Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

venerdì 8 dicembre 2017

NAZIONAL-POPULISMO,IL MALE DELL'EUROPA



Dott. Pietro VITALE
Giornalista e scrittore
Direttore editoriale del blog International:

                                                                  di Antonio Laurenzano
E’ profonda la crisi di fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni comunitarie. Una delusione per l’Unione, giudicata invadente e lontana dai bisogni della gente, soprattutto nei processi decisionali relativi ai temi di impatto diretto sulla vita di ogni giorno. E si parla di deficit democratico per censurare la carenza di rappresentatività delle istituzioni di Bruxelles. Questa Europa provoca sentimenti di ostilità, viene vissuta come l’Europa dei poteri finanziari e dei governi succubi, non certo della sovranità popolare. Negli ultimi decenni, una galassia eterogenea di partiti e  movimenti nazional-populisti si stanno imponendo in molti Paesi. Un fenomeno nuovo che pone interrogativi sul futuro delle democrazie europee e richiede una riflessione ampia e articolata sugli effetti dei cambiamenti globali in atto. L’avanzata del populismo e del nazionalismo insidia il sogno europeista e fa vacillare le nostre democrazie sotto la spinta degli estremismi. Il nazionalismo, padre di tutte le guerre, torna ad alzare la testa in maniera preoccupante, proponendo un presente che ha perso la memoria del passato! In un’Europa segnata da una lunga crisi economica e da politiche di austerità, populismo e nazionalismo rischiano di prendere il sopravvento veicolando l’opinione pubblica verso pericolose forme politiche di anti-sistema.
Lo Stato-nazione è ancora il riferimento principale per l’identità politica per la maggior parte degli europei che manifestano un rigetto crescente verso i partiti tradizionali colpevoli di aver tradito l’integrità nazionale. Gli  elettori,  spaventati dal futuro  perché vedono il loro modello di vita messo in dubbio dalle migrazioni e dalla ripresa che non decolla, votano contro l’establishment, ritenuto non più credibile. Il malessere è nello smarrimento del ceto medio, della vecchia classe operaia e dei giovani arrivati sul mercato del lavoro dopo il crack del 2008, terrorizzati di perdere il benessere di padri e nonni. E’ in questo spazio di forte disagio sociale che nascono e crescono i movimenti nazional-populisti che di fatto azzerano  quella solidarietà che in Europa aveva accomunato tutte le forze politiche alla fine della seconda guerra mondiale e su cui era stato edificato il sogno dell’Unione europea.
Si era provato a dare all’Europa una sua Costituzione, nella speranza che potesse divenire una carta federatrice. Ma i problemi si sono invece moltiplicati e il progetto di un patto costituzionale (bocciato da Francia e Olanda) è diventato un fattore di disunione a conferma che la politica europea è sempre più avvolta in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni. Una politica che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Si pagano a caro prezzo i tanti compromessi al ribasso di un’Europa intergovernativa priva di un vero governo capace di rispondere alle attese dei cittadini. Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione, ma soprattutto si sta dissolvendo l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori. La cattiva gestione dei flussi migratori con paure crescenti, incertezza economica, incubo del terrorismo islamico aumento delle tasse, welfare precario sono alla base del diffuso nazional-populismo. Ognuno è preoccupato del proprio orticello e per questo assistiamo alla costruzione di muri e barriere, in contrasto con i principi ispiratori dell’Europa unita. L’unione europea non è ancora un’Unione: manca un patto fondante in forza del quale lo stare insieme, il decidere insieme, l’agire insieme siano un autentico collante. Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide mondiali con soggetti politici nuovi, per trovare cioè la via del futuro, non basta l’unità delle monete, dei mercati, delle banche centrali. L’Europa deve  valorizzare la propria identità culturale e quella economica con il rilancio di politiche espansive e di crescita. Occorre ridurre le differenze fra le classi sociali, accentuate da politiche poco inclusive e dal dominio della finanza. Occorre agire sulla sicurezza, riducendo le aree di conflitto ai confini europei e controllando i flussi migratori, senza abdicare all’’accoglienza e alla solidarietà.
Ma la partita più importante per fermare le fughe in avanti è quella che si dovrà giocare sul piano del rapporto fra cittadini e istituzioni comunitarie per la nascita di una coscienza europea mobilitando l’opinione pubblica. Obiettivo di fondo è rompere il luogo comune che da anni associa l’Europa alla tecnocrazia e alla burocrazia di Bruxelles, un’Europa troppo debole, lenta e inefficace.  Il mondo ci propone sfide che si vincono solo con un’ Europa unita, ben consapevoli che “la logica della storia è più forte delle difficoltà contingenti”. Riaprire dunque il cantiere dell’Unione per un rilancio dell’Europa in un momento di grandi tensioni sullo scacchiere politico internazionale. E’ in gioco la millenaria civiltà del Vecchio Continente e il suo ruolo nei precari equilibri mondiali.  









