Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
mercoledì 23 luglio 2014
LA LEGGE DEL TAGLIONE...CHI LA FA L'ASPETTA
ATTENZIONE ALLE TRUFFE TELEMATICHE....
BARLETTA (BT), TRUFFE ONLINE IN TUTTA ITALIA. CARABINIERI ARRESTANO 4 FINTI VENDITORI TELEMATICI
Adescavano i clienti pubblicando su siti “e-commerce” annunci di vendita di telefoni cellulari e articoli sportivi incassando le somme richieste senza mai spedire gli oggetti ma sono stati scoperti. I Carabinieri della Compagnia di Barletta e della Stazione di Canosa di Puglia hanno portato a termine un’operazione finalizzata a disarticolare un gruppo criminale specializzato nelle truffe on-line. Quattro i provvedimenti restrittivi eseguiti, emessi dal Gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di altrettanti soggetti di Canosa di Puglia (BT) che dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe informatiche attuate mediante vendite on-line.
È questa la nuova generazione di crimini che costituiscono l’innovativa frontiera dei reati predatori considerato che per la loro commissione è utilizzata la rete telematica. La base logistica del gruppo era Canosa di Puglia mentre le vittime disseminate da nord a sud su tutto il territorio nazionale.
L’indagine ha consentito di accertare l’avvenuta esecuzione di circa 70 truffe per migliaia di euro. Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.00 di mercoledì 23 luglio presso la Procura della Repubblica di Trani.
sabato 19 luglio 2014
LA CHIESA ARMENA
La Divina Liturgia è il principale servizio di culto della Chiesa armena. Ma il Badarak, come lo chiamiamo noi in armeno, è molto più di questo. Esso prevede l'incontro più intimo possiamo avere con Dio in questa vita. Nella Divina Liturgia, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, viene a sua gente a voi e me, in due forme: in primo luogo, con la sua Parola, nella lettura del santo Vangelo; e in secondo luogo, dalla sua santa Corpo e Sangue, nella Santa Comunione. Queste due azioni, la lettura della Parola di Dio, e la ricezione della santa Comunione, sono i due pilastri o blocchi della Divina Liturgia in tutte le antiche, chiese apostoliche.
Supportato da questi due pilastri è una magnifica struttura di parole, musica, simboli e rituali. Per chi non conosce con essa, la Divina Liturgia può sembrare una sconcertante serie di movimenti sconnessi e rituali, e la terminologia teologica arcano. La complessa interazione del sacerdote celebrante, i diaconi, gli altri chierichetti, il coro e il popolo potrebbe indurre a trascurare la logica e le finalità della Divina Liturgia, e di perdere i suoi benefici reali.
Già nel 10 ° secolo, il grande teologo armeno Khosrov Antsevatsi eloquentemente descritto l'importanza della Divina Liturgia quando scrisse: "Dal momento che coloro che confessano e mostrare pentimento ricevere espiazione per mezzo della Santa Mistero [il Badarak], e sono riuniti a Cristo per diventare per lui Corpo e soci, dovremmo essere ansiosi per la grande medicina". La Divina Liturgia è la grande medicina che fornisce vero significato e la direzione della nostra vita. Esso offre la pace e conforto che solo Dio può dare, un dono gratuito non meno-in un'epoca in cui così tante persone sono alla ricerca, e spendere milioni di dollari invano di trovare la stabilità personale e la sicurezza.
Il Badarak è davvero una questione di vita o di morte. Questa guida alla Divina Liturgia della Chiesa armena è qualcosa come un diario di viaggio che conduce il viaggio, fornendo informazioni utili sui punti di interesse lungo il percorso. Anche se non risponderà a tutte le vostre domande, questo opuscolo vi aiuterà a scoprire i grandi temi che uniscono le parole, musica e riti della Badarak. In questo modo, si spera, sarete attratti in partecipazione più profondo e significativo nella Divina Liturgia.
...............................................
NAPOLI, ANNULLO FILATELICO E CARTOLLINA CELEBRATIVA DEL BICENTENARIO DELLA FONDAZIONE CARABINIERI
domenica 13 luglio 2014
LA CELEBRAZIONI DEL BICENTENARIO DELL'ARMA DEI CARABINIERI CONTINUANO A GRAVINA.
giovedì 10 luglio 2014
SCOPERTO DAI CARABINIERI, DISOCCUPATO BENESTANTE, PERCEPIVA ASSEGNO SOCIALE.
venerdì 4 luglio 2014
LA MORTE INNOCENTE.
