Ordini Cavallereschi Crucesignati

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martedì 18 novembre 2014

BREVE STORIA DEI SASSI DI MATERA: PATRIMONIO UNESCO E DELL'UMANITA'

I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimonio dell'UNESCO nel 1993. Sono stati il primo sito iscritto dell'italia meridionale. L'iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare delle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia. Nel rapporto della commissione che ha verificato la rispondenza del luogo ai criteri di valutazione dell'UNESCO la candidatura di Matera risponde ai seguenti criteri:
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«Criterio III: I Sassi ed il Parco delle chiese rupestri di Matera costituiscono una eccezionale testimonianza di una civiltà scomparsa. I primi abitanti della regione vissero in abitazioni sotterranee e celebrarono il culto in chiese rupestri, che furono concepite in modo da costituire un esempio per le generazioni future per il modo di utilizzare le qualità dell'ambiente naturale per l'uso delle risorse del sole, della roccia e dell'acqua.
Criterio IV: I Sassi ed il Parco delle chiese rupestri di Matera sono un esempio rilevante di un insieme architettonico e paesaggistico testimone di momenti significativi della storia dell'umanità. Questi si svolgono dalle primitive abitazioni sotterranee scavate nelle facciate di pietra delle gravine fino a sofisticate strutture urbane costruite con i materiali di scavo, e da paesaggi naturali ben conservati con importanti caratteristiche biologiche e geologiche fino a realizzare paesaggi urbani dalle complesse strutture.
Criterio V: I Sassi ed il Parco delle chiese rupestri di Matera sono un rilevante esempio di insediamento umano tradizionale e di uso del territorio rappresentativo di una cultura che ha, dalle sue origini, mantenuto un armonioso rapporto con il suo ambiente naturale, ed è ora sottoposta a rischi potenziali. L'equilibrio tra intervento umano e l'ecosistema mostra una continuità per oltre nove millenni, durante i quali parti dell'insediamento tagliato nella roccia furono gradualmente adattate in rapporto ai bisogni crescenti degli abitanti.» Tratto da l'enciclopedia libera WikipediA

I CARABINIERI RECUPERANO UNA BORSA LASCIATA INCUSTODITA DALLA POLIZIA MUNICIPALE....


GIOIA DEL COLLE:  RUBA BORSELLO DALL’AUTO DEI VIGILI URBANI MA VIENE NOTATO DA UN CARABINIERE LIBERO DAL SERVIZIO CHE LO ARRESTA

E’ accaduto ieri ad una pattuglia dei vigili urbani di Gioia del Colle. Gli agenti avevano lasciato l’auto di servizio poco lontana con le portiere aperte, mentre erano impegnati in attività d’istituto. Ad approfittarne un sorvegliato speciale 26enne del luogo che, vedendo nell’auto un borsello lasciato incustodito, non ha esitato ad impossessarsene. Sfortunatamente è incappato in un carabiniere, libero dal servizio, effettivo alla locale Compagnia Carabinieri, che dopo averlo notato con un insolito accessorio tra le mani, generalmente in dotazione alla Polizia Municipale, si è insospettito tentando di chiedergli spiegazioni. Vistosi scoperto, il giovane ha tentato la fuga, ma al termine di un breve inseguimento è stato rintracciato e bloccato tra le vie del centro cittadino. La refurtiva, comprendente anche un bollettario per la contestazione delle infrazioni al Codice della Strada è stata restituita al locale Comando di Polizia Municipale mentre il 26enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari.

giovedì 13 novembre 2014

LA PIETRA TOMBALE ARMENA DI MARMO, GRAN PRINCIPE HASAN JALAL VAHTANGIAN (1214/1261)

Dott. Pietro VITALE (giornalista-pubblicista e scrittore)
direttore del blog international:

