Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
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giovedì 18 febbraio 2010
OVREDO BATTE LA FIORENTINA 2-1
per l'andata degli ottavi di finale di Champions, i viola escono sconfitti
dall'Allianz Arena per 2-1 nonostante siano riusciti a mettere in seria
difficoltà la squadra bavarese. A propiziare la vittoria degli uomini di Van
Gaal, sotto tono, ci pensa il fischietto norvegese Tom Henning Ovrebo che, dopo
un primo tempo tutto sommato tranquillo senza particolari sviste, ne combina
un'altra delle sue allo scadere del primo tempo concedendo un rigore abbastanza
dubbio poi trasformato da Robben. Ma il "meglio" di sè lo dà sicuramente nella
seconda metà del secondo tempo quando espelle direttamente Gobbi solo per aver
alzato leggermente il gomito sul petto di Robben che poi, molto
cinematograficamente, cade al suolo facendo finta di essere stato colpito in
pieno volto; mentre assegna solo un giallo per una pericolosissima entrata di
Klose sulla caviglia dell'avversario. Purtroppo non finisce qui e, per la
"Banda Prandelli", oltre il danno arriva anche la beffa e questa volta ci si
mette anche l'assistente di linea che non sventola la bandierina su
un'incredibile gol in fuorigioco Klose che, sulla respinta di Frey, viene
servito da Olic quando si trovava oltre di almeno 2 metri dalla linea dei
difensori viola. Comunque alla fine l'unica cosa che non ci si riesce a
spiegare è la motivazione per la quale la Uefa non escluda questo arbitro dal
dirigere le gare in Europa visto che, tra le altre cose, è un recidivo. Riuscì
ad annullare un gol di Toni assolutamente regolare agli Europei del 2008 e a
non vedere 3 rigori solari nella semifinale Chelsea-Barcellona della scorsa
stagione scatenando l'ira di Drogba, che poi si beccò 3 giornate di squalifica.
Per fortuna che questo norvegese "panzuto" non ci rovinerà i prossimi mondiali
visto che meritatamente è stato escluso dalla lista degli arbitri da prendere
in considerazione.
di Michele Carofiglio
tuttoilcalcionline.blogspot.com
Immagini allegate a questa mail
sabato 13 febbraio 2010
LA CORSA AL TITOLO CAVALLERESCO....
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Cari amici,
è mia convinzione che quando il giornalista trattiene per se notizie e comunicati di interesse sociale in generale o che riguardino specifiche associazioni: civili, militari, organizzazioni private che siano, è bene, che egli cambi mestiere o, dia tutto se stesso, all’arte dell’ippica, (visto che stiamo iniziando un percorso cavalleresco). Il giornalista ha il diritto di cronaca. Nel pieno termine della più squisita deontologia professionale, egli deve dire e scrivere la verità e, possibilmente, è anche obbligato a citarne la fonte.
Orbene, non ricordo con esattezza il giorno e l’ora, attraversavo speditamente il sottopasso di via Capruzzi per raggiungere il centro di Bari. Durante il tragitto presi, da una apposita custodia, che era lì a bella posta, un giornale “leggo” distribuito gratuitamente in tutta la città. Frettolosamente, infilai il giornale in borsa e continuai la mia corsa.
Rientrato a casa, nel tardo pomeriggio e, preso d’altre faccende, vuotai la borsa e poggiai il giornaletto sulla mia scrivania nell’attesa di lettura. Solo molte ore dopo, ormai sera, sfogliando il giornale, mi accorsi che all’interno custodiva un foglio sciolto, formato A4 spiegazzato in più parti e che non apparteneva al giornaletto. Mi incuriosì il titolo: La “corsa” al titolo cavalleresco…L’articolo era non di facile lettura, con foto di figure cavalleresche sbiadite e consumate, che solo un occhio attento ed allenato a quel tipo di letture poteva interpretare. Era chiaro, Chi ha scritto l’articolo doveva certamente essere un addetto ai lavori…vediamo insieme cari amici di poter decifrare cosa l’ignoto autore, volesse comunicarci…
“Sono molti quelli che cercano in ogni modo di ottenere un ordine cavalleresco nelle loro vita. Un ordine che lo elevi socialmente e che dimostri il successo raggiunto. La cavalleria nasce in epoca romana, delineando una elitte tra le fasce sociali dei cittadini dell’epoca. Ma è in era medioevale che la cavalleria assurse a vera e propria dignità e casta sociale. Le crociate furono poi la fucina e la nascita di veri e proprie congregazioni di cavalieri che ebbero le loro specifiche insegne con colori atti a identificarli. Si tratta di uomini d’arme che si impegnarono in compiti specifici, come la tutela dei pellegrini che si recavano in terra Santa o la cura degli ammalati o il riscatto dei pellegrini fatti schiavi e così via. Tutti comunque protesi per la liberazione del Santo Sepolcro e la lotta agli infedeli. Successivamente vennero creati altri Ordini per lo più accollature di Case Reali o di importanti e ricchi feudatari. Molti questi ordini nel tempo, si estinsero con le stesse famiglie che li avevano creati, altri sopravvissero nel tempo. Oggi gli Ordini sono legati agli stati, che li concedono premiando sia il lavoro (Ordini civili) sia il valore (Ordini militari). Accanto a questi lo Stato Italiano riconosce ufficialmente come validi alcuni degli antichi Ordini Cavallereschi ed esattamente il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) e il Santo Sepolcro di Gerusalemme. In realtà molti altri ordini legati alla famiglie che li istituirono, sono riapparsi e concessi dai discendenti di quelle famiglie. Come ad esempio l’Ordine di San Maurizio e Lazzaro, di Casa Savoia o l’Ordine Costantiniano di San Giorgio della Casa Borbone del ramo di Napoli e del ramo Spagnolo, l’Ordine Teutonico e altri legati al regno di Parma e così via. Ordini che oggi perseguono fini filantropici e che concedono titoli a persone che hanno raggiunto per professione e impegno notorietà e buon livello sociale. Per la gente comune invece, che comunque ha raggiunto un certo benessere economico e che ha necessità di un titolo che attesti questuata posizione, diventa primaria la caccia all’Onorificenza. Ecco per soddisfare queste aspirazioni sono sorti un’infinità di ordini fittizi o riesumati Ordini ormai da tempo estinti come le famiglie che li avevano creati o per i palati più esigenti Ordini apparentemente simili a quelli noti, ma di difficile accesso, come quello di Malta. Tutti questi Ordini concedono titoli, dietro lauto compenso, sempre più alto a seconda del grado richiesto. Un titolo che purtroppo, per i poveri ingenui che ci sono cascati, non ha alcun valore se non quello di arricchire lo pseudo Principe o Gran Maestro che lo ha concesso. Comunque sono purtroppo molti gli sciocchi che si sono lasciati abbindolare.
