Ordini Cavallereschi Crucesignati

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sabato 22 dicembre 2012

L'ATTIVITA' FRENETICA E INARRESTABILE DELLE FORZE DELL'ORDINE DEI CARABINIERI, IN PUGLIA.

COMUNICATO PROVINCIALE ARMA DEI CARABINIERI, SALA STAMPA
 ANDRIA, SGOMINATO DAI CC GRUPPO CRIMINALE DEDITO AI FURTI DI AUTO, ALLE ESTORSIONI E SPACCIO DI DROGA.
Alle prime luci dell’alba, oltre 50 militari della Compagnia Carabinieri di Andria, supportati da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione che ha consentito di assicurare alla giustizia un gruppo criminale molto attivo principalmente nel comune di Andria. 6 sono state le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, eseguite a carico di altrettante persone che dovranno rispondere di concorso, a vario titolo, nei reati di estorsione, furto aggravato, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nonché, solo per alcuni, di porto illegale di esplosivo in luogo pubblico e violazione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno. L'operazione conclude una complessa ed articolata attività avviata dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, che ha avuto inizio nel mese di gennaio 2012 a seguito del rinvenimento di un veicolo oggetto di furto. La conseguente attività investigativa, conclusasi nel maggio 2012, ha consentito di far luce su: diversi furti di autovetture, alcune delle quali restituite con il classico metodo estorsivo del “cavallo di ritorno” ed altre “trasportate” presso un autodemolitore di Cerignola (FG). Al riguardo gli accertamenti e i riscontri dei Carabinieri, definiti oltremodo convincenti dal GIP, sono stati caratterizzati dalla totale omertà delle vittime le quali, di fronte all’evidenza, hanno sempre negato di aver pagato il “pizzo” per la restituzione del proprio veicolo; una ramificata rete di spacciatori di cocaina, marijuana ed hashish che agiva nella città di Andria; movente e responsabili di un grave attentato dinamitardo verificatosi ad Andria il 27 dicembre 2003 nel corso del quale, utilizzando oltre un chilogrammo di tritolo, vennero provocati ingenti danni ad una palazzina di tre piani, a tre veicoli e a diverse abitazioni. L’evento, che solo per caso fortuito non causò alcun ferito, volutamente provocato per rancori di carattere sentimentale, ebbe quale ritorsione un incendio doloso ai danni di altre due auto. Determinanti nel corso dell’attività d’indagine sono stati i servizi di osservazione, pedinamento e controllo, un arresto in flagranza di reato, il recupero di tre auto rubate, l’identificazione e la segnalazione all’Autorità Amministrativa di diversi tossicodipendenti nonché i sequestri di 30 dosi di sostanza stupefacente.Gli arrestati (due dei quali già ristretti per altra causa) sono stati associati presso la casa circondariale di Trani.


giovedì 20 dicembre 2012

INSOSPETTABILE TRENTENNE A SUD DELLA PROVINCIA DI BARI, DETENEVA ARMI E MUNIZIONI.

COMUNICATO STAMPA, COMANDO ARMA DEI CARABINIRI-BARI
 I Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti hanno arrestato un 30enne incensurato del luogo con l’accusa di detenzione illegale di armi da sparo e munizionamento e ricettazione. I militari nel corso di una perquisizione nell’abitazione dell’uomo hanno rinvenuto due fucili a canne mozze di cui uno cal.12 marca “Beretta” risultato provento di furto e uno cal. 16 privo di matricola, due pistole di cui una cal.4.5 ad aria compressa ed una a salve modificata cal. 8 oltre a 137 cartucce di vario calibro per fucile e pistola. Le armi in buono stato d’uso e perfettamente funzionanti, d’intesa con la Procura della Repubblica di Bari, sono state poste sotto sequestro e saranno sottoposte ad accertamenti tecnico-balistici da parte della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari per verificarne l’eventuale utilizzo in recenti episodi delittuosi. Il 30enne, su disposizione della stessa Autorità Giudiziaria, è stato associato presso la casa circondariale di Bari.


martedì 18 dicembre 2012

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA MAURIZIO GUALDI IN VISITA AL COMANDO LEGIONE CC "PUGLIA"

Comando Provinciale Carabinieri Bari

Sala Stampa
Alle 12.00 odierne, il Generale di Corpo D’Armata Maurizio Gualdi, al vertice del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” che ha competenza su Puglia, Molise, Campania, Basilicata e Abruzzo, è stato in visita al Comando Legione Carabinieri “Puglia”, presso la Caserma “Bergia”, per il tradizionale scambio degli auguri di Natale.
Dopo i saluti di rito con il Comandante della Legione “Puglia”, Generale di Brigata Claudio Vincelli e con il Comandante Provinciale di Bari, Col. Aldo Iacobelli, Brindisi, Col. Andrea Paris, Foggia, Col. Antonio Basilicata, Lecce, Col. Maurizio Ferla e Taranto, Col. Daniele Sirimarco, l’alto Ufficiale ha visitato la sede legionale dove ha incontrato una rappresentanza di militari della Legione, del Comando Provinciale e dei Reparti Speciali, una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo ed alcuni delegati del Co.Ba.R. (organo di rappresentanza militare).




