Ordini Cavallereschi Crucesignati

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sabato 15 aprile 2017

IL DOSSIER SU EMANUELA ORLANDI: DARE LUCE E SEPOLTURA ALLA PROPIA FIGLIA E SORELLA.

Appello per il diritto alla Verità su Emanuela ORLANDI

Papa Francesco,
sono Pietro Orlandi e dopo tanti anni sono ancora qui a chiedere la Verità sul rapimento di mia sorella Emanuela, cittadina vaticana, avvenuto il 22 giugno 1983.
Una ragazzina innocente di 15 anni alla quale è stato impedito di scegliere della propria vita, negandole, ancora oggi, ogni forma di Giustizia, dimenticandosi che la vita di ogni essere umano è sacra e non può essere considerata  un pezzo di carta sul quale apporre il timbro “ archiviata”.
Una vicenda che nel corso degli anni è stata caratterizzata da depistaggi, insabbiamenti, omertà e soprattutto mancanza di collaborazione da parte della Santa Sede.
Lei disse: “Chi tace è complice”. E’ vero.  In Vaticano c’è chi sa e da tanti anni tace, diventando complice di quanti hanno avuto responsabilità in questa vicenda.
A tal riguardo, in Vaticano, ci sono carte secretate, a conoscenza di alcune autorità della Santa Sede, che contengono passi importanti di questa disumana vicenda e che potrebbero permetterci di riabbracciare Emanuela o darle una degna sepoltura.
Il dossier “Rapporto Emanuela Orlandi” a disposizione, nel 2012,  della Segreteria Particolare di Papa Benedetto XVI, contenente  informazioni e nomi che potevano condurci alla Verità, stava per essere consegnato ad un magistrato italiano, ma in Vaticano vennero meno alla parola data e il fascicolo rimase occultato.
Dopo 33 anni mi chiedo perché si continua a negare ad una famiglia la possibilità di dare Luce e Pace alla propria figlia, alla propria sorella.
Abbiamo il diritto di conoscere la Verità contenuta in quei documenti e se sulla scomparsa di Emanuela fu posto il Segreto Pontificio, La prego di sciogliere i sigilli a tale imposizione che osteggia il raggiungimento della Verità e della Giustizia.
Non possono esistere segreti in uno Stato che si erge a centro della Cristianità perché è contrario alle parole e agli insegnamenti di Gesù:
”Non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato e di segreto che non debba essere manifestato”.
Papa Francesco Lei ha indicato agli uomini la via giusta “Costruire ponti e non alzare muri invalicabili” ed io lo stesso chiedo a Lei, per Emanuela.
La Verità, la Giustizia  non possono essere un’utopia, un sogno irraggiungibile  ma i principi fondamentali, per ogni Stato che si reputa civile.
Principi fondamentali che in questa vicenda sono stati vergognosamente calpestati per oltre 33 anni.
La mia è una voce tenace, priva di rassegnazione, che mi guiderà, in questa vita ed oltre,  a cercare  Verità e Giustizia, affinché questo grido  appartenga a tutte le vittime innocenti ed  alle persone private della  Libertà.
Non ci lasceremo mai rubare la speranza.
Pietro Orlandi
28 marzo 2017

giovedì 13 aprile 2017

"ABBIAMO I CONTI IN ORDINE:NON AUMENTIAMO LE TASSE, MA ACCOMPAGNANDO IL RISANAMENTO CON MISURE DI SVILUPPO...."



