Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

venerdì 5 maggio 2017

5 ore fa
Apibeco Milano
L' Emm.mo Luogotenente di Gran Maestro
Fra' Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto a Lourdes
https://www.facebook.com/apibeco.milano/
Appena eletto quale Luogotenente di Gran Maestro del SMOM, Fra' Giacomo Dalla Torre accompagna i Signori malati a Lourdes nel pellegrinaggio internazionale al quale partecipa anche l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato e Delegato speciale del Papa per l’Ordine dal 5 al 9 maggio 2017.
Egli ha avuto modo di spiegare a quanti ancora non lo sapessero, che lo SMOM é un organismo internazionale quasi millenario che ha avuto come obiettivo primario quello di offrire aiuto, sostegno, vicinanza ai malati, ai poveri, agli esclusi in tutto il mondo, senza distinzioni di nazionalità, lingua, religione.
Con i suoi tredicimila membri, centomila volontari e dipendenti, il Sovrano Militare Ordine di Malta è una realtà che è sempre stata al servizio della Chiesa e del bene integrale dell’uomo.
Il pellegrinaggio internazionale dell’ordine di Malta a Lourdes, organizzato ogni primo fine settimana di maggio da quasi 60 anni, rappresenta un momento molto importante e ricco di significati per ciascun appartenente alle varie realtà melitensi. Circa settemila i partecipanti da tutto il mondo per una sempre nuova esperienza che arricchisce l’anima ed avvicina al Signore permettendo di attingere nuova forza per affrontare le prove dinnanzi a noi.
Le opere melitensi rispondono ai bisogni degli assistiti: mense sociali e centri medici, programmi di accompagnamento di disabili e anziani, soccorso sanitario alle persone che fuggono dalla guerra e dalla povertà, sia in terraferma sia nel Mediterraneo sulle imbarcazioni della Marina militare italiana, intervendo in caso di disastri naturali.
L’Ordine raggruppa associazioni, corpi di volontariato e di soccorso, ambasciate, in tutto il mondo e tutte queste entità hanno tutte il medesimo obiettivo: alleviare la sofferenza dei nostri Fratelli. A questo scopo l’Ordine è per Costituzione neutrale e apolitico. Non agisce in base ad agende politiche od economiche, ciò permettendo di operare e di essere accolti da comunità diverse, anche in zone critiche. Per esempio, in Turchia al confine con la Siria con un ospedale da campo e cliniche mobili, portando assistenza medica nei campi rifugiati nel nord Iraq. In Libano alcuni progetti medico-sociali vengono gestiti in stretta collaborazione con le comunità sciite e sunnite: un bellissimo esempio di collaborazione tra confessioni diverse. A Betlemme l'ospedale della Sacra Famiglia fa nascere ogni anno oltre tremila bambini. In Germania ci sono circa 150 centri di assistenza per i migranti. Lingue, culture e tradizioni diverse sono un arricchimento e non una minaccia.
Il nonno di Fra' Giacomo, come egli stesso lo ha ricordato, era una persona molto diretta e affettuosa, venne chiamato a dirigere «L’Osservatore Romano» in decenni difficilissimi, durante il fascismo, schierandosi apertamente contro la persecuzione degli ebrei e degli antifascisti che ospitò a casa sua, in Vaticano, insieme a diversi oppositori del regime, tra cui Alcide De Gasperi. Per le sue posizioni di cattolico coerente ed impegnato, alla famiglia non furono risparmiati momenti difficili.
San Giovanni Battista e la Beata Vergine del Fileremo guidino e proteggano Fra' Giacomo e tutti i partecipanti del SMOM per il Bene di tutti nessuno escluso.
Sia Lodato Gesù Cristo. +

domenica 30 aprile 2017

GOMMALACCA TEATRO NON SI ARRENDE....MAI

9 ore di viaggio, 8 ore di laboratorio, 15 minuti di performance che questa mattina alle dieci non sapevamo ancora di conoscere, (perché non ci conoscevamo) come se fosse sempre stata lì, nelle nostre viscere.LA VERITÀ vi prego SUI RAGAZZI è andato in scena per l'OPP Festival al FARM CULTURAL PARK di Favara, un posto impensabile, perché non immaginereste mai che possa esistere un luogo talmente eccitante e capace di scatenare energia e creatività. Grazie ragazzi @Giulio @Claudia @Emanuela @Michela @Laura @ Antonella grazie a @Rossella e of course @Matera2019. Oggi qui abbiamo sprigionato energia da #openfuture ;)
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giovedì 27 aprile 2017

SONO 900 MILIONI LE INFORMAZIONI PRESENTI NELLA COMPILATA DEL 2017.



                DICHIARAZIONE DEI REDDITI : SCATTATA  L’ “ORA X”
                                                       di  Antonio Laurenzano
Per trenta milioni di contribuenti è scattata l’“ora X”. Sul sito web dell’Agenzia delle Entrate è disponibile da qualche giorno la dichiarazione dei rediti precompilata che dal prossimo 2 maggio potrà essere modificata e inviata entro il 24 luglio, nel caso del modello 730 (pensionati o lavoratori dipendenti), o entro il 2 ottobre, nel caso del modello Redditi PF (redditi d’impresa, di lavoro autonomo, diversi, ecc.). Se il 730 precompilato viene accettato senza modifiche non ci saranno controlli sui documenti relativi alle spese inserite. Qualora dalla dichiarazione emerga un credito o un debito, il relativo rimborso o trattenuta sarà operato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico nella busta paga o nella rata di pensione a partire, rispettivamente, da luglio e agosto/settembre 2017. 
Quest’anno la dichiarazione precompilata contiene un maggior numero di elementi inseriti d’ufficio che vanno  ad aggiungersi a quelli già presenti nel 2016 (redditi di lavoro dipendente e pensione, ritenute, acconti, premi assicurativi, interessi su mutui, contributi previdenziali e assistenziali, spese sanitarie, universitarie e funebri). Nel terzo anno di sperimentazione, entrano nella precompilata le spese per l’acquisto di farmaci e per le prestazioni rese da ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, le spese veterinarie e quelle per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.
Sono circa 900 milioni le informazioni presenti nella precompilata 2017, di cui 690 milioni si riferiscono a spese sanitarie riguardanti 53 milioni di cittadini, per un ammontare di circa 29 miliardi di euro, il doppio dello scorso anno. Secondo quanto comunicato dall’Agenzia, i dati inseriti comprendono più di 61 milioni di Certificazioni uniche relative a lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, quasi 94 milioni di premi assicurativi, circa 16 milioni di bonifici per ristrutturazioni. E ancora, quasi 8,4 milioni di dati per interessi passivi, 3,3 milioni per contributi per lavoratori domestici e altri 3,4 milioni per le spese universitarie.
 Una mole notevole di informazioni  che, ove ce ne fosse bisogno, conferma la complessità del nostro ordinamento tributario. Un unicum europeo! Soltanto nell’ultimo anno si sono registrate altre quaranta new entry tra agevolazioni, proroghe e modifiche. Un labirinto di regole non sempre di facile interpretazione che, alla vigilia del nuovo appuntamento fiscale, hanno richiesto un intervento  chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate su deduzioni, detrazioni e credito d’imposta con la recente circolare del 4 aprile u.s. di ben 324 pagine! Migliaia di parole che si aggiungono a centinaia di pagine di istruzioni ufficiali ai modelli di dichiarazioni. Una situazione aberrante che crea confusione e scarsa trasparenza. Ancora inascoltato l’appello di Ezio Vanoni, storico Ministro delle Finanze degli Anni Cinquanta, per “un ordinamento tributario conoscibile nelle forme e comprensibile nei contenuti”. Da anni si opera con una frantumazione della legislazione tributaria e  un proliferare della normativa  che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio della certezza del diritto, divenuta una chimera!
Il contrasto all’evasione fiscale, che in Italia ha raggiunto livelli patologici con ricadute sull’economia del Paese, va condotto con una normativa chiara, estremamente semplice. Più complicato è un sistema fiscale, più facile sarà nascondere reddito nelle sue pieghe oscure, anche in termini di elusione. Sarebbe ora di voltare pagina: mettere al centro, sul piano legislativo, l’obiettivo di una profonda semplificazione con un taglio netto di balzelli e inutili adempimenti.  Ciò di cui il Paese ha bisogno, soprattutto in un periodo di stagnante ripresa economica, è un fisco che oltre a ridurre la pressione fiscale (stimata per l’anno in corso    al  42,3%) sostenga la crescita per aggredire l’ingombrante debito pubblico fermo al 132,5% del Pil.
Resta sul tavolo del Governo l’ipotesi di un riordino ad ampio raggio  del prelievo fiscale sulle persone fisiche con interventi su bonus e sconti Irpef nel rispetto della progressività dell’imposta sancita dalla carta costituzionale. Una organica riforma tributaria  ben inserita nel sistema economico del Paese, in linea con il quadro comunitario e i suoi vincoli di spesa. Ma “i signori del tempo perso”, ovvero i burocrati e i politici che frenano l’Italia, lo consentiranno? Il contribuente con la sua dichiarazione dei redditi resta in fiduciosa attesa!