lunedì 17 dicembre 2012

L'ANNO HORRIBILIS DELLA MONETA UNICA

La politica monetaria della BCE e i suoi riflessi nell’eurozona
di ANTONIO LAURENZANO
L’anno che sta per terminare verrà ricordato per gli effetti che la crisi del debito sovrano europeo ha avuto sull’euro e per il significativo indebolimento dell’economia europea. Ma sarà ricordato anche per le risposte date a questa sfida dalla Banca Centrale Europea, dai governi nazionali e dall’Unione europea. Un impegno corale per salvare la moneta unica dai rischi di un rovinoso default.L’artificiale tranquillità dei mercati antecedente la crisi aveva permesso in Europa, per lungo tempo, politiche economiche sbagliate o semplicemente incoraggiato l’inazione in paesi che avevano profondo bisogno di consolidamento di bilancio e di riforme strutturali. Con l’esplodere della crisi le debolezze di questi paesi sono presto emerse facendo allontanare gli investitori e aumentare gli spread sovrani.Nell’area dell’euro il denaro è circolato sempre meno a causa della diffidenza fra banche di paesi diversi alimentata dal dubbio sulla sopravvivenza dell’euro. I governi dei paesi più deboli hanno risposto con politiche di consolidamento di bilancio aggravando però le prospettive di crescita dell’economia. Il che ha riproposto il problema di sempre circa la strada da seguire per ridurre il deficit e il debito con le minori conseguenze negative sul prodotto interno dei paesi. La recessione in atto ha indicato in modo univoco la soluzione: riduzione della spesa corrente e non aumento indiscriminato delle tasse! Per ….dare ossigeno a una stagnante economia a nulla son serviti i tagli dei tassi d’interesse operati dalla BCE. Nessun beneficio per imprese e famiglie a conferma che nel sistema dell’euro si è verificata una grave frammentazione del mercato finanziario unico. I costi del finanziamento bancario sono ancora molto diversi nei vari paesi: l’accesso al mercato interbancario dell’eurozona è stato di fatto precluso a numerose banche europee con ricadute negative sui singoli mercati interni.Questa frammentazione ha causato una “polverizzazione” della politica monetaria unica. Per questo motivo, i paesi più esposti alla crisi di fiducia non hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e questa interruzione della trasmissione della politica monetaria europea ha messo a repentaglio la capacita della stessa BCE di assicurare la stabilità dei prezzi e di governare la moneta unica.In questo clima di incertezza è maturata la decisione di intervenire sul mercato secondario dei titoli di Stato. La Banca centrale è diventata “agente” del Fondo salva Stati per l’acquisto dei bond dei Paesi sotto speculazione: uno scudo anti-spread fortemente contestato dai “falchi del Nord”, Finlandia e Olanda. Chiaro l’intento di Francoforte: fugare i timori sul futuro dell’euro e creare un meccanismo di sostegno credibile in grado di scongiurare scenari catastrofici e ripristinare la trasmissione della politica monetaria.E’ stato fatto il primo passo in direzione di una reale integrazione. Le speculazioni dei mercati legate ai debiti sovrani di alcuni Paesi dell’Eurozona hanno messo a nudo i limiti strutturali del sistema europeo: un sistema monetario comune privo di un unico quadro economico, fiscale, di bilancio, e soprattutto politico. Alla base della crisi c’è “una moneta sintetica” prodotta dall’alchimia dei trattati europei, orfana di un’ Unione politica con un’ azione di governo autonoma rispetto ai singoli Stati. Nell’area dell’euro c’è una sola moneta e 17 politiche di bilancio non coordinate fra loro! Uno scenario in cui alcune migliaia di speculatori finanziari, americani ed europei, e qualche agenzia di rating hanno preso in ostaggio i governi in Europa.La sfida attuale è “evitare che il presente uccida il futuro”! Occorre presto definire una road map dell’integrazione politica, partendo dall’unione bancaria (o finanziaria) perché va spezzato il legame perverso fra la debolezza degli Stati sovrani e quella dei sistemi bancari che è al centro della crisi dell’eurozona. E lo “storico accordo” dell’Ecofin della scorsa settimana sulla “supervigilanza” bancaria attribuita alla BCE va nella direzione di una stabile unione economica e monetaria, con un' unica autorità di risoluzione delle crisi e di gestione delle emergenze. E’ una significativa risposta alle fughe in avanti della speculazione dei mercati.