bordo e dietro minaccia della stessa arma usata nella prima rapina, si era fatto consegnare il portafogli del giovane con appena 5 euro, il telefono cellulare e le scarpe del ragazzo, dandosi poi alla fuga con l’auto della vittima, una Opel Vectra. Le immediate indagini della Stazione Carabinieri di Giovinazzo hanno consentito di raccogliere numerosi elementi di responsabilità a carico del 31enne sul cui conto l’A.G. ha emesso il provvedimento restrittivo. Tratto in arresto l’uomo è stato associato presso la locale casa circondariale di Bari.


CROCE ROSSA ITALIANA E 21 REG.TO "TRIESTE"

Esercitazione di evacuazione 
  •  Addetto stampa: Ten. Col. Domenico OCCHINEGRO
  • Foggia, 22 novembre 2013. Questa mattina alle ore 1030 nella Caserma “PEDONE”, sede del 21° Reggimento Artiglieria Terrestre di Foggia è stata condotta una esercitazione di evacuazione, in collaborazione con il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana (CRI) di Foggia. Scopo dell’esercitazione è sensibilizzare ed addestrare gli uomini e le donne della Caserma “PEDONE” alle procedure di intervento in caso di emergenza al fine di garantire ed implementare la sicurezza sul lavoro, ma anche di rafforzare la collaborazione con il Comitato Provinciale CRI per un’eventuale intervento di pubblica utilità a favore della territorialità della provincia di Foggia.
  • L’attività si è svolta con la partecipazione di personale militare che ha simulato incidenti con feriti e contusi ed è stata resa possibile dalla costante e fattiva collaborazione con il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana di Foggia, che già contribuisce alla formazione di uomini e donne del Reggimento nei corsi di Basic Life Support (BLS) propedeutici all’impiego sia fuori dal territorio nazionale in missioni di pace sia in Italia nell’ambito dell’Operazione denominata “STRADE SICURE”.

martedì 19 novembre 2013

STABILITA' ECONOMICA O...INSTABILITA' POLITICA

Dott. Pietro VITALE
Giornalista e scrittore
direttore del blog international.
www.legestadellacavalleria.blogspot.com

Intervista al dottor Antonio LAURENZANO, noto economista a livello mondiale.
Dopo una brevissima introduzione del direttore del blog international: dottor Pietro VITALE.