....SIGNORAAAA PIANO...MOOO E CHE E' LO SPUTNIK?-E' NATO UN'ASTRONAUTA IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE?

Tre anni fa dopo esattamente: 12 ore di contrazioni preparatorie, 4 ore di travaglio attivo e due spinte, nasceva Yuri. Il dottore che si trovava al mio fianco, con marcatissima cadenza barese prima della seconda e ultima spinta, pronunciò: "signoraaa piano... mooo e che è lo Sputnik!". Per la prima volta nella mia vita ho provato una sensazione bellissima e sconosciuta, la percezione di aver "ben fatto", tutto giusto, tutto chiaro, tutto goduto ogni piccolo istante, proprio al termine di un 25 aprile morbido e assolato in un insospettabilmente silenzioso ospedale San Paolo. A te amore dedico una delle tue canzoni preferite ❤https://www.youtube.com/watch?v=OyMA84-mowI

sabato 15 aprile 2017

IL DOSSIER SU EMANUELA ORLANDI: DARE LUCE E SEPOLTURA ALLA PROPIA FIGLIA E SORELLA.

Appello per il diritto alla Verità su Emanuela ORLANDI

Papa Francesco,
sono Pietro Orlandi e dopo tanti anni sono ancora qui a chiedere la Verità sul rapimento di mia sorella Emanuela, cittadina vaticana, avvenuto il 22 giugno 1983.
Una ragazzina innocente di 15 anni alla quale è stato impedito di scegliere della propria vita, negandole, ancora oggi, ogni forma di Giustizia, dimenticandosi che la vita di ogni essere umano è sacra e non può essere considerata  un pezzo di carta sul quale apporre il timbro “ archiviata”.
Una vicenda che nel corso degli anni è stata caratterizzata da depistaggi, insabbiamenti, omertà e soprattutto mancanza di collaborazione da parte della Santa Sede.
Lei disse: “Chi tace è complice”. E’ vero.  In Vaticano c’è chi sa e da tanti anni tace, diventando complice di quanti hanno avuto responsabilità in questa vicenda.
A tal riguardo, in Vaticano, ci sono carte secretate, a conoscenza di alcune autorità della Santa Sede, che contengono passi importanti di questa disumana vicenda e che potrebbero permetterci di riabbracciare Emanuela o darle una degna sepoltura.
Il dossier “Rapporto Emanuela Orlandi” a disposizione, nel 2012,  della Segreteria Particolare di Papa Benedetto XVI, contenente  informazioni e nomi che potevano condurci alla Verità, stava per essere consegnato ad un magistrato italiano, ma in Vaticano vennero meno alla parola data e il fascicolo rimase occultato.
Dopo 33 anni mi chiedo perché si continua a negare ad una famiglia la possibilità di dare Luce e Pace alla propria figlia, alla propria sorella.
Abbiamo il diritto di conoscere la Verità contenuta in quei documenti e se sulla scomparsa di Emanuela fu posto il Segreto Pontificio, La prego di sciogliere i sigilli a tale imposizione che osteggia il raggiungimento della Verità e della Giustizia.
Non possono esistere segreti in uno Stato che si erge a centro della Cristianità perché è contrario alle parole e agli insegnamenti di Gesù:
”Non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato e di segreto che non debba essere manifestato”.
Papa Francesco Lei ha indicato agli uomini la via giusta “Costruire ponti e non alzare muri invalicabili” ed io lo stesso chiedo a Lei, per Emanuela.
La Verità, la Giustizia  non possono essere un’utopia, un sogno irraggiungibile  ma i principi fondamentali, per ogni Stato che si reputa civile.
Principi fondamentali che in questa vicenda sono stati vergognosamente calpestati per oltre 33 anni.
La mia è una voce tenace, priva di rassegnazione, che mi guiderà, in questa vita ed oltre,  a cercare  Verità e Giustizia, affinché questo grido  appartenga a tutte le vittime innocenti ed  alle persone private della  Libertà.
Non ci lasceremo mai rubare la speranza.
Pietro Orlandi
28 marzo 2017

giovedì 13 aprile 2017

"ABBIAMO I CONTI IN ORDINE:NON AUMENTIAMO LE TASSE, MA ACCOMPAGNANDO IL RISANAMENTO CON MISURE DI SVILUPPO...."