Oggi ad esempio va di moda l’Ordine del Tempio. Benché sciolto ufficialmente nel concilio di Vienna del 1312 da Papa Clemente V, ora vi sono almeno una decina di gran Maestri autonomamente pseudo titolati a investire nuovi cavalieri ovviamente dietro compenso. La forza di questi mistificatori è nell’accurata sceneggiatura dell’investitura che avviene per lo più presso chiese ove compiacenti ma anche ignari parroci si prestano a celebrare il rito con tanto di giuramento, imposizione del mantello e tocco di spada del Gran Maestro quale sigillo dell’avvenuta proclamazione. Beata ingenuità! Purtroppo a conclusione bisogna dire, che persino alcuni ordini riconosciuti, affamati di denaro hanno aperto le loro porte a chi non avrebbe sia la condizione che i meriti e le caratteristiche morali e caritatevoli per farne parte con diritto,ma solo perché disposti ad elargire cospicue offerte. E’ chiaro che a perderci è l’antico Ordine, sceso a livello del più basso mercante medioevale venditore di false reliquie, come la piuma dell’ala “dell’Arcangelo Gabriello” che appare nel film Brancaleone alle crociate. Il Bottegaio sarà così felice di esporre nella sua salumeria tra i prosciutti e i salami, la sua conquistata, seppure a caro prezzo dignità cavalleresca. L’Ordine invece che ha concesso il titolo, avrà altro denaro, che non raggiungerà giammai coloro che ne hanno bisogno, ma che rimpingueranno le casse del Gran Maestro. Tutto ciò sperando che la pacchia continui pro bono pacis dei grulli e la gioia dei dritti. Meditate gente meditate….
venerdì 12 febbraio 2010
TUTTO IL CALCIO ONLINE DI MICHELE CAROFIGLIO
Nella gara di recupero della 3° giornata di campionato, al "Tardini", l'Inter
non va oltre all'1-1 contro un Parma in grande spolvero e, grazie a questo
pareggio, la Roma fa un piccolo passo avanti portandosi a -9 dai nerazzurri
primi in classifica.
Primo tempo dominato dagli uomini di Mourinho che vanno più volte alla
conclusione con Milito e Pandev che però non trovano la gioia del gol grazie ad
un Mirante in buona giornata che, con le sue parate, vanifica le conclusioni
degli attaccanti interisti. Nel secondo tempo il Parma parte subito forte e
dopo vari tentativi sventati dalla difesa avversaria trovano il gol del
vantaggio con Bojinov al 54' che, su un corner battuto dalla sinistra, insacca
dopo aver raccolto una respinta corta di Julio Cesar. A questo punto Mou non ci
sta a perdere e mischia subito le carte in tavola sostituendo
contemporaneamente Thiago Motta con Santon e inserendo Balotelli come quarta
punta. Pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, al 59', è proprio il giovane
attaccante nerazzurro a siglare il pareggio sempre su un'azione partita da
calcio d'angolo. Nel finale di gara espulso Valiani per un'entrata scomposta su
Lucio, ma il Parma si difende bene e si porta a casa un punto importantissimo
guadagnato contro la prima della classe.
