Ordini Cavallereschi Crucesignati

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venerdì 4 luglio 2014

LA MORTE INNOCENTE.

 di Alessandro Mezzano
 In un'area aperta vicino la zona di Halchul, nei pressi di Hebron, in Cisgiordania, in una fossa poco profonda, soldati israeliani che uniti a civili stavano effettuando le ricerche, hanno trovato i corpi dei tre seminaristi rapiti.I corpi erano insepolti e seminascosti da cespugli. I famigliari, avvertiti, li hanno riconosciuti.
Una riunione di emergenza è stata indetta dal governo.
''Quello che più temevamo è tragicamente successo'', ha detto,  il presidente eletto di Israele Reuven Rivlin. ''La fine tragica dei 3 ragazzi deve essere anche la fine di Hamas'': ha dichiarato Danu Danon (Likud), viceministro della difesa . ''E' necessaria una operazione che dia a Hamas un colpo mortale. Dobbiamo sradicare il terrorismo... demolire le abitazioni degli assassini, distruggere i loro depositi di armi, bloccare i finanziamenti". I terroristi vanno colpiti "senza pieta''', ha detto il ministro dell'edilizia Uri Ariel, esponente della destra radicale israeliana. ''Dall'altro canto - ha aggiunto - bisogna dare una risposta sionista''. La risposta di Hamas non si è fatta attendere ed il suo portavoce ha detto che "Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell'inferno".
Anche sui siti dei coloni sono apparse minacce e richiesta di vendetta.
Certamente noi non festeggiamo la morte di tre ragazzi israeliani e siamo umanamente solidali con il dolore dei loro famigliari, ma nello stesso tempo non possiamo non rimarcare come ci sia stata da sempre ed a livello mondiale, una valutazione scandalosamente diversa e discriminatoria se i morti sono dei Palestinesi uccisi da Israele oppure degli ebrei di Israele uccisi dai Palestinesi quasi che si volesse dare un diverso valora alle vite umane a seconda della razza, della religione e della nazionalità..!!
Forse il vero motore dell’odio che scatena simili tragedie sta proprio in questa considerazione! Anche i morti Palestinesi avevano una famiglia che li ha pianti, degli amici cui sono mancati ed una nazione che da sempre è stata oppressa, perseguitata, depredata e decimata!


IL DEBITO ITALIANO? SI POSSONO CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO?

di Adriano Rebecchi
Nazionalpopolari del Verbano-Cusio-Ossola e Novara
 Intervenendo al Parlamento Europeo sul discorso programmatico del semestre italiano tenuto da Matteo Renzi, il capogruppo del Partito Popolare Europeo (il principale Partito dell’Europarlamento), il tedesco Manfred Weber, ha dichiarato che con l’indebitamento non si creano posti di lavoro.
E’ una verità lapalissiana, infatti l’Italia ha il più grosso debito pubblico d’Europa e ha milioni di disoccupati.
La cosa non è piaciuta a Matteo Renzi che, toccato nel vivo della sua strategia sulla flessibilità, ha replicato che anche Germania e Francia in passato hanno sforato dai parametri europei con il loro debito pubblico.
E’ vero, l’abbiamo sentito ripetere sino alla noia nei compiacenti e conformisti dibattiti dei salotti o arene televisive, solo che c’è un piccolo dettaglio che è una sostanziale differenza e riguarda il rapporto DEBITO-PIL, cioè l’ammontare dell’indebitamento rispetto alla ricchezza prodotta.
Questo rapporto è del 78,4% per la Germania, del 93,5% per la Francia e del 132,6% per l’Italia.
Quindi il nostro Paese ha un ammontare del debito che supera del 132,6% il PIL (ricchezza prodotta) ed è quindi chiaro che nei nostri confronti ci sia più attenzione e preoccupazione.
Solo che in Italia c’è troppa gente che preferisce andare avanti a fare debiti, tanto poi si arrangeranno i nostri figli e nipoti a pagarli e, inoltre, c’è sempre la formuletta magica di indignados, euroscettici e pseudo-rivoluzionari, che recita : “Il debito non è nostro e non lo paghiamo”.
Strategia quest’ultima che è in perfetta sintonia con quella del “pregiudicato” di Arcore, l’impoveritore degli italiani per il mancato controllo di prezzi e tariffe all’atto dell’introduzione dell’Euro, il quale nell’estate del 2011 presentò alle Autorità europee una finanziaria “truffa”, prese il formale impegno di anticipare di un anno il famoso pareggio di bilancio (tanto sarebbe toccato agli altri Capi di Governo realizzarlo!!) e, infine, di farlo inserire addirittura nella nostra Costituzione (com’è poi avvenuto!!).
Renzi nel presiedere il semestre europeo si ricordi di essere il Capo del Governo italiano ed eviti di rispondere con le stupidate dei salotti e arene televisive alle precise argomentazioni suffragate da dati di fatto inoppugnabili.
Di guasconate bastano quelle degli euroscettici italiani che nel farle hanno fatto a gara con i pagliacci inglesi da sempre nemici dell’Europa e dell’Euro, non ci si metta anche Renzi a fare dell’Italia una volta “faro dell’Europa” la nazione “zimbello dell’Europa”.
 
