Ordini Cavallereschi Crucesignati

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giovedì 10 ottobre 2013

BRIGATA PINEROLO, IN PRIMA LINEA CONTRO GLI INCENDI

                                                Nota stampa del T.C. Domenico OCCHINEGRO
Bari, 10 ottobre 2013.
Nella giornata di ieri alle ore 14.30 una pattuglia di militari del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata Pinerolo, mentre era in addestramento in bianco, nel poligono occasionale di Torre di Nebbia, è intervenuta per domare un vasto incendio divampato in prossimità di Bosco Sabini . I militari sono intervenuti con l’utilizzo di un’autocisterna di acqua. L’incendio ha impegnato i militari per circa due ore. Il rischio concreto era quello che le fiamme avrebbero potuto danneggiare irrimediabilmente il vicino bosco.La Brigata Pinerolo nel periodo dal 20  giungo al 20 settembre  ha impiegato oltre 400 uomini, percorso 150.000 km nelle attività di pattugliamento e domato 5 grandi incendi, congiunte con la Guardia Forestale, si prefiggono lo scopo di controllare l’area per evitare il propagarsi di incendi, combattere i fenomeni di abbandono di rifiuti inquinanti e attività illegali.L’addestramento e l’esperienza maturata in supporto al Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, hanno dimostrato che un intervento tempestivo, favorito dalla presenza degli operatori sul territorio, spesso scongiura il divampare di grossi incendi.L’Esercito, inoltre, da sempre fornisce materiali, mezzi e uomini per il piano di Pubbliche Calamità Nazionale impiegando anche i suoi elicotteri per le campagne antincendio invernali ed estive. La Pinerolo in questo modo conferma la grande attenzione dell’Esercito verso l’ambiente e la tutela del territorio.

giovedì 3 ottobre 2013

LA CRISI ECONOMICA E LE NUOVE POVERTA'

di Antonio Laurenzano

L’Italia fra povertà e timori. E’ in forte chiaro scuro la fotografia del Censis sulla situazione socio-economica del Paese. Sempre più in alto il tasso di insicurezza delle famiglie italiane: si sta affievolendo la percezione del futuro in una realtà sociale che cambia in maniera irreversibile, e in senso peggiorativo.
Un’ansia collettiva generata da una serie di fenomeni, vecchi e nuovi, il primo dei quali legato alla crisi occupazionale: la fine del lavoro “inteso come fondamento della sussistenza economica e della stabilità della famiglia” , con il conseguente impoverimento delle risorse e degli stili di vita familiari. Un quadro complesso all’interno del quale c’è l’angoscia del presente, la paura del futuro. E’ la “nuova povertà” che avanza! Una povertà causata dal rampantismo selvaggio a livello economico e sociale. Persone lontanissime dall’immaginario del bisogno e dell’emarginazione costrette a bussare alle porte dell’assistenza sociale con bisogni concreti. Una povertà intesa non più come condizione economica , ma come senso di insicurezza, di instabilità, una zona grigia sempre più ampia dove povertà è anche fragilità di relazioni, precarietà lavorativa, malattia, inadeguatezza a un sistema dominato dalla competitività e dalla produttività.
In Italia l’impoverimento si sta così spostando dalle minoranze improduttive alle moltitudini precarie, persone che pur lavorando non sono più in grado di vivere autonomamente e di dare una risposta alle proprie aspettative. Sta cioè crollando il sistema che si è sedimentato nell’ultimo ventennio. Prima l’emergenza povertà riguardava soprattutto gli extracomunitari, ora invece coinvolge tanti italiani e moltissime famiglie proprio perché è cambiata la società. Sono cambiati i meccanismi di crescita e sviluppo.
Il fenomeno della povertà va studiato dunque non solo in termini statistici, quindi quantitativi, ma anche in relazione al cambiamento delle condizioni delle famiglie: oggi una persona è povera anche se ha un lavoro fisso, una casa e uno stipendio. Le “nuove povertà” vengono a determinarsi sulla base di fattori di cambiamento, demografico e sociale, che si sviluppano all’interno della società. E’ vasta la platea dei nuovi poveri che possono raggrupparsi in quattro grandi categorie sociali: anziani soli (problemi di salute), giovani coppie (precarietà lavorativa), genitori single (separati e divorziati), disoccupati (lavoratori a termine, esodati). Tutti accomunati in una fragilità delle condizioni reddituali che rappresentano, soprattutto per i giovani, l’impossibilità di progettare un futuro.
Povertà, solitudine, emarginazione: sono i volti della crisi che mettono a nudo il malessere del sistema sociale. Un malessere sempre più diffuso che colpisce la persona in quanto tale, la cui sorte e le cui vicende non possono vederci indifferenti, distratti, perché l’uomo che si vede abbandonato al suo destino non sempre riesce a superare le difficoltà quotidiane, lasciandosi andare a gesti insani e irreparabili.
Nel settore pubblico sono in grosso affanno le politiche di assistenza, latitante ogni serio dibattito sul reddito minimo garantito e sul reddito di cittadinanza. La crisi economica sta dicendo chiaramente che il meccanismo di copertura del welfare classico non è più sostenibile. Ma di povertà si muore!...
Occorre, per questo, una rinnovata presa di coscienza da parte della politica di questo Paese per un diverso approccio a una realtà che sta assumendo la connotazione di una vera e propria questione umanitaria. Essere consapevoli che la dignità di ogni essere umano è inviolabile e che l’umanità non si salverà se non c’è solidarietà e se non si mette finalmente l’economia al servizio dell’Uomo. Non basta la pura assistenza perché occorrono, all’interno di una rete di protezione sociale, interventi organici di politica del lavoro, politica di sostegno alla famiglia, politica per gli anziani, soprattutto politica per l’inserimento dei giovani nel mondo della ricerca, delle professioni, del lavoro. Restituire cioè la speranza di un futuro fatto di equità e giustizia sociale al quale ciascuna persona ha diritto in nome della vita.