L'ateneo del libero pensiero
La maggior parte delle persone oggi associano la stella a sei punte (esagramma) con la stella ebraica di David (Magen David), in quanto è il simbolo moderno di identità ebraica e giudaismo. Nel 1948 è stata anche adottata sulla bandiera ufficiale di Israele. Secondo Wikipedia: ". Il suo uso come simbolo della comunità ebraica risale al 17 ° secolo" Tuttavia, come molti altri aspetti della cultura armena, non molto è stato scritto circa l'utilizzo armena dell'esagramma. Anche se il suo uso nella scienza, l'arte, l'architettura, le decorazioni e anche per scopi religiosi è stato esteso nel corso della storia.
Storicamente gli armeni sono abili matematici, architetti e artigiani. Come tale geometria è sempre stato molto speciale per gli armeni. Gli antichi armeni avevano una conoscenza raffinata di astronomia e sono stati in grado di prevedere gli eventi astrali. I più antichi osservatori noti si trovano in Armenia. Datato già nel 4200 aC, Karahunj e ca. 2800 aC osservatorio a Metsamor permesso armeni ancestrali per sviluppare la geometria a un tale livello che potrebbero misurare le distanze, le latitudini e longitudini, immaginare il mondo come giro, e sono stati predicendo solare e lunare eclissi circa 1000 anni prima che gli egiziani hanno cominciato a fare lo stesso. Dell'architettura armena è spesso geometricamente audio con linee rette che collegano le colonne e precisione matematica. La geometria dell'architettura armena ha resistito alla prova del tempo, preservando molti edifici antichi in una regione dominata dalla guerra, povertà e catastrofi naturali. Le città fortificate e templi che sono stati scavati in Armenia (alcuni che vanno indietro fino a 7000 anni) mostrano una notevole consapevolezza di utilizzare la geometria nella costruzione di edifici sacri, con un complesso sistema di quadrati, rettangoli, cerchi, poligoni con motivi che si intersecano.
Geometria emerge dallo studio delle leggi naturali. Grazie a tali informazioni si possono costruire strutture, creare dispositivi e prevedere gli eventi astrali. Come tali forme geometriche sono stati considerati magici dagli antichi. Perché senza la geometria, non si può costruire qualsiasi cosa, e la sua conoscenza era la chiave per la sopravvivenza, e crediamo sia una chiave per svelare i segreti dell'universo. Questo amore per la creazione / costruzione ha permesso ai primi armeni di valorizzare forme geometriche e simboli che danno loro un posto di rilievo nella cultura armena.
Tra i molti simboli armeni usato la stella a sei punte per scopi architettonici. I primi armeni credevano che il simbolo di tenere poteri magici e incorporato in architettura, astronomia e arte sacra.
Attestante che sono le numerose chiese armene che sono costruite a forma di una stella a sei punte, l'uso di esagrammi per sostenere la cupola o semplicemente come decorazione sacra proteggere la Chiesa come fascino magico.
Il primo e il più importante cattedrale armena, (303 dC, costruito dal fondatore del cristianesimo in Armenia) è infatti decorato con molti tipi di esagrammi decorate. Un altro esempio è visto sulla tomba di un principe armeno della dinastia Hasan-Jalalyan di Khachen (1214 dC) nella Chiesa Gandzasar di Artsakh.
Forse l'esempio più famoso di utilizzo architettonico di un esagramma si può ammirare nel 12 ° secolo Chiesa armena, la Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme.
Nei casi in cui gli archi a forma di esagramma sostengono la cupola. Archi cupola simili a forma di una stella a sei punte, l'uso di esagrammi per sostenere la cupola o semplicemente come decorazione sacra proteggere la Chiesa come fascino magico.
Il primo e il più importante cattedrale armena di
Etchmiadzin (303 dC, costruito dal fondatore del cristianesimo in Armenia) è infatti decorato con molti tipi di esagrammi decorate. Un altro esempio è visto sulla tomba di un principe armeno della dinastia Hasan-Jalalyan di Khachen (1214 dC) nella Chiesa Gandzasar di Artsakh.
Forse l'esempio più famoso di utilizzo architettonico di un esagramma si può ammirare nel 12 ° secolo Chiesa armena, la Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme.
  Nei casi in cui gli archi a forma di esagramma sostengono la cupola. Archi cupola simili a forma di una stella a sei punte si trovano in tutta antica Armenia. Per citarne alcuni; l'arte eccellente del monastero cupola Khorakert, o il 13 ° c. monastero Khoranashat. Che gli armeni, che conoscono questo simbolo dai tempi immemorabili è diventato ancora una volta chiaro quando la più antica rappresentazione conosciuta di una stella a sei punte (che risale al 3 ° millennio aC.) È stata scavata nel tumulo Ashtarak in "Nerkin Naver" (in Armenia). Ciò è stato confermato da una serie di analisi al radiocarbonio di reperti, condotti in laboratori in Germania e negli Stati Uniti. Il manico di un pugnale raffigura i mondi prima decorazione di una stella a sei punte sepolto in un tumulo di sepoltura con oltre 500 tombe. Dato che le persone che amano costruire e creare armeni hanno sempre apprezzato la scienza. La geometria, in particolare, ha una lunga storia nelle arti armene, la religione e le scienze. Mentre l'uso di esagrammi (come ho dimostrato) è stato significativo per tutto il corso della storia armena, esistono molte altre forme e simboli di spicco nella cultura armena geometriche. La geometria è dopo tutto legato alla cultura armena. La (a otto punte) armeno stella ad esempio merita il proprio ingresso e saranno coperti prossima volta.



