Ordini Cavallereschi Crucesignati

Questo sito è a disposizione di tutti coloro che intendono inviare i loro pezzi, che dovranno essere firmati, articoli sulle gesta della Cavalleria Antica e Moderna, articoli di interesse Sociale, di Medicina,di Religione e delle Forze Armate in generale. Il sottoscritto si riserva il diritto di non pubblicare sul Blog quanto contrario alla morale ed al buon gusto. La collaborazione dei lettori è cosa gradita ed avviene a titolo volontario e gratuito, per entrambi.

martedì 26 aprile 2016

...NON VI E' IL MINIMO CENNO SULLA RESPONSABILITA' RESISTENZIALE DEI MASSACRI CONTRO I VINTI....

RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE COMBATTENTI REDUCI RSI
                                              CONTINUITÀ IDEALE
       

  Gianni Rebaudengo
Presidente RNCR RSI - Continuità Ideale
                                           ******
 In questa Italia devastata, depredata e avvilita da una insensata generazione politica, alla quale fa da corollario la sudditanza ad una Europa da mercanti in fiera ormai prossima all’estrema unzione, c’è ancora, tra i nipotini della liberazione, ceppo storico di tanto sfascio, chi la celebra, sia pur stancamente e collocata in riti che ne mostrano ampiamente la logora trama. E nei quali, malgrado siano trascorsi settant’anni (e la verità storica si sia affermata) non vi è il minimo cenno sulla responsabilità resistenziale dei massacri perpetrati contro i vinti, silenziose le armi: contro i fascisti e presunti tali, militari e civili, uomini e donne, e a far buon peso (per i resistenti) anche ragazzini, maschi e femmine. In un delirio di sopraffazione che rimane unico in tutta la nostra Storia unitaria. Questo celebrano i cosiddetti vincitori (i resistenti) che nei confronti della vittoria, quella autentica, hanno indossato con estrema disinvoltura le penne sgargianti del pavone, nella frusta ed erronea illusione di aver liberato (loro) l’Italia dal nazi-fascismo (formula beota e fantasiosa a coprire ogni sorta di delitto), anziché le multicolori Armate degli Alleati.
   Oggi, come sempre, nell’infausta data del 25 Aprile, quali Combattenti superstiti della Repubblica Sociale Italiana con i più giovani di Continuità Ideale, ricordiamo con infinito intatto dolore ma con immutato orgoglio tutti i Caduti, militari e civili, della Repubblica Sociale Italiana, alla cui testa poniamo il Duce del Fascismo, Benito Mussolini. Una Legione di Caduti per l’Onore d’Italia che ci sprona alla lotta ideale contro la melma partitocratica al guinzaglio della finanza apolide e dell’usura. Riconfermando, così, il nostro giuramento di fedeltà ad un’Idea che nell’attuale marasma mondiale, brilla di luce vivissima, proiettata nel futuro, quando l’attuale ubriacatura dei popoli avrà esaurito i suoi degradanti effetti.
   Per tutti coloro che caddero nella lotta del sangue contro l’oro, si alza forte e solenne il nostro grido: Presente!
                                                                                        
          
Gianni Rebaudengo
Presidente RNCR RSI - Continuità Ideale

sabato 23 aprile 2016

I LIONS E L'EUROPA



   
                            Proposta di service nazionale : “ Conoscere meglio l’Europa”.
                                                         di Antonio Laurenzano
“Conoscere meglio l’Europa” è il service nazionale che il Lions Club Padova Piscopia proporrà al prossimo Congresso dei Lions, in programma a Sanremo dal 20 al 22 maggio.  

L’Europa non fa più sognare. E’ profondo il disagio percepito in gran parte dell’Unione. Euroscetticismo e nazional-populismo dominano da tempo la scena europea e risulta difficile immaginare il futuro politico-istituzionale dell’Ue. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di divisioni  e contraddizioni, acuite dalla crisi finanziaria ed economica. Un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Si pagano a caro prezzo i compromessi al ribasso e i tanti ritardi sull’attuazione delle riforme. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini.