    
 

INDIVIDUALISMO? IL VOLONTARIATO! UNA RISPOSTA ALLA SOCIETA'...

 ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO?   
La risposta all’individualismo per la promozione sociale  
                                                  di  Antonio  Laurenzano
“Volontari, facciamo la differenza!”:  questo lo slogan che l’Unione europea scelse per proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”. “Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Con questa motivazione il Consiglio europeo di Bruxelles intese proporre alla comunità internazionale il riconoscimento dell’attività di volontariato e il suo valore umanitario nella consapevolezza che il “Terzo settore”, e il variegato mondo dell’associazionismo a esso collegato,  rappresenta  un pilastro importante nella promozione del benessere sociale. In Europa almeno 3 cittadini su 10, ben oltre 100 milioni di persone, secondo i dati forniti da Eurobarometro, fanno volontariato in vari settori (solidarietà, arte e cultura, ambiente, sostegno umanitario, ma anche sport) e l’80% di loro afferma che la partecipazione attiva nella società è parte fondamentale della loro vita.
In Italia il welfare è sempre più gestito dal “volontariato”. Nel 2012 è stata stimata una base di circa sette milioni di persone di età superiore ai 14 anni coinvolta in varia misura e con vario impegno temporale nelle attività di volontariato. Forte l’incremento di volontari registrato nel decennio 2001-2010: circa 1,2 milioni di unità, pari al 17,9%, con punte che hanno sfiorato il 25% nel Nord del Paese.
L’insieme delle realtà non-profit, il cosiddetto “Terzo settore”, realtà che non sono Stato (vale  a dire ente pubblico nelle sue diverse articolazioni), né mercato (vale a dire attività economica finalizzata al profitto) è un mondo vasto e articolato, che va dall’associazionismo, al volontariato, alla cooperazione sociale, portatore di differenti gradi di coscienza sociale. I soggetti occupati nel Terzo settore, nella loro eterogeneità, rispecchiano la diversità sociale poiché sono coinvolte persone di tutte le età, donne e uomini, persone aventi background  etnici  e religiosi diversi. Espressione  di  partecipazione civile per lo sviluppo equilibrato della società e il rafforzamento della coesione sociale. E’ rilevante il valore, anche economico, del volontariato, soprattutto se rapportato a quelle aree di intervento, in primis  l’assistenza socio-sanitaria, dove è carente la presenza dello Stato. E’ la risposta vincente a un inquietante individualismo per l’affermazione di un nuovo modello di welfare.
Cento milioni di persone in Europa al servizio degli altri, impegnate con azioni di solidarietà sociale. Un numero importante  destinato ad aumentare nel tempo. La crescita di nuove forme di partecipazione sociale si è accompagnata alla crisi dell’associazionismo tradizionale, in particolare di partito. Di questa crescita ne sono ben consapevoli i rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato. E’ anzi diffusa tra di essi la convinzione che la riforma istituzionale non possa limitarsi agli organi di governo e parlamentari, ma che si debba riconoscere come l’associazionismo e il volontariato sia divenuto un canale fondamentale di partecipazione popolare, di “cittadinanza attiva”, per l’attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”.
Obiettivo di fondo: suscitare una presa di coscienza collettiva , sensibilizzare  l’opinione pubblica e mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e  ritardi (pubblici). L’ auspicio  è che le associazioni di servizio, le imprese e i governi possano lavorare insieme per realizzare un habitat che permetta al volontariato di rafforzarsi. Facilitare cioè il lavoro dei volontari e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco per costruire legami sociali  forti e duraturi, per far crescere  il volontariato, ridurne la frammentazione e migliorarne la qualità. E’ questa la strada tracciata  per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più sicuro. Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche, dietro il paravento della “sussidiarietà”, associazionismo e volontariato rappresentano l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali.