BERLINER MAUER (ANTIFASCHISTISCHER SCHUTZWALL).

Dott. Pietro VITALE (giornalista e scrittore)
direttore del blog international:

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Con quanta imprudenza molti cercano di levar di mezzo un tiranno senza essere in grado di eliminare le cause che fanno del principe un tiranno”. (Baruch Spinoza)
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Intervista del Direttore del blog international, Dott. Pietro VITALE, al Dott. Antonio LAURENZANO (economista e commentatore politico, di fama europea).
Domande:

Dott. LAURENZANO, leggo, in questi giorni, su varie testate di carta stampata e su Wikipedia che il muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione del popolo tedesco che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

Il Muro di Berlino ( Berliner Mauer, ufficialmente chiamato antifaschistischer Schutzwall, cioè sbarramento di protezione che era un sistema di fortificazioni (come in uso nel medioevo) fatto costruire dal governo della Germania dell'est, (Repubblica democratica) per impedire la libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest (e quindi la Germania Ovest) di cui de facto faceva parte e il territorio della Germania Est. Lo sbarramento è stato considerato il simbolo della cortina di ferro, cioè, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitenze e quella sovietica durante la guerra fredda?
Il muro divise in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l'apertura delle frontiere con la repubblica federale. Come lei sa dott. LAURENZANO, l'Ungheria aveva già aperto le proprie frontiere con l'Austria, il 23 agosto 1989, dando la possibilità di espatriare in occidente ai tedeschi dall'Est che, in quel momento, si trovavano in vacanza in altri paesi dell'Europa orientale?
Risposte:

Vede dott. VITALE, Risponderò in modo articolato alle Sue domande, anche se dopo il Muro di Berlino...: “demolire” le divisioni socio-economiche dell’Unione europea, I NUOVI MURI DELL'EUROPA.

Orbene, Quando una data segna la storia! 9 novembre 1989: dopo oltre 28 anni cade il Muro di Berlino che dal 13 agosto 1961 aveva di fatto tagliato in due non solo una città, ma un Paese, un Continente. E’ stato il simbolo della divisione del mondo in due blocchi politici e militari contrapposti: quello americano della Nato e quello sovietico del Patto di Varsavia.

Per l’opinione pubblica mondiale fu uno shock, accettato colpevolmente dalle cancellerie occidentali per “salvaguardare la stabilità dei due blocchi in Europa”. Solo dopo, quando le conseguenze inumane della brutale divisione della Germania diventarono sempre più evidenti nella loro drammaticità, si registrarono le prime reazioni. Famosa è rimasta la visita a Berlino del Presidente americano Kennedy durante la quale pronunciò in lingua tedesca, davanti a migliaia di cittadini berlinesi, la storica frase: “Ich bin ein Berlinen”, “Anche io sono un abitante di Berlino”.

Drammatico è stato il contributo di sangue a questa follia: centinaia i cittadini dell’Est in fuga verso la libertà uccisi dal fuoco dei soldati di frontiera della Germania comunista, lungo i 112 Km della “striscia della morte”, di cui 43 erano quelli separavano la Berlino Est della Rdt dalla Berlino Ovest. Altri annegarono nelle fredde acque del fiume Sprea che tagliava gli sbarramenti.