IL FISCO E LA LOTTA ALL'EVASIONE

Parte la “campagna d’autunno”: con il redditometro caccia all’evasore. Le incognite.
di Antonio Laurenzano
Un … “amore impossibile” quello fra fisco e contribuente! Diffidenza ma soprattutto incomunicabilità alla base di un rapporto che è andato nel tempo sempre più deteriorandosi. E’ rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato da Ezio Vanoni, storico Ministro delle finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. La mancanza di certezza della legge tributaria intesa come prevedibilità delle conseguenze giuridiche e fiscali è divenuta ormai una triste costante. Da una parte il Legislatore fiscale costretto a rincorrere l’evoluzione dei rapporti economici per individuare i presupposti di nuova ricchezza e quindi nuovo imponibile da sottoporre a tassazione, dall’altra parte il malcapitato contribuente vittima spesso di un caos legislativo che non facilita certo l’interpretazione e la corretta applicazione della normativa.
Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto! Una situazione abnorme che provocò nel 1988 la ben nota sentenza della Corte costituzionale in materia di “ignoranza inevitabile”, un implicito riconoscimento del diritto del contribuente in presenza di una legislazione criptica e contraddittoria.
Dubbi e timori si addensano ora con la nuova offensiva del Fisco. Con grande risonanza mediatica, sta per iniziare la “campagna d’autunno”: caccia all’evasore attraverso il redditometro. Un restyling dell’accertamento sintetico. Si tende così a ricostruire, con effetti dall’anno d’imposta 2009, la ricchezza presunta del contribuente in base alle spese sostenute (effettive e figurative) e rapportarla con quanto dichiarato. Una sfida, quella del Fisco, che si inserisce in una stagione normativa che non conosce tregua, con una semplificazione tutta ancora da scrivere e una crescente pluralità dei livelli di tassazione nella prospettiva del federalismo fiscale.
La lotta all’evasione fiscale è la ragione d’essere di un sistema tributario: chi non versa il dovuto fruisce di una rendita che altera la concorrenza. Ma, osserva a riguardo Enrico De Mita, ordinario di Diritto Tributario alla Cattolica di Milano, “una vera democrazia si regge su un fisco equo: fiscalismo ed evasione sono due vizi che si sorreggono a vicenda nell’ambito di un problema di cultura che tocca il rapporto difficile fra cittadini e autorità”. Bisogna arginare la “finanza creativa” del ministro di turno, riducendo leggi e decreti, e abbassare il prelievo attraverso aliquote sopportabili sia per le imprese che per le famiglie per propiziare una vera “tax compliance”. Riduzione che difficilmente arriverà a causa del crescente debito pubblico: il male di fondo della nostra finanza pubblica.
Tanti segnali a conferma che l’ordinamento tributario italiano presenta gravi difetti per la mancanza di equità, efficienza, trasparenza e certezza, cioè i presupposti di ogni corretta azione di accertamento, individuati da Adam Smith, economista scozzese del XVIII secolo, con buona pace dello Statuto del contribuente, approvato nel 2000 con l’intento di garantire chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Un patto fra fisco e contribuente più volte violato!
E allora quali sono le prospettive del redditometro e della relativa azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi? E’ chiaro che il successo dell’operazione, la sua credibilità, poggia necessariamente sul recupero di un rapporto fisco-contribuente leale, senza pregiudizi: contraddittorio e cooperazione significano inibire all’Amministrazione finanziaria “scorciatoie” di comodo con atti …”preconfezionati” e legittimare un equilibrato e razionale riparto dell’onere della prova. Affidare cioè al buonsenso l’azione di accertamento della capacità contributiva e di spesa superiore al reddito dichiarato, avendo ben presente che talune spese (incrementi patrimoniali) non sono sostenute con il reddito conseguito nell’anno ma con il risparmio. In caso contrario, si rischia di colpire non gli evasori ma i risparmiatori!
L’Amministrazione finanziaria,attraverso le numerose ed efficienti banche dati, dispone di un patrimonio informativo davvero notevole che le consente, in prima battuta, di eseguire una selezione “intelligente” e preventiva per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo, in un’ottica di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Un incrocio dei dati che se correttamente elaborati costituisce una gabbia per l’evasore. Si ponga quindi fine alla incessante richiesta di informazioni (spesometro, beni ai soci, finanziamenti dei soci, elenchi black list, intrastat acquisti) che creano alle imprese costi non riscontrabili in altri Paesi del’Unione.
Conciliare gettito tributario e diritti dei contribuenti è la grande sfida del Fisco italiano. Una sfida di civiltà giuridica.