venerdì 1 dicembre 2017

MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI ALTAMURA:GIORNATA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA'



Dott. Pietro VITALE
Giornalista e scrittore
Direttore editoriale del blog International:


Polo Museale della Puglia Museo Nazionale Archeologico di Altamura
Domenica 3 dicembre 2017 “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”
"Un giorno all'anno tutto l'anno"
Musei accessibili alle persone non vedenti, con la possibilità, quindi non solo di toccare i reperti archeologici, ma anche di percepire olfattivamente gli odori di alcune antiche sostanze, utilizzate ancora oggi nella cosmesi. E’ questa l’iniziativa con la quale il Museo Nazionale Archeologico di Altamura aderisce alla manifestazione ministeriale. L’ampliamento dell’allestimento della sezione “Vedere con le mani” si inserisce in un progetto di riorganizzazione del Museo Nazionale Archeologico di Altamura di più ampio respiro che ha tra gli obiettivi quello di abbattere le barriere. Nei Musei, infatti, le barriere non sono solo quelle architettoniche, ma anche quelle percettive e sensoriali. Per l’ esecuzione del progetto, il personale del Museo si è avvalso della collaborazione dell’Associazione Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti O.N.L.U.S. - sezione di Altamura, che ha fornito ausili tiflodidattici e della Cooperativa IRIS.
Informazioni
Data Inizio: 03 dicembre 2017
Data Fine: nessuna
Costo del biglietto: gratuito
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Altamura (BA)
Orario: Dal Lunedì al venerdì
8.30 - 19.30 Sabato e domenica 8.30 – 13.30
Telefono: 080.3146409
E-mail:
pm-pug.museoaltamura@beniculturali.it
Sito web: <
pm-pug.museoaltamura@beniculturali.itSito%20web:%20http://www.musei.puglia.beniculturali.itIndirizzo:%20via%20Santeramo%20n.%2088> http://www.musei.puglia.beniculturali.it<http://www.musei.puglia.beniculturali.it/>
Indirizzo: via Santeramo n. 88
Dott.ssa Elena Silvana Saponaro Direttore Museo Nazionale Archeologico di Altamura
Direttore Museo Nazionale Jatta di Ruvo Direttore Castel del Monte POLO MUSEALE DELLA PUGLIA
via Pier L'Eremita, 25/b 70122 Bari tel. 080. 528524 cell. 338 7756436

giovedì 30 novembre 2017

POLITICHE DELLA SALUTE NEGLI ANNI DELLA CRISI



Dott. Pietro VITALE
Giornalista e scrittore
Direttore editoriale del blog International:

                                                      IL CADUCEO D’ORO tredicesima edizione
                   
Bari-Palese-Sala Polifunzionale Quartier Generale 3^ Regione Aerea
                                                           ***
L’innovazione della sostenibilità per la salute e l’accesso al farmaco
                                                                      
IL WELFARE NEGLI ANNI DELLA CRISI: politiche per la salute e accesso al farmaco

Oggi, sabato 25 novembre 2017alle ore 15.30, si è svolto una tavola rotonda  per il futuro del farmaco… dei farmacisti dell’Ordine interprovinciale dei farmacisti di Bari e Barletta-Andria e Trani.

Apertura dei lavori:
Sen. Dott.Luigi d’AMBROSIO LETTIERI(Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e Barletta.Andria.Trani
Introduzione:
Dott. Sandro CASTALDO prof. Ordinario di Economia SDA Bocconi (MI)
Tavola rotonda:
Dott. Filippo ANELLI Pres. Ord. Dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bari
Dott. Marco CASSOLA Presidente Naz. di Federfarma
On. Dott. Andrea MANDELLI (Presidente della FOFI)
Dott. Michele EMILIANO Pres. Della Regione Puglia,Assessore alla Sanità
Dott. Antino GAUDIOSO Segretario Gen. Di Cittadinanzattiva
Dott. Mario MELAZZINI Direttore Gen. Dell’Agenzia Italiana del Farmaco
Dott. Massimo SCACCABAROZZI Presidente di Farmindustria
Dott. Marco VECCHIETTI Consigliere Delegato RDM Assicurazione Salute spa
Modera:
Dott. Francesco GIORGINO Giornalista RAI

 Ore 19.00
Consegna del Caduceo d’oro 2017 e delle benemerenze di anzianità e saluto aai nuovi iscritti.