          MANOVRA SUI CONTI PUBBLICI:  PERCORSO AD OSTACOLI
 di Antonio Laurenzano
Manovra nuova, problemi vecchi. Il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei Ministri ridisegna il quadro macroeconomico italiano con il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma riproponendo il binomio di sempre: riforme-crescita. Un duplice ambizioso obiettivo finalizzato a  correggere i conti pubblici per il 2017 e a impostare la Legge di bilancio per il 2018. Un percorso ad ostacoli per assicurare al Paese una governabilità di legislatura che rappresenta un importante fattore di credibilità e di stabilità economica. Senza peraltro perdere di vista le scadenze elettorali con la caccia al consenso sul quale agiscono in Parlamento spinte settoriali e corporative.
“Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo”, ha dichiarato il premier Gentiloni a commento della manovra correttiva strutturale di 3,4 miliardi di euro come chiesto dalla Commissione Ue e dall’Ecofin. Lotta all’evasione, tagli di spesa, accise sui tabacchi e tassa sui giochi costituiscono le nuove entrate per la copertura del “buco di bilancio” pari allo 0,2% del Pil. Il maggiore introito, circa 1,2 miliardi, dovrebbe derivare dallo “split payment”, dall’estensione cioè dell’autofatturazione dell’IVA, già in vigore negli acquisti delle amministrazioni pubbliche, alle società partecipate e a quelle quotate. Dalla spending review, tagli alle spese dei ministeri e delle amministrazioni centrali, è atteso un gettito di circa 600 milioni. Il resto delle nuove entrate da altre voci, ivi compresa la “rottamazione” delle liti fiscali pendenti che si spera possa avere lo stesso successo di quella legata alle cartelle esattoriali. La copertura della manovra nella sua interezza non risulta ancora ben definita. Mancano  all’appello diverse centinaia di milioni.  “Ci sono misure che andranno ulteriormente specificate”, ha ammesso il Ministro dell’Economia Padoan. Un’operazione non semplice. In questo quadro d’incertezze è prevista per quest’anno una variazione in aumento della crescita all’1,1% e una riduzione del deficit dal 2,3% al 2,1%. Il debito, la palla di piombo della nostra finanza pubblica, è fermo al 132,5%!
Delusioni sul piano fiscale per le imprese: fissato al 30 giugno 2018, senza ulteriore proroga, il termine ultimo per l’agevolazione relativa agli investimenti (“iperammortamento”). Un segnale poco incoraggiante per la crescita.  Ancor più incomprensibile la chiusura sui crediti d’imposta  con obbligo del “visto di conformità” per la compensazione, in sede di pagamenti erariali, di imposte dirette, addizionali, sostitutive e Irap d’importo superiore a 5 mila euro, rispetto all’attuale soglia di 15 mila euro. Per azzerare eventuali abusi di alcuni, si colpisce la massa dei contribuenti onesti con aggravi di costi. La solita logica del fisco nostrano, con buona pace  per la tanto conclamata tax compliance!    
Archiviato con la manovra correttiva il rischio di una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles per il forte squilibrio macroeconomico riconducibile al debito eccessivo, si presenta complesso e articolato il Def con cui si avvia l’iter per la formazione della Legge di bilancio 2018. Problema di fondo è la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia concordate con l’Ue per quasi 20 miliardi con aumenti delle aliquote IVA e delle accise. Il rispetto degli impegni programmatici inseriti nel Documento di economia e finanza con una previsione di deficit per il prossimo anno all’1,2% comporterà un intervento sui saldi di finanza pubblica non inferiore ai 10 miliardi di euro. Sarà in autunno che si giocherà la vera partita sui conti pubblici, in Italia fra le varie forze politiche a pochi mesi dalle elezioni, e a Bruxelles, con la Commissione Ue, sul duplice versante del debito e del deficit per negoziare ancora una volta flessibilità e deroghe. Molto dipenderà dal binomio “riforme-crescita” che dovrà garantire al sistema Italia produttività e competitività. Non sono più rinviabili la riforma della giustizia civile e amministrativa, la razionalizzazione della spesa pubblica, una seria revisione della contribuzione e della fiscalità. A dir poco inquietante la recente circolare dell’Agenzia delle Entrate di ben 324 pagine sulle deduzioni e detrazioni fiscali e sui crediti d’imposta a commento delle 444 “tax expenditures” presenti nel nostro ordinamento tributario! E’ tempo di coniugare sviluppo ed efficienza per dare certezza all’azione politica e speranza alla ripresa economica del Belpaese.          

           

lunedì 10 aprile 2017

DISTRETTO ROTARYANO 2012

Importante upgrade di Rotary Club Central a cinque anni dal suo lancio

Quando abbiamo introdotto  nel 2012, ha rivoluzionato il monitoraggio degli obiettivi e della pianificazione per club e distretti — niente più moduli cartacei da compilare per la pianificazione di club, o trasferimento di scatole di informazioni storiche ogni volta che si alternavano i dirigenti.
Rotary Club Central ha offerto a club e distretti un modo quantificabile per cominciare a misurare l'impatto locale e globale, in particolare le iniziative per l'effettivo, le attività di service e le donazioni alla Fondazione Rotary.
Però, come con tutti i progress tecnologici, in pochi anni, Rotary Club Central ha cominciato a mostrare la sua età, e i Rotariani lo hanno notato. Sono stati i Rotariani a chiedere miglioramenti al sistema, una maggiore velocità d'uso e facilità di navigazione. Era arrivato il momento per un upgrade.
A luglio, abbiamo lanciato una versione nuova e migliorata di Rotary Club Central: completamente ridisegnato con un interfaccia moderno e attraente. Le pagine si caricano più velocemente, la navigazione è più intuitiva, tabelle e grafici sono più facili da leggere, rendendo più accessibili i dati di club ai dirigenti uscenti e in carica.
Soci e dirigenti di club possono visionare i trend, pianificare per il futuro e monitorare i progressi in pochi minuti. Inoltre, Rotary Club Central offre un'esperienza individuale all'utente, consentendo ai dirigenti di club di pianificare e valutare ciò che è importante per i loro club, come le attività per l'effettivo, o gli obiettivi per l'Attestato Rotary. Adesso si possono visionare gli obiettivi delle donazioni in valuta locale.
Rotary Club Central è anche un ottimo tool per pianificare la successione. I dirigenti di club si alternano ogni anno, pertanto i record storici su obiettivi e risultati facilitano la transizione e assicurano la continuità. Questo è solo un modo per migliorare la fiducia tra i soci e i dirigenti di club, poiché tutti hanno accesso agli stessi dati e stanno lavorando insieme a raggiungere gli stessi obiettivi.
L'upgrade di Rotary Club Central avverrà senza interruzioni, nel senso che non occorre far nulla a riguardo. Tutti i dati già nella piattaforma potranno migrare automaticamente nel nuovo sistema. A breve, saranno postati ulteriori aggiornamenti sul nuovo Rotary Club Central in Il mio Rotary.
29-Mar-2017

domenica 2 aprile 2017

PUGLIA, INCONTRO IN VIDEO VERITAS-SLOW FOOD:CIBO CULTURA E VINO

COMUNICATO-STAMPA
Una Festa Mondiale: iniziative a Bari in occasione dello Slowfood Day 2017
L’ 8 Aprile si festeggia in tutto il mondo lo Slowfood Day 2017. In questa
occasione, la Condotta di Bari ha organizzato una serie di manifestazioni ed
eventi, volti a coinvolgere la cittadinanza, promuovere la partecipazione e
richiamare l’attenzione sui valori tipici di Slowfood, un’ Associazione che,
com’è noto, propugna l’ amore per la Terra e un approccio equilibrato e
sensibile alla produzione e al consumo delle risorse alimentari.
In questo quadro, l’ incontro “IN VIDEO VERITAS” (Bari, 8 Aprile 2017, Sala
Conferenze della Camera di Commercio ore 9-13),che si avvale del patrocinio di
molteplici istituzioni, e della presenza di numerosi ospiti, intende mettere a
fuoco il rapporto fra cinema e vino.
Film e audiovisivi sono infatti un prezioso strumento di comunicazione e di
rilancio dei valori di Slow Food: sostenibilità ambientale, rispetto per le
tradizioni locali, e per le loro specificità . Cibo e cultura, vino e
conoscenza, territori e saperi: queste connessioni rappresentano infatti un
patrimonio del nostro Paese che merita di essere valorizzato, diffuso, narrato.
Si confronteranno esperienze diverse, col contributo di operatori ed esperti:
tutto
però in un clima rilassato e gioioso, com’è nello stile di Slowfood, senza
trascurare assaggi e preziose scoperte enogastronomiche
La partecipazione è aperta e gratuita


https://www.facebook.com/pages/SLOW-FOOD-BARI/1451807315071978

google.com/+SlowFoodBari     twt @Barislowfood
slowfoodbari.com 080 4606213 - 3298075548