COMMENTO SULLA CRESCITA IN ITALIA

IL SEMESTRE ITALIANO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELL’UE, LA CRESCITA PER IL FUTURO DELL’EUROPA
                                 di  Antonio Laurenzano
“Se l’Europa accetterà di dare un futuro alle sue ambizioni, sarà bello sfidare l’avvenire insieme”. E’ l’appello lanciato dal premier Matteo Renzi a Strasburgo, al Parlamento europeo, in occasione del discorso di apertura del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione.  E’ partita così la sfida per rilanciare una immagine diversa  dell’Europa: non più quella della stanchezza e della noia che appare da un selfie , ma quella di un nuovo Rinascimento legato al protagonismo economico europeo, perché “senza crescita l’Europa non ha futuro”. Un’Europa che deve fare “uno scatto  in avanti” , superare gli egoismi nazionali e recuperare  la sua anima, i suoi valori, l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori, per dare una risposta all’euroscetticismo uscito dalle urne, alle ultime elezioni europee votazioni, con una diffusa richiesta  di cambiamento.
La strada è tracciata: “coraggio ed orgoglio” per riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini e risolvere i problemi della lunga crisi finanziaria ed economica. Puntare su una politica economica espansiva che possa evitare che dalla recessione si passi alla deflazione. Crescita e sviluppo sono le parole d’ordine del semestre italiano. Dalla sua, Renzi ha l’apertura del Consiglio europeo. Un’apertura importante arrivata dall’ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo della Ue che fa presumere una larga convergenza sull’agenda dei lavori annunciata da Roma per i prossimi sei mesi di guida europea. Una più ragionevole ed equilibrata applicazione del Patto di stabilità che, rigore tedesco e olandese a parte, troverà ampi consensi al Parlamento di Strasburgo.
L’Italia farà del rilancio dell’economia europea il suo principale obiettivo per realizzare il quale occorre unità politica e integrazione a tutti i livelli per disegnare un’altra Europa, più coesa, più solidale, capace di coniugare rigore e crescita. Da tempo l’ Europa, priva di una sua precisa identità, vive  una profonda crisi istituzionale esasperatasi nel quinquennio di euro-crisi. Commissione e Consiglio Ue si sono progressivamente indeboliti fino a ritrovarsi di fatto agli ordini dei Governi nazionali e del metodo intergovernativo che muovono sempre più l’Unione a scapito del metodo comunitario. Si tratta ora di  “ri-orientare” insieme il cammino europeo per fronteggiare una pericolosa disgregazione (Regno Unito), con il rischio di riportare indietro le lancette della storia, nel ricordo dei tragici lutti e distruzioni del passato.
 Sono ben delineati gli elementi centrali del “Programma di presidenza italiana” : flessibilità nei vincoli di bilancio (per i cofinanziamenti legati ai fondi strutturali) in cambio di riforme rivolte allo sviluppo e all’occupazione, investimenti a supporto della ripresa (con l’auspicabile ricorso agli eurobond), sviluppo di una comune politica migratoria a livello europeo (potenziare mezzi e risorse), lotta alla disoccupazione giovanile. Con 26 milioni di disoccupati in Europa, la creazione di posti di lavoro è un fattore chiave per riconquistare il sostegno dei cittadini al processo di integrazione europea.
L’Europa ha bisogno di riforme e di innovazione per la crescita. Una risposta europea efficace alla crisi economica e finanziaria che deve tener conto in primis dell’importanza dell’economia reale e poter contare su solidi settori manifatturiero e dei servizi. Migliorare la competitività industriale sarà una delle attività prioritarie della Presidenza italiana. “Il settore industriale europeo, comprese le piccole e medie imprese, è un fattore importante per la crescita, la produzione, l’occupazione, l’innovazione e le esportazioni”.
Un’Europa dunque più vicina ai bisogni dei cittadini, alle aspettative di crescita solidale e a uno sviluppo sostenibile all’interno di “uno spazio di democrazia, diritti e libertà”, per realizzare il quale occorre il buon funzionamento delle istituzioni europee, una governance efficace. Malgrado sia emersa negli ultimi anni una certa disillusione per la moneta unica, rimane intatto, secondo il documento programmatico della Presidenza italiana, il potenziale dell’Unione economica e monetaria (UEM) di creare benefici condivisi e un ambiente economico solido per imprese e famiglie.
Saprà la “Generazione Telemaco” di Matteo Renzi rilanciare il progetto europeo e riannodare il filo della storia a favore della integrazione politica del Vecchio Continente, smentendo i profeti di sventura che si aggirano in Europa? Ne riparliamo fra sei mesi.

