Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

domenica 2 novembre 2014

LA CROCE ARMENA HA COLLABORATO ALLE CROCIATE?

Dott. Pietro VITALE
Giornalista-Pubblicista e Scrittore
Direttore del blog international:
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                                                  L'Ateneo del libero pensiero
“Uno dei pregiudizi più ridicoli degli uomini comuni è quello del tempo perso.
Nessun tempo è in realtà perso. Le ore d'ozio collaborano a formare la nostra personalità come le ore di lavoro, forse meglio”. (Giuseppe Prezzolini, Il Centivio, 1906)

Origini di Gerusalemme e della croce armena”.
La Croce è probabilmente il simbolo più familiare del cristianesimo, ma da nessuna parte è questa iconografia cruciale o cultura radicata, come in Armenia. Gli armeni sono stati spesso chiamati popolo della croce e la loro terra; la terra della croce. Ovunque tu vada, migliaia di croci di pietra, o di cross-pietre armene, pervadono la coscienza montuosa di antica nazione cristiana al mondo, fornendo un raro sguardo l'arte di espressione spirituale armeno. A partire dal 4 ° secolo, la conversione degli armeni, e il ripristino del cristianesimo come religione di stato nel 301 dC, ha emesso una nuova era della coscienza nazionale. Così mettendo la croce al centro dell'iconografia armena. I cui risultati hanno lasciato molti disorientati, nel loro tempo fino ad oggi. Quando crociati avventurato in altopiani d'Armenia sono inevitabilmente venuti in contatto con venerazione croce armena e loro intricati disegni.
Il Regno Armenian di Cilicia fu un forte alleato dei crociati europei, e si vedeva come un baluardo della cristianità in Oriente. I crociati europei presi in prestito know-how, come ad esempio gli elementi di castello-palazzo Armenian, arte e architettura della chiesa. Durante il regno di Costantino I, la prima crociata ha avuto luogo. Un esercito di cristiani dell'Europa occidentale hanno marciato attraverso Armenian Highlands e Cilicia nel loro cammino verso Gerusalemme. Gli Armeni in Cilicia guadagnato potenti alleati tra i crociati franchi, il cui leader, Goffredo di Buglione ha adottato il progetto "Gerusalemme croce" dalla iconografia Armenian del tempo.
Croce di pietra Armenian del 4 ° secolo monastero Geghard.
Aiuto Armenian ai Crociati è stato descritto da Papa Gregorio XIII nel suo Ecclesia Romana:
"Tra le buone azioni che il popolo armeno ha fatto verso la chiesa e il mondo cristiano, si deve in particolare sottolineare che, in quei tempi, quando i principi cristiani ei guerrieri andarono a riconquistare la Terra Santa, nessun popolo o nazione, con la stesso entusiasmo, la gioia e la fede sono venuti in loro aiuto come hanno fatto gli armeni, che ha fornito i Crociati con i cavalli, disposizione e orientamento. Gli armeni assistito questi guerrieri con il loro coraggio e la lealtà assoluta durante le guerre sante. "Il rapporto di amicizia tra gli armeni ei Crociati è stato cementato con matrimoni misti spesso si verificano tra di loro. Prima di diventare re di Gerusalemme e di stabilire lo stato prima crociata (che ha adottato quella croce simbolica), di Godfrey fratello Baldovino di Boulogne fu il primo Duca di Edessa (Armenian Urha, Urfa), che è diventato a causa sua adozione a figlio di Armenian Principe Toros di Urha. Baldwin anche sposato la figlia del principe Toros, facendo di lei la prima regina del Regno di Gerusalemme. Il regno Armenian di Cilicia ebbe le sue origini nel principato fondato c. 1080 dalla dinastia Rubenid, un ramo della famiglia Bagratid più grande, che in diversi momenti aveva tenuto i troni di Armenia e Georgia. La casa reale armena di Bagratuni (georgiano Bagrationi) in seguito affermati come governanti di Iberia (l'odierna Georgia) diffondendo l'utilizzo di Gerusalemme Passaggio in Georgia nel 14 ° secolo. Il monaco medievale Tommaso da Kempis, sul tema della Croce, una volta osservò: "Nella croce è la salvezza; nella croce è la vita; nella croce è la protezione contro i nostri nemici; nella croce è l'infusione di dolcezza celeste; nella croce è forza d'animo; nella croce è gioia dello spirito; nella croce è l'eccellenza della virtù; nella croce è la perfezione della santità ... ". Dal 2010, cross-pietre Armenian, il loro simbolismo e artigianalità sono iscritti nella lista. UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale. 




domenica 26 ottobre 2014

TEHERAN (IRAN) E' STATA IMPICCATA REYHANEH JABBARI.