Michele Carofiglio
tuttoilcalcionline.blogspot.com
LA GIORNALISTA INTERNAZIONALE, TITTI PALLADINO, HA SCRITTO:
New York 30 Gennaio 2010 Jolly Madison Towers Manhattan. Conferenza Stampa di Presentazione sull'evento del secolo...l'identità della Gioconda. Sponsor Ufficiale Puglia Doc www.pugliadoc.net
Foto : Da Sx Rosanna Coscia Manager Jolly Hotel Madison, la prof.ssa Titty Pignatelli Palladino,promotrice dell'evento, l'Ing.Toni Morsella Direttore di Mondo Italiano Tv negli Usa e la Giornalista di America Oggi Dott.ssa Marina Carminati
martedì 2 febbraio 2010
TORINO CAPITALE, COVO DI MASSONI
[Da "La Padania", 18 agosto 2001]
Dopo la fine del sogno rivoluzionario quarantottino, a decine di migliaia gli esuli della libertà vanno a Torino, nuova e impensabile capitale italiana. Impensabile è la parola giusta: da sempre la classe dirigente torinese ha avuto il francese come eloquio privilegiato, esclusivo per le buone occasioni. Non è un caso che Cavour abbia fatto esercitazioni di italiano prima di affrontare i dibattiti in Parlamento.
Torino diventa la capitale morale d’Italia facendo proprie le ragioni del mondo civile contro quelle della barbarie medioevale, incarnate dalla Chiesa cattolica. Non solo: Torino diventa Gerusalemme. Il Paragone non sembra ardito a Roberto Sacchetti: "Torino saliva allora al colmo del suo splendore. Era stata forte e diventava grande - bella, balda di una gioia viva e seria come una sposa a cui preparano le nozze. La Mecca d’Italia diventava la Gerusalemme".
A Torino, nuova capitale morale e religiosa d’Italia, si trasferiscono, e non può che essere così, tutti i liberal-massoni (Free-Mason, Franc-Maçon, Libero-Muratore, liberalismo e Massoneria sono nell’Ottocento praticamente sinonimi) del resto d’Italia. I regnanti sardi offrono ai "fratelli" italiani un’accoglienza tanto calorosa da riservare loro (a tutto discapito dei locali) alcuni dei posti più prestigiosi nelle università, nei giornali, nella diplomazia, nello stesso Parlamento. Ecco come il siciliano Giuseppe La Farina, una delle più eminenti personalità massoniche emigrate a Torino, racconta l’accoglienza riservata agli esuli in una lettera alla "carissima amica" Ernesta Fumagalli Torti, spedita il 2 giugno 1848. "Arrivati appena a Torino - scrive - stavamo spogliandoci, quand’ecco il popolo preceduto da bandiere venire sotto le nostre dinestre, e farci una dimostrazione veramente magnifica. Mi affacciai alla finestra, ringraziai; fui salutato con mille prove ed espressioni d’affetto. La mattina seguente, dopo essere stati da’ ministri, ritorniamo a casa; e dopo un momento, chi viene a visitarci? Tutta la Camera de’ Deputati col presidente. Onore insigne, che i parlamentari non sogliono concedere né anco ai propri re".
L’accoglienza "regale" offerta alla generosa emigrazione italiana, permette ai Savoia di incassare un importante obiettivo politico: li rende preziosi e credibili alleati degli stati che contano. Offre garanzie ai liberali - protestanti e massoni di tutto il mondo - che sono intenzionati a fare sul serio. Che hanno davvero deciso di rompere con la tradizione cattolica del proprio stato e della nazione cui quello stato appartiene.
I Savoia per amore di regno e quindi per furto - come scrive D’Azeglio nei suoi ricordi - diventano fautori dell’ideologia massonica e della religione protestante che apertamente combattono la cultura e la religione nazionali. Grazie a questa scelta strategica che rende il Piemonte docile feudo della cultura inglese, americana, tedesca, di parte del Belgio e dell’imperatore Napoleone III, i Savoia godono dell’appoggio incondizionato dell’una o l’altra di queste potenze e realizzano l’unità d’Italia sfruttando fino in fondo e con grande spregiudicatezza l’unico elemento in proprio favore: la radicale disomogeneità culturale e religiosa con il resto della penisola.
L’anima massonica del regno sardo, e in particolare del Parlamento subalpino, viene mai apertamente alla luce? No, perché l’associazione è pluri-scomunicata e perché il primo articolo dello Statuto vincola i parlamentari all’ossequio della fede cattolica definita religione di stato. L’11 novembre 1848, però, un brillante intervento del deputato Cavallera rende palpabile la "fraternità" quasi come l’aria che si respira. Si sta discutendo di sollevare le finanze dello stato, esauste per la campagna militare, ricorrendo all’esproprio e alla vendita dei beni delle corporazioni religiose. Contrario alla proposta Cavallera fa un discorso brevissimo, allusivo, singolare e sintomatico insieme, che dopo un primo momento di sconcerto suscita la generale ilarità.
Ecco le poche battute del curioso intervento. Gli ordini religiosi - osserva il deputato - sono nati in Italia dove esistono da "più di dodici secoli". Bisogna dedurne che "necessariamente corrispondono ad un bisogno reale della società (rumori) [chiosa degli Atti del Parlamento subalpino]; e per conseguenza se si volessero abolire, altre se ne dovrebbero sostituire; infatti i moderni che vollero abolire i frati, vi sostituirono un’altra specie di frati: e cosa sono i circoli politici, se non vere fraterie? (Sorpresa e scoppio generale di risa prolungate). Perciò posto che non si sa stare senza frati, ai moderni preferisco gli antichi (Segue ilarità e mormorio di voci diverse)".
domenica 31 gennaio 2010
LA SHOA' 2010
“…non ho tempo”, Spesso questa frase ricorre nel lessico comune, anche durante i nostri incontri Lions. In effetti, nella quotidianità, il tempo rappresenta una risorsa molto preziosa: chi ha tempo oggi è ricco, ma per chi ne ha poco è un assillo! Orbene. Baudelaire sosteneva che ”C’è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo” (Rivista The Lions)
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“Solo per servire”
D.G. Licia Bitritto Polignano
Sabato 30 gennaio, ore 10.30, Aula Magna del Liceo Scientifico “G. Salvemini”, Via Prezzolini, 9 (“Japigia”) si è svolta una Tavola Rotonda: “La Giornata della Memoria…per non dimenticare!” In ricordo di Gianfranco BRANCHI, ex deportato al Campo di Dachau (GE) Docente, Preside, Ispettore Superiore della P.I. Scrittore, Lions, Presidente Onorario ANSI-Bari.