Domanda:
dottor Laurenzano come vede lei questa ingarbugliata situazione politica nel paese Italia, sempre martoriato quasi quotidianamente di instabilità e atroci polemica in considerazione delle ultimissime vicende di scissioni nel centro-destra e l'economia?
L'onorevole Sandro Bondi afferma che e' guerra quotidiana tra FI e Ncd, nonostante l'invito di Berlusconi ad andarci piano con i 'cugini' scissionisti. Egli parla di disonestà politica e intellettuale di Alfano: "Non avrei mai immaginato che l'on. Alfano potesse parlare di Forza Italia come di un partito della rabbia e dell'estremismo".
Mentre L'Europa continua ad incalzare l'Italia a proseguire sulla strada delle riforme e di non abbandonarsi all'instabilità politica, che può bloccare o rendere nulli i passi mossi finora, verso il risanamento dei conti. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, durante la conferenza di presentazione del rapporto sugli squilibri macroeconomici nei paesi Ue.
Secondo Lei dottor LAURENZANO l'Italia deve continuare sulla strada delle riforme? Come ha detto Barroso a noi giornalisti?
Risposta:
LA LEGGE DELLA DISCORDIA
Stabilità economica o … instabilità politica?
Legge di stabilità economica o …. d’instabilità politica? Una legge nata male che rischia di finire peggio sotto un’alluvione di proteste, di emendamenti e di censure. In settimana è arrivata anche la bocciatura da Bruxelles: “l’Italia potrebbe non rispettare le regole su deficit contenute nel Patto di stabilità con alto rischio di sforamento dei parametri”. Alla base del giudizio negativo della Commissione europea i “progressi limitati sulle riforme strutturali” e i timori dell’ “annacquamento” della bozza di bilancio in Parlamento in sede di approvazione. Dal Commissario agli Affari economici Olli Rehn la raccomandazione di sempre per la nostra politica economica : “ridurre il debito intervenendo sulla spending review”.
Uno stop imprevisto per le precarie finanze pubbliche del Bel Paese: non sarà concessa alcuna flessibilità sugli investimenti, il cosiddetto “bonus Ue”. Salvo aggiustamenti, l’Italia -a causa delle condizioni del suo debito- non potrà chiedere alla Commissione Ue di fare uso della “clausola sugli investimenti” del Patto di stabilità. Uno spazio di manovra che si era aperto con la recente uscita dalla procedura per deficit eccessivo e che si sarebbe trasformato nel 2014 in circa tre miliardi di investimenti! Ora andati miseramente in fumo nonostante le assicurazioni … postume del Ministro Saccomanni.
Secondo le stime Ue il debito italiano, quest’anno attestato a quota 133% del Pil (contro il 60% previsto dai parametri di Maastricht!), salirà al 134% l’anno prossimo, non essendo prevedibile alcun miglioramento. Per questo “la Commissione invita le autorità italiane a prendere le necessarie misure all’interno del processo interno di gestione di bilancio per assicurarsi che i conti del 2014 siano in linea con i vincoli europei”. Avviare cioè senza indugi un percorso virtuoso di riqualificazione della spesa pubblica con drastici tagli a quella improduttiva e riduzione del prelievo fiscale per favorire la ripresa economica.
Questo è il verdetto di Bruxelles, una mossa inevitabile che apre un buco pericoloso anche a livello politico, difficile da colmare con la (debole) difesa d’ufficio del Tesoro: “Nessuna bocciatura: i rischi segnalati dalla Commissione sono già considerati nell’azione del Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità”. Una difficile traversata del deserto attende ora il Governo delle larghe intese (o larghe…contese?) per legittimare tale dichiarazione. “La confusione regna sovrana”, ha esclamato il Ministro Saccomanni nell’intervista rilasciata domenica al Corriere. Una confusione che è incertezza: cittadini, famiglie, imprese sempre più alle prese con un presente difficile e con un futuro che non si percepisce! La crisi economica continua a mordere. Consumi ancora in calo con l’aumento dell’IVA che ha gelato la ripresa, boom di fallimenti che toccano un nuovo record: nei primi nove mesi dell’anno sono stati quasi diecimila, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2012. E la Lombardia accusa il maggiore numero di default aziendale: 2.250 (+13%).
Una situazione di estrema fragilità economica dagli imprevedibili rischi di crisi sociale in presenza di un “fisco insostenibile” con una pressione tributaria che, secondo la denuncia di Confcommercio, resterà fissa al 44% fino al 2016: “un fatto incompatibile con qualsiasi ipotesi di ripresa”. Tutta colpa di una Legge di stabilità che, secondo il Presidente Sangalli, “non ha operato alcun taglio alle spese e alle tasse e che ha continuato a far quadrare i conti dello Stato attraverso la leva fiscale”.
Un campanello d’allarme: ignorarlo diventa estremamente pericoloso. L’Italia è fra i Paesi sotto osservazione da parte delle istituzioni comunitarie: la povertà e l’esclusione sociale sono aumentate in modo significativo. Bruxelles infatti ha annunciato nel recente rapporto sugli squilibri macroeconomici la decisione di aprire un’analisi approfondita sul nostro Paese per i rischi connessi al persistere di squilibri come il debito elevato, la disoccupazione giovanile e la perdita di quote di mercato. C’è tempo fino al 31 dicembre per porre rimedio ai guasti di una Legge ed evitare scenari economici e sociali che la comunità nazionale non merita! E’ iniziato il conto alla rovescia.

martedì 12 novembre 2013

MOLFETTA, ARRESTO PER RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE E ALTRO

Comando Provinciale Carabinieri Bari

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Molfetta sono intervenuti alle prime ore della mattina di sabato, quando un cittadino aveva segnalato un violento litigio tra un uomo ed una donna. Giunti sul posto, i militari si sono imbattuti in un 40enne gi� noto alle Forze dell�Ordine, nonostante l�orario inconsueto palesemente sotto l�effetto di alcolici, che si era scagliato violentemente contro la propria compagna. La violenza e lo stato d�alterazione dell�uomo hanno reso necessario l�intervento di pi� militari, a cui si sono aggiunti due Carabinieri che in quel momento non si trovavano in servizio ma passando nei pressi avevano assistito alla scena. Di fronte ai Carabinieri, il 40enne ha prima tentato di darsi alla fuga con l�auto della donna, danneggiando delle fioriere pubbliche nonch� l�auto militare, poi si � scagliato con violenza  contro gli operanti, che hanno riportato alcune contusioni ed escoriazioni non gravi. Finalmente reso innocuo con non poca fatica, l�uomo � stato tratto in arresto per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni. Su disposizione della Procura della Repubblica � stato associato alla casa circondariale di Trani.  