La “giustizia” degli ayatollah assassina una donna che aveva ucciso il suo stupratore
Dopo una serie di rinvii e nonostante gli appelli da tutto il mondo, questa mattina a Teheran (Iran) è stata impiccata Reyhaneh Jabbari la ventiseienne che sette anni fa aveva ucciso Morteza Abdolali Sarbandi, ex 007 iraniano, che l'avrebbe attirata nel suo appartamento con la scusa di offrirle un incarico e poi avrebbe tentato di abusare di lei.
Dopo un processo farsa in cui erano stati negati i diritti alla difesa e non si era voluto tenere conto che si era trattato di legittima difesa, evidenziata dal fatto che non esistevano altri moventi, la ragazza era stata condannata a morte per impiccagione.
Evidentemente il peso della famiglia dell’ucciso che non accettava il disonore di un membro “Stupratore” ha influito sulla decisione del tribunale e la riprova è che alla donna era stata offerta salva la vita se avesse dichiarato che non c’era stato alcun tentativo di stupro.
Quindi connivenza dello stato con i potentati famigliari ed ennesima dimostrazione nemmeno di inciviltà, ma di barbarie assoluta, mascherata dal solito bigottismo religioso del “Dio lo vuole”!! Anche il relatore dell'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu aveva denunciato che il processo del 2009 era stato viziato da molte irregolarità e non aveva tenuto conto che si era trattato di legittima difesa di fronte a un tentativo di stupro.

Alessandro Mezzano







lunedì 20 ottobre 2014

BARI: I CARABINIERI! CONTROLLI ED ARRESTI IN CITTA' E PROVINCIA.


BARI: CONTROLLI A TAPPETO IN CITTA’ E IN PROVINCIA: SEI ARRESTI, 900 GRAMMI DI MARIJUANA ED HASHISH SEQUESTRATI E 14 DENUNCE.