>----Messaggio originale----
>Da: vitalepietrolions@libero.it
>Data: 20/02/2017 12.01
>A:
>Ogg: Re: R: Re: invito
>

sabato 1 aprile 2017

UNA GRANDE DINASTIA DELLA FAMOSA, ILLUSTRE E NOBILE: I VITALE

I VITALE DI TRECCHINA E DI TORTORA

Il tramonto di una grande dinastia
di Giovanni Celico e Biagio Moliterni

Con decreto del 1692 il feudo di Tortora, in Calabria Citra, fu messo “all’asta” e l’aggiudicazione avvenne, qualche anno dopo, a favore di Diego Vitale, figlio di Giuseppe barone di Trecchina, discendente da uno dei rami di una nobile famiglia di Cava dei Tirreni.
Un antenato, con lo stesso nome, appunto Diego Vitale, colonnello di Carlo V, per aver difeso, nel 1528, la città di Cava dall’assalto delle truppe del Lautrech, aveva ottenuto, con la franchigia delle gabelle, anche il privilegio di inquartare nelle sue armi due aquile imperiali, trasmesso al barone di Trecchina e, da questi, riportato ai successori (affresco esistente nell’androne del Palazzo ducale di Tortora ove risultano ancora riprodotte le insegne di combattimento della famiglia Vitale).
I Vitale
di Tortora, passati all’Ordine Gerosolimitano ed ascritti al Registro dei Cavalieri di Malta di giustizia, ebbero per arma: “d’azzurro alla banda d’oro; al tralcio di vite, pampinoso e fruttifero al naturale movente dalla punta, con aquila, sinistrato da un braccio di carnagione”, poi coperto d’ ermellino, “con in mano due ali indicanti tre stelle di oro ordinate e addestrato da un’aquila bicipite con le ali di nero spiegate” e, anche per vincoli matrimoniali, furono imparentati con i Grisone, i Caracciolo, i Grimaldi, i Seripando, i Iovine del Duca di S. Angelo, i Fasanella, i Gagliardi di Bovino, gli Altimari, ecc.
Diego Vitale, di cui sopra, scomparve il 16 aprile del 1728 e gli successe, nel possesso dei feudi calabro-lucani, essendo premorto il primogenito Nicolò, marito di Caterina Altomare, il nipote Giuseppe di Nicola, al quale, deceduto nel 1731, subentrò il fratello Alessandro Maria.
Nicolò ed il fratello Aniello Vitale, entrambi mancati giovanissimi, furono, in linea con una antica tradizione di famiglia, “dottissimi giureconsulti”.
Il duca Alessandro Maria Vitale visse, quasi stabilmente, a Tortora ove nacquero, dalla moglie duchessa Giovanna Maria Pescara del Diano dei marchesi del Castelluccio, molti dei suoi figli.
Dopo Alessandro Vitale subentrò, nel possesso delle terre di famiglia, Francesco Nicola, secondo duca e primo marchese di Tortora dal 1782, che impalmò Evarista Giudice di Domenico, cavaliere napoletano del seggio di Nido, e, a Francesco Nicola, per successione, Alessandro.
Alessandro Vitale nacque a Napoli il 22 maggio 1772 e fu educato nel Collegio dei nobili, fondato dal Marchese Giovan Battista Manso, sotto la direzione dei Padri Somaschi.Diligente nello studio delle lingue e della poesia, dopo il collegio, approfondì le scienze filosofiche e, infine, si applicò alla giurisprudenza: terminato il corso, intraprese la carriera del foro criminale, sotto la direzione del celebre avvocato dell’epoca Giuseppe Raffaelli.
Nel 1796 vestì l’abito di cavaliere di Malta e, nel corso degli avvenimenti del 1799, fu ricercato, ferito e cacciato in “orrida prigione”: ottenuta la libertà andò esule in Italia ed in Francia, da dove ritornò nel 1805.
Nell’esercizio della professione difese, con felice esito, diversi “rei politici” e, nel marzo 1806, fu nominato Commissario di Polizia del Quartiere di S. Lorenzo a Napoli, e, nel 1807, scelto come Socio ordinario di storia ed antichità dall’Accademia Ercolanese.
A novembre 1808 fu eletto giudice della Gran Corte Criminale di Teramo, ma, avendovi rinunciato, fu trasferito ad Avellino e, nel 1814, fu richiamato all’esercizio della giurisdizione proprio nella Gran Corte Criminale di Napoli.
Nel 1791 diede alle stampe, a Napoli, un libretto intitolato “Rime e prose in onore di Ferdinado I, e Maria Carolina d’Austria Sovrani delle due Sicilie”, con varie poesie italiane, una elegìa latina ed un discorso con riflessioni sopra alcuni principali articoli della legislazione di S. Leucio, emanata da re Ferdinando.In successione, produsse “Le lettere eroiche di Ovidio tradotte in versi italiani”, in due volumi, pubblicati a Napoli nel 1807, e “I libri cinque de’ Tristi di Ovidio similmente tradotti in versi Italiani”, in due volumi, che videro la luce nel 1818.
Altre sue opere, purtroppo, sono rimaste inedite.
Dal 1820 incominciò a “soffrire un’alienazione mentale” che indebolì, progressivamente, le sue “ facoltà intellettuali”.
Dai medici gli fu consigliato di respirare l’aria di Posillipo, ma, dopo il trasferimento in quella amena località, invece di migliorare, perse del tutto il ben dell’intelletto, tanto che, in un momento di grande sconforto, si lanciò da una finestra e morì il 25 aprile 1821: con lui, di fatto, si estinse quella nobile schiatta dei feudatari di Trecchina e Tortora.
Alessandro Vitale aveva portato all’altare Carmela Bonito, di famiglia nobile del seggio di Nido, ricevuta nel S.M.O. di Malta nel 1577, che, dopo la morte appunto del marito, convolò in seconde nozze con Ferdinando de Vargas Machuca secondogenito di Tommaso.
Carmela Bonito, a ricordo della prima unione, fece scolpire, nel marmo, una iscrizione, sormontata da un Medaglione con l’effigie, un mezzo busto, dell’estinto sposo, posta nella Chiesa di S. Maria della Grazie de’ PP. del B. Pietro da Pisa in Napoli, vicino all’Ospedale degli Incurabili, in una cappella di padronato della famiglia Altimari (1).
La lapide fu collocata nella quarta cappella di sinistra della chiesa di Santa Maria della Grazie a Caponapoli, presso via Foria (attualmente in restauro, essendo stata depredata negli anni del dopo-terremoto di molti dei suoi capolavori).
La cappella, originariamente della famiglia Altimari, come dimostra lo stemma scolpito sull'arco d' ingresso, aveva sull'altare una Crocifissione di Giovan Bernardo Lama e, alle due pareti, le tombe dei personaggi illustri di questa stirpe: a destra, il monumento funebre di Donato Antonio Altimari (1562) presentava il busto del defunto sull'urna e una decorazione a grottesche con simboli delle scienze (Donato Antonio era medico e filosofo), e, a sinistra, i monumenti di Tommaso e Biagio Altimari (1696), con i busti dei due magistrati vestiti con la toga.
In mezzo a questi ultimi fu collocata, ma non si sa se esiste ancora, per l’appunto, la lapide di Alessandro Vitale, ritratto con il viso severo, fronte alta, vestito da magistrato: la “toga, à nel cappotto avvolte le spalle, la goliera sotto al mento, e pendegli a sinistra la croce di Malta, di cui era insignito. Gli è sopraccapo l’arme di sua famiglia, sormontata da corona ducale e lo scudo diagonalmente diviso da una fascia: nel campo superiore, avvi a sinistra un braccio steso, la di cui mano con l’indice dito, e col medio mostra tre stelle che sono in alto: in quello inferiore vedesi un’aquila a due teste, seduta con le ali spiegate”.