LEGIONE CARABINIERI PUGLIA


Comando Provinciale di Bari

BARI: OGGI IL RICORDO DEI CADUTI DI NASSIRIYA NELLA BASILICA DI SAN NICOLA.
Oggi, alle ore 17:30, S.E. l’Arcivescovo di Bari Bitonto Mons. Francesco CACUCCI, officierà nella Basilica di San Nicola una Santa Messa Solenne in ricordo dei caduti della strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre del 2003.
Nella circostanza il Presidente del Lions Club Bari Aragonese, Col. (r) Angelo IACOVAZZI, consegnerà al Comandante della Legione Carabinieri Puglia, Generale di Brigata Claudio VINCELLI, la massima onorificenza internazionale dei Lions Clubs, denominata “Melvin Jones Fellow”, a testimonianza del quotidiano impegno e del sacrificio profuso dai Carabinieri a favore delle popolazioni pugliesi.



giovedì 7 novembre 2013

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BARI-UFFICIO DEL PROCURATORE

BARI: SI FACEVA DARE MIGLIAIA DI EURO PROMETTENDO INESISTENTI ASSUNZIONI IN CLINICHE PRIVATE, MILLANTANDO CREDITO PRESSO UN SENATORE, IGNARO DI TUTTO. ARRESTATO DAI CARABINIERI.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari hanno arrestato il 27enne barese, già noto alle Forze dell’Ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per millantato credito, falsità materiale e truffa. Il giovane, che si spacciava anche per avvocato, è accusato di aver promesso falsamente diverse assunzioni presso cliniche private del capoluogo pugliese facendosi consegnare ingenti somme di denaro e vantando la propria amicizia con un noto Senatore della Repubblica pugliese, che a suo dire sarebbe intervenuto al momento opportuno. In realtà, il politico era all’oscuro di tutto ed infatti è stata proprio la sua segreteria politica a denunciare tutto ai carabinieri quando alcune vittime si sono presentate per chiedere chiarimenti. L’indagine, avviata nel marzo del 2012 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Bari, ha consentito di ricostruire diversi episodi in cui il 27enne ha ingannato ignari giovani ed i loro genitori promettendo posti di lavoro presso cliniche private del capoluogo, chiedendo in cambio cifre esorbitanti. In una circostanza si è fatto consegnare ben 23.000 euro da una famiglia che sperava di far assumere il figlio 31enne in una clinica privata, il giovane si è persino licenziato dal negozio in cui lavorava come addetto. Si poteva pagare con assegni o con versamenti su carte di credito ricaricabili. Per rendere più credibile il tutto rilasciava falsi attestati relativi ad inesistenti corsi di formazione professionale con altrettanto falsi patrocini del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Unione Europea e della Regione Puglia. Gli ignari truffati ricevevano anche false e-mail e lettere di assunzione fasulle nelle quali venivano riportanti parziali contratti di assunzione a tempo indeterminato. Il tutto veniva condito anche con incontri presso le cliniche designate che inducevano i truffati a convincersi della credibilità dell’offerta di lavoro. Un'altra ignara vittima è stata indotta a cessare la propria attività commerciale dietro promesso di un posto di lavoro come operatrice socio-sanitaria. Per convincerla anche telefonate da parte di un’inesistente Dottoressa della segreteria del Senatore. Alla fine le vittime hanno iniziato a sospettare e non ha esitato ad inventare scuse di ogni genere per prendere tempo, tra cui la morte della madre del senatore, inducendo persino una delle persone raggirate ad inviare un telegramma di condoglianze. Per il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.



domenica 3 novembre 2013

INTERVISTA AL DOTT. ANTONIO LAURENZANO, ACCORDATA AL DIRETTORE DEL BLOG: DOTTOR PIETRO VITALE

Dottor Pietro VITALE
Giornalista-Direttore del blog international
(Ordini Cavallereschi Crucesegnati)
Intervista a domanda unica al dottor Antonio LAURENZANO, insigne economista, accordata al dottor Pietro VITALE, direttore del blog.