Si è concluso con sei arresti in flagranza di reato e circa 900 grammi di marijuana ed hashish sequestrati un servizio straordinario di controllo del territorio effettuato su disposizione del Comando Provinciale di Bari, nel capoluogo pugliese e nell’hinterland, dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, della Compagnia di Bari Centro, Bari San Paolo e Triggiano, in collaborazione di un elicottero del 6° Nucleo di Bari per il monitoraggio dall’alto. L’attività rientra in un più ampio progetto finalizzato a prevenire e reprimere la commissione dei reati in materia di droga e quelli predatori. In particolare:
-          nel quartiere Picone i Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo hanno arrestato un 19enne del luogo, già noto alle Forze dell’Ordine, trovato in possesso di 820 grammi di marijuana nascosti in un mobile della cucina e nel comodino della camera da letto il tutto sottoposto a sequestro unitamente a materiale per il confezionamento della sostanza. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bari il giovane è stato collocato ai domiciliari. 
-          in Piazza Cesare Battisti i Carabinieri hanno arrestato un 18enne del Gambia sorpreso e bloccato dopo aver ceduto una dose di marijuana ad un “cliente” che riusciva a dileguarsi. Sottoposto a controllo il giovane è stato trovato in possesso di ulteriori 22 grammi della stessa sostanza. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, il giovane è stato trattenuto in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.
-          nel Borgo Antico una 48enne barese è finita in manette con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a P.U. mentre la sorella 52enne deferita in stato di libertà per resistenza a P.U.. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari, hanno rinvenuto 8 grammi di cocaina nella disponibilità della 48enne che, unitamente alla sorella, aggrediva i carabinieri procurando loro lievi lesioni. Tratta in arresto la donna, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stata associata presso la locale casa circondariale.
-          al quartiere Madonnella i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro hanno arrestato un 50enne barese ritenuto responsabile di tentato furto aggravato. L’uomo è stato sorpreso e bloccato mentre tentava di aprire il portellone di un Fiat Iveco parcheggiato in via Mola. L’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari.
-          nel quartiere Japigia i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro hanno arrestato un 27enne del luogo ritenuto responsabile di furto di energia elettrica. Nel corso di un controllo presso la sua abitazione, eseguito congiuntamente a personale specializzato dell’Enel, i militari hanno appurato l’esistenza di un fraudolento collegamento alla rete elettrica. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bari il giovane è stato collocato ai domiciliari.
-          al Libertà un 29enne barese, nonostante fosse sottoposto ai domiciliari e autorizzato ad espletare attività lavorativa fuori dalla sua abitazione, nel corso di un controllo è stato sorpreso in via Nicolai in orario lavorativo violando le prescrizioni a lui imposte. Tratto in arresto il giovane, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari
-          nei comuni a sud-est di Bari quali Triggiano, Noicattaro e Rutigliano i Carabinieri della Compagnia di Triggiano hanno denunciato in stato di libertà, per reati vari, ben 13 persone. Un 52enne dovrà rispondere di ricettazione poiché trovato in possesso di un cellulare risultato rubato a Triggiano lo scorso 30 marzo mentre un 27enne, un 43enne e un 50enne, già sottoposti rispettivamente all’avviso orale e agli arresti domiciliari, dovranno rispondere di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Nel corso dei controlli alla circolazione nove sono stati gli automobilisti denunciati in stato di libertà di cui due per falsità in scrittura privata poiché hanno esibito una polizza assicurativa contraffatta, due per guida senza patente, due per guida in stato di ubriachezza, uno per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e due per porto abusivo di arma da taglio. Complessivamente i militari hanno segnalato alla competente Autorità Ammnistrativa 10 giovani quali consumatori di droga trovandoli in possesso di 13 grammi di hashish, 7 di marijauna ed 1 di cocaina, hanno controllato 5 esercizi pubblici ed elevato 4 contravvenzioni al Codice della Strada.

IL MELOGRANO ARMENO: COSE BUONE CREATE DA DIO.,

A cura di Pietro VITALE (giornalista e scrittore)
direttore del blog international: www.legestadellacavalleria.blogspot.com
Melograno in armeno si dice "nur". 
"Questo frutto dal colore rosso e intenso è il simbolo stesso di tutta l'Armenia ed è spesso rappresentato negli antichi manoscritti, oltre a essere  raffigurato nei khačkar insieme all'uva e ai suoi tralci. Frutto unico nel suo genere, rosseggia tra le fronde verdi dell'albero maestoso e regale. Secondo una credenza diffusa , il frutto contiene esattamente 365 chicchi, uno per ogni giorno dell'anno. Il melograno, frutto proibito del paradiso, è l'emblema dell'Armenia (nour).
Il melograno, un frutto austero all'esterno e altrettanto ricco all’interno.
Il melograno è un simbolo di speranza, di rigenerazione e di abbondanza in tutto il mondo, che risale all'antichità. E 'un simbolo universale, che attraversa molte culture e religioni. E’ citata nel Corano due volte, con riferimento alle “cose buone che Dio crea”. E’ spesso disegno simbolico nei motivi religiosi cristiani, per esempio nei dipinti di Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci. Nella Torah ebraica, i semi del melograno possono rappresentare i 613 mitzvot o “ comandamenti”'. Il melograno è citato nella mitologia greca e rappresenta abbondanza e buona fortuna nella cultura greca odierna . E’ pure il simbolo araldico della città spagnola di Granada , e utilizzato in molti siti delle città turche. In India, tutte le parti del frutto sono usati nella medicina ayurvedica. In Vietnam, i fiori del frutto sono il simbolo dell’estate e in tutta l'Asia è il frutto più popolare nella coltivazione bonsai per la saggezza e la bellezza implicita dell’’invecchiamento della sua corteccia.
Per gli armeni il melograno è uno dei simboli più riconoscibili del paese. Nella mitologia armena simboleggia fertilità e buona fortuna. E' stato un guardiano contro il malocchio. Ai matrimoni in Armenia occidentale, una sposa può gettare una melagrana e romperla in pezzi. I suoi semi sparsi assicurano alla sposa certezza di figli. A Van, le donne armene che volevano avere un figlio mangiavano pane di pasta mista con semi di melograno . La sua importanza è attestata nei manoscritti armeni e in storiche sculture in pietra, dove è stato utilizzato come un ornamento popolare . Uno dei più iconici film d'arte armena è quella di Sergey Parajanov denominato " Il colore del melograno ". Nel film, il melograno rosso su un tavolo con la sua pelle rugosa e la polpa fresca si distingue come l'incarnazione dell'anima invincibile dell'Armenia. “Fino al giorno del melograno” è un tema comunemente usato in arte armena e nella cultura tra cui la cucina. In realtà, si è trasformato in un luogo comune nazionale. Andate a qualsiasi mostra d'arte, e sarete sicuri di vedere due o tre (o più) dipinti che raffigura il melograno. Negozi di souvenir sono pieni di ceramica, metallo, e manufatti dove il melograno assume la forma di soprammobili. Durante i matrimoni a Yerevan un piccolo melograno secco chiamato taratosik viene offerto da una sposa agli ospiti non sposati come una benedizione. Dopo gli eventi orribili del genocidio armeno molti artisti armeni hanno usato melograni come tema nei loro testi e poesie per descrivere una vasta gamma di emozioni, dalla sofferenza alla speranza, rinascita e la sopravvivenza di una nazione.