venerdì 27 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA

Legione Carabinieri Puglia
Comando Provinciale di Bari
BARLETTA: I CARABINIERI SEQUESTRANO BENI PER 50 MILIONI DI EURO AI SENSI DEL CODICE ANTIMAFIA.
Dalla prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari che stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore di 50 milioni di euro emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.
Si tratta di 29 terreni edificabili, 27 appartamenti, 62 garage, 2 società di costruzioni, 1 società di smaltimento rifiuti, 10 capannoni industriali, 2 vigneti, 16 mezzi di trasporto e 15 conti correnti bancari.
I beni sono tutti riferibili a un soggetto contiguo al clan mafioso  attivo in Barletta e nelle zone limitrofe, con precedenti vari per rapina aggravata, estorsione e usura aggravate, ecc….
Ulteriori dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari, Col. Rosario CASTELLO, alle ore 10:00 di giovedì 26 settembre 2013.




mercoledì 18 settembre 2013

PERCORSO FORMATIVO PER IL PERSONALE DELL'ACISMOM

Nell’ambito della cooperazione civile-militare, in occasione di  incontro formale tra il responsabile territoriale Calabria del Corpo Militare del Sovrano Militare Ordine di Malta, Ten. Col. Marco Scicchitano ed il Responsabile del SUEM 118 della provincia di Catanzaro, Dr. Eliseo Ciccone, è stata stretta una collaborazione formativa nell’ambito del soccorso in Emergenza-Urgenza.
Tale collaborazione consentirà al personale del Corpo Militare, sia esso già arruolato che arruolando, di partecipare gratuitamente ed a piccoli gruppi, al Corso di “Supporto Vitale di Base e Avanzato al Politrauma” diretto dal Dr. Ciccone e destinato a personale medico, paramedico e laico.
A tutti i corsisti verrà rilasciato attestato di frequenza, ma la partecipazione non darà diritto all’acquisizione di crediti ECM.
Il corso, della durata di 2 giorni dalle ore 8,30 alle 17,30, prevede il seguente calendario:
17-18 settembre; 24-25 settembre;
1-2 ottobre; 8-9 ottobre; 15-16 ottobre; 22-23 ottobre; 29-30 ottobre;
Si chiede a tutti gli interessati di scegliere un'opzione e di comunicarle al Responsabile dell'Unità Territoriale della Calabria, che legge per conoscenza, in maniera da finalizzare le procedure di partecipazione al Corso.
Cap. Palladino

domenica 15 settembre 2013

IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CC, COL. ROSARIO CASTELLO.