IL DEBITO ITALIANO? SI POSSONO CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO?
INDIVIDUALISMO? IL VOLONTARIATO! UNA RISPOSTA ALLA SOCIETA'...
La risposta all’individualismo per la promozione sociale
di Antonio Laurenzano
“Volontari, facciamo la differenza!”: questo lo slogan che l’Unione europea scelse per proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”. “Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Con questa motivazione il Consiglio europeo di Bruxelles intese proporre alla comunità internazionale il riconoscimento dell’attività di volontariato e il suo valore umanitario nella consapevolezza che il “Terzo settore”, e il variegato mondo dell’associazionismo a esso collegato, rappresenta un pilastro importante nella promozione del benessere sociale. In Europa almeno 3 cittadini su 10, ben oltre 100 milioni di persone, secondo i dati forniti da Eurobarometro, fanno volontariato in vari settori (solidarietà, arte e cultura, ambiente, sostegno umanitario, ma anche sport) e l’80% di loro afferma che la partecipazione attiva nella società è parte fondamentale della loro vita.
In Italia il welfare è sempre più gestito dal “volontariato”. Nel 2012 è stata stimata una base di circa sette milioni di persone di età superiore ai 14 anni coinvolta in varia misura e con vario impegno temporale nelle attività di volontariato. Forte l’incremento di volontari registrato nel decennio 2001-2010: circa 1,2 milioni di unità, pari al 17,9%, con punte che hanno sfiorato il 25% nel Nord del Paese.
L’insieme delle realtà non-profit, il cosiddetto “Terzo settore”, realtà che non sono Stato (vale a dire ente pubblico nelle sue diverse articolazioni), né mercato (vale a dire attività economica finalizzata al profitto) è un mondo vasto e articolato, che va dall’associazionismo, al volontariato, alla cooperazione sociale, portatore di differenti gradi di coscienza sociale. I soggetti occupati nel Terzo settore, nella loro eterogeneità, rispecchiano la diversità sociale poiché sono coinvolte persone di tutte le età, donne e uomini, persone aventi background etnici e religiosi diversi. Espressione di partecipazione civile per lo sviluppo equilibrato della società e il rafforzamento della coesione sociale. E’ rilevante il valore, anche economico, del volontariato, soprattutto se rapportato a quelle aree di intervento, in primis l’assistenza socio-sanitaria, dove è carente la presenza dello Stato. E’ la risposta vincente a un inquietante individualismo per l’affermazione di un nuovo modello di welfare.
Cento milioni di persone in Europa al servizio degli altri, impegnate con azioni di solidarietà sociale. Un numero importante destinato ad aumentare nel tempo. La crescita di nuove forme di partecipazione sociale si è accompagnata alla crisi dell’associazionismo tradizionale, in particolare di partito. Di questa crescita ne sono ben consapevoli i rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato. E’ anzi diffusa tra di essi la convinzione che la riforma istituzionale non possa limitarsi agli organi di governo e parlamentari, ma che si debba riconoscere come l’associazionismo e il volontariato sia divenuto un canale fondamentale di partecipazione popolare, di “cittadinanza attiva”, per l’attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”.
Obiettivo di fondo: suscitare una presa di coscienza collettiva , sensibilizzare l’opinione pubblica e mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e ritardi (pubblici). L’ auspicio è che le associazioni di servizio, le imprese e i governi possano lavorare insieme per realizzare un habitat che permetta al volontariato di rafforzarsi. Facilitare cioè il lavoro dei volontari e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco per costruire legami sociali forti e duraturi, per far crescere il volontariato, ridurne la frammentazione e migliorarne la qualità. E’ questa la strada tracciata per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più sicuro. Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche, dietro il paravento della “sussidiarietà”, associazionismo e volontariato rappresentano l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali.
