Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.
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giovedì 3 maggio 2012
IN RICORDO DI ROBERTO CHIUSOLO-TOGA D'ORO DELL'AVVOCATURA
(di Pietro Vitale)
Non posso non ricordare un uomo di grandissima moralità, di fede, colto, amico, solidale e collega giornalista: il N.H. l’Avvocato Roberto Chiusolo, Toga d’oro dell’Avvocatura. Dedicandogli un preziosissimo spazio nel mio blog International: http://legestadellacavalleria.blogspot.com , che si legge in tutto il mondo, un suo scritto, tratto da “La Lettura”, supplemento mensile letterario del Corriere della Sera)
Alla festa della patrona venivano i bandisti, nei traballanti autobus celesti, che si fermavano vicino a casa mia, alle scuole elementari del paese. I giovanetti, superbi nelle pretenziose giubbe di panno nero, a doppio petto, scintillanti in una apoteosi di cordoncini e bottoni di oro passeggiavano per le strade principali gittando roventi promesse alle più elette bellezze, paesane; e noi, la sera, - ho come felici – salivamo sull’autobus polveroso di luna e facevano i rumori del veicolo in corso, nella stradetta che porta al convento dei Capuccini. Io ero autista o direttore d’orchestra. Di regola - pensavamo – un complesso musicale in viaggio che fa? Suona. Dunque: forza, ragazzi! E i ragazzi imitavano il fliscorno tenore, l’ottavino in re, il clarone, il fagotto, il basso ad ance: Enea era specializzato nell’imitare lo squillante triangolo per il coro degli Zingari del Trovatore. Fuggivano - con la macchiana immobile, - mentre la luna giocava a rimpiattino col vento, nell’autunnale nostalgia del mare, verso la borgata della felicità infantile. Pepè, pepè!!!!!!!!!! L’autista avvertiva un incauto pedone immaginario… Il giorno dopo eravamo amici dei giovanotti dalla giubba a doppio petto. Mi entusiasmava specialmente il batterista: era quello - secondo me – che s’imponeva per la possanza degli strumenti. Se dal palco dell’orchestra mi faveva l’occhiolino, io arrossivo commosso – tra gli sparuti distinti degli anziani signori e la straripanti cravatte dei giovani repubblicani e sussurro agli amici: “ E’ Biagio!” La mattina i professori svegliavano gli strumenti e noi stavamo a sentire – pavoneggiandoci con i loro cheppì – e ci nascondevamo negli armadi quando giungeva il maestro. Il maestro era l’orco: dormiva nell’unico albergo. Un orco mi regalò delle caramelle.
La sera si viaggiava nell’autobus per andare lontano lontano. Dove? Lontano, con la nostra fantasia! Nessuno di noi aveva viaggiato sin dall’ora. Era più bello viaggiare così sotto la luna, che giocava a rimpiattino dietro le nubi, col terrore del bidello della scuola. Sentivamo sempre, anche nel frastuono delle più violente marce, la sua voce di lupo manaro: “Sei stato tu!” Viaggi che facevano nelle stelle, cantando “Tu non sai quanto soffri…” o suonando la marcia trionfale dell’Aida. Quando arrivava il secondo corpo musicale era un’altra festa. Ancora amicizie, ancora viaggi. Si preferiva il nuovo autobus. E le liti scoppiavano. “Sono più bravi quelli di Gioia” – “Chiacchire, lo dici perché sei amico di Nicolino”. – “Bugiardo. Già tu non hai mai capito un’acca di musica: di musica artistica” – “Michele ne vuole dieci di Nicolino” – “Cosa c’entra! Dalla musica alle mani, ma dieci te ne do io”. E poi? Poi siamo diventati uomini d’un tratto e ci siamo sorpresi a pensare. Le bande non viaggiavano più negli autobus coperti di luna ma sui camion. Il camion che portava i bandisti del mio paese, a Taranto, si è ribaltato: due giovani sono morti. Ora anche i nostri bimbi si divertono più. C’è un tremor di lacrime nei loro giochi. Vorrei offrire a loro la mia ridente fanciullezza: la vorrei offrire con la figurina della prima comunione, il catechismo domenicale e i confetti pieni di rosolio di padre Giovanni, dopo la Messa. E le capriole sul sacrato e le favole presso il braciere d’ottone. Vorrei vederli sorridere, bimbi. C’è un tremor di lacrime nel loro sorriso.
(di Roberto Chiusolo)
Cari amici del blog, così ha parlato l’’albero’. Ora sentiamo il ‘frutto’, che di solito non cade mai lontano dall’albero.