domenica 19 ottobre 2014

NAZIONALPOPOLARI FEDERAZIONE DEL VERBANO-CUSIO-OSSOLA E NOVARA

Ieri si è avuta una nuova conferma della deriva ideologica sulla quale sono incamminati Movimenti e Partitini della cosiddetta “Area” della destra estrema o radicale.
Casa Pound ha infatti partecipato con tanto di bandiere, dirigenti e militanti, alla manifestazione con corteo della Lega a Milano.
Questa partecipazione è stata inopportuna e sbagliata perché la Lega :
- è un Partito antinazionale, come dimostrato da atti eclatanti (Parlamento della Padania, odg pro secessione dall’Italia, referendum per l’indipendenza del Veneto ecc.) e dalle prese di posizione dei suoi dirigenti contro il tricolore e dai tanti atti congressuali e parlamentari;
- è un Partito che ha sposato in pieno le tesi del razzismo più becero, perché si può essere contrari all’immigrazione extracomunitaria e/o clandestina e NOI LO SIAMO, ma senza le deformazioni e le esasperazioni di un razzismo fine a se stesso;
- è un Partito che ha come punto fondamentale del suo progetto politico l’uscita dell’Italia dall’Euro e dall’Unione Europea, sulla base di teorie economico-monetarie-finanziarie deliranti e che non si capisce se sono impraticabili perché assurde o assurde perché assolutamente impraticabili e che il popolo italiano pagherebbe a caro prezzo sulla propria pelle.
Se questa partecipazione aveva come scopo di ottenere un po’ di visibilità e qualche riga sui media è proprio il caso di dire che il gioco non vale la candela.
 
Nazionalpopolari Federazione del Verbano-Cusio-Ossola e Novara
 
 
     