Dott. Pietro VITALE
(giornalista e scrittore)
Direttore del blog international:
www.legestadellacavalleria.blogspot.com

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BARI- Conferenza stampa alla caserma “Bergia” dei Carabinieri per la presentazione del nuovo comandante provinciale, colonnello Rosario CASTELLO.
L'alto ufficiale dell'Arma, è nato in Sicilia. Nel corso della sua carriera di Comandante vanta un'ampia esperienza sul territorio siciliano.



L'Arma quale testimonianza di continuità nella tradizione e apertura verso il futuro.
Identità Nazionale e il ruolo dei carabinieri a tal fine: Impiego Operativo quale elemento portante della politica e della sicurezza nazionale e internazionale, Formazione del personale, Attività Specialistiche nel settore della sanità e della tecnologia. Sono solo alcuni dei tanti settori nei quali l’Arma ha svolto la funzione di “Risorsa per il Paese” a favore della collettività.



Nel corso della conferenza stampa era presente il Ten.Col. Fabio OTTAVIANI, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari.









sabato 14 settembre 2013

FISCO E LOTTA ALL'EVESIONE

Parte la “campagna d’autunno”: con il redditometro caccia all’evasore. Le incognite.
di Antonio Laurenzano
Un … “amore impossibile” quello fra fisco e contribuente! Diffidenza ma soprattutto incomunicabilità alla base di un rapporto che è andato nel tempo sempre più deteriorandosi. E’ rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato da Ezio Vanoni, storico Ministro delle finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. La mancanza di certezza della legge tributaria intesa come prevedibilità delle conseguenze giuridiche e fiscali è divenuta ormai una triste costante. Da una parte il Legislatore fiscale costretto a rincorrere l’evoluzione dei rapporti economici per individuare i presupposti di nuova ricchezza e quindi nuovo imponibile da sottoporre a tassazione, dall’altra parte il malcapitato contribuente vittima spesso di un caos legislativo che non facilita certo l’interpretazione e la corretta applicazione della normativa.Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto! Una situazione abnorme che provocò nel 1988 la ben nota sentenza della Corte costituzionale in materia di “ignoranza inevitabile”, un implicito riconoscimento del diritto del contribuente in presenza di una legislazione criptica e contraddittoria.Dubbi e timori si addensano ora con la nuova offensiva del Fisco. Con grande risonanza mediatica, sta per iniziare la “campagna d’autunno”: caccia all’evasore attraverso il redditometro. Un restyling dell’accertamento sintetico. Si tende così a ricostruire, con effetti dall’anno d’imposta 2009, la ricchezza presunta del contribuente in base alle spese sostenute (effettive e figurative) e rapportarla con quanto dichiarato. Una sfida, quella del Fisco, che si inserisce in una stagione normativa che non conosce tregua, con una semplificazione tutta ancora da scrivere e una crescente pluralità dei livelli di tassazione nella prospettiva del federalismo fiscale.La lotta all’evasione fiscale è la ragione d’essere di un sistema tributario: chi non versa il dovuto fruisce di una rendita che altera la concorrenza. Ma, osserva a riguardo Enrico De Mita, ordinario di Diritto Tributario alla Cattolica di Milano, “una vera democrazia si regge su un fisco equo: fiscalismo ed evasione sono due vizi che si sorreggono a vicenda nell’ambito di un problema di cultura che tocca il rapporto difficile fra cittadini e autorità”. Bisogna arginare la “finanza creativa” del ministro di turno, riducendo leggi e decreti, e abbassare il prelievo attraverso aliquote sopportabili sia per le imprese che per le famiglie per propiziare una vera “tax compliance”. Riduzione che difficilmente arriverà a causa del crescente debito pubblico: il male di fondo della nostra finanza pubblica.Tanti segnali a conferma che l’ordinamento tributario italiano presenta gravi difetti per la mancanza di equità, efficienza, trasparenza e certezza, cioè i presupposti di ogni corretta azione di accertamento, individuati da Adam Smith, economista scozzese del XVIII secolo, con buona pace dello Statuto del contribuente, approvato nel 2000 con l’intento di garantire chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie. Un patto fra fisco e contribuente più volte violato!E allora quali sono le prospettive del redditometro e della relativa azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi? E’ chiaro che il successo dell’operazione, la sua credibilità, poggia necessariamente sul recupero di un rapporto fisco-contribuente leale, senza pregiudizi: contraddittorio e cooperazione significano inibire all’Amministrazione finanziaria “scorciatoie” di comodo con atti …”preconfezionati” e legittimare un equilibrato e razionale riparto dell’onere della prova. Affidare cioè al buonsenso l’azione di accertamento della capacità contributiva e di spesa superiore al reddito dichiarato, avendo ben presente che talune spese (incrementi patrimoniali) non sono sostenute con il reddito conseguito nell’anno ma con il risparmio. In caso contrario, si rischia di colpire non gli evasori ma i risparmiatori!L’Amministrazione finanziaria,attraverso le numerose ed efficienti banche dati, dispone di un patrimonio informativo davvero notevole che le consente, in prima battuta, di eseguire una selezione “intelligente” e preventiva per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo, in un’ottica di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Un incrocio dei dati che se correttamente elaborati costituisce una gabbia per l’evasore. Si ponga quindi fine alla incessante richiesta di informazioni (spesometro, beni ai soci, finanziamenti dei soci, elenchi black list, intrastat acquisti) che creano alle imprese costi non riscontrabili in altri Paesi del’Unione.Conciliare gettito tributario e diritti dei contribuenti è la grande sfida del Fisco italiano. Una sfida di civiltà giuridica.

