Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

venerdì 7 marzo 2014

RECLUTAMENTO FEMMINILE,COMANDANTI DONNE DELLA BRIGATA "PINAROLO"

Nota stampa militare del Ten.Col. Domenico OCCHINEGRO
Bari, 7 marzo 2014 - Si è svolto oggi 7 marzo, presso l’Università degli Studi di Bari, alla presenza del Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa (2° FOD), Generale di Corpo d’Armata Vincenzo LOPS e con la partecipazione del Magnifico Rettore dell’Università di Bari Professore Antonio Felice Uricchio, il primo seminario “Donne, Comandanti” organizzato dalla Brigata Pinerolo in collaborazione con l’associazione Apulia Onlus.
logo_uniba-468Il Comandante della Brigata Gen. B. Stefano DEL COL ha aperto i lavori sottolineando l’importanza dell’anno 2000 nel quale si è dato avvio al reclutamento del personale femminile quale naturale esigenza della società e nell’ambito della completa integrazione dello strumento militare con quello dei Paesi Europei e della NATO e dei nuovi scenari di impiego operativo. Le donne, attualmente, sono circa il 7% degli effettivi dell’Esercito e sono ammesse in ogni specialità e incarico al pari degli uomini, con una progressione di carriera identica a quella degli uomini.
Il seminario è stato articolato su due sessioni che  hanno stimolato momenti di riflessione e confronto, anche basati su testimonianze dirette da parte dei Comandanti donne della Brigata Pinerolo, sul modo di interpretare la leadership nel ruolo specifico di comando avvalendosi della partecipazione, tra gli altri, di Ufficiali dello Stato Maggiore dell’Esercito ed esperte della parità di genere in ambiente internazionale.
Sotto il profilo storico,  Antonio CARADONIO Pediatra e scrittore, autore del libro “Petali di Rose” ha sottolineato la figura di Rosalia MONTMASSON moglie di Francesco CRISPI e patriota italiana, unica donna  che partecipò alla spedizione dei Mille. La Dott.ssa LAURA FABIANO, Professoressa di Diritto Pubblico Anglo americano, ha illustrato quello della Dinamicità del concetto di attitudine nella giurisprudenza costituzionale italiana” e la Dott.ssa SANTA SELVAGGI FIZZAROTTI, Presidente Regionale della Croce Rossa, ha introdotto il tema delle “Donne di Croce Rossa ed Esercito Italiano”.

martedì 4 marzo 2014

UNIONE DEGLI ARMENI D'ITALIA-ENTE MORALE

ԻՏԱԼԻՈՅ ՀԱՅՈՑ ՄԻՈՒԹԻՒՆ UNIONE DEGLI ARMENI D’ITALIA Eretto Ente il 12/04/1955 – Decreto del Presidente della Repubblica n°709
Piazza Velasca, 4 – I-20122 Milano E-mail: unionearmeniitalia@virgilio.it | unionearmeni@gmail.com
1 marzo, 2014
Con osservanza, Prof. Baykar SIVAZLIYAN Presidente dell'Unione degli Armeni d'Italia