          MANOVRA SUI CONTI PUBBLICI:  PERCORSO AD OSTACOLI
 di Antonio Laurenzano
Manovra nuova, problemi vecchi. Il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei Ministri ridisegna il quadro macroeconomico italiano con il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma riproponendo il binomio di sempre: riforme-crescita. Un duplice ambizioso obiettivo finalizzato a  correggere i conti pubblici per il 2017 e a impostare la Legge di bilancio per il 2018. Un percorso ad ostacoli per assicurare al Paese una governabilità di legislatura che rappresenta un importante fattore di credibilità e di stabilità economica. Senza peraltro perdere di vista le scadenze elettorali con la caccia al consenso sul quale agiscono in Parlamento spinte settoriali e corporative.
“Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo”, ha dichiarato il premier Gentiloni a commento della manovra correttiva strutturale di 3,4 miliardi di euro come chiesto dalla Commissione Ue e dall’Ecofin. Lotta all’evasione, tagli di spesa, accise sui tabacchi e tassa sui giochi costituiscono le nuove entrate per la copertura del “buco di bilancio” pari allo 0,2% del Pil. Il maggiore introito, circa 1,2 miliardi, dovrebbe derivare dallo “split payment”, dall’estensione cioè dell’autofatturazione dell’IVA, già in vigore negli acquisti delle amministrazioni pubbliche, alle società partecipate e a quelle quotate. Dalla spending review, tagli alle spese dei ministeri e delle amministrazioni centrali, è atteso un gettito di circa 600 milioni. Il resto delle nuove entrate da altre voci, ivi compresa la “rottamazione” delle liti fiscali pendenti che si spera possa avere lo stesso successo di quella legata alle cartelle esattoriali. La copertura della manovra nella sua interezza non risulta ancora ben definita. Mancano  all’appello diverse centinaia di milioni.  “Ci sono misure che andranno ulteriormente specificate”, ha ammesso il Ministro dell’Economia Padoan. Un’operazione non semplice. In questo quadro d’incertezze è prevista per quest’anno una variazione in aumento della crescita all’1,1% e una riduzione del deficit dal 2,3% al 2,1%. Il debito, la palla di piombo della nostra finanza pubblica, è fermo al 132,5%!
Delusioni sul piano fiscale per le imprese: fissato al 30 giugno 2018, senza ulteriore proroga, il termine ultimo per l’agevolazione relativa agli investimenti (“iperammortamento”). Un segnale poco incoraggiante per la crescita.  Ancor più incomprensibile la chiusura sui crediti d’imposta  con obbligo del “visto di conformità” per la compensazione, in sede di pagamenti erariali, di imposte dirette, addizionali, sostitutive e Irap d’importo superiore a 5 mila euro, rispetto all’attuale soglia di 15 mila euro. Per azzerare eventuali abusi di alcuni, si colpisce la massa dei contribuenti onesti con aggravi di costi. La solita logica del fisco nostrano, con buona pace  per la tanto conclamata tax compliance!    
Archiviato con la manovra correttiva il rischio di una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles per il forte squilibrio macroeconomico riconducibile al debito eccessivo, si presenta complesso e articolato il Def con cui si avvia l’iter per la formazione della Legge di bilancio 2018. Problema di fondo è la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia concordate con l’Ue per quasi 20 miliardi con aumenti delle aliquote IVA e delle accise. Il rispetto degli impegni programmatici inseriti nel Documento di economia e finanza con una previsione di deficit per il prossimo anno all’1,2% comporterà un intervento sui saldi di finanza pubblica non inferiore ai 10 miliardi di euro. Sarà in autunno che si giocherà la vera partita sui conti pubblici, in Italia fra le varie forze politiche a pochi mesi dalle elezioni, e a Bruxelles, con la Commissione Ue, sul duplice versante del debito e del deficit per negoziare ancora una volta flessibilità e deroghe. Molto dipenderà dal binomio “riforme-crescita” che dovrà garantire al sistema Italia produttività e competitività. Non sono più rinviabili la riforma della giustizia civile e amministrativa, la razionalizzazione della spesa pubblica, una seria revisione della contribuzione e della fiscalità. A dir poco inquietante la recente circolare dell’Agenzia delle Entrate di ben 324 pagine sulle deduzioni e detrazioni fiscali e sui crediti d’imposta a commento delle 444 “tax expenditures” presenti nel nostro ordinamento tributario! E’ tempo di coniugare sviluppo ed efficienza per dare certezza all’azione politica e speranza alla ripresa economica del Belpaese.          

           

lunedì 10 aprile 2017

DISTRETTO ROTARYANO 2012

Importante upgrade di Rotary Club Central a cinque anni dal suo lancio

Quando abbiamo introdotto  nel 2012, ha rivoluzionato il monitoraggio degli obiettivi e della pianificazione per club e distretti — niente più moduli cartacei da compilare per la pianificazione di club, o trasferimento di scatole di informazioni storiche ogni volta che si alternavano i dirigenti.
Rotary Club Central ha offerto a club e distretti un modo quantificabile per cominciare a misurare l'impatto locale e globale, in particolare le iniziative per l'effettivo, le attività di service e le donazioni alla Fondazione Rotary.
Però, come con tutti i progress tecnologici, in pochi anni, Rotary Club Central ha cominciato a mostrare la sua età, e i Rotariani lo hanno notato. Sono stati i Rotariani a chiedere miglioramenti al sistema, una maggiore velocità d'uso e facilità di navigazione. Era arrivato il momento per un upgrade.
A luglio, abbiamo lanciato una versione nuova e migliorata di Rotary Club Central: completamente ridisegnato con un interfaccia moderno e attraente. Le pagine si caricano più velocemente, la navigazione è più intuitiva, tabelle e grafici sono più facili da leggere, rendendo più accessibili i dati di club ai dirigenti uscenti e in carica.
Soci e dirigenti di club possono visionare i trend, pianificare per il futuro e monitorare i progressi in pochi minuti. Inoltre, Rotary Club Central offre un'esperienza individuale all'utente, consentendo ai dirigenti di club di pianificare e valutare ciò che è importante per i loro club, come le attività per l'effettivo, o gli obiettivi per l'Attestato Rotary. Adesso si possono visionare gli obiettivi delle donazioni in valuta locale.
Rotary Club Central è anche un ottimo tool per pianificare la successione. I dirigenti di club si alternano ogni anno, pertanto i record storici su obiettivi e risultati facilitano la transizione e assicurano la continuità. Questo è solo un modo per migliorare la fiducia tra i soci e i dirigenti di club, poiché tutti hanno accesso agli stessi dati e stanno lavorando insieme a raggiungere gli stessi obiettivi.
L'upgrade di Rotary Club Central avverrà senza interruzioni, nel senso che non occorre far nulla a riguardo. Tutti i dati già nella piattaforma potranno migrare automaticamente nel nuovo sistema. A breve, saranno postati ulteriori aggiornamenti sul nuovo Rotary Club Central in Il mio Rotary.
29-Mar-2017