D. O. M.
MORTALIA * HEIC * CONDVNTVR * VINCVLA
QUIBVS * SOLVTVS * EST * ALEXANDER * VITALEPATRICIVS * NEAP * DVX * TVRTVRAE
VTILIS * TREQVINAE * DOMINVS * EQUES * HIEROSOL.
VIRTVTE * PRVDENTIA * MAGNANIMITATE * SPECTANTISSIMVS
QVI * TANTA * ALACRITATE * TVM INGENVAS * ARTES
MVSASQUE * INPRIMIS * ITALAS * EXCOLVIT
TVM * JVRISPRVDENTIAE * ADYTA
A * PRIMA * JVVENTA PENETRAVIT
VT * IN * REGIA * SOCIETATE * BORBONICA
INTER * ACADEMICOS * HERCVLANENSES
ET * IN * NEAP.* CVRIA * INTER * JVDICES * CAPITALES
MERITO * FVERIT * ADLECTVS
HVIC * FATO * EHEV * NIMIS * ACERBO * EREPTO
CARMELA * BONITO * EX * PRINCIPIBVS * CASAPESENNAE
CONJVX.* INCONSOLABILIS * AETERNVM * MOERENS
LAPIDEM * DOLORIS * TESTEM * P. C.
DENATVS * EST * ANNOS * NATVS * IL
VII KAL. MAII * AN. * MDCCCXXI.


Questa iscrizione riporta che il duca di Tortora era patrizio napoletano, anche se la sua famiglia non era stata mai aggregata tra le patrizie di quella città.
Nel 1834 Carmela Bonito, per provare i sui diritti sulla cappella, fece incidere la seguente leggenda sulla parete sinistra, al di sopra della iscrizione prima trascritta:
SACELLUM HOC PRIMUM ALEXANDER VITALETURTURAE DUX E VETUSTA STIRPE ALTIMARO HAEREDITARIO JURE
ACCEPIT DEINDE UXOR CARMELA BONITO E CASAPESENNAE
PRINCIPIBUS PORTUS COMITISSA EX VIRI
TESTAMENTO EST ADEPTA CUJUS REI NE MEMORIAM INTERCIDERET
LAPIDEM POSUIT ANNO CICICCCCXXXIV (attenzione: Per C si intende la C con l’apertura rivolta verso il lato opposto)

(1)-Carlo Antonio de Rosa Marchese di Villarosa, Notizie di alcuni cavalieri del sacro Ordine gerosolimitano illustri per lettere e per belle arti, Napoli 1841, pp. 545 e 546; Giuseppe Castaldi, Della Regale Accademia Ercolanese, Napoli? 1840, pp. 248-25; Carlo Padiglione, Memorie storiche artistiche del Tempio di S. Maria delle Grazie Maggiore a Capo Napoli con cenni biografici di alcuni Illustri che vi furono sepolti, Napoli 1855, pp. 93-96; Giovanni Celico, Tortora e terre vicine, Editur Calabria, 1998; M. Battaglini, Il monitore napoletano 1799, Guida Editore, Na, nella nota n. 2 si citano alcune “allocuzioni”, tra le quali vi è quella del “cittadino Alessandro Vitale” dal titolo “Alla Repubblica Napoletana”; C. Colletta, Proclami e sanzioni della Repubblica Napoletana, Na, 1863, p. 59, ove è riportato il seguente proclama: “Libertà-Uguaglianza – Municipalità Provvisoria – Comitato Militare” e a p. 61 nell’elenco dei militari figura, dopo Pietro Paolo Perrelli, tra i soldati della 4ª Compagnia anche Alessandro Vitale.

CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE A NAPOLI




La quarta cappella della chiesa di S. Maria delle Grazie ove riposavano gli Altimari e Alessandro Vitale

BELLUM IUSTUM: LA GUERRA SANTA-NEI GIORNI DEI SANTI GIOACCHINO ED ANNA...