giovedì 16 ottobre 2014

"SOGNATORE DI OPERA GRAVE: TRA LEGGEREZZA DELLA PIETRA E GRAVITA' DEL PENSIERO

Presentazione del volume di Antonio Labalestra, “Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma“. Mostra di fotomontaggi e opere dedicate al disegno d’architettura e alla tradizione arcaica della lavorazione della pietra pugliese.
Mercoledì 22 ottobre 2014, alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Bari, sarà presentato il volume di Antonio Labalestra, edito per Antonio Dellisanti Editore, dal titolo, "Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma", dedicato al serto delle colonne tortili di età romana correlate al luogo del martirio di San Pietro sul colle vaticano, che si avvale dei contributi scritti di Cosimo Damiano Fonseca, Francesco Moschini e Cherubino Gambardella.
Questo studio, a partire dalle minuziose descrizioni di Tiberio Alfarano, chierico beneficiario della basilica costantiniana, tenta di ricostruire il percorso legato alla traslazione e al riutilizzo delle colonne gerosolimitane all’interno del cantiere della fabbrica di San Pietro, nel continuo processo di adattamento dello spazio liturgico che dall’età di Costantino si sussegue fino al pontificato di Urbano VIII. Gli studi condotti sulle celebri colonne tortili si intrecciano con la storia, l’architettura e i problemi tecnici che hanno caratterizzato l’intervento di Gian Lorenzo Bernini tracciando i tratti della forza espressiva di questi elementi architettonici che, ben presto, travalicarono le mura della basilica, per invadere l’ambito dell’iconografia dell’arte.
Parte di queste argomentazioni ritornano nell’esposizione intitolata, Sognatore di opera grave. Tra leggerezza della pietra e gravità del pensierodi Antonio Labalestra a cura di Caterina Rinaldo. Il titolo riprende una conversazione di Fernando Távora con Álvaro Siza in cui lo studioso portoghese, citando un documento del Seicento, definisce il secondo come “Muratore di opera grave”, il maestro che pratica l’architettura, che costruisce con la pietra o con un altro materiale; l’opera è un’opera ‘grave’, vale a dire seria, importante, significativa, meditata, frutto del pensiero ragionato dell’architetto colto. La mostra, che raccoglie disegni di architettura e forme archetipiche di una Puglia arcaica e immaginata, forse non più esistente, è incentrata su un percorso di lettura volto alla ricerca di un dialogo tra la produzione dei disegni e la realizzazione dei manufatti, intendendosi la carta e la pietra come la pratica del disegno d’architettura e l’architettura stessa.
Sedici disegni, realizzati con la tecnica del fotomontaggio architettonico, dialogano con quattro oggetti della produzione tradizionale locale progettati da altrettanti designer pugliesi, invitati a ripensare ai loro luoghi d’origine. La carta diventa così casa ideale del pensiero, tema portante del percorso dell’architetto, mentre la pietra si fa leggera per tramutarsi in opera d’architettura. Gravità della carta e levità della pietra tramutano l’attitudine al progetto in un discorso aperto che fa propri i temi della tradizione storica pugliese. Così, Corbis, realizzato in Biancone Minervino e legno di quercia, evoca l’immagine di un cesto, Itaca Spring, realizzata in Mazzaro di Gravina, reca sulla parte inferiore del blocco di pietra incisa la prefazione dell’Odissea, perché la combinazione dell’acqua con la pietra e il loro linguaggio formale si trovano nei codici dell’architettura e negli arredi di pietra del Mediterraneo, mentre Habita, interpretazione in chiave iconica della casetta per uccelli, rappresenta l’elogio dell’appartenenza ad un luogo, una casa in cui tornare non effimera ma di pietra. Infine Apulia, progettata interpretando la forma geografica della regione, è una panca composta da lastre affiancate verticalmente, ciascuna delle quali realizzata con un tipo di pietra calcarea della zona, Apricena, Trani, Fasano-Ostuni e Lecce e prodotta dalla rete di impresa Smetwork.
La mostra, che sarà inaugurata a partire dalle ore 19, presso la Sala Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari è accompagnata da un elegante libro, a cura di Daniela Idda, edito da Antonio Dellisanti Editore, dedicato alla lezione delle avanguardie come prodromo di una nuova architettura disegnata e si avvale dei contributi scritti di Antonio Labalestra e Caterina Rinaldo.
Antonio Labalestra nasce a Torino. Si laurea in Architettura con una tesi in Storia dell’Architettura e teoria della Progettazione con il prof. Francesco Moschini e il prof. Franco Purini. Dal 2000 svolge attività didattica nei Corsi di Storia dell’Architettura e di Storia dell’Arte Contemporanea presso il Politecnico di Bari. Consegue istituzionalmente il Master Europeo di secondo livello in Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Roma Tre e il Perfezionamento in filosofie teoretiche ed estetiche del Novecento presso i dipartimenti di Lingue e Letterature Romanze e Mediterranee e di Italianistica dell’Università Degli Studi di Bari. Dal 2004 collabora con l’Archivio disegni del Fondo Francesco Moschini Archivio A. A. M. Architettura Arte Moderna per le Arti, le Scienze e l’Architettura avendo l’opportunità di guardare, da un osservatorio privilegiato, una serie di mostre dedicate all’architettura e alle arti ed autori del ‘900. Dottore di ricerca in Storia dell’Architettura presso lo IUAV di Venezia è attualmente professore a contratto in storia dell’arte contemporanea presso il Politecnico di Bari. Ha organizzato, coordinato e curato seminari, cicli di lezioni, rassegne cinematografiche, mostre ed eventi espositivi in Italia ed all’estero. All’attività didattica e divulgativa esercitata attraverso interventi ed incontri pubblici, giornate di studio e convegni, associa un’intensa attività editoriale attraverso la pubblicazione di libri, e con interventi su riviste e media specializzati. È autore di saggi, articoli e recensioni dedicati principalmente al rapporto tra arte e architettura e tra storia, teoria e progetto, con pubblicazioni autonome e su riviste italiane di settore, tra queste: “XY dimensioni del disegno”, “Segno”, “L’Industria delle Costruzioni”, “Paesaggio Urbano”, “Disegnare idee immagini” e “Progetti”.
Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma“.
Presentazione del volume di Antonio Labalestra.
Mercoledì 22 ottobre 2014, ore 18.00.
Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Bari.
Intervengono: Antonio Labalestra, Antonio Dellisanti Editore, Caterina Rinaldo.
Sognatore di opera grave. Tra leggerezza della pietra e gravità di pensiero”, mostra di fotomontaggi e opere di Antonio Labalestra a cura di Caterina Rinaldo e Antonio Labalestra.
Catalogo (Daniela Idda a cura di) Antonio Dellisanti Editore.
Inaugurazione: mercoledì 22 ottobre 2014, ore 19,00 Sala Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari.
Palazzo della Provincia di Bari, Lungomare Nazario Sauro, 29 – Bari.
Apertura: dal 22 al 29 ottobre 2014, lun. – sab. ore 9,00/19,00 domenica ore 9,00/13,00.