 E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione, ma soprattutto si sta dissolvendo l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori. “L’Europa della malinconia”! Ma pur incompiuta, l’Europa è comunque un’opera davvero nuova e grandiosa, ricca di prospettive. Un’opera da completare, che chiede e merita sforzi e sacrifici.

Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide del Terzo Millennio, per trovare la via del futuro, un futuro sostenibile e innovativo per l’Europa, non basta l’unità delle monete e delle banche centrali. Deve nascere un’Europa dei cittadini che nutra dei suoi valori e delle sue tradizioni migliori un progetto di futuro forte e avanzato. Deve cioè formarsi una coscienza europea intesa come identità e condivisione di valori storici, culturali e spirituali per l’affermazione dei principi di libertà, fratellanza e solidarietà.

E proprio in questa ottica si pone la proposta di service dei Lions di Padova: diffondere soprattutto fra i giovani il messaggio ideale dei Padri fondatori dell’Europa, nel rispetto di uno dei  principi fondanti del Lionismo: “creare e promuovere uno spirito di comprensione fra i popoli”. Rilanciare cioè il faticoso processo di integrazione politica del Vecchio Continente, con il vivo auspicio di poter scrivere, grazie al Lionismo, una nuova pagina di storia, nel ricordo del testamento morale di Alcide De Gasperi: “L’Europa è un’eredità destinata ai giovani”.

Lionismo ed Europeismo , nella comune visione della fratellanza e della solidarietà, dovranno costituire l’equazione della pace del Terzo Millennio per la tutela della giustizia sociale e lo sviluppo pacifico di tutti i popoli della terra.

“E’ auspicabile, come ha dichiarato il Past Presidente del Consiglio dei Governatori Rocco Tatangelo, che i delegati al Congresso nazionale di Sanremo siano illuminati e lungimiranti”. La mediocrità storico-culturale si tenga cioè lontana dal Congresso!




giovedì 14 aprile 2016

FONDAZIONE NILDE IOTTI:LA PREMIAZIONE!!