LA FIAMMA DELLA CONOSCENZA-del Prof. Antonio BOSNA
Bellum cano perenne (canto la continua guerra tra la persona inferiore e la persona superiore che è in ciascuno di noi)
Dedicato a tutti gli allievi ed amici che intendono combattere il Bellum Iustum, la Grande Guerra Santa.
La Conoscenza di cui si parla nelle Sacre Scritture di tutti i popoli, nonché nelle tradizioni orali dei popoli arcaici senza scrittura, è qualcosa di ben diverso dalla conoscenza così come viene intesa oggi, sia a livello filosofico-letterario e scientifico, che a livello del modo comune di sentire.
Di solito, per conoscenza si intende qualcosa che viene appreso a livello mentale e che, quindi, si arresta ad una descrizione esteriore di un oggetto, o anche di un soggetto, che poi viene racchiusa in un concetto che altro non è che una rappresentazione mentale, riflesso della vera realtà.
Nella conoscenza così intesa, soggetto conoscente ed oggetto conosciuto rimangono distinti, poiché il soggetto a livello mentale coglie solo una sintesi delle qualità appartenenti all’oggetto, secondo modalità che risentono della propria formazione intellettuale, del proprio carattere e temperamento, delle condizioni fisiche e psicologiche del momento in cui l’atto conoscitivo si attua.
A ben vedere ciò che di solito si chiama conoscere è semplicemente una descrizione del mondo così come è stata trasmessa ad ogni individuo, dal momento della nascita e per tutto il corso dell’esistenza, dalla cultura a cui, più o meno consapevolmente egli appartiene.
La descrizione o la rappresentazione della realtà, dunque, non è un vero conoscere. Tale processo, tale modo di intendere il conoscere, va avanti da molti secoli a questa parte e costituisce l’elemento più caratterizzante della così detta “solidificazione” del mondo, per usare una espressione di René Guénon.
La concezione materialista che è stata in un primo tempo affermata da vari filosofi, è andata via via ad essere assimilata nel vivere ordinario dalla stragrande maggioranza degli uomini moderni, senza peraltro un’acquisizione cosciente di tale processo deleterio.
Poiché come afferma il Guénon “l’ordine umano e l’ordine cosmico non sono in realtà separati….ma al contrario essi sono così strettamente legati che ognuno di essi reagisce costantemente sull’altro, e che esiste sempre una corrispondenza tra i loro rispettivi stati”. (1)
L’uomo materializzandosi, con il dare importanza solo alle cose sensibili, ha modificato la sua costituzione psichica e fisica, ma è stato anche determinante nella “solidificazione del mondo”, cioè a chiudere ogni possibilità di contatto con le realtà sovrasensibili, cosa che in altre epoche era del tutto naturale.
Conseguenza di tutto ciò è che la conoscenza doveva, per forza di cose, limitarsi solo al mondo che cade sotto i sensi, ed anche il così detto sapere scientifico moderno non è altro che, anche se sembra il contrario, un sapere impoverito, poiché basandosi solo sull’osservazione di fenomeni, è costretto a cambiare continuamente le proprie teorie, in quanto la realtà fenomenica muta costantemente.
L’importanza, quasi esclusiva, che si dà alla vita ordinaria, alla vita cioè che viene vissuta solo in funzione dei sensi, delle emozioni e dei sentimenti, conduce necessariamente a gravi limitazioni dell’individuo umano che sfociano nel disordine e nella confusione sempre più crescenti della società moderna, in cui il delitto, la menzogna e l’egoismo ne sono le manifestazioni più evidenti.
Per di più, come più sopra si è detto, il modo materiale di pensare e di vivere dell’uomo ha dei sicuri riverberi nell’ambiente e così che le frequenti inondazioni, terremoti, cambiamenti improvvisi del clima, strane epidemie, disastri aerei, ferroviari e stradali e le varie rivoluzioni e guerre che scoppiano continuamente in ogni parte del pianeta, sono sicuramente collegabili alle menti instabili ed agitate degli individui moderni.
Ma “la solidificazione del mondo …. man mano che prosegue diviene sempre più precaria, poiché la più bassa delle realtà è anche la più instabile … e proprio attualmente molti indizi stanno a dimostrare che il suo equilibrio instabile è in qualche modo sul punto di spezzarsi.” (2)
E’ opportuno ricordare che attualmente l’umanità si trova a vivere nella fase finale di un ciclo cosmico che secondo la tradizione Indù, così come viene riportata dalle Upanishad e dalla Bhagavad Gita, viene chiamata “Kalì Yuga” o epoca oscura in cui domina la dea Kalì, che governa sia la trasformazione che la distruzione.
Epoca preconizzata anche da Esiodo che parla dell’attuale Età come quella del Ferro, o anche dall’Edda Scandinava che la indica come l’Età del Lupo, chiamata anche “Ragna-rokkr” oscuramento degli dei; o anche dal Profeta Daniele quando spiega al Re Nabucodonosor il significato del sogno, fatto da questi, di una statua dalla testa di oro, dal petto e dalla braccia di argento, dal ventre e dalle cosce di bronzo, dalle gambe di ferro e dai piedi in parte di ferro ed in parte di creta. La statua di terribile aspetto che il re stava osservando, ad un tratto viene frantumata da una grossa pietra che si stanca da un monte, significando ciò la fine di questa epoca, mentre dopo il Dio del Cielo farà sorgere un nuovo regno, il regno Messianico, che non sarà mai distrutto. (3)
Tale dottrina delle quattro età del mondo che vanno via via decrescendo da una prima età luminosa in cui l’uomo aveva un contatto sovrasensibile con il mondo trascendente, all’ultima in cui avviene una quasi totale interruzione di tale contatto, con la conseguente materializzazione dell’esistenza dell’uomo, la si ritrova anche nella tradizione orale dei pellerossa Sioux d’America, riportata nella narrazione che ne fa lo stregone Alce Nero all’etnologo statunitense John Neihardt. (4)
In tale narrazione l’epoca primordiale viene descritta come un Toro che si regge sulle sue quattro zampe, mentre nelle altre tre successive il Toro perde via via una zampa fino all’ultima, l’attuale, in cui il Toro si regge su di una zampa sola, situazione questa estremamente precaria che, non potendo durare a lungo, porterà alla caduta ed alla rovina del Toro stesso.
Come ben si vede, in tutte queste tradizioni, che si rifanno a popoli diversi e distanti tra loro, sia nello spazio che nel tempo, c’è concordia nel ritenere che l’attuale epoca sia caratterizzata da una inversione dei valori e da un sempre più crescente disordine, il quale porterà alla fine questo mondo e dopo un periodo di caos, alla restaurazione della prima età dell’oro.
Trovandoci noi a vivere in quest’epoca pericolosa, come potremmo riattizzare la Fiamma della Conoscenza, grazie alla quale ci potremmo salvare dalla distruzione totale ormai già in atto? Non c’è bisogno di essere profeti di sventura per rendersi conto che l’attuale modo di vivere della stragrande maggioranza degli uomini, meccanico e materializzato, sembra quello che San Paolo definisce da “cadaveri ambulanti”.
Dio è morto, affermava il filosofo Nietzsche alla fine del secolo XIX; a maggior ragione potremmo aggiungere noi: è morto l’uomo, perché se Dio che è il Principio e la causa prima di ogni esistente è morto, come potrebbe continuare a vivere l’uomo, essere precario e di vita breve?
Accendere in noi la Fiamma della Conoscenza, non è qualcosa che possa dipendere da una semplice volontà umana, spesso mossa da semplici motivi sentimentali e nel vagheggiamento di una certa superiorità, la quale risulta essere solo un rifugio in un’atmosfera di sogno.
Perseguire un ideale di Conoscenza è la cosa più alta e più vera che l’uomo possa realizzare; è un impegno severo che implica la partecipazione massima di tutte le componenti dell’individuo: dell’intelligenza, della memoria, della volontà, del sentimento e dei sensi.