L’evento è stato programmato dal Presidente A.N.S.I. (Comitato Provinciale di Bari) Dott. Terenzio FUSCO, in collaborazione con la referente Lions Prof.ssa Giovanna VALENTE POSCA, il L.S. “G. Salvemini” Preside Prof. Mario DE PASQUALE, e l’I.I.S.S. “E. Majorana” Preside Dott. Ing. Agnello SCURA.
Programma di interventi:
Apertura dei lavori e presentazione del Pres. ANSI Dott. Terenzio FUSCO.
Relazione sul tema -“La cultura del razzismo” del Past Dir. Inter. Lions Dott. Sergio MAGGI.
Intervento del V.G. Rocco SALTINO-“Le Giornate della Memoria”…per non dimenticare.
Concerto della Banda Militare Aeronautica, sotto l’alto profilo artistico del Maestro P..M Lgt Nicola COTUGNO, con le esibizioni orchestrali e la qualità dei programmi proposti, alternati da letture degli studenti.
Relazione del Dott. Gustavo Del Gado in ricordo del Prof. Gianfranco BRANCHI.
Intervento del Governatore Distrettuale Lions 108/Ab-Puglia.
Conclusioni del Dott. Terenzio FUSCO.
All’evento hanno partecipato numerosi Clubs Lions con i loro Presidenti.
Da “Lettere dall’inferno” –Lettere mai spedite di Gianfranco BRANCHI:
16° marzo 1944-“Sono diventato un numero. Duranti gli appelli quotidiani vengo chiamato soltanto con il mio numero di distintivo 12181, non più con il mio nome e il mio cognome….
1° marzo 1945 - Endlich freiheit! (finalmente liberi!)
…Quando ho visto il grande cancello di Dachau chiudersi alle mie spalle, non ho ppotuto frenare la mia grande gioia e la mia commozione. Ho pianto a lungo. Però resta ben visibile il gonfiore al viso e al collo e resta chiuso l’occhio sinistro. Faccio fatica a vedere con l’altro occhio.
Gli interventi dei relatori sono stati carichi di emozioni per la platea che li ha ascoltati sino all’ultimo. La banda militare ha suonato in sala, ha incorniciato l’evento, contribuendo notevolmente a creare una atmosfera di commozione e realismo.
Un commento:
di Pietro Vitale
“ Sempre di nuovo emerge la domanda: Dove era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male?” E ancora: “Tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti di ombre tenebrose. Per te siamo messi a morte, stimati come pecore da macello. Svégliati, perché dormi, Signore? Déstati, non ci respingere per sempre! Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? Poiché siamo prostrati nella polvere, il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto; salvaci per la tua misericordia!” (Salmo 44,20.23-27).”
Un grido di dolore (rinnovato da Benedetto XVI) che invoca aiuto per quanti soffrono per amore della verità e della giustizia; verità e giustizia che dovrebbero appartenere al libero arbitrio di ogni persona che ha l’opportunità di godere del dono della vita; verità e giustizia che dovrebbero essere ordinate, non codificate da regole imposte, all’interno del comportamento di ognuno e della ricerca della libertà interiore che determina il rispetto per gli altri, tutti, e ricompone lo spirito di servizio che deve invadere quanti sono al servizio della società, della gente, del miglioramento della vita.
Pensare a questo giorno come semplice ricorrenza significa non responsabilizzarsi abbastanza; significa non sapere (come già tanti giovani hanno dimostrato con il loro non conoscere); significa continuare vivere senza il coordinamento tra passato e presente; significa non vivere la bellezza del tempo o vivere una vita altra. Ogni esperienza nasce da quella precedente e mai la stessa esperienza è utile per tutte le circostanze; ciò che è utile per tutti i tempi è la capacità razionale di identificare i fatti e collegarne i motivi che generano prevenzione e crescita, personale e collettiva.
Mi chiedo a che cosa serve elevare agli onori della cronaca immagini di persone sofferenti, addolorate, moribonde e imporle con la forza della emissione e della comunicazione durante i momenti intimi e delicati della vita personale permettendo al mostro dei tempi moderni di abbeverarsi e di sfamarsi delle nostre debolezze, dei nostri sfinimenti, dei nostri esaurimenti. Una esperienza agghiacciante quella delle immagini di un moribondo, delle mattanze familiari, degli scontri di civiltà e di religioni, della consumazione dei corpi per effetto della acquisita rottura della difesa immunitaria; non di meno appare quella delle esternazioni, pro e contro, originate soltanto da uno strano senso di appartenenza politica che appartenenza non è, come certe decisioni eclatanti che d’un colpo sembrano andare a cancellare ogni rispetto per la persona umana, ogni principio di misericordia, ogni sentimento di pietà.