di MARIA SILVESTRINI
Se parlare di Festa della donna sa ormai di retorica, rimane opportuno riflettere sul ruolo che le donne hanno acquisito nella società e sulle difficoltà che ancora oggi creano una invisibile separazione di genere sui luoghi di lavoro e nella vita di tutti i giorni. Con questo obiettivo la Fondazione Nilde Iotti e la segreteria di Taranto del Partito Democratico hanno istituito un Premio per portare alla ribalta il lavoro di figure femminili di particolare rilievo nel territorio jonico. La premiazione si è svolta venerdì 11 nel Salone della Provincia affollato come non mai.
Presidente del Premio la dottoressa Maria Vittoria Colapietro che con la collaborazione di Sergio Scarcia e Tommy Lucarella ha selezionato un parterre di 12 donne che a vario titolo si sono distinte per qualità umane e professionali. “La responsabilità, l’autorevolezza, la bellezza del pensiero di Nilde Iotti sono un riferimento per la nostra città che attraversa un momento difficile presa dalla necessità di mantenere un equilibrio fra salute e lavoro” ha detto la presidente Colapietro nel presentare il premio.
Sul tavolo d’onore due donne impegnate: la direttrice del MarTa Eva Degl’ Innocenti e la Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. La senatrice aprendo la serata ha ricordato le caratteristiche di forza morale e di responsabilità del pensiero di Nilde Iotti ed ha sottolineato come nella Carta Costituzionale sia indicata in maniera chiara la pari dignità di genere che è un punto insopprimibile di libertà. “Pari dignità vuol dire anche pari responsabilità, coerenza nelle scelte, vivere la differenza insieme con gli altri. Specie nelle attività che riguardano la sfera del pubblico e la politica in particolare, la coerenza ed un comportamento etico sono una straordinaria lezione che ci viene proprio dalle donne e dagli uomini della Costituente”
Donne che parlano alle donne di difficoltà superate, di battaglie ancora in corso, di possibilità di rigenerare la società con quella solidità e tenerezza insieme che caratterizzano l’essere femminile. Un melograno in dono a Monica Arcadio, giovane affermata giornalista, redattrice della Gazzetta del Mezzogiorno e del programma “la strada dei miracoli” in onda sulle reti Mediaset; a Stefania Baldassarre, direttrice della Casa circondariale di Taranto in cui cerca di portare motivi di speranza con tante diverse iniziative; a Licia Bitritto Polignano storica imprenditrice della Perlini Sud, impegnata in Confindustria e nella Commissione Pari Opportunità; a Carmen Ture giovane imprenditrice che dai successi di Tursport si va affermando anche con una linea di prestigiosi effetti decorativi, la Eclà. Premiate per l’arte dello spettacolo Clara Cottino storica fondatrice del CREST ed animatrice culturale anche nelle zone più complesse difficili della nostra città come il Borgo antico ed i Tamburi, Roberta Di Laura, affermata ballerina a livello internazionale e Anna Ferruzzo che come attrice calca le scene da moltissimi anni avendo all’attivo tanti film e prestigiosi riconoscimenti. La cultura del volontariato e della solidarietà viene premiata nelle persone di Anna Maria de Tomaso Bonifazi, anima dell’associazione “Libera: nomi e numeri contro le mafie”, una vita passata al servizio degli altri come docente liceale e come attivista politica e sociale, Mariangela Lamanna Vicepresidente del “Comitato 16 Novembre” (è il giorno della protesta degli ammalati di Sla davanti a Montecitorio), ma prima di tutto sorella di Giusy che la SLA costringe a vivere immobile, tracheotomizzata e intubata. Sono una le braccia, le gambe, gli occhi, il cuore dell’altra e insieme, secondo le proprie forze, lottano per tutti i malati di SLA. L’importanza della formazione e della cultura per le giovani generazioni hanno sfaccettature diverse nel Premio Nilde Iotti: Franca Schembari docente e preside per lunghissimi anni prima dell’Istituto professionale Cabrini e poi del Liceo Archita; le sorelle Barbara e Claudia Lacitignola, archeologa l’una e sociologa l’altra, insieme ad Antonella Masella hanno aperto un locale «Cibo per la mente», cultura e altro, addirittura in città vecchia, per ricreare relazioni i fra i giovani ed il territorio; Giusy Boccuni psicologa e psicoterapeuta, presidente dell’associazione ‘CreativaMente’. Il Premio Nilde Iotti ha colto 12 esempi di donne del nostro tempo che sono l’indicazione di quanto si può fare, anche a Taranto, quando si vuole davvero operare per ottenere dei risultati.

mercoledì 23 marzo 2016

LETTERA APERTA: A TUTTI I LIONS CLUBS D'ITALIA



MAIL INVIATA A TUTTI I SOCI DEI LIONS CLUB D'ITALIA
----------------------------------------------------------------------------------------

Gentile Lion,
a nome del Presidente Internazionale Jitsuhiro Yamada, ho il piacere di invitarti a partecipare a un programma speciale che contribuirà a formare il futuro dei Lions club nel MD 108 ITALY.
Aumentare il numero delle donne nei nostri club ed espandere le loro opportunità di fare service è fondamentale per l’Associazione come pure per le persone che serviamo.Quale sostegno nell’affrontare questa sfida, si terrà un Workshop Multidistrettuale sulle Donne il giorno 9 aprile p.v. a Genova, grazie al prezioso contributo organizzativo del Governatore Nino Rinaldi e di tutto Distretto 108 Ia2 e della Commissione sviluppo e partecipazione femminile.Il workshop riunirà Lions esperti che descriveranno le proprie esperienze di service nell’Associazione. In particolare, la Candidata alla carica di Secondo Vice Presidente Internazionale Gudrun Yngvadottir porterà la sua testimonianza di donna impegnata nel Lions e suggerimenti per il coinvolgimento delle donne.Come partecipante, avrai l’occasione di discutere su domande specifiche relative al service Lions femminile nel nostro Multidistretto e formulare domande. Al workshop saranno presenti anche molte donne non socie che condivideranno la loro esperienza di professioniste, imprenditrici, donne impegnate nel sociale a supporto dell’importanza del contributo femminile nella nostra società.I workshop sulle donne hanno il pieno appoggio del Consiglio di Amministrazione di Lions Clubs International e hanno il sostegno dei più alti livelli dell’associazione. Spero che prenderai parte a questa occasione unica.Mi è inoltre particolarmente gradito segnalarti che avremo modo di incontrare la candidata a Vice Presidente Internazionale in occasione di una serata conviviale presso gli splendidi locali di Palazzo della Meridiana il giorno 8 aprile e, per chi lo gradisce, vi è l’opportunità di estendere l’incontro con un programma turistico nella città di Genova.Ti prego di segnalare la partecipazione entro il 05 aprile p.v. secondo le modalità indicate nell’allegato programma dettagliato dell’evento.