FINANZA PUBBLICA FRA TASSE E TAGLI DELLA SPESA

Domanda: Orbene, Dott. LAURENZANO: l'evoluzione della crisi generale che sta attanagliando l'Italia, L'Europa e resto del mondo ha toccato ormai punte di tale incertezze finanziario e politico. Come vede Lei, la grave situazione economica in generale e la predisposizione di piani dei nostri economisti governativi, per la riorganizzazione ed il riassetto della spesa? Che a mio avviso, richiederebbe un periodo molto lungo, se non anni, per la ripresa. Le incertezze, della legge di stabilità – La “spending review”?

Risposta: Pioggia di critiche sulla legge di stabilità. La sua approvazione in Parlamento, al di là delle fibrillazioni politiche sulla tenuta della maggioranza, è fortemente legata a un profondo … remake. Una manovra da 11,5 miliardi per il 2014 “disegnata” con scarso coraggio e poca fantasia. Ancora una volta, per equilibrare i conti pubblici, è stata scelta la strada di sempre, quella di un aumento delle tasse, a dispetto delle raccomandazioni della BCE che, nella famosa lettera del 2011 (dirompente per le sorti politiche del Governo Berlusconi), aveva sollecitato “riforme strutturali per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche e non politiche di austerità”. E’ stato dunque accantonato ogni incisivo intervento sulla spesa con il rischio di un nuovo prelievo fiscale che il Paese (imprese e famiglie), alle prese con una persistente crisi economica, non è in grado di reggere. Dal 2015 si potrebbe infatti registrare un aumento delle imposte (aliquote e accise) e un taglio alle agevolazioni fiscali (minori detrazioni per i contribuenti) per garantire 10 miliardi in tre anni, a meno che la “spending review” (è un termine inglese che significa "revisione della spesa" e nella finanza italiana è stata introdotta da Padoa Schioppa, Ministro dell'Economia ...) non riesca a centrare lo stesso obiettivo. Una “clausola di garanzia” per i dissestati conti pubblici che potrebbe non scattare se avrà successo la “mission” di Carlo Cottorelli, rientrato a Roma da Washington, Fondo monetario, per tagliare una spesa pubblica che non si è riusciti a ridurre in trent’anni!... Da sempre, la legge di stabilità (ex legge finanziaria) è la ricerca di un complicato e delicato equilibrio fra tagli e tasse: il suo saldo ha finora privilegiato le tasse, sia per miopia (o incapacità) politica, sia per timore di toccare interessi di bottega. Il bilancio dello Stato, da questo punto, è lo specchio fedele dei vizi e delle italiche virtù della nostra democrazia parlamentare, alimentata dai compromessi tra partiti a caccia di consensi elettorali. La spesa pubblica italiana rappresenta un unicum a livello mondiale: su un totale di 807 miliardi oltre 330 sono destinati a oneri sul debito e pensioni. Secondo alcune stime di Piero Giarda, docente della Cattolica e studioso di “dinamica, struttura e governo della spesa pubblica”, sono “aggredibili” in tempi brevi almeno 100 miliardi e nel medio periodo circa 300 miliardi. La sanità è il principale imputato con una spesa annua di oltre 106 miliardi. Ma di “costi standard”, che dovevano essere la carta vincente del federalismo fiscale per rimuovere rendite e sprechi in tante regioni d’Italia, nella legge di stabilità firmata da Letta e Saccomanni non c’è traccia! Al di là delle pur lodevoli dichiarazioni d’intento esportate dal premier a Bruxelles prima e alla Casa Bianca dopo, di fatto nella sua prima manovra sui conti pubblici manca una vera “spending review”, mancano cioè quei tagli che bloccano lo sviluppo. Manca, in definitiva, una riqualificazione e riduzione della spesa che, con una necessaria semplificazione normativa, sono riforme di cui l’Italia non può fare a meno. E’ a rischio la competitività del sistema Paese e la sopravvivenza del suo tessuto socio-economico. Non è proponibile una legge di stabilità che si affida alla pressione tributaria per recuperare una manciata di euro per il cuneo fiscale, rinviando gli interventi strutturali sulla spesa alle misure… miracolistiche di Cottorelli, deus ex machina, senza peraltro azzerare la prassi dei tagli lineari. Per fare questo servono scelte condivise. Ma quando un governo discute e litiga per mesi su come cambiare… il nome di un’imposta, l’IMU, significa che la politica nel nostro Paese ha perduto la percezione della gravità della situazione e con essa la sua stessa credibilità.