La “Shoà” , ma non solo! Ci sono altri comportamenti dell’uomo, in genere, non escluso il modo di fare politica, che devono trarre insegnamento opportuno e tradurre il loro impegno come servizio sociale e non come apparato personale da utilizzare secondo i propri interessi. I tempi moderni sono intrisi di azioni dell’uomo non positive, che creano e indicano percorsi nuovi e nuove difficoltà che l’uomo deve conoscere e tentare di superare con un corretto comportamento e rispettando la persona umana, sempre irripetibile.
Occorre sempre fare i conti con la propria coscienza, quando ci accorgiamo che i deboli non riescono a comprendere le problematiche del presente, ma non prima di aver riorganizzato il proprio percorso di vita che, da quel momento, non sarà più il suo unico percorso, ma quella della continuità e della sua progenie.
E’ dovere di ogni uomo aiutare chi è in difficoltà (diversamente c’è da chiedersi a che cosa servono certe istituzioni), come è dovere di ognuno trasmettere i propri saperi a chi non sa (altrimenti a camminare saranno sempre di meno), ma c’è anche l’obbligo per tutti di non permettere il prolungamento della sofferenza, specialmente quando è insostenibile, secondo il principio cristiano della misericordia. Non è importante vivere, è importante vivere bene per onorare il dono della vita.Allora i sopravvissuti andarono quasi tutti in America ed in Palestina.Il capo degli arabi in Palestina allora era molto amico di Hitler, e, casualmente, sarebbe diventato il nonno di Arafat.Laggiù scoppiò un putiferio che dura sino ad oggi.E tutto per una città chiamata Gerusalemme, dove ci abitano almeno tre dei: il Dio degli ebrei, il Dio dei mussulmani, ed il Dio dei cristiani.E ggiu'bbotte in Nome del Nome Unico, Invisibile ed Eterno.
venerdì 29 gennaio 2010
IL NEO DIRETTORE, ALBERTO VERONESI,DELL'OPERA ORCHESTRA DI NEW YORK
doppio appuntamento a Bari e Bitonto
con il concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari in memoria della Shoah
ul podio il maestro Alberto Veronesi, neo Direttore dell’Opera Orchestra di New York
Domani, sabato 30 gennaio 2010 alle ore 20.30, presso la Basilica di S. Nicola a Bari, l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto “In memoria della Shoah” sotto la direzione del maestro Alberto Veronesi e con la voce recitante di Giacomo Colafelice. L’ingresso è libero. In programma brani di Samuel Barber (Adagio per archi op. 11), di Arnold Schoenberg (Un sopravvissuto di Varsavia per voce recitante e orchestra) e di Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 in la maggiore).
Il concerto sarà replicato lunedì 1 febbraio alle ore 20.30 nella Chiesa del Santissimo Sacramento di Bitonto. Ingresso libero.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle manifestazioni promosse dalla Provincia di Bari in occasione della Giornata della Memoria e che vedranno sul podio con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari il maestro Alberto Veronesi, fresco della nomina a Direttore musicale della Opera Orchestra di New York.
Nato a Milano, Alberto Veronesi è direttore musicale del Festival Puccini di Torre del Lago, direttore artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.
“La presenza di Alberto Veronesi dà lustro e prestigio alla nostra Orchestra, ancora di più dopo la sua recente nomina a Direttore dell’Opera Orchestra di New York che vede, a distanza di più di 70 anni, un italiano tornare a dirigere un’orchestra newyorkese dopo Toscanini. – afferma il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli -. Ringrazio, dunque, il maestro Veronesi per averci offerto la sua disponibilità e collaborazione, con l’auspicio di vederlo sempre più spesso sul podio con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari”.
Tra i brani che l’Orchestra eseguirà nei due concerti rientra anche“Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg. Questa pagina fu composta nel 1947 ispirandosi alla testimonianza di un ebreo polacco sopravvissuto allo sterminio nazista. Nel testo, scritto in inglese dallo stesso compositore, il narratore, attraverso la tecnica del canto parlato, il cosiddetto Sprechgesang, comincia con le seguenti parole: “Io non posso ricordare ogni cosa. Credo di essere rimasto senza conoscenza per la gran parte del tempo”.
Quindi, descrive le atrocità subite dagli ebrei polacchi destinati alle camere a gas. Un momento di notevole suggestione viene raggiunto quando il coro intona il canto tradizionale “Shema Ysroel”, prima delicatamente, poi in un crescendo di intensità sonora ed emotiva che lo trasforma al contempo in un grido di dolore, ma anche in una orgogliosa professione di fede.
Si tratta, peraltro, di un riferimento a un episodio reale, poiché lo stesso sopravvissuto narrò di un gruppo di ebrei che, nel percorso verso le camere a gas, intonò la preghiera.
In allegato il curriculum di Alberto Veronesi
IL MAESTRO VERONESI E’ DISPONIBILE PER EVENTUALI INTERVISTE OGGI 29 GENNAIO A PARTIRE DALLE ORE 15.00.