Cordiali saluti. Il Presidente del Consiglio dei Governatori:Liliana CARUSO

lunedì 21 marzo 2016

IL FUTURO DELL'EURO ZONA



 
            L’intervento del Presidente della Bce Mario Draghi al Consiglio europeo.
                                               di Antonio Laurenzano
“Fare chiarezza sul futuro dell’Eurozona”. E’ forte il richiamo alle responsabilità della politica lanciato dal Presidente della Bce Mario Draghi a margine dell’ultima sessione economica del vertice Ue di Bruxelles. L’economia non cresce e permangono i timori legati a una deflazione che rischia di allontanare ogni ripresa. E in questa fase di persistente crisi economica particolarmente efficace è il ruolo che sta svolgendo l’autorità monetaria di Francoforte con misure di grande respiro. Significativo il “pacchetto” varato la scorsa settimana: taglio dei tassi d’interesse, acquisti mensili di titoli, anche aziendali (“corporate bond”), finanziamenti alle banche a tasso zero, con un premio in caso di aumento del credito all’economia reale.   
Ma la politica monetaria a sostegno dell’economia ha i suoi limiti, non può affrontare le debolezze sistemiche dell’economia europea. E Draghi lo dice chiaramente: servono riforme strutturali, investimenti pubblici e riduzione delle tasse per far ripartire la domanda. Spetta cioè alla politica recuperare la sua centralità per reagire alla crisi, spetta ai Paesi dell’Eurozona rafforzare la governance dell’euro, superando ogni divisione,  e rispondere all’austerità tedesca.  
Come ha ribadito di recente Giorgio La Malfa sul Corriere, l’unificazione monetaria sta pagando la mancanza di una unione politica, e quindi di un’unione fiscale dei Paesi firmatari del Trattato istitutivo dell’UEM. Si sperava che le regole fissate a Maastricht e le loro successive modificazioni avrebbero consentito ai Paesi dell’Eurozona una crescita forte ed equilibrata. Speranza spazzata via dalla crisi economica e finanziaria del 2007! Senza una vera unione fiscale e una banca centrale prestatore di ultima istanza ogni Paese risponde da solo dei debiti emessi dal suo governo con la conseguenza che eventuali dubbi circa la sua solvibilità provoca un aumento dei tassi d’interesse, una rarefazione del credito, l’arresto della crescita. Ai singoli Paesi sono stati tolti gli strumenti monetari con i quali, prima dell’Unione, affrontavano le crisi macroeconomiche, in primis la svalutazione della moneta nazionale, senza trovarne altri per affrontarle all’interno delle regole che l’Unione si è data. E questo vuoto regolamentare, aggravato dai vincoli imposti alle finanze pubbliche dal Fiscal compact del 2012, ha finora avvantaggiato quei Paesi che sono entrati nell’Unione in una situazione di maggiore stabilità: debito pubblico sotto controllo, flessibilità del costo del lavoro, organizzazione industriale e amministrazione pubblica più efficiente.   
Il richiamo di Draghi va proprio in direzione del superamento degli attuali squilibri economici presenti all’interno dell’Unione: promuovere una revisione profonda dei trattati istitutivi dell’Unione europea con la realizzazione di una unione fiscale di supporto a quella monetaria, con un forte consenso politico dei Paesi che vi aderiscono. Nell’Eurozona l’infinita disputa politica sui vincoli di bilancio ha fatto perdere di vista il nodo centrale della questione: la ripresa economica in un contesto di economia globalizzata dove la forza del mercato in continua evoluzione spiazza non solo le sovranità monetarie ma anche quelle politico-statuali.
Nel quadro europeo sono profonde le divergenze di strutture e di interessi politici ed economici per poter elaborare una comune strategia finalizzata a rafforzare la governance dell’euro. La sfiducia che serpeggia nell’opinione pubblica nei confronti dell’Europa e delle sue istituzioni nasce proprio dalle faide di palazzo e dai tanti egoismi che ritardano ogni progetto di maggiore  integrazione. L’Unione avrà un futuro se dimostra di saper costruire crescita e benessere e non un’asfittica gabbia di procedure!      