Svolgimento parziale…..
Si scrive innovazione, si legge sostenibilità: due parole chiave, facce della stessa medaglia, che caratterizzano la sfida più dura e urgente per immediato futuro del nostro servizio sanitario nazionale e dell’intero pianeta sanità nella società globale, in un’ottica di equità, universalità e solidarietà….
Uno stralcio del Codice Deontologico del Farmacista:
Farmaci equivalenti:
 D.L. Maggio 2005, n. 87 convertito nella legge 26 luglio 2005 n. 149
Art. 1 Il farmacista, al quale venga presenta una ricetta medica che contenga la prescrizione di un farmaco appartenente alla classe di cui alla lettera C) del comma 10 dell’articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dalle legge 30 dicembre 2004, n. 311, è obbligato sulla base della sua specifica competenza professionale ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi  uguale composizione in principi attivi nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Qualora sulla ricetta non risulti apposta dal medico l’indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, il farmacista su richiesta del cliente, è tenuto a fornire un medicinale avente prezzo più basso di quello del medicinale prescritto.  Ai fini del confronto il prezzo è calcolato per unità posologica o quantità unitaria del principio attivo.
Ai sensi dell’Art.1, comma 168, della legge 30 dicembre 2004, n.311, l’Agenzia italiana del farmaco, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, compila e diffonde ai medici di medicina generale, ai pediatri convenzionati, agli specialisti e agli ospedalieri, nonché alle agenzie sanitarie locali ed alle agenzie ospedaliere l’elenco dei farmaci nei confronti dei quali trova applicazione il comma 1. Una o più copie dell’elenco devono essere poste in modo ben visibile al pubblico all’interno di ciascuna farmacia.
Il farmacista che non ottempera agli obblighi previsti del presente articolo è soggetto alla sansione pecuniaria indicata nell’articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 539, e successive modificazioni. In caso delle reiterazione della violazioni può essere disposta la chiusura temporanea della farmacia per un periodo comunque non inferiore a quindici giorni.
Il prossimo pezzo per il blog, sarà il Giuramento del Farmacista testo approvato dal Consiglio Nazionale del 15/12/2005. Buona lettura

Insigniti del Caduceo d’Oro 2017
Dott. Giuseppe DE TOMMASO Direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”
Dott. Massimo SCACCABAROZZI Presidente di Farmaindustria

MONDO ANTICO E TEMPI MODERNI: "IL BORGO DELLE ARTI"



Gentile dottore le trasmetto per la pubblicazione sul Suo blog l'iniziativa come da file allegati

cordiali saluti
dott. Riccardo Marino
Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata
Strada Sagges n. 3 - 70122 Bari
Tel. 0805789411 – Fax 0805789462 C.F. 80007540729
mail: sab-pub@beniculturali.it - www.sapuglia.it
PEC: mbac-sab-pub@mailcert.beniculturali
Da: Pino Cacace [cacace_giuseppe@fastwebnet.it]
Inviato: mercoledì 29 novembre 2017 21.04
A: MARINO RICCARDO
Oggetto: locandina e comunicato stampa
  Comunicato Stampa
L’Associazione Culturale “Il Borgo delle Arti” affiliata ANAS in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata, l’ Assessorato alle Culture del Mediterraneo, l’Assessorato all’Economia e la Commissione Culture del Comune di Bari, Mondo Antico e Tempi Moderni Onlus presenta nella Sala Consiliare del Comune di Bari, Lunedì 4 dicembre alle ore 10, il Progetto della Web Serie dal titolo “Necóle” del regista Ivan Cacace, improntata sulla figura del Santo di Myra.
La puntata pilota sarà proiettata lo stesso giorno alle ore 19, presso la Sala proiezioni della sede di Apulia Film Commission nella Fiera del Levante.

          Interverranno:  dr. Antonio De Caro, Sindaco di Bari; Dr. Silvio Maselli, Assessore alle Culture del Mediterraneo del Comune di Bari; Dott. Giuseppe Cascella, Presidente della Commissione Culture del Comune di Bari;  D.ssa Carla Palone Assessore all’Economia del Comune di Bari, dr. Maurizio  Sciarra, Presidente di Apulia Film Commission;  dr. Ivan Cacace regista; dr.ssa Serena Iannotta, scenografa;  m° Alessandro Donadei, musicista; dr. Biagio Cilia, direttore della fotografia; dr. Francesco Moretti, assistente alla regia; gli Attori della web serie, Dr. Vito Signorile, Direttore Artistico Teatro Abeliano, prof. Nicola Cutino, consulente.
 Sinossi della web serie “Necóle”
Necóle è una web serie composta da 13 episodi.
La figura attorno alla quale ruota tutto il progetto è San Nicola. L’opera si propone intenti di carattere sociale con uno sguardo volto alla valorizzazione del territorio e alla diffusione delle tradizioni religiose e culturali della Terra di Bari. Nonostante l’ambientazione moderna, la narrazione ha forti basi storiografiche, teologiche e letterarie. Lo stile visivo è un mix e non mancano chiari riferimenti  ai grandi supereroi.