Ufficio stampa: Laura Ruggieri – 339.4755329. email: l.r.comunicazione@libero.it
Bari, 29 gennaio 2010
Con cortese preghiera di pubblicazione e diffusione
Alberto Veronesi
Il maestro Alberto Veronesi, Direttore del Puccini Festival di Torre del Lago e artista ufficiale della Deutsche Grammophon, ha condotto una vasta ricerca nell’ambito del repertorio operistico del tardo Ottocento, inizio Novecento di compositori quali Pietro Mascagni, Ruggero Leoncavallo, Giacomo Puccini e altri ed ha programmato ed eseguito titoli poco conosciuti di questo periodo, nell’intento di dare una più vasta audience ad un repertorio spesso trascurato.
Le registrazioni dal vivo delle sue recenti esecuzioni de L’amico Fritz alla Deutsche Oper di Berlino, con Angela Gheorghiu e Roberto Alagna, apprezzatissime dalla critica internazionale, sono contenute nel terzo album del Progetto Verismo, che Veronesi sta portando avanti con la Deutsche Grammophon, dedicato al repertorio post romantico italiano.
La serie è iniziata nel 2006 con l’uscita di Edgar, l’opera giovanile di Puccini, registrata in versione integrale con Placido Domingo, molto apprezzata dalla critica. Il secondo album, Puccini Ritrovato, distribuito nel settembre del 2009, contiene versioni originali e alternative sia di arie ed ensembles famosi, sia di composizioni poco note, interpretate da Placido Domingo e dal soprano Violeta Urmana con i Wiener Philhamoniker. Il prossimo album, La Nuit de Mai, contiene un poema sinfonico e arie da camera di Leoncavallo, interpretati da Domingo, Lang Lang e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. L’uscita è prevista per marzo 2010.
In qualità di ospite, Veronesi ha diretto l’Orchestra Guido Cantelli e I Madrigali Ambrosiani nel Falstaff di Salieri alla Brooklyn Academy of Music di New York; Andrea Chenier di Giordano al Tel Aviv Opera Theatre, Madama Butterfly alla NHK di Tokyo, I Medici di Leoncavallo con l'Orchestra e Coro del Teatro del Maggio Fiorentino, Tosca alla Deutsche Oper di Berlino e Fedora a La Monnaie di Bruxelles.
Nato a Milano, Veronesi ha studiato al Conservatorio Verdi di Milano, diplomandosi a pieni voti in Pianoforte, Composizione e Direzione d'Orchestra. Ancora da studente fondo' l’Orchestra Guido Cantelli che e' rimasta da allora orchestra residente del Conservatorio. Ha diretto questa formazione fino al 2000, con esecuzioni al Festival di Pasqua di Salisburgo (su invito di Claudio Abbado), a Santa Cecilia e al Maggio Musicale.
Nel 1999 Veronesi e' stato nominato Direttore Musicale del Festival Puccini di Torre del Lago nell’ambito del quale ha diretto non solo tutte le opere del Maestro, ma e' stato anche fautore di un piano di rilancio della manifestazione, che ha portato alla costruzione di un nuovo Teatro. Nel 2003 la sua produzione de La Bohème, ha vinto il premio Abbiati, della Associazione Italiana Critici Musicali. Nel 2009 vi ha diretto Manon Lescaut e un gala con Angela Gheorghiu.
Nel 2001 Veronesi è stato nominato Direttore Artistico e Musicale dell’Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo, dove esegue il ciclo completo delle sinfonie di Beethoven, Bruckner, Mahler e Shostakovich, oltre alla musica sinfonica del Novecento italiano e opere contemporanee.
Ha ricevuto di recente anche la nomina di Direttore artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna. Veronesi vive a Palermo con la moglie e la figlia.
giovedì 28 gennaio 2010
2010 "ANNO EUROPEO DELLA LOTTA ALLA POVERTA"'
Proclamato dalla Commissione europea: fissati gli obiettivi di fondo
di Antonio Laurenzano
La solidarietà è uno dei pilastri, con la sussidiarietà e lo sviluppo, su cui poggia l’Ue. Obiettivo del modello europeo di crescita della società e del welfare è garantire a tutti i cittadini , senza impedimento alcuno, di trarre beneficio dal progresso economico e sociale e di contribuirvi a loro volta. Creare un’Europa maggiormente inclusiva costituisce infatti la priorità storica dell’Unione per una crescita economica sostenuta, posti di lavoro più numerosi e migliori e soprattutto una maggiore coesione sociale.
Solidarietà, sussidiarietà, sviluppo intesi come libertà per costruire un futuro nel quale nessun cittadino dovrà più stendere la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto, per costruire cioè una società che esalti e non mortifichi la centralità dell’Uomo, con il suo inviolabile diritto alla dignità e alla libertà.
Un luminoso cammino di speranza che ha trovato solenne conferma da parte della Commissione europea che ha proclamato il 2010 “Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale”, con il dichiarato intento di coinvolgere i cittadini dell’Ue e gli operatori sociali ed economici per rimuovere una drammatica realtà che continua a incombere sulla vita quotidiana di tanti europei.