Con la collaborazione di

Smetwork , Manitillo Marmi , Damiano Marmi , Pietram srl


lunedì 13 ottobre 2014

BARI: SGOMINATA DAI CARABINIERI LA BANDA DI GIOVANISSIMI RAPINATORI.

BARI, GANG SAN PIO. ARRESTATO DAI CARABINIERI ANCHE UN MINORE, ERA IL QUINTO COMPLICE DELLA BANDA DIVENUTA IL TERRORE DI FARMACIE E SUPERMERCATI.
 Erano diventati il terrore dei commercianti di Palese, Santo Spirito, Giovinazzo e Bitonto. A pochi giorni di distanza dai quattro arresti che hanno consentito di sgominare una banda di giovanissimi rapinatori, divenuti il terrore dei commercianti dei quartieri della zona nord di Bari tra Palese e Santo Spirito, i Carabinieri della Stazione di Bari Santo Spirito sono riusciti ad identificare e trarre in arresto anche il quinto componente minorenne. Si tratta di un 16enne incensurato barese finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere  emessa dal Gip del Tribunale dei Minorenni di Bari, su richiesta della locale Procura dei Minori, ritenuto responsabile di rapina aggravata in concorso e detenzione e porto abusivo di armi. Sul suo conto i militari hanno raccolto elementi di responsabilità in merito a due rapine commesse in una farmacia di Bari Santo Spirito e in un supermercato di Giovinazzo rispettivamente lo scorso 23 maggio e 5 luglio con un bottino complessivo di circa 650 euro.
Determinanti per l’identificazione del giovane le telecamere di videosorveglianza dei due esercizi commerciali che hanno ripreso il minore, a volto parzialmente scoperto, mentre brandiva un grosso coltello da cucina contro in clienti terrorizzati. Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita nell’abitazione del minore i Carabinieri hanno anche rinvenuto e sottoposto a sequestro capi di abbigliamento immortalati dalla telecamere di sicurezza. Il 16enne è stato associato presso l’Istituto “Fornelli” di Bari.

venerdì 10 ottobre 2014

INCREDIBILE MA VERO! RIFIUTATO DELLE AVANCES DELLA DONNA, GLI STROZZA IL CANE.

