Ordini Cavallereschi Crucesignati

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domenica 29 giugno 2008

IN DIFESA DELL'OPUS DEI

di Miguel Bert. - ricevuta via e-mail
Le prime accuse all’Opera sono state (e sono tuttora) mosse in ambito massonico. La massoneria spagnola prima, e portoghese dopo (il Portogallo fu uno dei primi paesi dove si diffuse il lavoro dell’Opera), sono state le fautrici delle voci riguardo alle quali l’Opus Dei sarebbe una massoneria bianca. Senza voler, ne dover spiegare (soprattutto a Lei) il perché la massoneria volesse attaccare in modo particolare la Chiesa cattolica, una parola va spesa per spiegare il perché di questo particolare attacco. L’Opera ha effettivamente significato una rivoluzione sociale all’interno della Chiesa, prima del Concilio Vaticano II, questo sì. Il motivo è il messaggio stesso dell’Opera: tutti sono chiamati alla santità, nessuno escluso. Ciò viene a risvegliare il laico ordinario. Ma non solo. L’Opera spiega che non è sempre necessario mettersi un saio, una spilla o andare in giro scalzo per essere santo ne tanto meno per dimostrare la propria appartenenza a qualche cosa. Insomma, la fede non si ostenta, è qualcosa di interiore. Queste sono tutte cose ottime e sante, ma non indispensabili per diventare santo. Sono vocazioni particolari che possono riguardare alcuni , ma non solo "l'unica" via. Ed è proprio da questo che ovviamente deriva il pericolo per la massoneria. Dapprima un "risveglio" a tutti i cristiani indeterminatamente, e soprattutto l’impossibilità di individuare "un nemico" con la talare o con il saio da poter attaccare. E qui la grande menzogna: lo scambiare la fede interiore, un amore intimo, un non "ostentare" in segretezza. La menzogna perfetta. Far diventare il "nemico" niente di meno che ciò che il "nemico" combatte. Il gioco è fatto.L’appartenenza all’Opera non comporta alcun cambiamento esterno, visibile nel fedele. L’impegno è esclusivamente tra il singolo e la Vocazione che Dio gli ha dato. Che bisogno c’è di dare risonanza a qualcosa di così personale o intimo? Se un frate non vestisse un saio parrebbe inopportuno chiedergli se sia un religioso, e similmente ad un ebreo non ortodosso se sia ebreo. O sbaglio?"Strumento personale del Pontefice" si sente dire. Anche qui si parte da una verità e si stravolge il concetto. L’Opus Dei è una Prelatura Personale. Una Prelatura è una Istituzione della Chiesa Cattolica. Normalmente, per chi non lo sapesse, la Chiesa è divisa territorialmente in Diocesi a capo delle quali vi è un Vescovo. I fedeli che fanno parte di una Prelatura Personale, dal momento che sono caratterizzati da una certa spiritualità fanno capo ad un Vescovo, che è il Prelato. Dal momento che la Prelatura è sparsa nei diversi continenti, per quello che riguarda la propria vita spirituale, tutti i membri sono sotto la responsabilità del Prelato. Dunque sotto questo aspetto solamente dipendono non territorialmente, ma dal proprio Prelato. Per ogni altro aspetto, quali ad esempio celebrazione di sacramenti o documentazioni varie, dipendono dall’autorità territoriale. Ovviamente il Prelato che è un vescovo non può essere alle dipendenze di ogni singola Conferenza Episcopale dal momento che si parla di un a presenza in tutti i continenti, e di conseguenza fa capo al Pontefice, i, quale è utile ricordarlo è un vesovo anche lui. Non è assolutamente dunque una "chiesa nella Chiesa". Semplicemente è necessario avere la necessaria formazione e buona fede per non vedere misteri dove non ce ne sono e vederli dove pare non ve ne siano.Altra accusa che andava parecchio di moda in certi "ambienti" era la rapidità della Beatificazione di quello che è oggi San Josemaria Escrivà, ossia il fondatore. La beatificazione in questione fu tra le prime, se non la prima e beneficiare della nuova procedura di beatificazione, che risulta più celere di quella passata. Ciò non vuol dire che è "a scapito della qualità". Tali affermazioni sono ironiche se non addirittura offensive, dal momento che non penso nessuno più della Chiesa Cattolica possa permettersi di dire chi è e chi non è Santo. Il "Santo" per la Chiesa Cattolica è un modello da imitare, per chi non ci crede rimane uno qualunque. Con l’evolversi delle scienza e della comunicazione è ovvio che certe cose possono assumersi e dedursi più celermente, mentre nei secoli passati un po’ meno. Insomma, se c’è una modernizzazione è "a scapito della qualità", se non c’è "son cose d’altri tempi"… Insomma, oggi giorno le canonizzazioni sono relativamente più rapide (relativamente perché sempre di decenni si parla). Bakita che fu beatificata insieme al fondatore, fu canonizzata prima dello stesso. Padre Pio fece ancora prima a passare da Beato a Santo.Infine, per concludere (e per non abusare della Sua pazienza) un piccolo commento. Si accusa il Card. Tettamanzi di aver giocato a tennis con Pinochet. Ammesso, ma non concesso, che ciò sia vero, consiglio a chi scrive o pensa queste cose di prendere il Nuovo Testamento (ossia il Vangelo) e prendere il punto dove i "bigottoni" dell’epoca rinfacciavano a Cristo di mangiare coi pubblicani e le prostitute. La risposta fu "Non sono i sani che hanno bisogno del medico". Insomma che il sacro è sempre meglio andarci coi piedi di piombo, dal momento che tutti abbiamo i nostri scheletri nell'armadio, o per rimanere in tema evangelico "guardiamo prima alla trave che è nel nostro occhio e non alla pagliuzza che è nel vicino".M. Bert.
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