Soltanto il 9 novembre 1989, in pieno clima di perestrojka propiziata da Michail Gorbaciov,
il muro si sgretolava sotto l’assalto di migliaia di persone, a picconate veniva demolito l’odiato regime comunista. Con la caduta del Muro venne restituita la libertà e la dignità a milioni di persone. Le nazioni del blocco comunista tornarono alla democrazia! Era la “rivoluzione di velluto” preludio della riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990. Un’operazione fortemente osteggiata dall’allora primo ministro britannico Margaret Thatcher e, inizialmente, dal presidente francese Mitterand per i quali le ombre del passato non erano ancora fugate. Una Germania unita, un “gigante egemone” al centro dell’Europa faceva nuovamente paura! Prevalse la realpolitik: diffidenze e timori si dissolsero dinanzi al disegno della moneta unica in corso d’opera.
 
Ma “da che parte è caduto il Muro?” si è chiesto il quotidiano tedesco Der Spiegel. La Germania economicamente è ancora divisa. Il processo di ripresa economica dell’est è molto lento. Netto il divario tra gettiti fiscali (937 euro pro capite a est, il doppio a ovest) e tasso di disoccupazione: 103% nel 2013 a est contro il 6% dell’ovest! Il Pil pro capite nella ex Rdt è fermo da anni al 66% del livello della parte occidentale.
 
Pur fra evidenti contrasti, la Germania ha celebrato i 25 anni dalla caduta del Muro. Grande festeggiamenti a Berlino ai piedi della Porta di Brandeburgo. Ottomila ballons sulle tracce dello “steccato” per rievocare una pagina di storia che cambiò profondamente l’Europa e gli equilibri mondiali. Ma dopo quello di Berlino devono ora cadere i Muri dell’Europa! I muri delle divisioni economiche e sociali all’interno dell’Ue. L’unificazione della Germania ha portato tante opportunità, ha rimosso tanti ostacoli sulla strada del superamento dei blocchi politici del Vecchio Continente, ma ha anche aperto la strada, sul piano finanziario, all’ egemonia tedesca. La moneta unica fa favorito l’economia più grande ed efficiente. Quella di uno Stato che sulle ceneri del suo dramma ha costruito con determinazione il suo riscatto storico, ma che con il suo pragmatismo sembra aver smarrito il principio fondante della comune casa europea: la solidarietà, per un comune equilibrato sviluppo. Spetta alla Germania del futuro, nel ricordo del suo passato, contribuire a demolire in Europa i muri costruiti dai guasti della integrazione monetaria nella prospettiva di costruire un’Europa unita, fattore di stabilità e di crescita nel mondo.

martedì 11 novembre 2014

BASILICA ARMENA DEL 5^ SECOLO, ERERUYK

Invito alla cultura armena, considerazioni a cura di Pietro Vitale  
 
La basilica Ereruyk è uno dei monumenti più popolari di architettura antica dell'Armenia. La Basilica è situato sulla sponda orientale del fiume Arax, di fronte alla città di Ani, nella Provincia di Shirak Grande Armenia. Ha un posto speciale tra le prime chiese basilica cristiana, in quanto è uno degli esempi classici costruita nel 5 ° secolo. E 'considerata la più alta realizzazione della prima architettura ecclesiastica armena e contiene indizi per l'origine e la formulazione di architettura armena. E 'realizzato in fine e resistente tufo rosso o tufo.
Una ricognizione architettonico dettaglio è stato fatto verso la fine del XIX e gli inizi del XX dall'archeologo talento armeno architettonico, T'oros Toramanian, che ha fatto disegni dettagliati e ha richiamato i disegni di ricostruzione della Basilica Ereruyk che ci aiutano a comprendere meglio lo stato originale della Basilica intatto. Il portale sud che è stato relativamente ben conservato (con la maggior parte delle sculture ornate di tatto) in di per sé rappresenta un artigianato ricco e creativo.

lunedì 10 novembre 2014

IL GIOCO ILLEGALE, SERVIZIO STRAORDINARIO DI CONTROLLO DEI CARABINIERI, IN TUTTA LA REGIONE PUGLIA

Comando Provinciale Carabinieri Bari
Sala Stampa

CONTROLLI DEI CARABINIERI CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO, IN TUTTA LA REGIONE PUGLIA: 591 LE ATTIVITA’ ISPEZIONATE, VIDEOPOKER SEQUESTRATI E 84 MILA EURO LE SANZIONI  ELEVATE.