BISCEGLIE: RIFIUTATO DALL’AMATA, LA PERSEGUITA FINO A STRANGOLARLE IL CANE CON UNA CORDA: ARRESTATO DAI CARABINIERI.
 Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Tenenza di Bisceglie, a conclusione di prolungati accertamenti investigativi scaturiti da un’apparente lite occorsa nell’agosto dell’anno corrente, hanno tratto in arresto un cittadino italiano, 37enne, pregiudicato, per aver commesso, con condotte plurime ed ininterrotte nel tempo, atti persecutori nei confronti di una coppia. A scatenare la folle ostinazione dell’uomo è il legittimo rifiuto delle avances da parte della vittima: dal corteggiamento si passa quindi alla violenza fisica, più volte scatenatasi anche nei confronti del compagno della donna. E l’escalation sembrava non arrestarsi: il 37enne, infatti, si è recato sotto l’abitazione dei malcapitati e, in un crescendo di rabbia, dapprima ha iniziato ad inveire, poi ha lanciato dei sassi contro le finestre e infine ha dato alle fiamme la porta di casa. La triste storia è fatta anche di telefonate di minacce, insulti su Facebook e botte per il compagno della donna, alla fine anche una richiesta di 1.000 euro per far finire quell’inferno. Inutile il tentativo della coppia di cambiare abitazione temporaneamente, facendosi ospitare dai genitori di lei. Alla fine chi ha pagato il prezzo più alto è stato il povero cane del fratello della donna, un meticcio di piccola taglia, strangolato con una corda per atroce vendetta. Gli indizi raccolti dai Carabinieri della Tenenza di Bisceglie sono stati ritenuti gravi, precisi e concordanti dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani che ha emesso tempestivamente una misura coercitiva nei confronti del malfattore, il quale, condotto agli arresti domiciliari, dovrà ora rispondere dei gravi reati di atti persecutori, tentata estorsione, danneggiamento seguito da incendio, percosse ed uccisione di animali nonché diffamazione.


giovedì 9 ottobre 2014

AH, SE CI FOSSE ANCORA LUI...

  •  Se ci fosse ancora il Fascismo non ci sarebbero in giro tanti extracomunitari e tanti clandestini.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo gli stranieri dovrebbero rispettare leggi, usi e costumi italiani anziché imporre i propri.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo le mafie sarebbero al lumicino anziché essere ogni giorno più potenti.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo non avremmo questi politici corrotti che pur di raccattare qualche voto in più si mettono in società con le mafie.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo le puttane farebbero il loro mestiere nelle case e non impesterebbero le strade e le piazze delle città.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo il capitalismo non avrebbe il potere che ha e lo stato difenderebbe le famiglie ed i giovani invece di fare gli interessi dei gruppi finanziari e dell’avidità di certi imprenditori.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo l’Italia non sarebbe la cenerentola d’Europa, ma sarebbe rispettata e considerata.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo non avremmo né le aziende che avvelenano come a Mestre ed a Taranto, né le discariche abusive di rifiuti tossici delle “terre dei fuochi” che uccidono intere popolazioni.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo non avremmo il precariato che condanna i giovani a non potersi fare una famiglia, una casa,dei figli ed un avvenire dignitoso.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo l’edilizia popolare sarebbe in grado di dare una casa a tutti a costi accessibili.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo non esisterebbe quello stupido servilismo culturale che riempie il nostro idioma di Anglo-americanismi che impediscono l’evoluzione della lingua e ne provocheranno l’estinzione.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo  la nostra gioventù sarebbe più sana e non dedita allo “Sballo”, alla droga ed all’alcol.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo l’Italia non sarebbe una colonia degli USA
  • Se ci fosse ancora il Fascismo quasi tutti gli antifascisti che oggi si esibiscono sarebbero stati dei “Balilla” ed oggi avrebbero la tessera del partito e parteciperebbero ai “Littoriali” così come hanno fatto coloro che ne hanno l’età anagrafica.
  • Se ci fosse ancora il Fascismo… Ah…, che sogno.!!

dI Alessandro Mezzano (ricevuta via e-mail)

domenica 5 ottobre 2014

BUIO PESTO PER L'ECONOMIA. LA CRESCITA NEL PROSSIMO DECENNIO SARA' DEL 1%?