COMMENTO SULLA CRESCITA IN ITALIA
di Antonio Laurenzano
“Se l’Europa accetterà di dare un futuro alle sue ambizioni, sarà bello sfidare l’avvenire insieme”. E’ l’appello lanciato dal premier Matteo Renzi a Strasburgo, al Parlamento europeo, in occasione del discorso di apertura del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione. E’ partita così la sfida per rilanciare una immagine diversa dell’Europa: non più quella della stanchezza e della noia che appare da un selfie , ma quella di un nuovo Rinascimento legato al protagonismo economico europeo, perché “senza crescita l’Europa non ha futuro”. Un’Europa che deve fare “uno scatto in avanti” , superare gli egoismi nazionali e recuperare la sua anima, i suoi valori, l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori, per dare una risposta all’euroscetticismo uscito dalle urne, alle ultime elezioni europee votazioni, con una diffusa richiesta di cambiamento.
La strada è tracciata: “coraggio ed orgoglio” per riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini e risolvere i problemi della lunga crisi finanziaria ed economica. Puntare su una politica economica espansiva che possa evitare che dalla recessione si passi alla deflazione. Crescita e sviluppo sono le parole d’ordine del semestre italiano. Dalla sua, Renzi ha l’apertura del Consiglio europeo. Un’apertura importante arrivata dall’ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo della Ue che fa presumere una larga convergenza sull’agenda dei lavori annunciata da Roma per i prossimi sei mesi di guida europea. Una più ragionevole ed equilibrata applicazione del Patto di stabilità che, rigore tedesco e olandese a parte, troverà ampi consensi al Parlamento di Strasburgo.
L’Italia farà del rilancio dell’economia europea il suo principale obiettivo per realizzare il quale occorre unità politica e integrazione a tutti i livelli per disegnare un’altra Europa, più coesa, più solidale, capace di coniugare rigore e crescita. Da tempo l’ Europa, priva di una sua precisa identità, vive una profonda crisi istituzionale esasperatasi nel quinquennio di euro-crisi. Commissione e Consiglio Ue si sono progressivamente indeboliti fino a ritrovarsi di fatto agli ordini dei Governi nazionali e del metodo intergovernativo che muovono sempre più l’Unione a scapito del metodo comunitario. Si tratta ora di “ri-orientare” insieme il cammino europeo per fronteggiare una pericolosa disgregazione (Regno Unito), con il rischio di riportare indietro le lancette della storia, nel ricordo dei tragici lutti e distruzioni del passato.
Sono ben delineati gli elementi centrali del “Programma di presidenza italiana” : flessibilità nei vincoli di bilancio (per i cofinanziamenti legati ai fondi strutturali) in cambio di riforme rivolte allo sviluppo e all’occupazione, investimenti a supporto della ripresa (con l’auspicabile ricorso agli eurobond), sviluppo di una comune politica migratoria a livello europeo (potenziare mezzi e risorse), lotta alla disoccupazione giovanile. Con 26 milioni di disoccupati in Europa, la creazione di posti di lavoro è un fattore chiave per riconquistare il sostegno dei cittadini al processo di integrazione europea.
L’Europa ha bisogno di riforme e di innovazione per la crescita. Una risposta europea efficace alla crisi economica e finanziaria che deve tener conto in primis dell’importanza dell’economia reale e poter contare su solidi settori manifatturiero e dei servizi. Migliorare la competitività industriale sarà una delle attività prioritarie della Presidenza italiana. “Il settore industriale europeo, comprese le piccole e medie imprese, è un fattore importante per la crescita, la produzione, l’occupazione, l’innovazione e le esportazioni”.
Un’Europa dunque più vicina ai bisogni dei cittadini, alle aspettative di crescita solidale e a uno sviluppo sostenibile all’interno di “uno spazio di democrazia, diritti e libertà”, per realizzare il quale occorre il buon funzionamento delle istituzioni europee, una governance efficace. Malgrado sia emersa negli ultimi anni una certa disillusione per la moneta unica, rimane intatto, secondo il documento programmatico della Presidenza italiana, il potenziale dell’Unione economica e monetaria (UEM) di creare benefici condivisi e un ambiente economico solido per imprese e famiglie.
Saprà la “Generazione Telemaco” di Matteo Renzi rilanciare il progetto europeo e riannodare il filo della storia a favore della integrazione politica del Vecchio Continente, smentendo i profeti di sventura che si aggirano in Europa? Ne riparliamo fra sei mesi.