Il fenomeno del gioco d’azzardo è diventato un vero e proprio pericolo sociale che provoca dipendenza, con la conseguenza di incidere sulle già precarie condizioni economiche di numerose famiglie e di alimentare non solo il numero dei furti e delle rapine ma anche la criminalità organizzata attraverso il riciclaggio di denaro sporco, con effetti perversi e dannosi sull’intera società e sull’economia. Per arginare il fenomeno, i Carabinieri, d’intesa con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, hanno svolto specifici servizi sul rispetto delle leggi che regolano la particolare materia dei giochi. Negli ultimi tre giorni, infatti, sale giochi, centri scommesse, sale slot, circoli privati ed esercizi pubblici abilitati alla gestione di apparecchi elettronici da intrattenimento con vincite in denaro sono state passate al setaccio nel corso di un articolato servizio straordinario di controllo in tutta la Regione Puglia, svolto insieme a personale specializzato dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Il servizio è stato effettuato per contrastare il gioco illegale, reprimere i reati spesso consumati in tale settore quali il riciclaggio di denaro sporco, la detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, il porto e la detenzione abusiva di armi e verificare il possesso da parte dei titolari dei titoli autorizzativi per gli apparecchi elettronici e del rispetto delle norme poste a tutela dei minori. L’attività in questione, pianificata dal Comando Legione Carabinieri Puglia nel quadro del contrasto alle forme di illegalità diffuse, ha visto impegnati 891 militari dei Comandi Provinciali di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, supportati anche da velivoli del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e dal Nucleo Cinofili dell’Arma per gli aspetti di rispettiva competenza. Complessivamente in ambito regionale:
-          246 bar e tabaccherie, 91 circoli privati, 101 sale giochi, 97 centri scommesse sportive e 56 altre attività sono stati ispezionati;
-          13 le violazioni penali riscontrate (mancanza di licenza o mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti) con 2 sequestri effettuati;
-          13 i video poker ed apparecchi non regolari sequestrati;
-          33 le sanzioni amministrative elevate per un ammontare di 85 mila euro con 13  conseguenti sequestri;
-          chiusura di un centro scommesse, sprovvisto di autorizzazioni.
Le violazioni contestate, d’intesa con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, riguardano varie fattispecie sia penali che amministrative, quali:
-          istallazioni di apparecchi da intrattenimento senza le specifiche licenze o privi dei previsti nulla osta;
-          mancata esposizione delle tabelle di giochi proibiti e violazione delle prescrizioni imposte.
Nell’ambito dei predetti controlli, estesi anche alla circolazione stradale, sono stati raggiunti i seguenti risultati:
-          16 sono stati gli arresti eseguiti per reati vari e 38 le persone deferite in stato di libertà di cui 5 per mancata esposizione di giochi proibiti e 6 per violazione alle prescrizioni della tabella dei giochi proibiti;
-          19 i grammi di marijuana, 4 i grammi di eroina e 8 quelli di hashish sequestrati con 13 assuntori segnalati;
-          2 pistola e 1 arma bianca sequestrata;
-          2552 persone identificate ed 1572 i veicoli controllati;
-          239 le contravvenzioni al Codice della Strada elevate di cui 58 per guida senza cintura e 4 per guida senza casco e 229 le perquisizioni personali, domiciliari o veicolari eseguite;
-          7 le patenti e 7 i documenti di circolazione ritirati e 22.400,00 euro il valore della refurtiva recuperata.

domenica 9 novembre 2014

MANIFESTAZIONE DELLA X EDIZIONE DEL CADUCEO D'ORO

Dott. Pietro VITALE (giornalista e scrittore)
direttore del blog international:
Ordini Cavallereschi Crucisegnati)
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La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo.Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara;
la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice”.
Henry James, la lezione del maestro, 1888
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Il “CADUCEO D'ORO”

Alla presenza delle massime autorità politiche, civili e militari della Regione.