giovedì 19 giugno 2014

L.C. NARDO', FESTEGGIA LA 50^ CHARTER NIGHT

NARDO' - In data 14 giugno, il Lions Club di Nardò ha festeggiato la sua 51^ Charter Night a chiusura del suo 50.mo anno di attività dalla fondazione, risalente al 6 aprile 1964.
Nella splendida cornice del Gallipoli Resort ed alla presenza di oltre un centinaio di partecipanti fra soci, consorti ed autorità lionistiche, il presidente uscente del Club, cav. Salvatore Adamo, ha tracciato il resoconto del suo anno sociale, ricordando tutte le attività di servizio organizzate e soffermandosi particolarmente su quelle svolte nelle scuole, riguardanti la sicurezza stradale e la prevenzione delle malattie nelle fasce giovani della popolazione. Dopo i ringraziamenti di rito ed il conferimento dei riconoscimenti sociali ad alcuni soci, ha poi passato il testimone al nuovo presidente del Club, eletto per l’anno sociale 2014/2015, il dott. Gregorio Raho, consegnandogli il “Martelletto della Presidenza” dopo aver battuto il suo ultimo tocco di campana.
Il nuovo presidente ha tracciato, quindi, la sua relazione programmatica per il prossimo anno sociale, soffermandosi sui principi e le finalità lionistiche. Ha dichiarato con fermezza l’importanza dell’attività di servizio del Lions Club International ed ha presentato infine i componenti del prossimo Consiglio Direttivo.
Durante la serata, hanno fatto il loro ingresso nel Club, come nuovi soci, la dott.ssa Elisabetta Polo, l’ing. Alberto Antico ed i dottori Marco Bonsegna e Gabriele Pellegrino. Questo avvenimento risulta particolarmente importante perché i quattro nuovi soci sono tutti trentenni e giovani professionisti operanti su Nardò e perché si è così notevolmente abbassata l’età media del club che ad oggi conta circa 70 soci, con la presenza di circa quattro diverse generazioni.
Il Lions Club di Nardò ha sempre operato al servizio della comunità locale, lasciando una traccia indelebile sul nostro territorio e mantenendo un alto livello di importanza in tutto il Distretto Lions 108AB.