All'attenzione degli organi d'Informazione Comunicato-denuncia contro una politica di armenofobia
diramato dall'UNIONE DEGLI ARMENI D'ITALIA
[Eretto in Ente Morale il 2/04/1955 – Decreto del Presidente della Repubblica n°709]
 Alla cortese attenzione delle autorità e di tutti gli organi di stampa italiani
con la preghiera di darne la più ampia e urgente diffusione possibile!
Segreteria dell'Unione degli Armeni d'Italia
L’Unione degli Armeni d’Italia chiede alle Istituzioni, alla società civile e alla stampa di vigilare e censurare l’armenofobia fomentata dall’Azerbaigian anche in Italia.
A seguito della recente comparsa su alcuni media nazionali di articoli aventi ad oggetto la questione del Nagorno Karabagh e del conflitto sanguinoso che ne è seguito tra l’Armenia e l’Azerbaigian tra il 1991 e il 1994, l’Unione degli Armeni d’Italia intende esprimere il proprio sconcerto nel constatare come, in quegli articoli, venga ripetutamente richiamato, in maniera faziosa e selettiva, un episodio collegato a quel periodo storico, per descriverlo come simbolo tragico di massacri subiti dalle popolazioni civili di etnia azerbaigiana ad opera delle Forze di Auto-Difesa Armene del Nagorno Karabakh.
Trattasi dei fatti avvenuti nel febbraio del 1992 e che prendono il nome dal villaggio di Khojaly situato nella Repubblica del Nagorno Karabagh: gli avvenimenti ci portano all’epoca in cui, in seguito al referendum per l’indipendenza in conformità con la costituzione vigente dell’URSS e dopo la proclamazione dell’indipendenza da parte del parlamento eletto del Karabagh il 6 gennaio 1992, l’Azerbaigian lanciò una vera e propria invasione militare contro la neo-indipendente Repubblica del Nagorno Karabakh. Sin dai primi giorni dell’invasione la popolazione civile armena era soggetta a bombardamenti con missili Grad e bombe a grappolo, in palese violazione del diritto umanitario internazionale. Tra il febbraio e il marzo di quell’anno, il governo della Repubblica del Nagorno Karabagh mise in atto un’operazione militare contro il blocco dell’aeroporto di Khojaly e al fine di neutralizzare le postazioni azere dei lanciarazzi Grad situate all’interno del villaggio di Khojaly. In assenza di forze internazionali di peacekeeping, si trattava di misure considerate necessarie per la sopravvivenza della popolazione armena della regione. Il 25 febbraio l’operazione militare contro Khojaly prese il via, non prima di avere concesso un corridoio umanitario ai civili che avessero voluto lasciare la zona delle operazioni militari. L’informazione circa il corridoio umanitario era stata comunicata dalle autorità armene con largo anticipo, nel rispetto delle norme umanitarie del diritto internazionale, come confermato da alcuni funzionari azeri e dallo stesso presidente azero all’epoca dei fatti Ayaz Mutalibov. Tuttavia, da quanto riportato da fonti ufficiali azere, le autorità azere non fecero nulla per evacuare la popolazione civile dall’area delle attività militari.
Va sottolineato come all’epoca degli avvenimenti, la stampa dell’Azerbaigian riportò i fatti in modo sufficientemente obiettivo, mentre negli anni seguenti l’Azerbaigian, per contrastare la realtà storica dei massacri contro gli armeni a Sumgait, Baku, Kirovabad e altre località dell’Azerbaigian, ha inteso rappresentare i fatti di Khojaly come un genocidio degli azeri da parte armena. Una tale ricostruzione, supportata da documentazione fotografica che si è rivelata in molti casi clamorosamente falsa e con un richiamo al numero delle vittime continuamente aggiornato “al rialzo”, ha trovato smentite in molte dichiarazioni espresse dagli stessi funzionari azeri, da attivisti dei diritti umani, da giornalisti e da abitanti stessi di Khojaly. Al di là del tema storico, come Armeni e cittadini italiani, intendiamo segnalare il preoccupante crescendo di strumentalizzazione mediatica su fatti sopra citati, che contrasta con i canoni di una corretta informazione che sempre devono presidiare il dibattito in una società evoluta e libera quale la nostra. Respingiamo con forza l’uso di fatti storici ad evidente scopo propagandistico, destinato solo ad alimentare una retorica bellicosa e a rinfocolare l’odio tra popoli, ponendosi anche in contrasto con gli sviluppi del processo negoziale sulla questione del Nogorno Kharabagh che è attualmente in corso con la mediazione dell'OSCE; riteniamo, in tal senso, che la ricerca di percorsi condivisi sulla verità storica dei fatti e l’individuazione di soluzioni politiche che garantiscano pace, stabilità e sicurezza nella regione del Caucaso corrispondano all’interesse anche dell’Italia, in nome dei valori democratici, da affermare in ogni ambito.
Non possiamo esimerci da un appello, che rivolgiamo alla stampa, alla società civile e alle Istituzioni italiane, affinché sia mantenuta alta la vigilanza sui rischi che possono derivare, anche alla comunità armena in Italia, da una campagna discriminatoria fomentata con l’uso pubblico di verità manipolate. La secolare presenza degli Armeni in questo Paese è animata da persone e comunità che sempre hanno dato un contributo all’evoluzione della società in ogni campo; alcuni di noi, sono figli e nipoti di coloro che in Italia giunsero sospinti dalla furia genocidiaria che cancellò la presenza armena in Anatolia nel 1915. In questo senso, appare allarmante ed inquietante che si possano utilizzare contro gli Armeni, a proposito degli eventi del Nagorno Karabagh, termini quali genocidio o stragi di massa di civili, avvalendosi di fonti del tutto inattendibili e provenienti da un regime che usa l’armenofobia per consolidarsi e sembra additare indistintamente ogni armeno come un nemico da abbattere.

mercoledì 26 febbraio 2014

IL VOLUME DI PAOLO DE SANTIS: AMO LA CACCA...