“Cosa lasci……Cosa troverai”. (di Massimo Chiusolo)
Mi sono chiesto, mille volte, nei tempi passati, cosa avrei provato quando sarebbe giunto il “momento” , cosa sarebbe successo alla nostra famiglia, cosa sarebbe accaduto a Te che, hai speso ogni energia, impegnandoti nella professione, negli affetti, verso il prossimo, verso gli ultimi, che amavi profondamente come il tuo indimenticabile amico don Tonino Bello.
E non potendo e non volendo dare una risposta alla domanda, divagavo incosciamente, così esorcizzando quel momento per allontanarlo. Ma poi pensavo ancora…
E non potendo e non volendo dare una risposta alla domanda, divagavo inconsciamente, così esorcizzando quel momento per allontanarlo. Ma poi pensavo ancora…
E, vedendo tua moglie, esserti affettuosamente sempre accanto, per guadagnare quel tuo abituale dolce sorriso, mi dicevo: “non vorrai mai andar via, chi potrà amarti più di tua moglie e di tuo figlio, quel figlio che, per stima ed amore tuo, aveva deciso di seguirti, a piccoli passi, nella stessa professione, tentando di darti le soddisfazioni che meritavi” Quel momento è giunto.
La Madonna cui eri devoto e Padre Pio, che avevi incontrato di persona tanti anni fa, hanno deciso di chiamarti. Noi quaggiù siamo nella disperazione ma coltiviamo la certezza di chi crede che Lassù troverai ancora più amore di quello che ti ha finora circondato e già ti vedo, con la zappa e la forbice, armeggiare in una vigna, in un giardino fiorito di rose, che saprai portare ed allevare come hai allevato me. Quaggiù lasci persone affrante dalla tua partenza, che trovano unica consolazione nella certezza che la “Fede” “Speranza” e “Carità”, frutti che sulla Terra hai generosamente profuso, sapranno aprirti le Porte del Paradiso: perché – è stato detto – dal frutto conoscerai l’albero. Cari amici, che dirVi di più! Lascio a Voi ogni commento…Queste straordinarie creature che mi onoro di essere loro amico sincero, da moltissimi anni. - Vostro, Pietro
FONDAZIONE LIONS CLUBS INTERNATIONAL,LCIF
• fornire 500 servizi igienici mobili a studi medici e all'Associazione Nurse Maud, e ad abitazioni private nei sobborghi orientali della città
• recarsi con la Croce Rossa di porta in porta nei sobborghi per individuare chi ha bisogno di assistenza
• fornire buoni per l'acquisto di generi alimentari e carburante alle famiglie bisognose, nonché offrire cibo, coperte e materassi e acqua
• fare volontariato presso i centri di accoglienza di Christchurch e Timaru
• raccogliere 34.000 dollari nel corso di una raccolta di fondi di un fine settimana
• distribuire cibo con un caravan di generi alimentari a Christuchurch
• i Lions delle zone limitrofe si stanno recando a Christchurch per collaborare alle attività di assistenza, quali il recarsi di porta in porta, il consegnare cibo e aiutare nell'opera di risanamento
• i Lions delle cittadine vicine stanno organizzando cene per le famiglie sfollate e stanno offrendo alloggio ai Lions in difficoltà
• assicurare due turni di personale presso l'ufficio di coordinamento della Croce Rossa a Wellington
• recapitare una cisterna di 40.000 litri di acqua ai sobborghi di Christchurch
• offrire ospitalità alle famiglie il fine settimana, perché possano fuggire per due giorni dalla città
Sai bene che la risorsa più grande dei Lions è rappresentata dai suoi volontari, cioè da te e da 1.35 milioni di Lions in tutto il mondo. Dovunque vi sia necessità, lì vicino vi è un Lions club pronto a rispondere con il cuore e con le mani. In caso di calamità naturali, noi siamo i primi ad offrire aiuto e gli ultimi ad andarsene.
Lions, vi chiedo di aiutarci a far sì che la speranza di un futuro migliore diventi realtà per la gente della Nuova Zelanda. E il modo più efficace e immediato di prestare il vostro aiuto è attraverso una donazione designata alla LCIF. Dalla nuova Zelanda, ad Haiti al Pakistan, i Lions e la nostra fondazione stanno ricostruendo le case e la vita della gente. Noi Lions stiamo edificando ponti di compassione con i nostri cuori e le nostre mani, in Nuova Zelanda e in tutto il mondo. I miei più cordiali saluti,
Eberhard J. Wirfs Presidente, Fondazione Lions Clubs International
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UN ANNO DAVVERO SPECIALE, LIONS GOVERNATORE AVV.LUIGI DESIATI.
(Lions Club Bari Host) Carissimo Governatore eletto, del Distretto 108/Ab-A.S. 2011/12.