lunedì 16 giugno 2014

ASSOCIANISMO E VOLONTARIATO


La risposta all’individualismo per la promozione sociale
di Antonio Laurenzano

“Volontari, facciamo la differenza!”: questo lo slogan che l’Unione europea scelse per proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”. “Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Con questa motivazione il Consiglio europeo di Bruxelles intese proporre alla comunità internazionale il riconoscimento dell’attività di volontariato e il suo valore umanitario nella consapevolezza che il “Terzo settore”, e il variegato mondo dell’associazionismo a esso collegato, rappresenta un pilastro importante nella promozione del benessere sociale. In Europa almeno 3 cittadini su 10, ben oltre 100 milioni di persone, secondo i dati forniti da Eurobarometro, fanno volontariato in vari settori (solidarietà, arte e cultura, ambiente, sostegno umanitario, ma anche sport) e l’80% di loro afferma che la partecipazione attiva nella società è parte fondamentale della loro vita.
In Italia il welfare è sempre più gestito dal “volontariato”. Nel 2012 è stata stimata una base di circa sette milioni di persone di età superiore ai 14 anni coinvolta in varia misura e con vario impegno temporale nelle attività di volontariato. Forte l’incremento di volontari registrato nel decennio 2001-2010: circa 1,2 milioni di unità, pari al 17,9%, con punte che hanno sfiorato il 25% nel Nord del Paese.
L’insieme delle realtà non-profit, il cosiddetto “Terzo settore”, realtà che non sono Stato (vale a dire ente pubblico nelle sue diverse articolazioni), né mercato (vale a dire attività economica finalizzata al profitto) è un mondo vasto e articolato, che va dall’associazionismo, al volontariato, alla cooperazione sociale, portatore di differenti gradi di coscienza sociale. I soggetti occupati nel Terzo settore, nella loro eterogeneità, rispecchiano la diversità sociale poiché sono coinvolte persone di tutte le età, donne e uomini, persone aventi background etnici e religiosi diversi. Espressione di partecipazione civile per lo sviluppo equilibrato della società e il rafforzamento della coesione sociale. E’ rilevante il valore, anche economico, del volontariato, soprattutto se rapportato a quelle aree di intervento, in primis l’assistenza socio-sanitaria, dove è carente la presenza dello Stato. E’ la risposta vincente a un inquietante individualismo per l’affermazione di un nuovo modello di welfare.
Cento milioni di persone in Europa al servizio degli altri, impegnate con azioni di solidarietà sociale. Un numero importante destinato ad aumentare nel tempo. La crescita di nuove forme di partecipazione sociale si è accompagnata alla crisi dell’associazionismo tradizionale, in particolare di partito. Di questa crescita ne sono ben consapevoli i rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato. E’ anzi diffusa tra di essi la convinzione che la riforma istituzionale non possa limitarsi agli organi di governo e parlamentari, ma che si debba riconoscere come l’associazionismo e il volontariato sia divenuto un canale fondamentale di partecipazione popolare, di “cittadinanza attiva”, per l’attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”.
Obiettivo di fondo: suscitare una presa di coscienza collettiva , sensibilizzare l’opinione pubblica e mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e ritardi (pubblici). L’ auspicio è che le associazioni di servizio, le imprese e i governi possano lavorare insieme per realizzare un habitat che permetta al volontariato di rafforzarsi. Facilitare cioè il lavoro dei volontari e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco per costruire legami sociali forti e duraturi, per far crescere il volontariato, ridurne la frammentazione e migliorarne la qualità. E’ questa la strada tracciata per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più sicuro. Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche, dietro il paravento della “sussidiarietà”, associazionismo e volontariato rappresentano l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali.