   

domenica 20 marzo 2016

A TE, CARO CUGINO (CICCINO) FRANCESCO BALSAMO-SARAI SEMPRE NEL MIO CUORE:MAESTRO,POETA,SCRITTORE,UMANISTA. DEDICO QUESTO ARTICOLO PRESO SU FB-

Il Salotto Artistico-Letterario “CIVICO 49” ricorda la figura di FRANCO BALSAMO

f4dce6cc-0f7f-4505-a720-5ccee5e32453Durante la riunione svoltasi giovedì 17 marzo 2016 alle ore 18.00, i membri del Salotto artistico-letterario “Civico 49” hanno ricordato la figura poliedrica del maestro Franco Balsamo, conosciuto da tutti come “Ciccino”, scomparso di recente, il quale è stato uno dei protagonisti della società barrese ed ha inciso talvolta in modo determinante nella vita sociale, culturale, artistica, religiosa e politica del nostro paese.
“Franco Balsamo nasce a Barrafranca nel 1929 da una famiglia molto religiosa e vi muore, dopo una vita intensa, nel 2016. E’ stato insegnante di scuola elementare dal 1948 al 1984. Per molti anni ha lavorato nelle scuole italiane all’estero, prima ad Asmara in Eritrea e poi a Baden in Svizzera. Ha molto viaggiato in Europa, Africa e America. E’ stato corrispondente del “Giornale di Sicilia”. E’ stato un poeta prolifico e appassionato. Tra le opere: “Malinconica Musa”, “Aculei d’agavi”, “Nel cammino della notte”, “Ultima vetrina”, “Transeat calix iste”, “II fiume del tempo”, e la silloge riassuntiva “Fior da fiore” del 2002; un libro storico: “Barrafranca, vita, fatti e personaggi” uscito in due edizioni e un curioso libro di aforismi e riflessioni “Ditelo con i fiori, mille pensieri d’amore, ad uso dei fiorai”. Sulla sua poesia si può dire che ruoti tutta sul tema dell’amore. Come scrive Franca Rovigatti “Balsamo idolatra l’amore e insieme lo sacralizza, collegandolo, in linea di discendenza diretta, al divino”.  Salotto artistico letterario "Civico 49"Apparentemente spavaldo, sicuro di sé in ogni circostanza e nei rapporti umani, nella poesia rivela una vena malinconica che si stempera solo nella continua ricerca della bellezza. Ciccino era uno dei pochissimi uomini che si potevano permettere di portare la cravatta a farfalla, senza sembrare ridicoli; infatti aveva stile, generosità e senso dell’ironia e dell’autoironia”. Tratto da un ricordo del prof. Carmelo Orofino.
Dopo essersi scambiati gli auguri di Buona Pasqua con tutti i familiari, i membri del Salotto artistico-letterario “Civico 49”, trascorsa la pausa pasquale, riprenderanno le loro piacevoli e proficue riunioni Giovedì 31 Marzo alle ore 18,00, sempre nella casa paterna di Gaetano Vicari.

sabato 5 marzo 2016

MISCELLANEA DELLA POLITICA: DOMOCRAZIA?, LADRI E BANDITI? DISCRIZIONALITA' DEI GIUDICI?