All'interno della Sala Polifunzionale Comando Scuole 3^ Regione Aerea – Bari Palese, sabato 8 novembre 2014 – ore 16.00, è celebrata la X Edizione del Caduceo d'Oro sul tema: Pharmaceutical Care, le sinergie professionali tra medico e farmacista per l'efficacia delle terapie e il governo della spesa.

Al convegno hanno partecipato: Prof. Michele MIRABELLA giornalista sacientifico, Sen. Dott. Amedeo BIANCO, Sen. Dott. Luigi d'AMBROSIO LETTIERI, Dott. Antonio GAUDIOSO, Dott.ssa Maria Carmela LANZETTA, Sen. Dott. Andrea MANDELLI, Prof. Luca PANI, Dott. Donato PENTASSUGLIA.

Nel corso della cerimonia è stato assegnato il caduceo d’oro. Il riconoscimento istituito dall’Ordine dei farmacisti di Bari, ormai giunto alla X edizione, per premiare le personalità che si sono particolarmente distinte in attività e ambiti riconducibili al settore farmaceutico. Vuole essere un utile momento di riflessione sul farmaco e i suoi significati, spiega il Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari. Il premio, che ha ormai rilevanza nazionale, riesce sempre a proporre, grazie alla scelte della giuria, contenuti di alto valore capaci di innescare utili riflessioni su un bene che incide come pochi altri sulle aspettative e la qualità della vita delle persone.

Forse non tutti sanno fu Federico II di Svevia, separare la professione di medico da quella di farmacista, definendo le rispettive competenze e l'autonomie delle funzioni. Afferma MIRABELLA: “Tra medici e farmacisti la separazione di competenze e obbiettivi unitari, al centro comunque, sempre il paziente, anzi, la PERSONA”. Egli non considera la farmacia una scienza, bensì una filososia, la medicina originata dai greci. Continua il giornalista ad adentrarsi in un monologo, forse difficile comprendere per la gran parte del pubblico, con arguzia affianca la farmacia paragonandola, alla lontana, ad un processo merameramente alchemico”. Oggi è necessario tendere di più il filo conduttore della sinergia per operare il rilancio di quelle convergenze parallele che pongono al servizio della comunità competenze e specializzazioni.

Il Sen. D'AMBRISIO LETTIERI, in un importante passaggio afferma:La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani è particolarmente impegnata nel definire contenuti di questo complesso processo di trasformazione e crescita in visione e sviluppi della “Pharmaceutical Care” . Al ruolo sempre più strategico che industria e ricerca farmaceutica rivestono, soprattutto nelle prospettive di salute delle persone e nelle aspettative di vita quotidiana.

Molti sono stati i passaggi e gli argomenti trattati durante il dibattito, trasformato dal Prof. MIRABELLA un salotto elegante, raffinato, di alta cultura e intelligenza che, tutti i relatori intervenuti hanno portato a termine e risposto alle domande, del giornalista scientifico. (Come ai tempi del programma televisivo ELISIR).

Alle ore 19,00 al termine del Convegno, è stata insignita del Caduceo d'Oro 2014 la Dott.ssa MARIA CARMELA LANZETTA, (Vice Presidente Ordine dei Farmacisti di Reggio Calabria).

Insigniti della benemerenza per 50 anni di iscrizione:
Giuseppe DALESIO, Vittorio DE VENUTO, Fonte Maria DI NUNNO, Riccardo INDELLICATI, Giuseppe MARSICO, Vitantonio RUGGERO.

Insigniti della benemerenza per 40 anni di iscrizione:
Vincenza BERARDI, Maria CARUCCI, Massimo D'ANDREA, Anna Maria GALLO, Rosalba LAVARRA.








giovedì 6 novembre 2014

BARI: I CARABINIERI ARRESTANO 5 PERSONE RESPONSABILI A VARIO TITOLO DI RAPINA AI DANNI DI AUTOTRASPORTATORI E RICETTAZIONE DELLE MERCI RAPINATE.