PRESENTAZIONE:
 Tu implori il tuo Dio che ha creato il Tutto, l'universo, io imploro il mio che ha creato il Nulla. Ma sono cose molto vicine(Buddha)
.Il sorriso e la satira sono appannaggio esclusivo delle società di cultura liberale. In Italia di liberale non è rimasto nulla. La mia generazione se ne porterà nella tomba solo il ricordo (Indro Montanelli)

Amici, quando un non addetto ai lavori accetti, quasi sempre da un amico, di fargli una presentazione del suo lavoro letterario, non compie mai un'azione prudente.

Giacchè egli ha sempre solo da perdeci. Se si mostra freddo o sincero, se suona il clarinetto o il violino, è facile che perda l'amico. Se invece s'infuoca o fa finta d'infuocarsi e da fiato alle tronbe, è sicuro che perda la faccia. Scomoda del tutto è in particolare la mia situazione, perchè non sono un recensore di mestiere e non ho nemmeno alcuna dimestichezza col vasto universo della letteratura in versi.

A mio parere credo che Paolo De Santis, non abbia bisogno di presentazione. Nell'agone della poesia è già entrato in illo tempore, sin dalle sue primissime raccolte. AMO LA CACCA, Paolo per tutta la vita, come egli esprime, ha ricercato i valori dell'esistenza e il senso della vita...nell'uomo universale, nelle religioni in particolre del Dio unico, compreso il Grande Architetto dell'Universo, infine il senso nobile dell'uomo.
Il poeta insomma, si rivela ai lettori attraverso uno stile semplice, spontaneo e incisivo che gli consente di tradurre in versi ogni suo sentimento ed ogni suo stemporaneo pensiero, esprimono l'ansia interiore e l'amore per l'Uomo, il desiderio o il sogno di una serenità sempre cercata e a volte faticosamente raggiunta.

lunedì 24 febbraio 2014

ESERCITO: IL PREFETTO DI BARI IN VISITA AL COMANDO BRIGATA PINEROLO

Comunicato stampa del Ten. Col. Domenico OCCHINEGRO

Bari, 24 febbraio 2014
Il dottor Antonio Nunziante, da poco nominato Prefetto di Bari, ha visitato oggi a Bari il Comando delle Brigata Pinerolo.
Il Prefetto è stato accolto nella caserma “Italia” dal Comandante della Pinerolo, Generale di Brigata Stefano Del Col, che ha illustrato le capacità operative e addestrative della grande Unità evidenziando le potenzialità dei sette Reggimenti dipendenti.
Il Comandante della Brigata nel sottolineare come oggi la Pinerolo, con i suoi quasi 5000 tra uomini e donne rappresenti un’importante realtà nel tessuto socio economico della Puglia, ha illustrato gli impegni ed i risultati ottenuti nelle operazioni militari all’estero dalla Brigata. Il Sig. Prefetto ha altresì avuto la possibilità di conoscere le attività sul territorio, in particolare, nelle città di Bari e Foggia con l’operazione Strade sicure e negli interventi di pubblica utilità a favore dei cittadini (bonifica di ordigni esplosivi, pubbliche calamità, demolizioni di costruzioni abusive).
Il Dott. Nunziante ha anche potuto apprezzare gli innovativi mezzi e materiali che costituiscono la forza NEC (Network Enabled Capability) che fanno della Pinerolo l’unica Brigata digitalizzata in Italia.
Alla fine della visita il Prefetto si è complimentato con gli Ufficiali,
Sottufficiali e Volontari della Pinerolo per l’eccellente lavoro svolto a tutela del territorio e per la grande professionalità e qualità umana dimostrata. Ha ribadito come l’Esercito rappresenti, da sempre, una risorsa irrinunciabile per il nostro Paese.