venerdì 6 settembre 2013

I CAVALIERI DI UN'IDEA-CIRCOLO CULTURALE EXCALIBUR

DEMOCRAZIA, quanti crimini in tuo nome
di Gianfredo Ruggiero

Una ondata di sdegno ha attraversato il mondo alla notizia del probabile uso di armi chimiche contro la popolazione siriana da parte del regime di Assad. Ma quando a massacrare inermi civili sono gli americani allora la notizia passa sotto silenzio.
Nel novembre del 2004, durante l’invasione NATO dell’Iraq alla ricerca delle inesistenti armi di distruzioni di massa di Saddam, gli americani bombardarono per giorni e giorni la città irachena di Falluja con bombe al fosforo bianco provocando la morte di migliaia di civili e, a causa delle radiazioni, la nascita di bambini deformi e un aumento esponenziale dei tumori tra i sopravvissuti.
Le immagini raccapriccianti, visibili su youtube, dei corpi corrosi e scarnificati dalle bombe al fosforo: uomini, donne e bambini bruciati vivi tra atroci sofferenze e senza alcuna possibilità di cura, non hanno suscitato, a differenza della Siria, alcuna reazione da parte del mondo politico occidentale e hanno lasciato del tutto indifferenti le grandi testate giornalistiche e le maggiori reti televisive.
Anche in questo caso, per i massacri perpetrati dagli americani sui civili inermi, nessuna ondata di sdegno, nessun titolo in prima pagina, nessuna presa di posizione dei governi europei a dimostrazione del totale asservimento della cosiddetta libera stampa e dell’Occidente americanizzato agli interessi economici e geopolitici degli USA.
Dalle due bombe atomiche (non ne bastava una?) gettate su un Giappone prossimo alla resa, alle bombe al napalm sui villaggi vietnamiti, fino ai proiettili all’uranio utilizzati nei Balcani, l’America non è nuova a questi metodi e nonostante sia la prima produttrice, esportatrice e utilizzatrice al mondo di armi di distruzione di massa è sempre e comunque considerata un baluardo di democrazia e libertà.

Chissà se un giorno, per questi crimini contro l’umanità, ci sarà una nuova Norimberga...
Gianfredo Ruggiero, presidente  Circolo Culturale Excalibur – Varese

Nota: la pubblicazione del presente articolo non richiede la preventiva autorizzazione dell’autore, è sufficiente citare la fonte.