 
Comando Provinciale Carabinieri Bari
Sala Stampa

 I carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica. Si tratta di un 44enne, un 45enne e un 44enne baresi ritenuti responsabili a vario titolo di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione (finiti in carcere) e di un 33enne e un 25enne di Triggiano ritenuti responsabili di ricettazione (sottoposti ai domiciliari).
La banda non aveva fatto caso al sistema di videosorveglianza di cui era dotato l’ampio deposito, usato da molte altre ditte per stoccare materiali di lecita provenienza. Grazie alle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza infatti i carabinieri sono riusciti a ricostruire al secondo l’arrivo dei malfattori all’interno del deposito dopo le rapine nonché i loro spostamenti all’interno della struttura. Sulla base degli elementi raccolti messi in relazione con le dichiarazioni delle vittime i carabinieri sono riusciti ad attribuire ai tre soggetti baresi la paternità della rapina con sequestro di persona del 28 gennaio nonché responsabilità dei cinque soggetti sulla ricettazione della refurtiva oggetto di tutti e tre i “colpi”.

mercoledì 5 novembre 2014

COMMEMORAZIONE DELL'UNITA' D'ITALIA, 4 NOVEMBRE, SACRARIO DEI CADUTI, BARI.

Dott. Pietro VITALE
Giornalista-Pubblicista e Scrittore
                                                                       ****
Al SACRARIO D'OLTREMARE DI BARI, 4 NOVEMRE 2014 LA FESTA DELLE FF.AA.

Nel piazzale delle cerimonie del Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Bari, le Forze Armate il 4 novembre 2014, hanno Celebrato la commemorazione dell'Unità d'Italia.
Alla Cerimonia è intervenuto il Presidente del Senato Pietro Grasso.
Il Presidente Grasso è stato ricevuto dal Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, il senatore Massimo Cassano, in rappresentanza del Governo, dal Prefetto della Provincia di Bari Antonio Nunziante, dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea e del Presidio Militare di Bari, Generale di Squadra Aerea Franco Girardi.

Alla cerimonia erano presenti Autorità civili, religiose e militari, e i Labari della Regione Puglia, del Comune di Bari e della Provincia, e i Labari delle Associazioni Combattenti e d’Arma. A celebrare la Santa Messa è stato Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari e Bitonto.
Si ricorda che il Sacrario di Bari, custodisce i resti di oltre settantansettemila soldati, di varie armi, caduti durante i due conflitti mondiali, di cui oltre cinquantamila ignoti, insieme a quelle dell’Altare della Patria in Roma ed al Sacrario di Redipupuglia
Assieme, tutte le rappresentanze delle Forze Armate Italiane Il 4 novembre è il giorno del ricordo della vittoria italiana nella prima guerra mondiale, lo scopo è quello di non dimenticare il sacrificio dei quasi settecentocinquantamila giovani soldati morti per la nostra Patria nel primo conflitto mondiale.

“Il significato della ricorenza delle FF.AA. è ricordare l'impegno quotidiano, la dedizione nell’assolverlo e la professionalità con la quale lo si fa, è l’eredità di quei soldati che hanno dato la propria vita per la nostra libertà e unità. Oggi, noi, tutte le Forze Militari, siamo chiamati a garantire la pace, la libertà la solidarietà alla gente che abita questa splendida Puglia. Mentre si assolve il dovere e non dimenticate mai il sacrificio dei nostri padri ma, siatene ambasciatori operando senza risparmio di energie come solo voi sapete fare”

lunedì 3 novembre 2014

ALFANO: "CON TRITON, L'ITALIA SPENDERA' ZERO EURO"

Dott. Pietro VITALE
Giornalista-Pubblicista e Scrittore
Direttore del blog international:
                                                                              ***

Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili, ma al contrario vedete di procurare loro ogni gioia che potete.(Proverbio Sioux)
Domanda:

Dott. Laurenzano, il Ministro Alfano, ha assicurato spiengando che Sabato parte Triton, ha detto, nel "frattempo, che con la chiusura di Mare Nostrum, ci sarà una fase di accompagnamento che durerà due mesi e che costerà all'Italia un terzo di quanto costava Mare nostrum". "Con Triton, l'Italia spenderà zero euro", ha assicurato ancora il Ministro, spiegando che l'operazione europea "costerà 3 milioni di euro al mese, forse poco più e sarà finanziata con fondi europei. L'Italia per Mare Nostrum ha speso 9 milioni e oltre, al mese invece più di 110 milioni in quest' anno". Pattugliamento dei confini marittimi dell’Ue per l’emergenza migranti – Migrazione e legalità. Senza contare, nelle spese il pattugliamento dei confini dell'Ue pe l'emergenza....Migrazione e legalità? Ci chiarisca le idee, dott. Laurenzano, con la Sua lungimiranza e competenza. Il pezzo sarà pubblicato ul blog international:www.legestadellacavalleria.blogspot.com