Che dirTi. Non vorrei essere banale con la solita frase: felicitazioni!!!!!!!
Quante volte mi sono trovato davanti a quel foglio bianco senza sapere cosa scrivere.
Breve o lunga, di timbro romantico e sentimentale, classico, allegro, spiritoso o ironico che si voglia, la frase augurale da dedicare al Governatore eletto, è sempre importante e va scritta con cura. Quello che si vuole scrivere è un messaggio sincero, chiaro, mai banale, capace di lasciare un segno nel cuore di chi legge. Ciò che si vuole trasmettere, è la propria gioia, felicitazione e partecipazione alla prestigiosa nomina. Ad Majora semper. Lions Pietro Vitale.
Un grazie di Luigi Desiati. Egli comunica:
Per il consenso che mi avete donato domenica al Congresso del nostro Distretto.
Ogni Governatore deve scrivere un capitolo della vita di un Distretto. Apprendo il libro della nostra storia ho la pagina bianca 2011/2012. Cosa devo scrivere? Voglio scrivere di persone unite dall’ideale condiviso di rendere l’umanità più felice. Voglio scrivere di uomini e donne che vivono in serenità, amicizia e che si stringono la mano. Voglio scrivere di gente che non disdegna i lavori più umili pur di rendere possibile la vita di chi meno ha. Voglio scrivere di gente che non gira il capo dall’altra parte quando il mendico tende la mano. Voglio scrivere che i bisogni e gli affanni che sono aldilà dell’orizzonte non ci sono estranei. Voglio scrivere della nostra sofferenza quando vediamo un barcone pieno di “disperati” verso la terra “promessa”. Voglio scrivere che il cielo stellato è di tutti. Me lo consentite? Ne sono certo. Milly ed io vi ringraziamo per il vostro affetto.
Lions Luigi Desiati, Governatore eletto 2011/12.- Questo messaggio sarà pubblicato sul blog International, letto da tutti uomini e donne nel mondo:www.legestadellacavalleria.blogspot.com
MEDICINA VETERINARIA IN LIBANO
IL NUOVO PATTO DI ITALIA E FRANCIA.
Iran/ Terzi-Juppe’, Italia e Francia su stessa linea per nuovo patto
Pubblicato da Redazione ⋅ 12 gennaio 2012 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in cooperazione, crisi, Dal, detto, entrambe, Francia, Hectare, importanza, Iran, italia, Italy, ministri, nucleare, Parigi, Roma, siria, uranio “Roma e Parigi sono sulla stessa linea” per uscire dalla crisi dell’euro ed entrambe fiduciose che il nuovo Trattato a 26 sarà pronto per il vertice Ue straordinario del 30 gennaio a Bruxelles. Questo l’esito dell’incontro a Parigi, il 10 gennaio, tra il Ministro Giulio Terzi ed il suo omologo francese Alain Juppe‘. I problemi sul tappeto per arrivare a un nuovo patto di bilancio sono ancora molti, hanno ammesso i due Ministri: l’Europa è in una “fase di negoziati molto intensi“, ha spiegato Terzi, ma “siamo fiduciosi che si arriverà ad una soluzione in tempo per il Consiglio europeo del 30 gennaio con idee molto chiare e definite e posizioni che possano essere accettate dalla totalità dei 26 membri, visto che la Gran Bretagna se ne è tirata fuori”. “L’Italia è un partner naturale, molto vicino a noi. Abbiamo molte cose da fare insieme“, ha detto Juppe’, facendo eco a Terzi sui tempi urgenti per uscire dalla crisi: “Italia e Francia auspicano che i trattati Ue siano adottati il più presto possibile“. Tra i nodi da sciogliere, Terzi ha fatto riferimento in particolare al ”modo in cui deve essere definito il rientro del debito“. I due Ministri hanno anche parlato di Siria, Iran, e Mediterraneo. Sul dossier nucleare iraniano, Terzi si è detto favorevole a nuove sanzioni ”graduali” contro Teheran, anche a scapito dell’Italia sul fronte del petrolio: ”La sicurezzaè più importante”, ha affermato. Dal canto suo Juppe’ ha insistito sull’importanza del ruolo che Roma e Parigi possono svolgere nel rafforzamento della cooperazione fra l’Europa e i paesi della sponda sud del Mediterraneo alla luce delle rivolte: “accompagneremo la transizione nei paesi arabi“, ha detto il ministro francese.
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UNA PIAZZA IN RICORDO DELLA BRIGATA MECCANIZZATA "PINEROLO"
mercoledì 2 maggio 2012
IL SINDACO DI BARI VISITA IL CONTINGENTE ITALIANO IMPIEGATO IN LIBANO
venerdì 27 aprile 2012
COSA DIFFERENZIA LA CROCE DAL CROCIFISSO?