venerdì 1 novembre 2013

MOVIMENTO DI OPINIONE E DEMOCRAZIA-

Il Momento. di Stefano de Carolis Villars
Triste il destino di un popolo che ha bisogno d’eroi.
Tutto il rapporto tra cittadini e loro rappresentanti, nell’Italia del dopoguerra, si è fondato su un fatto traumatico e significativo, alla morte di Mussolini il potere passò, per volere del CNL ai partiti antifascisti. Questa delega impropria di poteri non ha mai avuto soluzione; impropria perché il potere è proprio delle Istituzioni e non certo dei partiti, mancata soluzione perché ancora oggi i Partiti, cui si sono accodati anche gli eredi del MSI, si sentono autorizzati a occupare la Istituzioni.
Nella realtà Italiana il senso della Democrazia si è orizzontato come una delega, motivata da presupposti ideologici, verso le strutture di partito, qualunque fosse, ed i suoi rappresentanti, che si consideravano gli unici in grado di pensare l’Italia presente e futura.
Questo presupposto è intrinsecamente falso e foriero di gravissime conseguenze.
Falso perché nella carta Costituzionale è ben chiaro che la Sovranità è del popolo, e non dei partiti, ed estraniante perché, da una parte, costringe i partiti a dotarsi di una struttura e di un pensiero quasi religioso-taumaturgico, dall’altra parte perché riduce i cittadini ai soli numeri del voto, allontanandoli da una seria scelta di campo effettuata per motivi razionali e di pratica convenienza.
Tale falsificazione ha retto per lungo tempo perché giustificata dalla contrapposizione idealmente violenta tra il campo occidentale e quello comunista, con l’aggiunta di chi rifiutava entrambi ( MSI ), ma ora non ha veramente più senso e giustificazione.
La conseguenza più evidente è che i partiti non sono intimamente cambiati, ognuno si sente portatore di una verità rivelata e l’avversario non può che essere mascalzone, stupido o in cattiva fede, ma che di fatto sono diventati solo gli esponenti di una lotta economico-lobbystica.
Per una battaglia di tale genere non occorrono generali a iosa, ne bastano pochi, ma servono truppe agguerrite e fedeli e per questo vediamo che la rappresentanza parlamentare è alimentata da personaggi scelti sia per la loro incultura, impreparazione e superficialità, sia per l’elevato tasso di fedeltà.
Naturalmente la fedeltà viene meno quando si toccano i bacini elettorali degli stessi rappresentanti ed assistiamo a veti, giravolte e tradimenti che nulla hanno di ideologico ma molto di pratico.
Non possiamo certo sperare che i tacchini si augurino l’avvicinarsi del natale e così rimangono senza alcun esito le richieste dei cittadini di: codificare la responsabilità dei pubblici funzionari, magistrati compresi, l’abolizione delle province, la drastica diminuzione delle auto blu, la liquidazione degli enti inutili ( attualmente oltre 700), la determinazione della prevalenza dell’interesse nazionale nei settori dell’energia e dei trasporti, la concessione ai privati di tutte le strutture economiche non redditizie ( oltre 7000 enti Comunali o Regionali in perdita ), l’ abolizione del bicameralismo e la riduzione dei parlamentari, l’alienazione delle strutture economiche non strategiche ( Rai) etc.
I cittadini non vedranno mai tali risultati se seguiteranno, per inerzia, a selezionare la classe di dirigente, meglio diriniente, come hanno sempre fatto; in realtà, la colpa è solo la nostra e solo la nostra, perché abbiamo delegato ad altri la nostra capacità di pensiero e di progettazione, è ora che riprendiamo in mano il futuro nostro, dei nostri figli e nipoti.
Un tentativo di soluzione è stato impostato e proposto dai sig.ri Grillo e Casaleggio, che in questo senso sono dei veri innovatori, ma non funziona.
La proposta nasce dalla considerazione delle potenzialità del web che, consentendo la discussione e le decisione personale immediata, supera, nell’animo dei Grillo e Casaleggio, la necessità di una democrazia rappresentativa, tanto che il loro più importante cavallo di battaglia è quello per l’abolizione del mandato aperto, norma costituzionale.
Già dal tempo di Atene abbiamo visto come la democrazia diretta funzioni male ( condanna di Socrate, guerra di Sicilia etc.) ma almeno si trattavano problemi razionalizzabili mentre oggi gli aspetti scientifici,economici,sociali sono di tale complessità da escludere la decidibilità dei profani.
Non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca, il sistema della democrazia rappresentativa può funzionare benissimo a condizione che i cittadini si riapproprino della facoltà di selezione della classe dirigente, senza delegarla ai partiti che seguono i propri interessi e non quelli dell’Italia.
Stefano de Carolis Villars

Cari amici, il Movimento d'Opinione è una associazione, costituita nel 1998 da Temistocle Sidoti , che ha sempre operato  nell'ambito del centro-destra. Oggi, a seguito della perdurante indisposizione del Presidente Fondatore, Temistocle Sidoti, la direzione è passata a Stelio Venceslai, economista, Gran priore dei Templari per l'Italia, persona seria e di alta qualità morale.