Oggi in Europa 79 milioni di persone, ovvero il 16% della popolazione, secondo le stime di Eurobarometro, rischiano la povertà! Da una recente indagine dello scorso ottobre risulta che i cittadini europei vedono nella povertà un fenomeno diffuso. In tutta l’Unione i cittadini ritengono che, nella zona in cui vivono, circa una persona su tre (29%) versi in condizioni di povertà e una su dieci in condizioni di povertà estrema. In tutti gli Stati membri parte della popolazione è esposta all’esclusione e alla privazione, oltre ad avere spesso un accesso limitato a servizi di base. Il 19% dei bambini è a rischio di povertà, uno su dieci vive in nuclei familiari in cui nessuno lavora e produce reddito. Dati allarmanti in presenza dei quali Bruxelles ha deciso di intervenire.
L’anno europeo della lotta alla povertà, inaugurato ufficialmente il 21 gennaio a Madrid, nell’ambito del semestre spagnolo di presidenza dell’Ue, si pone cinque obiettivi di fondo:
-riconoscere il diritto alle persone in situazioni di povertà ed esclusione a vivere in modo dignitoso e a prendere parte attiva nella società;
-condividere responsabilità e partecipazione nella strategia anti-povertà attraverso l’azione congiunta di tutti i partner pubblici e privati, incoraggiando il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società civile;
-promuovere una maggiore coesione sociale in cui ognuno sia pienamente consapevole dei benefici arrecati all’intera società dall’eliminazione della povertà, collaborando con le organizzazioni non governative che lottano per le stesse finalità;
-rinnovare l’impegno e l’azione concreta dell’Ue e degli Stati membri nello sforzo comune per l’inclusione sociale;
-sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile, una buona qualità della vita e pari opportunità.
Si mira cioè a dare una risposta a chi è costretto a vivere nell’emarginazione sociale, ma soprattutto a stimolare una forte presa di coscienza e una precisa assunzione di responsabilità. In tale ottica, il 17 ottobre 2010 sarà celebrata a livello europeo la “Giornata internazionale di lotta contro la povertà” che comprenderà una iniziativa di alto profilo: la dichiarazione congiunta, sottoscritta da tutti gli Stati membri dell’Unione, sul rinnovato impegno per la eliminazione di questa dolorosa piaga sociale.
Il 2010 rappresenta, dunque, un’occasione per una generale mobilitazione nella consapevolezza che la povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà dell’intera società.
Una lotta difficile alla quale non potrà, e non dovrà, mancare il contributo di tutti: privati cittadini, istituzioni, imprese, parti sociali per una responsabilità condivisa e partecipata nel ricordo del pensiero di Albert Schweitzer, Premio Nobel per la pace 1952: “Servire è un privilegio che va cercato, non un peso che va evitato”!
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martedì 26 gennaio 2010
THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUB,BARI HOST
“Si dice che il desiderio è il prodotto della volontà, ma in realtà è vero il contrario: la volontà è il prodotto del desiderio”. (Denis Diderot)
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“Solo per servire”
D.G. Licia Bitritto Polignano
Alla cortese attenzione del Dirigente Scolastico Prof. Mario Giuseppe FORENZA, Liceo Sc. “E. Fermi” – Bari-
Illustre Preside, come Lei certamente saprà, il Lions Clubs International è la più grande organizzazione di servizio non governativa del mondo. I soci uomini e donne che dedicano il proprio tempo a cause umanitarie. Fondata nel 1917, l’Associazione ha come ideale il motto “Noi Serviamo”. In tutto il mondo i Lions Clubs sono noti per il servizio ai non vedenti ed a quanti hanno serie menomazioni della vista. Questa assistenza ha avuto inizio quando Helen Keller invitò i Lions a divenire “Cavalieri dei non-vedenti nella crociata (SightFirst) contro le tenebre” in occasione della convention del Lions Club International del 1925.
I Lions sono anche impegnati ad aiutare i giovani tramite molteplici attività che rientrano nel Programma Impegno per i Giovani e svolgono progetti per migliorare l’ambiente e per costruire in collaborazione con Habitat for Humanity abitazioni per disabili. Appoggiamo inoltre, l’educazione sul diabete, svolgono programma per l’udito e, tramite la loro Fondazione, forniscono assistenza in ogni parte del mondo, si stima che ogni anno i Lions Club donano circa 512 milioni di dollari US che contribuiscono con 64 milioni di ore di volontariato, equivalenti al lavoro annuale di 31.000 persone.
Orbene, dopo questa doverosa ed (essenziale) introduzione a sgombrare il campo da quella frequenta domanda che ci viene rivolta: “ma voi lions chi siete e cosa fate?” In tutto questo la comunicazione ha una sua funzione assoluta, insostituibile. Intanto è incominciato un altro anno sociale di servizio ed il Governatore distrettuale 108/Ab, finalmente, ha voluto mettere la comunicazione ai primi posti delle attività che caratterizzano il suo mandato, ritenendola un interesse primario per i nostri Service a favore dei bisognosi. Dopo aver esposto solo la punta dell’ iceberg, dei Lions international, mi consenta gentile Preside, di porre alla Sua attenzione un articolo apparso lo scorso mese sulla nostra Rivista Nazionale The Lions che riguarda le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Nel 1984 il Lions International, avvertendo l’esigenza di operare nei confronti dei giovani, si rivolse alla prestigiosa agenzia educativa “Quest International” per mettere a punto un progetto di prevenzione primaria con l’obbiettivo di svolgere un’azione di prevenzione delle devianze giovanili.