BARI, PAOLO DE SANTIS, POETA E SCRITTORE

Pietro VITALE giornalista-pubblicista e scrittore. Direttore del blog international: www.legestadellacavalleria.blogspot.com
Proemio.

L'Amico di sempre, Paolo, stupisce ancora con il suo ultimo libro: c'era una volta a Bari il Jolli Club. L'aspirazione di Paolo è improntata, circa la Sua attività, nell'Amore. Egli ha scritto questi mille pensieri d'amore per sfida fatta a se stesso. Sorridendo maliziosamente ad una mia domanda disse: che sarei stato capace di scrivere almeno mille pubblicazioni. Sorse così l'idea di scrivere questo libro. Paolo afferma di essere un buon cristiano. Per noi cristiani il nostro Dio è l'Unico il Dio dell'Amore Tutta l'etica cristiana è basata sull'amore. Il cuore o centro della vita deve essere nell'amore. L'amore è il più grande dei sentimenti umani, purchè vissuto nella grazia, nella semplicità, nella docezza, nella gentilezza degli atti, nell'eleganza del porgere, nella finezza dei modi nella concessione totale di parte di se stessi. L'amore è amore se vissuto nella soavità nel piacere nel diletto dello spirito prima e della materia. Mi fermo qui. Altrimenti potrei continuare a scrivere mille pensieri sull'Amore e far torto a Paolo, soffocando il grido di dolore.

DAL JOLLY CLUB AL MOBILEVANTE
di Paolo De SANTIS

Il Jolly Club nacque nell’anno 1959, quando era in gestazione la famosa ribellione giovanile che esplose negli anni ’60 e poi, dette origine al fenomeno dei famosi “Teddy Boys” ben personificato dai grandi Jeams Dean e Marlon Brando; cosicché il Jolly Club diventò il simbolo della “ribellione giovanile” di quella generazione di ribelli che però, dette un impulso nuovo alla dormiente società di allora. Comunque, anche se in questo libro il punto di riferimento rimane sempre il Jolly Club, si parla di un percorso di vita vissuto nella città di Bari ma ancora meglio dalla città di Bari, partendo dagli ultimi sussulti di guerra fino a rasentare il terzo millennio. Appena fuoriuscita dalla disastrosa guerra, passando dal periodo postbellico attraverso una Bari ancora legata alle antiche tradizioni agresti, vivendo la dura e faticosa ricostruzione con sacrifici e privazioni, fino ad innescare il fantastico “boom economico” dei favolosi anni ’60, i cui attori principali furono i giovani ribelli di allora. E’ stato il momento più bello per tutta la nazione che ci ha portati a conoscere una vita agiata se non ricca, sviluppando un diffuso benessere che però, negli ultimi tempi, era diventato un colpevole spreco ed oggi, non ci resta che rimpiangerlo. In questo percorso vengono toccati alcuni momenti salienti della vita cittadina che documentano l’evoluzione dei tempi, vissuti sempre con l’ottica di un giovane ribelle ma con lo spirito creativo del Jolly Club. In questo percorso viene citata anche l’esaltante presenza della nostra “Fiera del Levante” simbolo della città di Bari, rinata dalle macerie della guerra e salita prepotentemente alla ribalta internazionale fino a diventare il punto di riferimento della mitica intraprendenza barese, che ha imposto la città di Bari in tutto il mondo. La Fiera del Levante è stata la bandiera internazionale, che ha rappresentato orgogliosamente l’economia italiana nei più sperduti angoli del mondo! Attraverso la nota manifestazione del “Mobilevante” rappresentò il momento del massimo fulgore della nostra fiera e la sua bandiera sventolò orgogliosamente nel contesto economico mondiale ma purtroppo, fu anche l’inizio del declino a causa della spregiudicata arroganza del potere umano. Oggi, quella bandiera giace sotto i piedi di chi l’ha calpestata arrecandole ludibrio a causa della propria avidità ed ora, serve soltanto a coprire il feretro della sua ignominiosa fine. Da questo punto dovrebbe ripartire una presa di coscienza, che possa originare una nuova ribellione anche se non potrà più essere ribellione giovanile giacché purtroppo, oggi è diventata “ribellione senile” ma è pur sempre ribellione a questo vergognoso andazzo, che ha trascinato il nostro orgoglio nella cloaca della corruzione umana. In questo contesto finale insorge lo spirito del Jolly Club e pertanto, propongo alla mitica “GIOVENTU’ BRUCIATA” di costituire un Comitato Civico Regionale che potrà chiamarsi “SALVIAMO LA FIERA DEL LEVANTE”!