Il sentiero della Conoscenza conduce a ciò, che con linguaggio teologico, viene espresso nello Shema Israel “ascolta Israele: il Signore è nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. (5)
Si tratta di una dedizione totale a ciò che è “l’unica cosa necessaria”, tutto il resto, anche se legittimo, è paglia!
Di solito, quando si parla di queste cose, ci si sente rispondere, quando non si è presi per visionari o sognatori, che non si ha tempo perché troppo impegnati nella vita pratica; oppure si dice che di queste cose ci si occuperà nel periodo di vacanza o quando, addirittura, si andrà in pensione!
Ma come non accorgersi che la nostra stessa vita non ci appartiene, chi potrà mai garantirci che domani apriremo gli occhi?
A tal proposito, il Salvatore è molto esplicito quando afferma:“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete: la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?...di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno data in aggiunta”. (6)
La via della Conoscenza è la via che conduce al Santo Graal, cioè al cuore dell’Essere, a ciò che veramente l’uomo è: l’immagine eterna di Dio “questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio e colui che hai mandato Gesù Cristo”. (7)
Per giungere a tanto, è indispensabile che si verifichino tre condizioni essenziali:
Una vera vocazione;
Una diuturna disciplina di tutto il proprio essere;
Il ricevere l’insegnamento da un Maestro a cui si deve obbedienza e venerazione.
Per quanto riguarda il primo punto: cioè, se si sia in possesso di una vera vocazione, è della massima importanza partire da un esame attento di sé e di come è stata condotta la propria vita fino al momento presente. Se con sincerità si giunge a sentire un senso di inutilità, di non senso e quasi di disgusto di sé, questo può essere un segno che il cammino iniziatico di Conoscenza può essere intrapreso.
Se invece si prova una qualche forma di appagamento per ciò che appartiene al modo ordinario di vivere, aldilà se si stratta di cose lecite o illecite, allora vuol dire che si è ancora immersi in uno stato di sonnambulismo. Si ricordi: “chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me.” (8), e ancora: “se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua, perché chi vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo la salverà. Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima?”. (9)
La Fiamma della Conoscenza si accende quando queste parole penetrano sino al midollo, allora si è pronti ad iniziare il Santo Viaggio, attraverso la “Via Stretta” la via difficile che pochi osano percorrere perché costellata di spine e triboli di ogni genere. Difatti il Salvatore afferma :“Entrate per la porta stretta perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla Vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”. (10)
Se, invece, ci soffermiamo solo a discussioni da salotto letterario su cose di questo genere, si perde solo tempo e si aggrava la propria situazione. Si dice che il pensiero dell’uomo moderno è “pensiero debole” per cui tutto viene visto in superficie e la vita viene sprecata correndo da un’emozione ad un’altra, da una distrazione ad un’altra, da una preoccupazione ad un’altra, non accorgendosi così che in tal modo ci si avvia alla dissoluzione del proprio essere, a quella che è stata definita la “seconda morte” ovverosia la morte dell’anima!
Per quanto riguarda la seconda condizione essenziale per poter intraprendere il cammino iniziatico: la continua disciplina di tutto il proprio essere, è da dirsi che questa varia da individuo ad individuo, poiché ognuno parte da una situazione diversa che è la sintesi della propria storia personale vissuta sino a tale momento.
In linea generale può dirsi che è fondamentale sapersi mettere a nudo, cioè avere una venerazione per la Verità, per poter osservare con chiarezza il proprio caos interiore.
Di solito ogni individuo porta con sé uno stato di divisione tra le varie componenti del proprio io di superficie. La constatazione di tale intima divisione crea sofferenza, ma in questa non bisogno soffermarsi a lungo, altrimenti la spaccatura interna si allarga sempre di più in noi.
Piuttosto risulta molto utile ed efficace l’OSSERVAZIONE DISTACCATA DI SE’, esercitandosi spesso ad andare indietro con la memoria fino al momento della propria nascita e per chi è più progredito in tale esercitazione a penetrare nel ventre della propria madre ed anche oltre…
Inoltre, è opportuno apprendere a saper ricordare ed analizzare i propri sogni cercando di comprendere ciò che si cela sotto il loro simbolismo.
Nell’attività onirica, la mente è svincolata dalla condizione spaziale della veglia, e il tempo scorre secondo modalità differenti, per cui se spesso i sogni appaiono confusi è perché noi siamo troppo legati allo stato di veglia a cui l’uomo moderno, in particolare, ha dato importanza esclusiva.
Bisogna, invece, imparare a considerare che l’uomo totale è qualcosa di molto più grande e ricco di potenzialità più di quanto non si creda.
Nel sogno, come nel sonno profondo senza sogni, entriamo in dimensioni diverse del nostro essere e la loro esplorazione conduce all’esperienza della totalità dell’Essere.
Nella disciplina iniziatica va inclusa un’altra esercitazione fondamentale: la CONTINUA VIGILANZA SU DI SE’.
Portando l’attenzione costante sull’attività della mente e dei propri stati d’animo, si scopre che in noi ciò che domina è il pensiero passivo. L’uomo ordinario non dovrebbe dire “io penso”, ma “in me si pensa”; non “io amo”, ma “in me si ama”, non “io soffro”, ma “in me si soffre” e così via.
Prendendo coscienza di tale passività, nonché di tutti i gesti automatici che compiamo durante la giornata e di tutte le parole usuali che proferiamo, se tale consapevolezza è purificata da ogni emozione, si può giungere al distacco da tutto ciò che non si è.
L’uomo totale non può identificarsi con gli errori e le deficienze della propria vita, poiché il segmento della vita terrestre ha come connotato essenziale la “limitazione” che ci deriva dalle influenze del mondo esterno, dalla cultura a cui si appartiene, dall’educazione ricevuta, dalla propria costituzione psico-fisica, e dalle influenze ereditarie.
Il vero Io, il nostro essere divino e immortale è aldilà di tutte queste condizioni ed emerge quando tutta la polvere che si è accumulata in noi viene rimossa.
Si tratta di un lungo e faticoso processo di disidentificazione da ciò che si è in modo passivo aggiunto in noi durante la vita; in altre parole, bisogna giungere a cancellare la propria storia personale, spesso espresso nel simbolo del cambiamento del proprio nome, come nell’episodio della lotta di Giacobbe con Dio “…Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse :”Lasciami andare perché è spuntata l’aurora” Giacobbe rispose:”Non ti lascerò se non mi avrai benedetto!” gli domandò :”Come ti chiami?” rispose :”Giacobbe” riprese :”non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini ed hai vinto”. (11)
Fondamento della disciplina interiore è l’Amore per la Verità.
E’ della massima importanza comprendere che quando una persona mente, uccide sé stessa e il suo atto si ripercuote negativamente sia sull’ambiente sociale che su quello cosmico.
Il primo stadio della Conoscenza si raggiunge quando si è veri con sé stessi e veri con gli altri.
Infine, la terza condizione per poter intraprendere il cammino iniziatico di autoconoscenza, come si è detto, è il ricevere l’insegnamento da un maestro.
