Ordini Cavallereschi Crucesignati

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giovedì 19 giugno 2014

L.C. NARDO', FESTEGGIA LA 50^ CHARTER NIGHT

NARDO' - In data 14 giugno, il Lions Club di Nardò ha festeggiato la sua 51^ Charter Night a chiusura del suo 50.mo anno di attività dalla fondazione, risalente al 6 aprile 1964.
Nella splendida cornice del Gallipoli Resort ed alla presenza di oltre un centinaio di partecipanti fra soci, consorti ed autorità lionistiche, il presidente uscente del Club, cav. Salvatore Adamo, ha tracciato il resoconto del suo anno sociale, ricordando tutte le attività di servizio organizzate e soffermandosi particolarmente su quelle svolte nelle scuole, riguardanti la sicurezza stradale e la prevenzione delle malattie nelle fasce giovani della popolazione. Dopo i ringraziamenti di rito ed il conferimento dei riconoscimenti sociali ad alcuni soci, ha poi passato il testimone al nuovo presidente del Club, eletto per l’anno sociale 2014/2015, il dott. Gregorio Raho, consegnandogli il “Martelletto della Presidenza” dopo aver battuto il suo ultimo tocco di campana.
Il nuovo presidente ha tracciato, quindi, la sua relazione programmatica per il prossimo anno sociale, soffermandosi sui principi e le finalità lionistiche. Ha dichiarato con fermezza l’importanza dell’attività di servizio del Lions Club International ed ha presentato infine i componenti del prossimo Consiglio Direttivo.
Durante la serata, hanno fatto il loro ingresso nel Club, come nuovi soci, la dott.ssa Elisabetta Polo, l’ing. Alberto Antico ed i dottori Marco Bonsegna e Gabriele Pellegrino. Questo avvenimento risulta particolarmente importante perché i quattro nuovi soci sono tutti trentenni e giovani professionisti operanti su Nardò e perché si è così notevolmente abbassata l’età media del club che ad oggi conta circa 70 soci, con la presenza di circa quattro diverse generazioni.
Il Lions Club di Nardò ha sempre operato al servizio della comunità locale, lasciando una traccia indelebile sul nostro territorio e mantenendo un alto livello di importanza in tutto il Distretto Lions 108AB.