domenica 15 giugno 2014

PARTITO GIUSTIZIALISTA ITALIANO

Il P.G.I. (Partito Giustizialista Italiano) ha aderito alla causa collettiva (in inglese: Class Action) promossa dall’associazione InsiemeConsumatori presieduta dall’amico avv. Romolo Reboa finalizzata da ottenere “il risarcimento dei danni per non aver potuto esercitare il diritto di voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati e il Senato della repubblica, svoltesi successivamente all’entrata in vigore della legge n. 270/2005 e sino alla data di pubblicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014, secondo le modalità, previste dalla Costituzione, del voto personale, eguale, libero e diretto”.
Le persone interessate sono invitate a contattare la Segreteria Nazionale del Partito. A Roma è possibile firmare, su appuntamento, nelle tre sedi del Partito: via Tagliamento n. 9 (quartiere Nomentano), via Prospero farinacci n. 77 (quartiere Aurelio), via Laurentina n. 1823 (quartiere Laurentino) o presso gli Studi Legali dei nostri Dirigenti Nazionali: avv. Vincenzo Morganti in Largo Pannonia n. 23 (quartiere Appio) e avv. Manuela Di Sario in Piazza Eschilo n.33 (Quartiere Axa-CasalPalocco) Telefonare al n. 3771135933.

lunedì 9 giugno 2014

BARI, LA PUGLIA FESTEGGIANO I 200 ANNI DELL'ARMA DEI CARABINIERI

Questo pomeriggio, presso la caserma “Porcelli”, sede del Comando dell’11° Battaglione Carabinieri “Puglia”, con inizio alle ore 18.00 si svolgerà, alla presenza di autorità civili, religiose e militari, la cerimonia commemorativa per la ricorrenza dell'annuario della fondazione della Benemerita che quest’anno festeggia 200 anni di storia. 
Sarà schierato un Battaglione di formazione su cinque Compagnie in rappresentanza delle varie componenti operanti nella Legione Carabinieri Puglia, che ha reso gli onori iniziali al Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, Generale di Brigata Claudio Vincelli, il quale ha passato in rassegna i Reparti.
La prima compagnia è composta da militari che indossano la tradizionale grande uniforme, la seconda vede i Comandanti di Stazione in rappresentanza delle Stazioni Carabinieri della Provincia di Bari, la terza inquadra i militari in uniforme operativa per i servizi di Ordine Pubblico, la quarta comprende le specialità dell’Arma tra cui i militari elicotteristi, cinofili, artificieri e di quartiere e la quinta prevede l’esposizione di alcuni mezzi dell’Arma, quali motociclette, autoradio, fuoristrada e mezzi da Ordine Pubblico.
Dello schieramento farà parte anche la Fanfara del Comando Scuole Aeronautica Militare III^ Regione Aerea, i Gonfaloni della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Bari, i rappresentanti  dell'Associazione Nazionale Carabinieri, i Labari ed i Medaglieri delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
La manifestazione non soltanto commemorerà i 200 anni dedicati dai Carabinieri al servizio del nostro Paese, ma è stata anche un’occasione per incontrarsi, confrontarsi e fare un bilancio dei risultati conseguiti sul piano della sicurezza ai cittadini.
Dopo due anni difficili, si assiste finalmente ad una diminuzione di oltre il 10% dei reati commessi a Bari e provincia. Particolarmente significativa la diminuzione delle rapine (-18%) e degli scippi (-11%). Nessuna tregua per i criminali, gli arresti infatti sono in aumento del 5%, dall’inizio dell’anno sono stati 1042 i soggetti finiti in manette a Bari e provincia.
Nel corso della cerimonia il Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, ha consegnerà riconoscimenti a 24 militari premiando anche tre Comandanti di Stazione che si sono particolarmente distinti nel compimento delle loro attività istituzionali.