venerdì 21 febbraio 2014

CUSTODIA DELLE ARMI NELLE ABITAZIONI:TRE DENUNCE DEI CARABINIERI


 INFORMATIVA:
Nel corso dei controlli disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari finalizzati alla verifica della corretta detenzione e custodia delle armi all’interno delle abitazioni i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà tre persone e sequestrato un fucile. In particolare un 4O enne è stato deferito con l’accusa di detenzione abusiva di armi, omessa denuncia e omessa custodia di armi poiché deteneva illegalmente un fucile calibro 12 sotto il letto mentre un 6O enne e un 5O enne dovranno rispondere di omessa denuncia a seguito di trasferimento di armi in altro luogo di detenzione. Si tratta di tre fucili calibro 12 e di una pistola calibro 38.
L’obiettivo delle verifiche rimane quello di procedere all’accertamento della corretta modalità di detenzione e custodia delle armi da sparo da parte dei cittadini che hanno denunciato il possesso di armi, al fine di scongiurare che le stesse possano essere facilmente accessibili da parte di persone che non ne abbiano titolo e in particolare per evitare che possano essere facilmente utilizzate come gioco da parte di ignari bambini. Il tutto, quindi, per scongiurare incidenti con esiti drammatici per l’incauto maneggio.
L’invito rivolto a tutti i detentori di armi, pertanto, è quello di custodirle in luoghi sicuri ed evitare che le stesse possano essere facilmente utilizzate da chi non ne è titolare o asportate nel corso di eventuali furti in abitazione.
I controlli continueranno per tutto il 2014. L’invito rivolto ai cittadini è quello di rivolgersi alle locali Stazioni Carabinieri o alla Questura per regolarizzare eventuali situazioni possessorie, soprattutto nel caso si siano ereditate armi per il decesso di familiari.

 

 

lunedì 17 febbraio 2014

A.N.R.R.A-IN MEMORIA DI UNA GUERRA DIMENTICATA

                                   
(Associazione Nazionale Reduci e Rimpatriati d’Africa)
Presidenza Nazionale
Via Vincenzo Monti , 59 20145 – Milano
ANRRA@libero.it
Cell.340 1404568
Tel. 02/29406651

OGGETTO:
Comunicato stampa. Bari li, 18 febbraio 2014

Omaggio ai Caduti d’Africa Orientale mercoledì
al Sacrario Caduti d’Oltremare di Bari.


Celebrazione

Mercoledì 19 febbraio 2014, presso il Sacrario Caduti d’Oltremare, si terrà la cerimonia commemorativa dedicata ai soldati italiani che si sacrificarono nella Campagna 1940-41 in Africa Orientale. In quella Campagna rifulse il valore dei Reparti delle tre Forze Armate costretti a battersi in condizioni disperate lontani dalla madrepatria e privi di qualsiasi rifornimento. Basterebbe ricordare le battaglie di Gondar, Cheren, Felcaber-Culquaber e l’Amba Alagi con l’epica resistenza del Duca Amedeo d’Aosta e dei suoi soldati che si meritarono l’onore delle armi da parte delle truppe britanniche. La cerimonia è destinata a ricordare anche i caduti civili e tutti coloro che vissero la dolorosa esperienza dell’esodo dalle terre che avevano colonizzato e valorizzato con il loro lavoro e sudore. Dissolta ogni condizione di benessere e privilegio non ebbero altra scelta che il ritorno in Patria da profughi, non sempre riconosciuto ed onorato. La manifestazioni alla quale sono state invitate tutte le principali autorità cittadine, avrà inizio alle ore 10.00 con la deposizione di un omaggio floreale ai piedi della grande croce che domina il Sacrario; seguiranno la Santa Messa e la visita guidata del Sacrario a cura del Direttore Ten. Col. MARASCO Donato.
L’iniziativa è stata promossa dall’A.N.R.R.A. (Associazione Nazionale Reduci e Rimpatriati dall’Africa) e dall’Associazione Amici della Somalia. Inoltre, saranno presenti rappresentanti dell’ A.I.R.L. (Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia) e dell’Istituto Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon.
Sarà un doveroso memore omaggio ai nostri Caduti dell’Africa Orientale, i protagonisti di una Guerra tanto sfortunata quanto dimenticata: 478 di loro riposano nel Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari (di cui 10 decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare).
Con preghiera di cortese, sollecita pubblicazione o trasmissione e con i più sentiti ringraziamenti.