lunedì 16 giugno 2014

ASSOCIANISMO E VOLONTARIATO


La risposta all’individualismo per la promozione sociale
di Antonio Laurenzano

“Volontari, facciamo la differenza!”: questo lo slogan che l’Unione europea scelse per proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”. “Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Con questa motivazione il Consiglio europeo di Bruxelles intese proporre alla comunità internazionale il riconoscimento dell’attività di volontariato e il suo valore umanitario nella consapevolezza che il “Terzo settore”, e il variegato mondo dell’associazionismo a esso collegato, rappresenta un pilastro importante nella promozione del benessere sociale. In Europa almeno 3 cittadini su 10, ben oltre 100 milioni di persone, secondo i dati forniti da Eurobarometro, fanno volontariato in vari settori (solidarietà, arte e cultura, ambiente, sostegno umanitario, ma anche sport) e l’80% di loro afferma che la partecipazione attiva nella società è parte fondamentale della loro vita.
In Italia il welfare è sempre più gestito dal “volontariato”. Nel 2012 è stata stimata una base di circa sette milioni di persone di età superiore ai 14 anni coinvolta in varia misura e con vario impegno temporale nelle attività di volontariato. Forte l’incremento di volontari registrato nel decennio 2001-2010: circa 1,2 milioni di unità, pari al 17,9%, con punte che hanno sfiorato il 25% nel Nord del Paese.
L’insieme delle realtà non-profit, il cosiddetto “Terzo settore”, realtà che non sono Stato (vale a dire ente pubblico nelle sue diverse articolazioni), né mercato (vale a dire attività economica finalizzata al profitto) è un mondo vasto e articolato, che va dall’associazionismo, al volontariato, alla cooperazione sociale, portatore di differenti gradi di coscienza sociale. I soggetti occupati nel Terzo settore, nella loro eterogeneità, rispecchiano la diversità sociale poiché sono coinvolte persone di tutte le età, donne e uomini, persone aventi background etnici e religiosi diversi. Espressione di partecipazione civile per lo sviluppo equilibrato della società e il rafforzamento della coesione sociale. E’ rilevante il valore, anche economico, del volontariato, soprattutto se rapportato a quelle aree di intervento, in primis l’assistenza socio-sanitaria, dove è carente la presenza dello Stato. E’ la risposta vincente a un inquietante individualismo per l’affermazione di un nuovo modello di welfare.
Cento milioni di persone in Europa al servizio degli altri, impegnate con azioni di solidarietà sociale. Un numero importante destinato ad aumentare nel tempo. La crescita di nuove forme di partecipazione sociale si è accompagnata alla crisi dell’associazionismo tradizionale, in particolare di partito. Di questa crescita ne sono ben consapevoli i rappresentanti dell’associazionismo e del volontariato. E’ anzi diffusa tra di essi la convinzione che la riforma istituzionale non possa limitarsi agli organi di governo e parlamentari, ma che si debba riconoscere come l’associazionismo e il volontariato sia divenuto un canale fondamentale di partecipazione popolare, di “cittadinanza attiva”, per l’attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”.
Obiettivo di fondo: suscitare una presa di coscienza collettiva , sensibilizzare l’opinione pubblica e mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e ritardi (pubblici). L’ auspicio è che le associazioni di servizio, le imprese e i governi possano lavorare insieme per realizzare un habitat che permetta al volontariato di rafforzarsi. Facilitare cioè il lavoro dei volontari e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco per costruire legami sociali forti e duraturi, per far crescere il volontariato, ridurne la frammentazione e migliorarne la qualità. E’ questa la strada tracciata per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più sicuro. Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche, dietro il paravento della “sussidiarietà”, associazionismo e volontariato rappresentano l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali.

BARI, PAOLO DE SANTIS, POETA E SCRITTORE

Pietro VITALE giornalista-pubblicista e scrittore. Direttore del blog international: www.legestadellacavalleria.blogspot.com
Proemio.

L'Amico di sempre, Paolo, stupisce ancora con il suo ultimo libro: c'era una volta a Bari il Jolli Club. L'aspirazione di Paolo è improntata, circa la Sua attività, nell'Amore. Egli ha scritto questi mille pensieri d'amore per sfida fatta a se stesso. Sorridendo maliziosamente ad una mia domanda disse: che sarei stato capace di scrivere almeno mille pubblicazioni. Sorse così l'idea di scrivere questo libro. Paolo afferma di essere un buon cristiano. Per noi cristiani il nostro Dio è l'Unico il Dio dell'Amore Tutta l'etica cristiana è basata sull'amore. Il cuore o centro della vita deve essere nell'amore. L'amore è il più grande dei sentimenti umani, purchè vissuto nella grazia, nella semplicità, nella docezza, nella gentilezza degli atti, nell'eleganza del porgere, nella finezza dei modi nella concessione totale di parte di se stessi. L'amore è amore se vissuto nella soavità nel piacere nel diletto dello spirito prima e della materia. Mi fermo qui. Altrimenti potrei continuare a scrivere mille pensieri sull'Amore e far torto a Paolo, soffocando il grido di dolore.

