Ordini Cavallereschi Crucesignati

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giovedì 8 gennaio 2015

LA MARATONA DI MELKONIAN....SULLE TRACCE DELLA STORIA.

Direttore d'orchestra Melkonian percorrerà 1000 km a piedi seguendo le tracce dei suoi avi

Pubblicato su 7 Gennaio 2015, 14:26pm
Il direttore dell'Orchestra Filarmonica Reale britannica, Vartan Melkonian, si sta preparando ad un lungo viaggio commemorativo. Melkonian, che nel mese di febbraio andrà in Turchia insieme alla figlia Veronica, seguendo le tracce dei suoi avi vittime di genocidio, percorrerà a piedi un tragitto di 1000 km che inizia da Van (in Turchia) fino ad arrivare all'orfanotrofio Birds' Nest a Beirut, capitale libanese.
Compositore e direttore Vartan Melkonian, un armeno originario di Muş (in Turchia), perse la propria famiglia nel genocidio del 1915 e crebbe in un orfanotrofio a Beirut.  Melkonian ha parlato a Serdar Korucu del quotidiano Radikal, del lungo viaggio che sta per intraprendere nel quadro del progetto “Walking for Armenia”. Melkonian ha spiegato che hanno deciso già da un anno di realizzare l'idea nata da sua figlia, che da quel momento il percorso è divenuto pericoloso per via della minaccia dello SI in Siria, ma che non lo modificheranno. Sul percorso di migrazione che sarà seguito da Melkonian e sua figlia si trova anche Kobane. L'artista ha spiegato che lo scopo del progetto è quello di ricordare i suoi cari con umiltà e sottigliezza: "Io e mia figlia ricorderemo i nostri avi. Vogliamo soltanto commemorare i nostri familiari deceduti 100 anni fa senza lasciar alcuna traccia. Per questa ragione abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di supporto da tutte le parti del mondo e ne siamo grati.""Cos'è successo ai miei avi 100 anni fa?"Melkonian, alla domanda 'Con la camminata vorrete comunicare qualche messaggio?' ha risposto nel seguente modo:"Io non porterò un messaggio politico, religioso o filosofico. Con questa camminata porterò con me soltanto le domande che tuttora mi ardono dentro: cos'è successo ai miei avi 100 anni fa? Per quale motivo i miei genitori hanno perso i propri genitori da giovanissimi ed hanno vissuto in un orfanotrofio lontano dalle proprie case e dalla propria patria?"I genitori di Melkonian cui la famiglia fu sterminata nel genocidio del 1915, si sposarono nel campo profughi a Beirut. L'artista, che perse la madre a 4 anni, crebbe nell'orfanotrofio Birds' Nest dei missionari danesi. Il progetto che può essere seguito su www.walkingforarmenia.com ha ricevuto il supporto anche di Aram I, Catholicos della Chiesa Armena Apostolica di Cilicia. Tratto da facebook
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martedì 6 gennaio 2015

NON CONFONDIAMO LA LANA CON LA SETA...

Sent: Tuesday, January 6, 2015 1:56 PM
Subject: Giuliana Sgrena ed i due Marò
 
I MARÒ E LA SIGNORA NESSUNO

Giuliana Sgrena scrive che “Non vuole essere paragonata ai due marò che essa giudica potenziali delinquenti
Va PRECISATO CHE:
  1. La Sgrena era in Iraq NON in missione di pace come lei dice, ma come giornalista pagata profumatamente per fare dei reportages
  2. La Sgrena ci è costata, per la sua liberazione 5.000.000 di euro più la vita di Calipari
  3. I due Marò erano in servizio anti pirateria per una paga molto inferiore a quella di Giuliana Sgrena.
  4. L’avere sparato ai due pescatori è stato un ERRORE comprensibile date le circostanze a la situazione.
  5. I due Marò sono due soldati dell’Italia mentre la Sgrena è solo una giornalista che non ha mai avuto successo professionale ed è scomparsa professionalmente..
Su una cosa siamo d’accordo con Giuliana Sgrena: essa non può essere paragonata ai due Marò che valgono mille volte più di lei..!!!

Alessandro Mezzano

L'INCUBO DELLE TASSE: FISCO PIGLIATUTTO!

Dott. Pietro VITALE (Storico, medievalista e scrittore)
direttore del blog international:
Ordini Cavallereschi Crucisegnati)
                                    ***                
 
  Aristotele afferma:
"Nelle cose infatti in cui l'agire dipende da noi, anche il non agire dipende da noi; e là dove siamo in grado di dire no, possiamo anche dire sì. Sicché se il compiere un'azione bella dipende da noi, dipenderà da noi anche non compiere un'azione brutta ... l'uomo è il principio e il padre dei suoi atti, come dei suoi figli "e la scelta" è sempre accompagnata dalla ragione e dal pensiero"
(Et. Nic., 111, 5, 111,3 b, 112 a 15-16)




 Domanda:

Dott. Laurenzano, tra le varie, ci vuole spiegare che fine faranno le risorse finanziarie sottratte ai consumi e quindi alle aziende, con una dannosa ricaduta sull'economia attuale?
Con il tax-day di fine anno versati dai contribuenti oltre 44 miliardi di euro - La pressione fiscale ha raggiunto il 44% - Il “federalismo fiscale” - I rilievi della Corte della dei Conti - La Legge di stabilità 2015 –
Le rispondo subito, Dott. VITALE. Per il Fisco un fine anno con botto. Poco da festeggiare invece per il contribuente sempre più vessato a causa di conti pubblici in … profondo rosso per l’allegra finanza dei decenni passati. In dicembre il contribuente ha dovuto fare i conti con un tour de force di pagamenti, con una interminabile fila di scadenze, con un’intrigata matassa di norme (non sempre chiare)e adempimenti (tortuosi) che hanno sfiorato quota 200 come segnalato dalla stessa Agenzia delle Entrate. La semplificazione è servita!... Fra acconti di imposte (dirette e indirette) e tributi locali (IMU e TASI), secondo la Cgia di Mestre, per il Fisco un en plein di oltre 44 miliardi di euro. Risorse finanziarie sottratte ai consumi e quindi alla produzione, con una pericolosa ricaduta sulla recessione economica in atto.
Continuano le acrobazie per famiglie e imprese alle prese con bilanci sempre più difficili da chiudere. E il futuro, al di là dell’ottimismo di facciata di Palazzo Chigi, è strettamente legato al PIL, e cioè a previsioni di crescita che potrebbero rivelarsi errate con conseguente intervento della Commissione europea che ha messo Italia e Francia sotto “osservazione”. In primavera il “redde rationem”. Con la Legge di stabilità 2015 il Governo ha in programma riduzioni fiscali per circa 13 miliardi di euro che potrebbero non servire in termini di pressione fiscale, se non saranno infatti accompagnati da un contestuale aumento del PIL.
Ma la ripresa economica è resa ancor più difficile da un sistema fiscale poco orientato alla crescita, che non premia chi investe e chi scommette sull’innovazione e sulla ricerca. Il tutto appesantito da livelli di prelievo sempre più insostenibili, con una pressione fiscale sul PIL che raggiunge ormai il 44% (cinque punti sopra la media Ue), che supera il 50% se si esclude l’economia sommersa e che, secondo le stime del Sole 24 Ore, totalizza un prelievo reale sulle Pmi pari a 68 euro ogni 100 euro di utile!
Sullo sfondo, resta il lento cammino della delega fiscale, a meno di cento giorni dal termine per l’attuazione della legge delega. Non più prorogabile infatti un fisco diverso perché l’attuale ordinamento tributario, con il crescente prelievo fiscale (un aumento del 40,4% tra il 1995 e il 2013), genera sfiducia nel difficile rapporto fra Fisco e contribuente e… alimenta evasone ed elusione. Senza fine il “gioco delle due tasche”: da una parte si dà e dall’altra si prende, magari solo cambiando il nome del “balzello”. E se un’imposta non produce il gettito previsto ne scatta subito un’altra. Malumori generali per un’azione amministrativa che stravolge le regole del gioco, violando lo Statuto del contribuente.
E in questo braccio di ferro a rimetterci è proprio il malcapitato contribuente. Lo ha rilevato la Corte dei Conti nel recente Rapporto sulla finanza pubblica 2013, segnalando “una mancanza di coordinamento fra prelievo centrale e locale”. Clamorosamente disattesa la Legge 42 del 2009 sul “federalismo fiscale” che fissava il principio dell’invarianza della pressione fiscale: se aumentano le addizionali IRPEF locali deve diminuire l’aliquota dell’IRPEF nazionale. Secondo la Corte dei Conti “non solo non si trovano tracce di compensazione fra fisco centrale e locale ma, anzi, di pari passo con l’attuazione del federalismo fiscale, si è registrata una significativa accelerazione sia delle entrate territoriali sia di quelle centrali.
Non è questa la strada per l’affermazione dei principi di civiltà giuridica con cui uno Stato moderno deve relazionarsi con i propri cittadini. ll nuovo Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ha illustrato la sua visione di ruolo e compiti dell’Amministrazione finanziaria: “controlli sì, lotta all’evasione certamente, ma anche più fiducia reciproca, meno incertezza legislativa per un dialogo con il contribuente che punti, nella trasparenza e nel rispetto dei ruoli, all’affermazione di un reale rapporto di collaborazione”. Una svolta radicale se alle parole seguiranno poi i fatti …. Di Antonio Laurenzano.














domenica 4 gennaio 2015

BARI, COMUNITA' ARMENA.

Incoraggiamento per l'attività compiuta dalla Comunità Armena Pugliese

Riceviamo da Vahè Massihi Vartanian una lettera di incoraggiamento per le attività e gli sforzi compiuti dalla Comunità Armena di Bari e della Puglia nel corso degli ultimi anni e di sprone per gli eventi e le manifestazioni future.

recenti manifestazione della Comunità Armena di Bari
Caro Rupen e ai cari amici della Puglia,
Grazie per condividere in occasione di ogni evento culturale, in cui riesci a radunare intorno a te tanti amici soprattutto armeni, la tua storia che è la storia di noi tutti e della Puglia. Vivere e far rivivere la storia é uno strumento di amicizia e di reciproca conoscenza mentre chiudersi in sé, sotto il fardello dei ricordi, é sottoporsi ad un atto di estrema violenza che produce tristezza e malessere.
La forma di autogoverno degli Armeni in Italia, ben descritta da Agopik Manoukian nel suo recentissimo libro, fa onore a chi ha potuto dare di più e ad un paese che ha saputo riconoscere e valorizzare nuove presenze e convivenze. 
La vita di Hrand Nazariantz non è più solo la sua vita privata ma, grazie alla condivisione tramite racconti e testimonianze, é patrimonio di tutti, ecco perché ti ho seguito da sempre insieme agli altri amici, almeno dal 2000. 
Basta ricordare tutte le iniziative intraprese a Bari e a Casamassima, ormai note al tutto il mondo e non più cancellabili. I contestatori fanno il loro mestiere ma rimarranno isolati, forse al servizio di migliori offerenti, sono una minoranza sparsi ovunque. 
Siamo forti ed andiamo avanti per la nostra strada!