LA DEMOCRAZIA….?
di Alessandro MEZZANO
( 02-03-16 )
.Premettiamo che a noi la democrazia non piace non fosse altro perché è inderogabile  legge di natura che la qualità è inversamente proporzionale alla quantità.
Questo non è comunque né il tempo, né il luogo per discutere della nostra idiosincrasia, ma , al di là delle nostre personali convinzioni, dobbiamo constatare che viviamo, almeno formalmente, in regime democratico.
La regola della democrazia vorrebbe che l’opinione maggioritaria su qualsiasi argomento, fosse legge e facesse aggio su qualsiasi opposizione di minoranza.
Tanto premesso, non è spiegabile, né accettabile, che la politica non muti le proprie opinioni e non legiferi di conseguenza, sotto la spinta della pubblica opinione.
Ci riferiamo alla posizione che la grande maggioranza dei cittadini ha circa l’attuale legge sulla legittima difesa, che vieta, in quasi ogni circostanza, l’uso delle armi contro i delinquenti che si introducono nelle abitazioni dei cittadini per compiervi furti o rapine.
Ascoltando le tante interviste televisive, i commenti sui giornali, e parlando con la gente, risulta che la grande maggioranza dei cittadini, impauriti da una delinquenza traboccante che quotidianamente entra nelle case per rapinare e dalla sua crescente ferocia che tortura, stupra ed uccide, ed a fronte di uno Stato che NON è più in grado di garantire la sicurezza, vorrebbe avere la possibilità di difendere la propria vita ed i propri averi usando le armi senza per questo incorrere quasi sempre in denunce, non tanto di eccesso di legittima difesa, quanto addirittura di tentato omicidio o di vedersi condannare a rifondere i danni al delinquente ferito mentre stava rapinandolo ..!!
Siamo al paradosso che inverte le situazioni trasformando le vittime in carnefici ed i delinquenti in vittime !!!
Nessuno ha costretto i delinquenti a delinquere e pertanto, se nel corso dei loro delitti essi si trovano in situazioni di pericolo, se la sono cercata ..!!
D’altronde un rapinatore che con il suo turpe “mestiere” guadagna almeno 20.000 euro al mese, non si convincerà sicuramente a convertirsi in un lavoratore che guadagna 1.000 euro al mese con la fatica quotidiana solamente in grazia di un predicozzo moralista o per il rischio risibile di alcuni mesi di carcere spasso ridotti o condonati da una legge troppo “buonista”.
Lo dimostrano le fedine penali che certificano la continua reiterazione dei delitti e lo dimostra il crescere in numero e ferocia, dei furti e delle rapine.
È una sciocca utopia, una imbecille illusione, una colpevole sottovalutazione di una politica imbelle e presuntuosa porta avanti anziché legiferare, come sarebbe suo preciso dovere democratico, secondo la volontà della maggioranza dei cittadini !!
Ma si sa, come per i maiali del libro di Orwell “La fattoria degli animali”, “tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”
Forse, di fronte ad un pericolo reale per la propria incolumità e per la propria vita, alcuni delinquenti ci penserebbero su un poco di più prima di delinquere ..!

