Ordini Cavallereschi Crucesignati

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lunedì 19 gennaio 2015

ACCORDO FISCALE FRA SVIZZERA E ITALIA CON SCAMBIO D'INFORMAZIONI FINANZIARIE

Dott. Pietro VITALE
(Storico, medievalista e scrittore)
direttore del blog international:
www.legestadellacavalleria.blogspot.com
Giornalista-pubblicista.

Domanda:
Dott. LAURENZANO
In Svizzera il segreto bancario è uno strumento a supporto della protezione della sfera privata. percepito dai cittadini come mezzo legittimo per equilibrare il potere dello Stato, il segreto bancario è fortemente ancorato nella coscienza degli svizzeri. Con la caduta del segreto bancario fra Italia e Svizzera viene lanciato un segnale forte verso la moralizzazione della coscienza civica di ogni contribuente. L 'economia nazionale ha subito danni notevoli dal trasferimento illegale all 'estero di grosse risorse finanziarie sottratte allo sviluppo economico del nostro Paese. Evasione e corruzione hanno finora segnato la nostra vita pubblica con grave pregiudizio di credibilità ' dell 'Italia sui mercati internazionali . Vi può ' fare il punto della situazione?
Risposta:
                                               SEGRETO BANCARIO, ADDIO!
Dopo la decisione a sorpresa della Banca centrale svizzera di sganciare il franco dall’euro con la conseguente tempesta finanziaria di questi giorni, nella vicina Confederazione si registra un’altra svolta epocale: si avvicina la fine del segreto bancario! Italia e Svizzera, dopo tre anni di difficile negoziato, hanno raggiunto un accordo strategico sulla futura cooperazione nelle questioni fiscali, in grado di fornire uno strumento di contrasto dell’evasione fiscale, impensabile fino a qualche anno fa. E’ pronto per la firma un protocollo d’intesa che prevede lo scambio d’informazioni finanziarie in possesso di banche e intermediari finanziari o fiduciari. Informazioni su singoli contribuenti o specifici gruppi di soggetti che potranno essere richieste direttamente dall’Agenzia dell’Entrata i cui ispettori avranno piena “visibilità” sui conti in Svizzera dei contribuenti italiani.
Un accordo fiscale di forte impatto che, nelle aspettative di bilancio del nostro Ministero dell’ Economia, rappresenta una spinta importante per il successo della “voluntary disclosure”, il progetto governativo per l’emersione dei capitali “nascosti” all’estero. Attraverso l’autodenuncia da formalizzare entro settembre, persone fisiche e società “sanano” le violazioni valutarie commesse a tutto il 30 settembre 2014. La regolarizzazione comporterà uno sconto sulle sanzioni amministrative e penali, nonché dei termini di accertamento, e il pagamento delle relative imposte. Il notevole apprezzamento del franco svizzero sull’euro potrebbe rendere meno onerosa per il contribuente italiano, sul piano finanziario, la complessa operazione. L’accordo con Berna sarà firmato entro il prossimo 2 marzo, come prescritto dalla disciplina sul rientro dei capitali. 
La “voluntary disclosure” porterà all’Italia un maggior gettito non solo nell’immediato, perché saranno tassati anche i rendimenti futuri dei capitali “riemersi”. Dei 150-200 miliardi detenuti all’estero dai nostri connazionali, la percentuale “nascosta” nei 26 cantoni elvetici è la più alta con circa l’85%. Il Governo italiano punta molto sul gettito tributario correlato all’ “operazione capitali pulitii” per riequilibrare i dissestati conti pubblici, da tempo sotto osservazione da parte delle autorità comunitarie. Si ipotizza un flusso di entrate di oltre sei miliardi di euro.
La previsione della fine del segreto bancario nei forzieri svizzeri dovrebbe dunque incentivare il contribuente del Belpaese con capitali esportati illegalmente in Svizzera a sfruttare questa ultima occasione per mettersi in regola senza incorrere in sanzioni penali per reati fiscali, senza necessariamente poi dover rimpatriare i capitali in Italia. A differenza di quanto avvenuto con lo “scudo fiscale Tremonti”, non sarà previsto l’anonimato. Lo scambio di informazioni, secondo i parametri dell’ OCSE, rappresenta per la Svizzera, che ha già raggiunto analoghe intese fiscali con Germania, Inghilterra e Austria, il primo passo verso l’adeguamento agli standard internazionali dei regimi interni di fiscalità privilegiata. Sulla questione è stata fissata una road map che, con la caduta del segreto bancario, prevede dal 2017, la totale fuoriuscita della Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali. Una vera rivoluzione nella tranquilla Confederazione elvetica, non più oasi felice per … capitali in libera uscita!



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