IL Presidente Nazionale dall’A.N.R.R.A.
Ing. Franco De Molinari

EURO: DELUSIONE O SPERANZA? DOPO IL RIGORE LA CRESCITA E LO SVILUPPO.

di Antonio Laurenzano
La crisi finanziaria ed economica degli ultimi dodici mesi, generata dal blackout tra debiti sovrani e sistema bancario, ha evidenziato nell’area dell’euro una pericolosa asimmetria fra politica monetaria e politica economica. Le turbolenze finanziarie legate all’indebitamento di alcuni Paesi dell’Eurozona hanno messo a nudo i limiti strutturali del sistema europeo: un sistema monetario comune privo di un unico quadro economico, fiscale, di bilancio, e soprattutto politico.
Il problema dell’euro consiste nell’essere una moneta senza un governo, senza uno Stato, senza una banca in grado di intervenire come prestatore di ultima istanza per salvaguardare la solvibilità dei titoli governativi emessi. Una banderuola al vento. E’ il difetto di origine, l’anomalia di un’Europa unita sotto il segno della moneta, con la Banca centrale europea, unica istituzione federale, senza il sostegno di una vera politica economica comune e un coordinamento delle politiche fiscali e previdenziali. Manca cioè un Governo dell’economia europea espressione di una governance politica unitaria, capace di imporre agli Stati membri il rispetto degli equilibri dei conti pubblici e la realizzazione delle riforme strutturali interne previste dal Trattato di Maastricht
Una situazione di grande volatilità che rischia di azzerare il lungo e faticoso processo di integrazione monetaria del Vecchio Continente. La strada per disinnescare la crisi del debito sovrano e ridare fiducia a mercati e risparmiatori passa dunque attraverso un rilancio della costruzione politica dell’Europa. Una strada però che si presenta non facile a causa dei soliti particolarismi nazionali e delle resistenze tedesche.
Alla base della crisi c’è una moneta comune ma con sovranità multiple e debiti sovrani incontrollati! Nell’Eurozona una sola moneta ma … 18 politiche di bilancio non coordinate fra loro! Una situazione anomala che ha causato una grave frammentazione del mercato finanziario e la “polverizzazione” della politica monetaria con una pericolosa ricaduta sulla tenuta del sistema.
E il salvataggio dell’euro ha comportato politiche di austerità particolarmente “aggressive”. Un mix di rigore fiscale e finanziario imposto da Bruxelles per ricondurre i conti pubblici di taluni Paesi a una condizione di sostenibilità nel tempo. Ma che ha causato una recessione economica con caduta della produzione e dei livelli occupazionali. E per l’Italia, al di là di qualche debole segnale di ripresa, è forte il rischio “deflazione” che potrebbe aggravare la recessione in atto con la conseguente caduta dei prezzi e della redditività delle imprese.
Stop al rigore senza crescita e sviluppo! L’euro e l’Europa rischiano di diventare la bandiera dei risentimenti, dei disagi sociali, del populismo, della facile demagogia. L’Europa è vista come il feroce guardiano dei conti pubblici nazionali, il fautore di tasse e balzelli. Salvare l’euro è una questione irreversibile! In una economia globalizzata, l’euro è un punto di non ritorno! Nessuno oggi può permettersi il lusso di affondare la moneta unica e illudersi di uscirne indenni. Nemmeno la grande Germania che continua a esportare oltre il 60% nell’Unione e a detenervi il grosso dei suoi 6 mila miliardi di assets esteri! L’uscita dall’euro e un ritorno alla sovranità monetaria nazionale avrebbe forti probabilità di risolversi in una catastrofica dissoluzione di quasi tutto ciò che è stato costruito in oltre sessant’anni di integrazione europea. Per il nostro Paese, imprevedibili le conseguenze sul piano economico: disallineamento degli spread, insostenibilità del debito pubblico, esplosione dei costi energetici, illusione di maggiore export, inflazione a doppia cifra! L’Italia si ritroverebbe nelle condizioni di una … zattera alla deriva nel Mediterraneo, con gravi rischi per la coesione sociale e per la stessa democrazia.
La fine dell’euro sarebbe la fine dell’Europa! A pochi mesi dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, nella prospettiva del semestre a guida italiana, occorre ricondurre la questione europea nel suo alveo naturale che è quello politico. Un passaggio obbligato per mettere al riparo l’euro dagli atti di pirateria dei mercati e l’Europa da un becero qualunquismo!

venerdì 7 febbraio 2014

MOLFETTA: I CARABINIERI LIBERANO 21 ENNE SEQUESTRATO DA DUE MINORI CHE PER RAPINARLO GLI GETTANO CANDEGGINA NEGLI OCCHI.