Il giorno 11 novembre in Roma, presso il Ristorante Cecilia metella in via Appia Antica 125, alle ore 19 si terrà  l'assemblea del Movimento per ratificare il nuovo statuto e le Cariche sociali per il prossimo biennio.

Il movimento oggi si oppone decisamente a questo andazzo che ha consentito  ai partiti, tutti, di presentare e far eleggere  dei personaggi disgustosi che invadono il parlamento; forse, ma non credo, se ne salvano cinquanta contro 950 inutili o, credo, negativi per la corretta gestione dell'Italia.

Noi siamo liberali e liberisti, laici, anche se non in opposizione ad alcuno, democratici e volenterosi di cambiare connotati a questa Italia che va a rotoli per mancanza di serietà, di guida e di concordia.

La colpa non è però dei politici, ma nostra; siamo noi che con la nostra indifferenza per le sorti del Paese, per la nostra colpevole inerzia, abiamo consentito ad una classe diriniente di gestire la cosa pubblica. Questo, col Vostro apporto, deve cambiare.

Se l'amministratore del condomio è ladro ed incapace non basta lamentarsi, occorre partecipare e sostituirlo; questo noi lo abbiamo sempre delegato a quelli stessi che, con vari colori, facevano parte del parlamento; è come sperare che i tacchini preghino perchè arrivi in fretta il natale.

Nessuno degli attuali dirigenti, che, come detto, verranno sostituiti il giorno 11 novembre, ha intenzione od interesse ad avanzare proprie candidature, vogliamo aprire la strada ai giovani, conoscerli, motivarli e consegnare una Italia diversa ai nostri figli.

Avrei molto altro da dire ma attendo un Vostro invito a farlo.

Un saluto affettuoso       Stefano de Carolis Villars



giovedì 31 ottobre 2013

VISITE ALLA FIERA DEL LEVANTE, I GIOVANI E LE FORZE ARMATE

STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
UFFICIO GENERALE DEL CAPO DI STATO MAGGIORE
Ufficio Pubblica Informazione
 Bari, 31 ottobre 2013
 Visite allo stand Difesa al salone dello studente di Bari: migliaia di giovani provenienti da tutta la Puglia
Concluso oggi a Bari il salone dello Studente 2013, al quale la Difesa ha partecipato con uno stand espositivo consentendo ai giovani visitatori di conoscere da vicino il mondo militare, stimolando anche una consapevole partecipazione alle varie tematiche che caratterizzano le quattro Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), di conoscere le numerose opportunità professionali offerte dalla Difesa e alle loro curiosità riferite al mondo “con le stellette”, dalle modalità per l’arruolamento agli impegni operativi, nazionali ed internazionali. Gli studenti, di numerosi istituti scolastici pugliesi, hanno potuto trovare risposta a quelle domande più frequenti sui bandi di concorso e requisiti per accedere sia nelle Accademie che nelle Scuole Sottufficiali e come anche alla Ferma Prefissata, sulla presenza delle donne in un “ambiente prettamente maschile”, e sulla possibilità di poter continuare ad “utilizzare acconciature e trucchi” una volta indossata l’uniforme. Come non sono mancate domande curiose su quali possibilità “di entrare a fare il militare” pur avendo tatuaggi e piercing”, oppure “sulla possibilità di arruolarsi indossando gli occhiali e il ricollocamento al lavoro degli ex appartenenti alle Forze Armate”. Manifestazioni come questa, consolidate negli anni su tutto il territorio nazionale, indirizzate ad un pubblico giovanile e finalizzate all’orientamento post-scolastico, forniscono una importate opportunità per far conoscere la “Cultura della Difesa”, intesa come l’insieme dei valori, delle tradizioni e delle finalità che caratterizzano l’operato delle Forze Armate al servizio della collettività, per la salvaguardia degli interessi nazionali.