Ordini Cavallereschi Crucesignati

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lunedì 3 novembre 2014

ALFANO: "CON TRITON, L'ITALIA SPENDERA' ZERO EURO"

Dott. Pietro VITALE
Giornalista-Pubblicista e Scrittore
Direttore del blog international:
                                                                              ***

Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili, ma al contrario vedete di procurare loro ogni gioia che potete.(Proverbio Sioux)
Domanda:

Dott. Laurenzano, il Ministro Alfano, ha assicurato spiengando che Sabato parte Triton, ha detto, nel "frattempo, che con la chiusura di Mare Nostrum, ci sarà una fase di accompagnamento che durerà due mesi e che costerà all'Italia un terzo di quanto costava Mare nostrum". "Con Triton, l'Italia spenderà zero euro", ha assicurato ancora il Ministro, spiegando che l'operazione europea "costerà 3 milioni di euro al mese, forse poco più e sarà finanziata con fondi europei. L'Italia per Mare Nostrum ha speso 9 milioni e oltre, al mese invece più di 110 milioni in quest' anno". Pattugliamento dei confini marittimi dell’Ue per l’emergenza migranti – Migrazione e legalità. Senza contare, nelle spese il pattugliamento dei confini dell'Ue pe l'emergenza....Migrazione e legalità? Ci chiarisca le idee, dott. Laurenzano, con la Sua lungimiranza e competenza. Il pezzo sarà pubblicato ul blog international:www.legestadellacavalleria.blogspot.com

Risposta:

Orbene, Dott. Vitale. Secondo le mie competenze cercherò di essere quanto più esaustivo:
LA NUOVA MISSIONE EUROPEA NEL MEDITERRANEO COSI DETTA:TRITON
A un anno dalla tragedia di Lampedusa dove persero la vita 366 persone, il 1° novembre ha preso il via la nuova missione europea nel Mediterraneo: “Triton”. E’ il risultato dell’accordo tra l’Italia e Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne, con sede in Polonia.
Si è aperto così un nuovo capitolo per fronteggiare sul piano umanitario le conseguenze drammatiche dell’instabilità politica e dei sanguinosi conflitti civili in Africa: i viaggi della speranza sulle carrette del mare di tanti disperati in fuga dalla violenza e dalla fame verso una vita degna di essere vissuta. E’ la (tardiva!) risposta dell’Europa all’operazione italiana “Mare nostrum” che, in dodici mesi, è riuscita a trarre in salvo circa 100 mila persone e ad arrestare più di 500 scafisti.
L’operazione Triton, è stato chiarito a Bruxelles, deludendo le aspettative del governo italiano, non è propriamente un’operazione di soccorso e non sostituirà gli sforzi italiani di Mare Nostrum che ha cessato ogni attività il 31 ottobre. Presidierà le frontiere europee nel Mediterraneo, “area Schengen”, con operatività decisamente ridotta rispetto a “Mare nostrum” la cui azione di intervento e di soccorso si spingeva sino a ridosso delle coste libiche. Nonostante i limiti e le incertezze, “Triton” è un segnale importante, se rapportato alle lentezze e alle carenze della politica europea in materia di immigrazione e asilo. E’ importante che la legislazione comunitaria in materia diventi la cornice di supporto all’operazione. Da questo punto di vista, il rispetto degli Accordi di Dublino, mirati a individuare rapidamente lo Stato membro competente per l’esame della domanda d’asilo, potrebbe rappresentare il primo importante contributo per un’azione efficace. E’ però auspicabile arrivare a una responsabilità condivisa: oggi ci sono sei Paesi che accolgono il 75% dei rifugiati (Germania, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Italia e Belgio).
Il decollo dell’operazione non è stato facile, con un budget mensile stimato pari a 2,9 milioni di euro per tutto il 2014, a fronte dei 9,5 milioni spesi dall’Italia con Mare nostrum. Otto i Paesi in campo con fornitura di equipaggiamento tecnico e personale: Finlandia, Germania, Spagna, Portogallo, Islanda, Olanda, Francia e Malta. Obiettivo: risolvere il problema migratorio nel Mediterraneo. Un problema che presenta inquietanti risvolti correlati alla legalità e cioè alla immigrazione irregolare. Il tema della sicurezza è da tempo nell’occhio del ciclone con controlli non sempre efficaci. Dell’immigrato si perde spesso ogni traccia. Cresce nell’opinione pubblica europea l’intolleranza verso flussi migratori privi di una necessaria regolamentazione in entrata, tale da rafforzare la lotta alla clandestinità e ai mercanti di morte che alimentano questo mercato. Secondo Europol, sono in aumento i clandestini che girano indisturbati per il territorio dell’Unione e che, in assenza di condizioni di vita accettabili, finiscono nella rete della malavita con tutti i fenomeni a essa collegati: microcriminalità, sfruttamento e prostituzione, traffico di armi e droga.
Per neutralizzare gli effetti di una immigrazione selvaggia, si attende da anni un intervento legislativo a livello comunitario per assicurare canali più sicuri e legali per l’accesso dei rifugiati alla protezione. Una risposta umanitaria da conciliarsi con la sicurezza internazionale, il quadro economico-occupazionale e i valori storici dell’Unione europea. Arriverà con il semestre dell’UE a guida italiana?

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