LADRI E BANDITI …?
di  Alessandro MEZZANO
( 29-02-16 )
Nel 2007, il giornalista Marco Lillo scriveva sull’Espresso:”una città di 161.000 abitanti, tanti sono i consulenti esterni della nostra pubblica amministrazione. Una massa enorme che succhia ogni anno un miliardo e mezzo di euro dalle casse pubbliche. Architetti, ingeneri, avvocati, commercialisti, ma anche personaggi in cerca di contratto, senza alcuna competenza, figli di ministri, amanti, clienti e famigli, portatori di voti, politici trombati e manager arrestati. Tutti in fila per incassare la loro fetta della grande torta”
Sono passati nove anni, ma nulla è cambiato e la politica corrotta e ladrona ha brillantemente superato la denuncia, con il tacito, succube e un “assenso” dei cittadini, e continua a foraggiare la pletora di parassiti sottraendo alle risorse, sempre più esangui dello stato, quei denari che servirebbero a risanare un bilancio fallimentare!
Chiacchiere, promesse, annunci, menzogne ci bombardano dagli schermi delle TV da parte di una classe politica che non sa e non vuole cambiare una situazione di malaffare, di corruzione e di incompetenza che sta affondando la nazione mentre tanti cittadini non hanno i mezzi sufficienti per la sopravvivenza.!!
Se non ci credete, leggetevi il libro SCURRICULUM di Paolo Casicci e Alberto Fiorillo, con prefazione di Gian Antonio Stella edito da Aliberti (€ 15,00 ) e ve ne troverete una vasta e dettagliata cronaca.



DISCREZIONALITÀ DEI GIUDICI…?
di Alessandro MEZZANO
( 27-02-16 )
 In teoria, la discrezionalità concessa ai giudici dovrebbe essere uno strumento per raccordare la lettera della legge alle specifiche situazioni con il particolare obiettivo di tenere conto del vissuto dei protagonisti e di tutte quelle condizioni che hanno agito, consciamente o inconsciamente, sui fatti in esame ed in giudizio.
Purtroppo tale discrezionalità è spesso talmente irragionevolmente ampia da svuotare la legge del suo significato specialmente quando permette alle ideologie personali di intervenire nella valutazione.
Lo evidenzia, per esempio, la disparità  del criterio di giudizio tra l’azione criminosa di ladri e rapinatori che non hanno dimostrato nessun rispetto per l’incolumità delle proprie vittime e quello usato per condannare la legittime difesa, che si giudica eccessiva,  da parte delle vittime di quei reati.
Nel primo caso condanne talmente lievi da porre in libertà, dopo tempi ridicolmente brevi i delinquenti liberi di reiterare sovente i loro misfatti.
Nel secondo, una vera e propria azione persecutoria verso le vittime che hanno reagito ad un pericolo oggettivo, imminente e grave a causa di una situazione sicuramente non provocata da loro quasi che non avessero il sacrosanto diritto di difendere i propri averi e la propria incolumità!
Si verifica, nei fatti, un’inversione di legalità e la legge ed i tribunali diventano praticamente più strumenti per la difesa dei delinquenti che non usbergo per le loro vittime.
Si manda così il messaggio che essere onesti cittadini, ligi ai propri doveri, non dà nessun vantaggio, ma che invece conviene fregarsene della legge, ché tanto si può sempre contare su un giudice contrario alla severità ed incline al perdono ..!!
Siamo perfettamente coscienti che non sempre è così, ma lo è troppo spesso.
Può darsi che il “buonismo” di quei giudici abbia le sue motivazioni nell’affollamento delle carceri, nel costo delle carcerazioni o nella ingenua convinzione, contraddetta dai fatti, che una punizione blanda concorra al recupero sociale dei rei, ma non ci sembrano, nessuna di queste, ragioni valide per un comportamento che nuoce ai cittadini onesti e che disgrega e contrasta le basi sociali per le quali le leggi sono promulgate!
Vorremmo perciò che la discrezionalità dei giudici fosse limitata per legge entro parametri ragionevoli e che la magistratura fosse obbligata a comminare le pene previste per i reati senza eccessivi sconti e senza travisamenti.
Se servono più carceri, costruiamole o rendiamo operative quelle costruite e vuote e facciamo contribuire al loro mantenimento i carcerati impiegandoli in lavori  socialmente utili come i rimboschimenti o il dragaggio dei fiumi!
In quasi tutti i Paesi civili è così e non si vede per quale motivo non debba esserlo anche in Italia ..!!!