domenica 1 giugno 2014

BARI, CONTROLLO DEI CARABINIERI, DENUNCE E ARRESTI

BARI, SERVIZI DI CONTROLLO DEL TERRITORIO DEI CARABINIERI NEL CENTRO CITTADINO E NELLE PERIFERIE. 10 ARRESTI E 8 DENUNCE.

I Carabinieri di Bari hanno eseguito servizi straordinari di controllo del territorio che hanno consentito di arrestare 10 persone e denunciare in stato di libertà altre 8. Nel corso dell’operazione 40 Carabinieri delle Compagnie di Bari Centro, Bari San Paolo, del Radiomobile di Bari e di Triggiano, con l’ausilio di unità cinofile specializzate per la ricerca di droga e armi, hanno passato al setaccio il centro cittadino e la periferia.
Due distinti interventi hanno consentito di assicurare alla giustizia tre ladri. All’interno del Campus Universitario un 25enne della provincia di Potenza è stato bloccato mentre era intento a scassinare una macchinetta distributrice di bevande allo scopo di impossessarsi del denaro mentre in Piazza Eroi del Mare un 49enne ed un 38enne baresi sono stati bloccati dopo rubato un navigatore satellitare da un autocarro previa rottura del finestrino. I tre sono stati collocati ai domiciliari.
Sul Lungomare Crollalanza e in via Libertà un nigeriano 36enne e un barese 29enne sono finiti in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il primo stava nascondendo, nei pressi di un locale notturno, un sacchetto con 7 grammi di marijuana mentre l’altro, bloccato dopo aver spacciato una dose di cocaina ad un “cliente”, è stato trovato in possesso di 32 grammi tra cocaina ed eroina. Lo straniero è stato associato presso la casa circondariale i Bari mentre il 29enne collocato ai domiciliari. Due invece sono stati gli arresti in esecuzione di provvedimenti restrittivi per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Si tratta di un 49enne del quartiere “San Pasquale” e di un 32enne di “Carbonara”. Il primo è stato collocato ai domiciliari mentre l’altro è finito in carcere. Sempre in materia di droga tre sono state le persone deferite in stato di libertà. Si tratta di una 29enne barese, un 20enne di Adelfia ed un bracciante agricolo 30enne di Rutigliano  trovati in possesso di complessivi di 19 grammi di cocaina e marijuana e di 15 piantine di marijuana.
Venti controlli con 10 perquisizioni effettuati nei confronti di soggetti gravati da misure di prevenzione e cautelari che hanno consentito di arrestare tre sorvegliati speciali trovati in compagnia di pregiudicati o alla guida senza patente (un 28enne, un 33enne del quartiere Libertà e una 29enne di Santo Spirito) e denunciarne altri 3 per le stesse violazioni.
Nel corso dei controlli alla circolazione stradale effettuati sulle principali arterie del capoluogo ed in provincia, un 75enne di Adelfia sorpreso ad accompagnare una prostituta romena 23enne lungo la s.p. 84 Rutigliano-Adelfia è stato denunciato in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione mentre la donna dovrà rispondere di atti contrari alla pubblica decenza. 10 giovani sono stati segnalati al Prefetto quali assuntori di droga con il contestuale sequestro di 43 grammi di droga tra marijuana, hashish e cocaina. Un centinaio di persone e una cinquantina sono stati i mezzi controllati, 10 le contravvenzioni elevate.