Tale figura, poco o niente conosciuta dal mondo occidentale moderno, non è solo di quella persona che abbia accumulato saggezza nel corso degli anni, ma essenzialmente si tratta di un soggetto che abbia a sua volta ricevuto una trasmissione dell’insegnamento spirituale da un altro maestro che è collegato ad una catena iniziatica che si ricollega misteriosamente al mondo delle origini.
A questo punto sorge un problema: poiché maestri di questo genere sono molto difficili da ritrovare nella società moderna e quei pochi che sono rimasti si sono occultati, si dice che i Rosa Croce si siano ritirati in una sede asiatica sin dal XVII secolo, stando così le cose, chi potrebbe avere titolo ad impartire l’insegnamento che conduce alla Conoscenza?
Due considerazioni vanno tenute presenti: la prima è che in Occidente l’unica organizzazione spirituale legittima, pur nei limiti del processo di secolarizzazione nel suo seno, è la Chiesa Cattolica.
In essa la dottrina ed i riti, i quali permangono nella loro struttura iniziatica, nonostante la popolarizzazione avvenuta da Costantino Imperatore in poi, discendono direttamente da Gesù Cristo, il Verbo di Dio.
E’ vero che gli elementi misterici dei riti, che ne sono la parte essenziale, spesso vengono affogati da tutta una serie di espressioni sentimentali ed anche dissacranti, vedi il battimano in chiesa, le riprese fotografiche durante i matrimoni, battesimi e cresime, per non parlare dei canti insipidi e mielosi che vengono usati e che non hanno nulla di sacro.
Inoltre, le chiese spesso vengono utilizzate come musei o per organizzare dibattiti e conferenze…..
Aldilà di tali evidenti storture, la partecipazione attenta ai riti e la meditazione sui simboli che emergono dalle Sacre Scritture, danno una possibilità di accesso alla Conoscenza di cui stiamo parlando.
Una seconda considerazione va fatta: accanto alla catena dei Maestri visibili, esiste anche quella dei Maestri invisibili con i quali in situazioni del tutto speciali si può prendere contatto.
Tra i vari casi di tali situazioni ne possiamo citare solo due: il primo si ha quando, dopo un lungo ed intenso meditare sugli aspetti simbolici, sia della realtà fisica, sia del contenuto dei sogni, e sia sulle Sacre Scritture, all’improvviso si ottiene una certa apertura di coscienza, potremmo dire un’illuminazione, in cui si fanno palesi vari significati oscuri dell’esistenza.
Tale stato di grazia viene accompagnato da un senso vivo di libertà, di distacco, di pace e di luminosità.
Nella tipologia dei sogni si possono distinguere almeno tre categorie: vi sono i sogni karmici, cioè quelli che riflettono i desideri e le pulsioni dello stato di veglia e che risentono inoltre dei processi fisiologici dell’individuo; più rari sono i sogni lucidi, in cui si ha coscienza di sognare, espressione di uno stato avanzato di vita spirituale; infine vi sono i sogni profetici, del tutto eccezionali, nei quali si ha un reale contatto con il mondo trascendente.
In un sogno della seconda o della terza categoria indicate è possibile avere un contatto e, quindi, un insegnamento da un Maestro invisibile.
La trasmissione dell’insegnamento sia durante i sogni, che durante lo stato di veglia di una coscienza allargata, su considerato, non avviene però nella forma usuale della logica.
Vi è una parte del nostro essere profondo che usa strumenti superiori alla logica razionale, si tratta della intuizione intellettuale, da non confondersi con l’intuito dei sensi, attraverso la quale si ha un rapporto immediato, fuori dalle categorie spazio-temporali, con la Realtà Unica, con l’Uno che è insieme l’Essere e ciò che è aldilà dell’Essere e che contiene tutte le possibilità della manifestazione universale.
L’uomo è un microcosmo, cioè la sintesi di tutto l’Universo creato, difatti nel Genesi, l’uomo viene creato da Dio alla fine del processo creativo: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”(12) e a cui il Creatore consegna tutto l’Universo su cui dovrà esercitare il dominio, potestà perduta dopo la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, ma riconquistata dal sacrificio del Cristo che rappresenta, tra l’altro, l’Uomo Universale a cui ogni persona che compie il cammino iniziatico dovrà ricongiungersi.
In un altro contesto culturale, quello metafisico del Tao-te-ching, un testo cinese attribuito a Lao Tse, la realizzazione del vero Io viene associata all’esperienza del Vuoto “chi realizza il Vuoto estremo trova ciò che (aldilà dal mutevole e dal particolare) sussiste immobile e calmo”. (13)
Mentre, nelle Upanishad indiane, l’Io vero, o Io assoluto, sintesi di essere e conoscere, viene identificato con l’Atman, che è l’individuazione del Brahman, il Principio primo da cui traggono la realtà tutti gli esseri visibili ed invisibili.
Dell’Atman, però, l’uomo ordinariamente non ha coscienza, poiché esso risiede nella “caverna del cuore”, cioè nel così detto quarto stato, turya, che è aldilà del sonno profondo senza sogni.
Chi intende intraprendere il cammino iniziatico della Conoscenza, andando dall’esteriore, l’io di superficie, all’interiore, l’Io vero; o, in altri termini, dal molteplice all’Uno, per usare il linguaggio di Plotino, deve percorrere un itinerario di distacco da ciò che non si è. In tal modo, attraverso un’attenta concentrazione si comprende che: ciò che deriva dai sensi, dalle emozioni, dai sentimenti, dagli istinti e dalle tendenze ereditarie, non fa parte della costituzione del vero Io.
Conoscere il vero Io è tornare allo stato primordiale che è uno stato di Sapienza e di Potenza insieme e che può manifestarsi in un’esperienza di Luce sfolgorante in un attimo intemporale.
Se la Fiamma della Conoscenza è veramente accesa in noi, dopo aver realizzato lo stato di Verità, va realizzato lo stato di Unità del proprio essere, che si ottiene ristabilendo la gerarchia originaria, in cui l’Intelletto, risplendendo di luce meridiana, riprende il comando sulla ragione, sulla volontà, sui sentimenti e sui sensi.
Quindi, realizzato l’Uomo Vero, si dovrà realizzare l’Uomo Reale o Primordiale, per ascendere all’ultima e definitiva tappa del processo conoscitivo iniziatico, rappresentato dall’Uomo Universale, El-insanul-Kamil, così chiamato dall’esoterismo arabo, che corrisponde all’Adamo Qadmon della Qabbalah ebraica, al “Re” Wang del Tao-te-ching, e al Logos della tradizione cristiana.
In conclusione, per poter accedere alla Realtà Vera al Vero Sé Stessi, l’uomo deve rompere il guscio/limite della vita quotidiana, in cui si ripetono banalmente parole, gesti ed atti che non possono dare spessore ad un vivere da Esseri svegli.
“Il primo movimento dell’uomo che cerca la Via deve essere quello di spezzare l’immagine abituale che ha di sé stesso, soltanto allora egli potrà cominciare a dire Io, quando alla parola magica corrisponda l’immaginazione interiore di un sentirsi senza limiti di spazio, di età e di potenza”.(14)
Il mondo in cui ci muoviamo è costellato da miriadi di forze misteriose che manipolano e rendono schiavo l’uomo comune e di tali forze lo Svegliato si deve rendere padrone per potersi riappropriare della sua dignità primordiale: Essere vicario di Dio nell’Universo.
Per aspera ad astra.
Antonio Bosna
Bari, 26 luglio 2013
nel giorno dei Santi Gioacchino ed Anna

NOTE
(1) René Guenon – Il regno della quantità e il segno dei tempi. Ed. Studi tradizionali, Torino, 1969, p. 138
(2) Ibidem: p. 144
(3) Daniele 2,31-45
(4) John Neihardt – Alce Nero parla – Adelphi, 1968
(5) Deuteronomio 6,4-5
(6) Matteo 6, 25-34
(7) Giovanni 17,3
(8) Matteo 10, 37
(9) Marco 8, 35-36
(10) Matteo 7,13-14
(11) Genesi 32,25-29
(12) Genesi 1, 27-28
(13) Tao-te-ching 16
(14) Leo – Barriere in “Introduzione alla Magia” a cura del gruppo di Ur Vol. I
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Pietro Vitale
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