 Il Presidente
Pino Cacace

mercoledì 29 novembre 2017

LEGGE DI BILANCIO 2018



                                                    di Antonio Laurenzano
“Snella e utile alla nostra economia per favorire crescita e occupazione”. E’ la manovra di bilancio 2018, secondo la definizione del premier Gentiloni,  che dopo una serie infinita di emendamenti  in commissione Bilancio al Senato è arrivata in aula a Palazzo Madama per l’approvazione parlamentare. Un iter particolarmente complesso (si concluderà a Montecitorio) che ha registrato in sede referente il classico “assalto alla diligenza” da parte dei vari gruppi politici per portare a casa non solo modifiche sui grandi temi in discussione ma anche sconti e agevolazioni  in singoli settori. E’ iniziata la campagna elettorale con la caccia al voto! Presentati oltre 700 emendamenti: dagli aiuti alle famiglie (bonus bebè, voucher babysitter per le madri lavoratrici, contributi per l’assistenza ai familiari malati o disabili) alle misure fiscali (cedolare secca del 10% su affitti brevi, web tax per imprese italiane,  crediti  d’imposta per le librerie, alleggerimento del superticket sanitari.), agli interventi sulle pensioni (lavori usuranti esclusi dallo scatto dell’età pensionabile previsto nel 2019) e sul codice della strada (giro di vite per l’utilizzo di cellulari durante la guida).
Un mix di emendamenti approvati nell’ottica di una manovra di bilancio leggera che punta alla coesione sociale e alla crescita economica, grazie anche alla limitazione del deficit strutturale di bilancio allo 0,3% del Pil in luogo dello 0,8% fissato dal Documento di economia e finanza dello scorso aprile. Com’era prevedibile, sul Ministro dell’Economia Padoan (candidato alla guida dell’Eurogruppo) sono piovute richieste di maggiori spese, ma non tutte correlate alla realtà della precaria finanza pubblica italiana. Cifre alla mano, la Legge di bilancio 2018 “pesa” 20,4 miliardi: la copertura è assicurata per 10,9 miliardi dal deficit aggiuntivo sul Pil e per gli altri 9,5 da maggiori entrate (60%) e tagli di spesa (40%). In particolare, le entrate riguarderanno ”misure strutturali”, come concordato con la Commissione europea (lotta all’evasione) e, solo in parte “misure una tantum” (rottamazione bis delle cartelle, introiti dall’asta delle frequenze per la banda larga mobile) che comunque non potranno impattare sul deficit strutturale.
Obiettivo principale della Legge di bilancio 2018, quello più pesante che assorbe circa i tre quarti dell’impegno finanziario della manovra, è il blocco degli aumenti fiscali legati soprattutto all’Iva  (aliquota ordinaria dal 22 al 25%) previsti dalle clausole di salvaguardia introdotte dalla Legge di stabilità del 2015. La promozione degli investimenti (5,1%), industriali e pubblici, completa l’elenco degli obiettivi della manovra insieme alla spinta dell’occupazione.
Tutto ok? Non proprio. Dalla Commissione Ue è già arrivata la pagella sui conti pubblici italiani: “debito troppo alto, rischio di inadempienza”. Il giudizio definitivo, per non interferire sulla prossima scadenza elettorale, non arriverà prima delle elezioni politiche di primavera. La “lettera di richiamo” pervenuta da Bruxelles parla di debito elevato e di un deficit che migliora ma solo marginalmente. Una richiesta implicita di aggiustamento dei conti con una manovra correttiva (che Padoan esclude) per evitare l’apertura di una procedura d’infrazione. Con il richiamo a un più rigoroso controllo della finanza pubblica, la Commissione ha ammonito il governo italiano a evitare “una retromarcia su importanti riforme strutturali di bilancio, specificatamente sulle pensioni che garantiscono la sostenibilità a lungo termine del debito”. Anche perché “la ripresa appare fragile, la disoccupazione è alta e il sistema bancario resta vulnerabile”.  Tutti i nostri mali, al di là di ogni facile (e irresponsabile) promessa elettorale,, sono sempre riconducibili alla entità del debito pubblico (salito a novembre a 2283 miliardi di euro, circa il 133% del Pil!). Quando finirà la finanza allegra nel Belpaese?