Risposta:

Orbene, Dott. Vitale. Secondo le mie competenze cercherò di essere quanto più esaustivo:
LA NUOVA MISSIONE EUROPEA NEL MEDITERRANEO COSI DETTA:TRITON
A un anno dalla tragedia di Lampedusa dove persero la vita 366 persone, il 1° novembre ha preso il via la nuova missione europea nel Mediterraneo: “Triton”. E’ il risultato dell’accordo tra l’Italia e Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne, con sede in Polonia.
Si è aperto così un nuovo capitolo per fronteggiare sul piano umanitario le conseguenze drammatiche dell’instabilità politica e dei sanguinosi conflitti civili in Africa: i viaggi della speranza sulle carrette del mare di tanti disperati in fuga dalla violenza e dalla fame verso una vita degna di essere vissuta. E’ la (tardiva!) risposta dell’Europa all’operazione italiana “Mare nostrum” che, in dodici mesi, è riuscita a trarre in salvo circa 100 mila persone e ad arrestare più di 500 scafisti.
L’operazione Triton, è stato chiarito a Bruxelles, deludendo le aspettative del governo italiano, non è propriamente un’operazione di soccorso e non sostituirà gli sforzi italiani di Mare Nostrum che ha cessato ogni attività il 31 ottobre. Presidierà le frontiere europee nel Mediterraneo, “area Schengen”, con operatività decisamente ridotta rispetto a “Mare nostrum” la cui azione di intervento e di soccorso si spingeva sino a ridosso delle coste libiche. Nonostante i limiti e le incertezze, “Triton” è un segnale importante, se rapportato alle lentezze e alle carenze della politica europea in materia di immigrazione e asilo. E’ importante che la legislazione comunitaria in materia diventi la cornice di supporto all’operazione. Da questo punto di vista, il rispetto degli Accordi di Dublino, mirati a individuare rapidamente lo Stato membro competente per l’esame della domanda d’asilo, potrebbe rappresentare il primo importante contributo per un’azione efficace. E’ però auspicabile arrivare a una responsabilità condivisa: oggi ci sono sei Paesi che accolgono il 75% dei rifugiati (Germania, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Italia e Belgio).
Il decollo dell’operazione non è stato facile, con un budget mensile stimato pari a 2,9 milioni di euro per tutto il 2014, a fronte dei 9,5 milioni spesi dall’Italia con Mare nostrum. Otto i Paesi in campo con fornitura di equipaggiamento tecnico e personale: Finlandia, Germania, Spagna, Portogallo, Islanda, Olanda, Francia e Malta. Obiettivo: risolvere il problema migratorio nel Mediterraneo. Un problema che presenta inquietanti risvolti correlati alla legalità e cioè alla immigrazione irregolare. Il tema della sicurezza è da tempo nell’occhio del ciclone con controlli non sempre efficaci. Dell’immigrato si perde spesso ogni traccia. Cresce nell’opinione pubblica europea l’intolleranza verso flussi migratori privi di una necessaria regolamentazione in entrata, tale da rafforzare la lotta alla clandestinità e ai mercanti di morte che alimentano questo mercato. Secondo Europol, sono in aumento i clandestini che girano indisturbati per il territorio dell’Unione e che, in assenza di condizioni di vita accettabili, finiscono nella rete della malavita con tutti i fenomeni a essa collegati: microcriminalità, sfruttamento e prostituzione, traffico di armi e droga.
Per neutralizzare gli effetti di una immigrazione selvaggia, si attende da anni un intervento legislativo a livello comunitario per assicurare canali più sicuri e legali per l’accesso dei rifugiati alla protezione. Una risposta umanitaria da conciliarsi con la sicurezza internazionale, il quadro economico-occupazionale e i valori storici dell’Unione europea. Arriverà con il semestre dell’UE a guida italiana?