Nell’anno sociale 1995-1996, per dare maggiore impulso all’attività del progetto, è stata creata, nell’ambito del Multidistretto, l’Associazione “Lions Quest Italia” riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione e da questo inserita fra gli enti abilitati a effettuare formazione per il personale docente.
Nell’ambito del progetto sono stati sviluppati i tre programmi appresso elencati ad oggi tradotti in 24 lingue e diffusi in 50 Paesi, nei quali più di 400.000 insegnanti, dopo aver frequentato i corsi di formazione, hanno operato presso le scuole coinvolgendo milioni di giovani di età dai 5 ai 19 anni in tutto il mondo attraverso programmi “skills for growing” per le scuole elementari, “skills for adolescence” per le scuole medie e “skills for growing” per le scuole medie superiori.
500 insegnanti, selezionati a caso, hanno evidenziato i seguenti risultati:
• il 90% ha notato negli studenti una accresciuta capacità nella risoluzione dei problemi.
• il 77% ha notato una riduzione dei problemi di disciplina nelle loro classi. Su 1200 dirigenti scolastici intervistati.
• il 79% afferma che gli studenti hanno sviluppato una maggiore capacità di relazionarsi con gli altri.
• il 64% dei ragazzi hanno acquistato più responsabilità nelle loro azioni grazie proprio ai programmi Lions Quest.
In Italia dal 1992 è applicato il programma “skill sfor Adolescence” riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e autorizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, attraverso l’accrescimento dell’Ente promotore.
Nel 2007 l’Associazione Lions Quest Italia è diventata onlus. I corsi, dall’inizio della loro istituzione, sono aumentati di circa il 50%; particolarmente nell’ultimo triennio i corsi effettuati sono stati 186. Per sviluppare il Programma Lions Quest Italia il Multidistretto eroga annualmente un contributo di 20.000 euro. La LCIF (fondo mondiale) nel giugno 2006 ha elargito un sussidio una tantum di 100.000 dollari.
Il Lions Quest Italia in azione…
Il Lions Club Pinerolo Acaja ed Airasca None hanno realizzato il service Lions Quest a Pinerolo, con sede presso la scuola media statale “Filippo Brignone”, nei giorni 23-25 settembre 2009, dopo che l’officer distrettuale deputato al progetto, Claudia Varalda, ha contattato i Dirigenti ed i docenti di tutti gli istituti di Pinerolo, rivolgendosi sia alla scuola primaria sia alla secondaria di primo e secondo grado. L’accoglienza del progetto è stata assai favorevole da parte di alcuni dirigenti, che hanno compreso abbieno l’importanza del percorso operativo ed educativo offerto dal Lions Quest che, si differenza di altri corsi di formazione, è offerto a titolo assolutamente gratuito ai docenti e costituisce uno strumento efficace per il miglioramento dell’offerta formativa degli istituti e per la crescita professionale di ogni insegnante. Le insegnanti che vi hanno preso parte hanno manifestato un notevole interesse per le tematiche affrontate dalla formatrice Paola Vigliano, inerenti l’acquisizione da parte dei ragazzi di valori fondamentali quali il rispetto, declinato in ogni sua variabile; l’impegno nello svolgimento dei compiti assegnati e la stima di sé, ma anche la lotta al bullismo (cui è dedicato un importante capitolo sul magnifico manuale offerto ai corsisti) e alle sostanze stupefacenti, che sono analizzate in modo scientificamente rigoroso. Tutti i contenuti sono da sviluppare in un percorso triennale da svolgere sulle proprie classi ed è assicurata la più ampia disponibilità nel risolvere eventuali dubbi nell’applicazione di tale metodologia didattica da parte della formatrice, che ha eseguito le iscritte al corso con competenza, professionalità ed una grande capacità di stimolare il lavoro di squadra.
Tutte le docenti iscritte e le insegnanti che si sono recate anche solo per poche ore al corso hanno potuto apprezzare gli spunti operativi offerti dal Lions Quest e percepire il grande spirito di collaborazione che si è creato all’interno del gruppo, in cui l’entusiasmo e la voglia di condivisione delle dinamiche apprese nell’ambito delle tre giornate sono apparsi tangibili anche a chi ne ha fatto parte per poco tempo. Vi è tuttavia la volontà di lavorare tette insieme nella realizzazione dei percorsi sperimentali ed espressi dal manuale operativo, creando un gruppo di lavoro che unisce docenti delle scuole medie di Pinerolo, trovono un raccordo sia con la scuola primaria sia con le famiglie degli allievi, per le quali è previsto uno specifico testo, a cui si dedicherà un’ulteriore riflessione.
Orbene, il Lions Quest Italia, illustre Preside Forenza, nelle scuole propone la possibilità in un unico documento. Le tre esperienze didattiche compiute nel pinerolese darebbe quindi molta evidenza al nostro service, rivolto ad una fascia a rischio della popolazione, quali sono gli adolescenti, ma anche alle loro famiglie, cui proporre un sostegno ed una condivisione di valori e moduli operativi, e renderebbero evidenti i legami positivi intercorrenti fra associazioni che operano sullo stesso territorio con identiche finalità sociali ed educative. Nell’attesa, di un Suo cenno di riscontro, mi permetta di salutarLa cordialmente.
Cordiali saluti
(Dott. Pietro Vitale)