Minacciandolo con un coltello lo hanno condotto in un seminterrato e, nel tentativo di rapinarlo, gli hanno versato della candeggina negli occhi. Poi, visto che il povero ragazzo non aveva soldi con se, gli aggressori si sono dileguati lasciandolo rinchiuso. I fatti sono avvenuti in pieno giorno a Molfetta e la vittima è uno studente 21enne del luogo, che fortunatamente, avendo il telefono cellulare con se, ha chiamato il numero di pubblica emergenza “112” e immediatamente una pattuglia dei Carabinieri del Pronto Intervento è accorsa. I militari hanno tranciato il lucchetto che chiudeva il seminterrato e hanno liberato il giovane che è stato subito trasportato all’ospedale per le ustioni subite a causa della candeggina gettatagli negli occhi, ne avrà per dieci giorni. Dall’esame delle immagini di alcune telecamere è stato possibile identificare i due baby aggressori, uno ha 16 anni, ed è stato arrestato e collocato presso l’Istituto per Minori “Fornelli” di Bari, mentre l’altro, essendo tredicenne e quindi non imputabile, è stato riconsegnato ai genitori.

lunedì 3 febbraio 2014

CONTINUANO GLI INCONTRI CON GLI ANZIANI PER COMBATTERE IL FENOMENO DEI REATI CONTRO LE FASCE PIU' DEBOLI

I CARABINIERI DI TURI  E ACQUAVIVA...
 Dopo gli incontri che si sono svolti a Gioia del Colle presso le principali parrocchie, nella giornata del 30 gennaio. I tutori della locale Compagnia Carabinieri, si sono recati a Turi, presso la chiesa madre Santa Maria Assunta, e successivamente ad Acquaviva delle Fonti, nella sede dell’Università della terza età, dove ha incontrato gli anziani del luogo per fornire loro utili consigli e una serie di accorgimenti relativi al fenomeno delle “truffe agli anziani” e in generale ai reati che maggiormente colpiscono le persone sole o più deboli, sensibilizzandoli a riporre la massima attenzione sul fenomeno.
L’iniziativa è stata accolta con successo e numerosi erano i cittadini  presenti, tra i quali anche alcuni giovani “curiosi”, ai quali l’Ufficiale (il Comandante di stazione) ha dapprima descritto sinteticamente le varie tipologie di truffe che si verificano con più frequenza in questi territori, spiegandone le modalità. Il Capitano, successivamente, incalzato dalle domande dei presenti, oltre a manifestare la vicinanza dell’Arma dei Carabinieri e la particolare attenzione che viene riposta dall’Istituzione nel monitorare e prevenire questa fenomenologia di reati particolarmente odiosi, assicurando il pronto intervento di militari dipendenti in caso di necessità, ha fornito una serie di consigli e ha elencato tutta una serie di comportamenti da assumere per prevenire o limitare tali reati mettendo queste persone nelle condizioni di non essere raggirate. 

lunedì 27 gennaio 2014

WWW.IMPEGNO95.IT

L'associazione “Impegno “95” continua con le sue attività a favore dell’integrazione degli extracomunitari attraverso la conoscenza della lingua italiana. Sono, infatti aperte le iscrizioni al "Corso di lingua e cultura italiana per stranieri” .Tale corso si terrà presso ex Facoltà di Lingue dell'Università di Bari in Via Garruba 6 (aula 7 II piano). La frequenza del corso garantisce il rilascio del certificato CELI 1(Università per Stranieri di Perugia)  necessario per il rinnovo del Permesso di Soggiorno.
Le lezioni sono articolate con due incontri settimanali  martedì e giovedì dalle ore 16,40 alle 19,00 per una durata di 4 mesi.


Informazioni e iscrizioni rivolgersi: “Impegno “95” in Corso Sonnino, 23 Bari. 
SITO: WWW.IMPEGNO95.IT - CELL. 3388478868
F.TO: DR. GAETANO BALENA