(Giornalista e scrittore).
“Grande pena è per il povero procurarsi quello che gli manca, e per il ricco grande fatica è custodire quello che gli avanza”.(Fray Antonio de GUEVARA).
Carissimi amici, dopo la mia relazione inviata, sul Percorso di Fede (Via Crucis) in San Giovanni Rotondo, è mio desiderio intrattenerVi su un’altra mia ricerca: la differenza che intercorre tra la Croce e il Crocifisso.
Orbene, con cinque voti a favore e quattro contrari, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che “la croce latina non è soltanto un simbolo cristiano”, e può pertanto essere esposta anche in edifici pubblici, a differenza dei simboli di altre religioni. Maggiori approfondimenti sul mio blog International:
www.legestadellacavalleria.blogspot.com
La Corte Suprema ha compreso che la croce non è solo un simbolo cristiano e neppure, aggiungo io, solo religioso. Non si dovrebbe confondere la Croce con il Crocifisso. La Croce è un simbolo antichissimo trovato già in scavi di insediamenti preistorici (circa 10.000 anni a. C.),. Anche l’Ankh, la croce ansata dagli Egizi, è ritenuta derivazione di un simbolo paleolitico della Dea Madre. Molti studiosi considerano la croce e la spirale tra i primi simboli del culto solare che, si diffuse fin dalla preistoria.
Non dimentichiamo poi l’uso che ne fecero i Romani ed altri come orribile strumento di morte, oppure la croce che brucia usata dal Ku Klux Klan o la svastica, anch’essa antica e diversa rappresentazione della croce.
Il Crocifisso dunque, e non la Croce, dovrebbe essere l’emblema del Cristianesimo, questa religione infatti trae il suo fondamento principe dalla divinità di Cristo rivela con la sua Resurrezione dopo la morte di croce.
Esporre un Crocifisso, oppure una Croce con la scritta INRI, è incontestabilmente un richiamo al Cristianesimo, esporre una Croce, senza altri attributi, invece può anche non esserlo, tuttavia riconosco che la vista della Croce richiama ai più la religione cristiana.
Ricordo la decisione della Croce Rossa International che nel 2005 decise di utilizzare nella sue insegne il simbolo di un Cristallo, al fine di evitare tensioni, in caso di suoi interventi in zone in cui la Croce è vista come “simbolo nemico”. Analoghe decisioni (“bontà loro”), sono state adottate anche dalla Mezzaluna Rossa International e da Israele. Tutti i simboli possono essere oltre che motivo di venerazione o di studio, anche motivi di tensione se non addirittura di ostilità, tanto che l’utilizzo di alcuni di essi è vietato per legge. I simboli “leciti”, per i Massoni, per i Lions e Rotary, o persone che hanno compreso il valore della tolleranza e del rispetto delle opinioni altrui, non devono essere considerati una “violenza”. Sarebbe altrettanto “violento” imporli o eliminarli coercitivamente, in dispregio all’opinione della maggioranza.
Il cappello del governatore, non ossequiato, fu causa di condanna per Guglielmo Tell. Già, il cappello…I Cristiani entrano in Chiesa a capo scoperto, gli Ebrei in Sinagoga con il kippà e gli Islamici per andare in Moschea si tolgono anche le scarpe.
Andando in un Paese diverso dal nostro, siamo noi che dobbiamo rispetto, prima di pretenderlo, pertanto cari amici, ci toglieremo il cappello in Chiesa, anche le scarpe in moschea ed indosseremo un copricapo adatto in una sinagoga, senza che ciò ci appaia una coercizione.
Riflessioni di un laico (anonimo)
Non si può arrivare alla prosperità scoraggiando l’intrapendenza.
Non si può rafforzare il debole rendendo più debole il forte.
Non si può aiutare il piccolo abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe rovinando i datori di lavoro.
Non si può vivere serenamente spendendo di più di quanto si guadagna.
Non si può promuovere la fratellanza fra gli uomini predicando l’odio di classe
Non si può istaurare una vera sicurezza sociale adoperando per questo scopo denaro preso in prestito.
Non si può formare il carattere e il coraggio di un uomo togliendogli l’iniziativa e l’indipendenza.Non si può aiutare perennemente la gente facendo per essa ciò che essa potrebbe fare da sola.Un abbraccio a tutti e a presto. Pietro
Pezzo tratto dai quaderni di SERENAMENTE (dott. Giuseppe Vacca)S.O.M.I. d'Italia- via Iberia Roma