DAL JOLLY CLUB AL MOBILEVANTE
di Paolo De SANTIS

Il Jolly Club nacque nell’anno 1959, quando era in gestazione la famosa ribellione giovanile che esplose negli anni ’60 e poi, dette origine al fenomeno dei famosi “Teddy Boys” ben personificato dai grandi Jeams Dean e Marlon Brando; cosicché il Jolly Club diventò il simbolo della “ribellione giovanile” di quella generazione di ribelli che però, dette un impulso nuovo alla dormiente società di allora. Comunque, anche se in questo libro il punto di riferimento rimane sempre il Jolly Club, si parla di un percorso di vita vissuto nella città di Bari ma ancora meglio dalla città di Bari, partendo dagli ultimi sussulti di guerra fino a rasentare il terzo millennio. Appena fuoriuscita dalla disastrosa guerra, passando dal periodo postbellico attraverso una Bari ancora legata alle antiche tradizioni agresti, vivendo la dura e faticosa ricostruzione con sacrifici e privazioni, fino ad innescare il fantastico “boom economico” dei favolosi anni ’60, i cui attori principali furono i giovani ribelli di allora. E’ stato il momento più bello per tutta la nazione che ci ha portati a conoscere una vita agiata se non ricca, sviluppando un diffuso benessere che però, negli ultimi tempi, era diventato un colpevole spreco ed oggi, non ci resta che rimpiangerlo. In questo percorso vengono toccati alcuni momenti salienti della vita cittadina che documentano l’evoluzione dei tempi, vissuti sempre con l’ottica di un giovane ribelle ma con lo spirito creativo del Jolly Club. In questo percorso viene citata anche l’esaltante presenza della nostra “Fiera del Levante” simbolo della città di Bari, rinata dalle macerie della guerra e salita prepotentemente alla ribalta internazionale fino a diventare il punto di riferimento della mitica intraprendenza barese, che ha imposto la città di Bari in tutto il mondo. La Fiera del Levante è stata la bandiera internazionale, che ha rappresentato orgogliosamente l’economia italiana nei più sperduti angoli del mondo! Attraverso la nota manifestazione del “Mobilevante” rappresentò il momento del massimo fulgore della nostra fiera e la sua bandiera sventolò orgogliosamente nel contesto economico mondiale ma purtroppo, fu anche l’inizio del declino a causa della spregiudicata arroganza del potere umano. Oggi, quella bandiera giace sotto i piedi di chi l’ha calpestata arrecandole ludibrio a causa della propria avidità ed ora, serve soltanto a coprire il feretro della sua ignominiosa fine. Da questo punto dovrebbe ripartire una presa di coscienza, che possa originare una nuova ribellione anche se non potrà più essere ribellione giovanile giacché purtroppo, oggi è diventata “ribellione senile” ma è pur sempre ribellione a questo vergognoso andazzo, che ha trascinato il nostro orgoglio nella cloaca della corruzione umana. In questo contesto finale insorge lo spirito del Jolly Club e pertanto, propongo alla mitica “GIOVENTU’ BRUCIATA” di costituire un Comitato Civico Regionale che potrà chiamarsi “SALVIAMO LA FIERA DEL LEVANTE”!


domenica 15 giugno 2014

PARTITO GIUSTIZIALISTA ITALIANO

Il P.G.I. (Partito Giustizialista Italiano) ha aderito alla causa collettiva (in inglese: Class Action) promossa dall’associazione InsiemeConsumatori presieduta dall’amico avv. Romolo Reboa finalizzata da ottenere “il risarcimento dei danni per non aver potuto esercitare il diritto di voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati e il Senato della repubblica, svoltesi successivamente all’entrata in vigore della legge n. 270/2005 e sino alla data di pubblicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014, secondo le modalità, previste dalla Costituzione, del voto personale, eguale, libero e diretto”.
Le persone interessate sono invitate a contattare la Segreteria Nazionale del Partito. A Roma è possibile firmare, su appuntamento, nelle tre sedi del Partito: via Tagliamento n. 9 (quartiere Nomentano), via Prospero farinacci n. 77 (quartiere Aurelio), via Laurentina n. 1823 (quartiere Laurentino) o presso gli Studi Legali dei nostri Dirigenti Nazionali: avv. Vincenzo Morganti in Largo Pannonia n. 23 (quartiere Appio) e avv. Manuela Di Sario in Piazza Eschilo n.33 (Quartiere Axa-CasalPalocco) Telefonare al n. 3771135933.