Ordini Cavallereschi Crucesignati

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venerdì 13 novembre 2009

PENSIERI E LIBERTA'

“ tavole e riflessioni “
Per gentile comcessione di Maurizio Antonio De Pascalis
Riflessioni di un massone “in sonno” del Fratello Mau.A. De Pas. ora risvegliatosi nella R\L\Honor all’Oriente di Roma all’Obb\ del SOMI - Roma, 12 giugno 2007 E.V.

Per me è iniziato il sonno.
Ho compiuto il passo. Ho attraversato lo Stige e Caronte mi sta traghettando all’inferno della mia anima.
Inferno che vivo per il distacco.
Dodici anni della mia esistenza sono stati dedicati con totale spirito di servizio all’IDEA.
Ho dato tutto me stesso per i Fratelli, veri o falsi che fossero, nel credo del mio giuramento iniziatico, senza mai chiedere nulla in cambio, spesso neanche grazie.
Ho scavato la mia anima nei più reconditi pertugi, cercando in me le risposte.
Ho servito la mia obbedienza con spirito di servizio, con l’educazione militare da ufficiale medico che ho ricevuto e che sarò tutta la vita.
Ho attraversato tutti i gradi di una loggia quasi tutti quelli del Rito, rimanendo me stesso. Umile operaio al servizio del G.A.D.U.
Ho iniziato alla “VIA” tanti profani, felice di averlo fatto.
Ho combattuto il grande nemico dell’uomo: il cancro, aiutandomi anche con la fede e la Sorella Morte ha perso la partita a scacchi con me.
È stata una lotta solitaria, in quanto ben pochi Fratelli mi sono stati vicini.
Sono stato calunniato in più modi, ma la mia richiesta di giustizia è sempre caduta nel vuoto.
Molto di quello che ho costruito nel mio Oriente è quotidianamente distrutto.
Altri Fratelli e Sorelle hanno scelto il sonno.
Sarebbero sufficienti a creare una nuova Loggia, se non addirittura un nuovo Oriente.
Che fine a fatto la Via Iniziatica?
Ci riempiamo la bocca di grandi parole, il nostro eloquio tuona, a torto o ragione nel Tempio.
Troppo spesso sono parole vuote o, peggio, di pessimo “copia ed incolla” di internettiana moda.
Mi chiedo: la Massoneria è caduta così in basso o sono gli uomini che, spocchiosamente, indossano collari d’oro, l’hanno travolta?
Il Fuoco Sacro dell’Officina alchemica è basso.
Non si spegnerà mai.
Il Fabbro alchemico è seduto sulla pietra cubica.
Ha la testa tra le mani.
Gli strumenti giacciono per terra.
Il materiale alchemico estratto dalla Cava giace inerte.
Il buio regna sovrano.
Il suo lavoro è fermo.
Su un letto di pietra giaccio io, ad occhi chiusi.
La mia mente vuota.
In realtà vivo una morte apparente che è il sonno.
La mia urna cardiaca piange lacrime di sangue.
Si è interrotto il collegamento con la Via Iniziatica Superiore, la mente.
Sono ritornato ai visceri e alle pulsioni profane.
Pochi falsi iniziati, o meglio iniziati che hanno abbandonato la VIA per interessi terreni stanno demolendo il creato iniziatico, per le loro misere pulsioni viscerali.
Il mio dolore è infinito, ma non posso cedere.
Cedere vorrebbe dire tornare nelle mani di questi uomini, se tali sono.
Sono seduto sulla riva del fiume infernale.
Alle mie spalle solo dolore, urla e lacrime…. Sono i Veri Iniziati che rimpiangono la Vera Via smarrita.
Cosa fare? Attendere.
La legge della vita è onesta.
Presto il Fabbro Alchemico si rialzerà.
Ravviverà il Fuoco Sacro con il mantice, prenderà il metallo estratto dalla Cava Alchemica e con l’aiuto dell’acqua e dell’aria ripartirà.
Sarà la riunione del mio corpo astrale il Fabbro Alchemico con il mio corpo materiale che giace inerte, etereo, sul letto di pietra.
Si riformeranno i sottili fili di connessione e tornerò a battere nuovamente la Pietra Grezza, da Apprendista Libero Muratore che sono e sarò tutta la vita.
“ La ricerca della conoscenza è un dovere per tutti. L’inchiostro dei sapienti vale più del sangue dei martiri ” (dal Corano)

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