CAVALIERI DI UN' IDEA

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sabato 17 agosto 2013

L'ANNO DELLE ILLUSIONI:25 LUGLIO-8 SETTEMBRE 1943

25 Luglio – 8 Settembre 1943, le date della svolta il 1943 può essere definito l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il
Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.
Tutto ebbe inizio il 25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re. Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati. Il responso del Gran Consiglio,contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che difatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato. L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio
Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici). Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto. J!
Circolo Culturale Excalibur 2
A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate. Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio(1).
L’8 settembre 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.
Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della politica italiana. La guerra invece continuò per
altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.
Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare.
Tratto da xcalibur di Gianfredo Ruggiero
Note
(1) II governo Badoglio, per bocca del Generale Ambrosio capo di stato maggiore generale, chiese
ai tedeschi, il 6 agosto del 1943 a Tarvisio, 16 divisioni per contrastare lo sbarco alleato in
Sicilia.

venerdì 16 agosto 2013

LA MERITORIA ATTIVITA' DEI CARABINIERI DI PUGLIA-FERRAGOSTO 2013

Comando Provinciale Carabinieri Bari

Sala Stampa

provbasalastampa@carabinieri.it

Tel. 080/5453131

 BARI, OPERAZIONE DEI CC “FERRAGOSTO SICURO”: 9ARRESTI, 16 DENUNCE, 110 CONTRAVVENZIONI AL CDS ELEVATE. CATTURATO UN RICERCATO.
 9 persone arrestate, 16 denunce, 110 contravvenzioni elevate, 9 le patenti e 17 i documenti di circolazione ritirati nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri “Ferragosto sicuro”. È questo il bilancio dell’attività di controllo del territorio realizzata dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari a Ferragosto, finalizzata non solo a garantire serene e tranquille festività a turisti, a vacanzieri ed alla cittadinanza ma anche a contrastare gli incidenti stradali connessi all’abuso di alcool, stupefacenti e all’alta velocità. 450 Carabinieri a bordo di 213 “gazzelle” e due elicotteri, hanno effettuato controlli capillari non solo nel capoluogo e principali località balneari delle province di Bari e BAT ma anche nelle zone boschive e della Murgia, nelle città dove sono presenti sedi istituzionali, musei, chiese e nella stazioni ferroviarie, distributori di carburanti, autostrade e strade statali e provinciali, in prossimità di aree portuali ed aeroportuali, lidi balneari, presidiando in particolare i locali di ritrovo notturno o le sedi stradali così dette a rischio. Complessivamente 9 sono stati gli arresti per diversi reati di cui 8 in flagranza e 1 ricercato catturato; 16 le persone deferite a vario titolo in stato di libertà. 1600 le persone identificate e 1140 gli automotoveicoli controllati, 110 le contravvenzioni al Codice della Strada. 9 sono stati gli automobilisti sottoposti all’alcoltest ed al drugtest di cui 2 quelli risultati positivi con il contestuale ritiro di altrettante patenti di guida e la conseguente denuncia in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza. Delle 110 contravvenzioni al codice della strada contestate, inoltre, 19 riguardano il mancato uso della cintura di sicurezza e 17 quello del casco, mentre 29 sono stati i veicoli sequestrati e 2 quelli risultati oggetto di furto recuperati.
In particolare, nel capoluogo pugliese i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari hanno rintracciato presso l’abitazione della madre e tratto in arresto un ricercato per un provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Bologna: il 52enne (omissis), residente in Padova, ma da tempo irreperibile. L’uomo, trovato in possesso di una patente di guida e di due tessere sanitarie intestate ad altre persone, nonché di una carta d’identità contraffatta, era ricercato per espiare la pena residua di 5 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ricettazione e truffa. Dopo l’arresto, il 52enne è stato associato al carcere locale. I militari della Compagnia di Bari San Paolo e della Stazione di Bari Picone, invece, hanno arrestato rispettivamente un 45enne di origini georgiane, resosi responsabile di furto aggravato all’interno di un ipermercato della zona ed un 18enne accusato di tentato furto aggravato, perché nella notte è stato sorpreso e bloccato dopo aver tentato di asportare un ciclomotore parcheggiato sulla pubblica via. A Noicattaro, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato due giovani del luogo, di 20 e 21 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione ha consentito di sequestrare 72 grammi di marijuana, 6 grammi di hashish e 4 grammi di M.D.M.A A Molfetta, i Carabinieri della locale Compagnia hanno tratto in arresto due giovanissimi del luogo, di 19 e 17 anni, con l’accusa di furto aggravato in concorso, per aver rubato uno scooter dall’interno di un garage ove era custodito Per finire, a Bisceglie e a Conversano, due persone detenute agli arresti domiciliari sono state arrestate con l’accusa di evasione.