Il Dott. Pietro VITALE, Direttore del blog international intervista il Dott. Antonio LAURENZANO, su la debolezza politica ed economica dell'Unione Europea.
Domanda: 
 Dott. Laurenzano, ci vuole spiegare come a grandi linee la politica economica di Bruxelles.  Il vertice Ecofin di Milano? 
Risposta:
Coordinare le politiche monetarie e fiscali - Investimenti per finanziare la crescita - Il nodo delle  riforme strutturali. Brancola nel buio la ripresa economica in Europa. Il PIL dell’eurozona continua a oscillare intorno allo zero e l’occupazione è stagnante, a fronte dei 27 milioni di disoccupati! Le previsioni di Bruxelles dicono che nel prossimo decennio la crescita europea media non supererà l’1%. Uno sviluppo che, in assenza di una politica economica condivisa a livello comunitario, non potrà azzerare gli effetti rovinosi della lunga crisi.
Ne hanno parlato recentemente a Milano i ventotto ministri europei delle Finanze in occasione della presidenza italiana dell’Unione con l’obiettivo di rilanciare gli investimenti, sostenere la domanda ed evitare una pericolosa deflazione in Europa.  L’eurozona ha bisogno di una domanda interna più forte per uscire dall’indebitamento. Si è rafforzata l’idea che la crescita passa necessariamente attraverso il potenziamento del ruolo della BEI (Banca europea per gli investimenti) nella consapevolezza che il sostanziale immobilismo sugli investimenti comuni non è estraneo alla stagnazione europea. Si ipotizza un piano d’interventi da 300 miliardi di euro sollecitato dalla Commissione Ue, oltre a un migliore utilizzo dei fondi europei con un fondo comunitario ad hoc per progetti orientati alla crescita. 
Le difficoltà sono complesse e le preoccupazioni motivate. Torna a galla il problema di sempre: la mancanza di una precisa identità federale dell’Unione. Il nodo di fondo da sciogliere non è tanto la convivenza tra una Germania forte e una “periferia” europea debole, ma la debolezza dell’Unione nel suo insieme, la mancanza di una visione unitaria del progetto di integrazione economica e politica del Vecchio Continente.  
Per l’Unione è giunta l’ora della svolta! Serve un’azione tempestiva che faccia ripartire l’economia.  Va disegnato un piano d’azione che coordini politiche monetarie e fiscali. Il percorso è difficile perché comporta un’intesa tra un’autorità federale indipendente, la Bce di Francoforte, e diverse autorità nazionali di bilancio, i governi, in continuo disaccordo. La crisi economica mette l’Europa dinanzi a un bivio: scegliere la strada nazionale che limita lo spazio di manovra anche nel campo degli investimenti per l’elevato indebitamento di molti Paesi o  un’azione comunitaria basata su un debito aggregato assai minore, e  quindi con maggiore margine di manovra. A Milano il vertice Ecofin ha individuato una strategia comune ben precisa: una politica monetaria, misuratamente espansiva, anche se da sola non basta. Lo ha ribadito il Presidente della Bce Draghi con la riduzione dei tassi d’interesse. Ci vuole una (coraggiosa) politica fiscale che permetta di rendere più flessibile il patto di stabilità, senza minarne la credibilità. E’ significativa la presa di posizione di Parigi contro il rigore di Bruxelles: “di austerità si muore!” Ma oltre alla politica monetaria e fiscale ci vogliono le riforme strutturali per rimuovere tutti gli impedimenti che, ostruendo i canali dello sviluppo, scoraggiano il flusso dei capitali interni ed esteri. Riforme che in alcuni Paesi, in primis l’Italia, sono indispensabili per aumentare il potenziale di crescita e il grado di competitività sui mercati internazionali.
Il piano europeo dello sviluppo sottoscritto a Milano rappresenta un segnale di ritrovata volontà dei Ventotto di andare avanti insieme per restituire all’Europa la crescita e ai cittadini europei la fiducia in un futuro migliore. Passare ora dalle parole ai fatti.